Visualizzazione post con etichetta EVA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta EVA. Mostra tutti i post

Acqua nel casco: Parmitano e Nasa spiegano incidente seconda EVA


Sono stati polso e sangue freddo a salvare la vita di Luca Parmitano, di fronte a un evento non previsto, inedito, in parte sottovalutato e mai simulato a Terra. Lo dice il report redatto dalla commissione Mishap Investigation Board, in sigla Mib, appositamente istituita dalla Nasa per fare luce sull'incidente in cui l'astronauta italiano ha rischiato di annegare nello spazio nel corso dell'attività extraveicolare (Eva) numero 23.

Spazio, extravehicular mobility unit più sicura con soluzione low-cost


È il 16 luglio 2013 e Luca Parmitano sta effettuando la sua seconda passeggiata nello spazio quando dopo solo un’ora e 32 minuti il centro di controllo della NASA a Houston invia l’ordine di interrompere le attività extraveicolari e tornare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. C’è un’infiltrazione d’acqua nel casco dell’astronauta: all’inizio solo qualche goccia gli accarezza la nuca, poi circa un litro e mezzo di liquido gli circonda il viso coprendogli occhi e narici. Parmitano ricorda  così quei minuti difficili:

Spazio, conclusa la prima passeggiata tra le stelle di Luca Parmitano


L'astronauta italiano Luca Parmitano è entrato ufficilamente nella storia poco dopo le 15 di martedì 9 luglio 2013: è lui il primo italiano ad aver compiuto una "passeggiata spaziale", ovvero una attività extraveicolare all'esterno della Stazione spaziale internazionale. Dopo Franco Malerba, primo italiano ad andare nello spazio nel 1992, è toccato al maggiore Parmitano, 37enne catanese nato a Paternò, pilota sperimentatore dell'Aeronautica militare, attualmente in orbita per la missione di 6 mesi "Volare" dell'Agenzia spaziale italiana, segnare questo nuovo importante primato per la storia aerospaziale del nostro Paese.