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Blogmeter, quotidiani e social media: più bravi su Facebook e Twitter


Come gestiscono i social media le testate quotidiane italiane? Come si rapportano ai loro lettori su Facebook e Twitter, i due social media più importanti? Ai due interrogativi ha risposto Blogmeter attraverso una ricerca presentata durante il recente Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Blogmeter, grazie al suo strumento di analisi Social Analytics, ha rilevato ben 11,5 milioni di interazioni, sviluppate da 56 pagine facebook e 38 account twitter delle maggiori testate giornalistiche italiane nei primi tre mesi dell’anno. 

Le performance del comparto su Facebook sono riassunte nella Engagement Map che mostra il posizionamento secondo il numero dei fan (ascisse), il total engagement come somma di like, commenti, condivisioni, post spontanei in bacheca (ordinate), il numero di post scritti (ampiezza della bolla). Il quadrante dei leader è occupato da La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Fanpage.it (la testata all digital che raccoglie più fan di tutti), Leggo (al terzo posto per numero di condivisioni e commenti suscitati). 

Seguono a distanza il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport. La Repubblica stacca tutti per quantità di interazioni: sono circa 5 milioni quelle suscitate in 3 mesi, mentre il Fatto Quotidiano si ferma a 2 milioni. Promettente la posizione de Il Messaggero, Il Giornale, Libero, The Huffington Post, che riescono a coinvolgere i propri lettori pur non avendone un numero superiore alla media. Purtroppo la maggior parte delle testate ricade nel quadrante dei laggards (non visualizzati per consentire una migliore lettura del grafico) coloro che sono in forte ritardo sia in termini di fan che di coinvolgimento. 

 Su Twitter i meglio posizionati in termini di follower e di mention (RT, Reply e citazioni spontanee ricevute) sono La Repubblica (con oltre 800.000 follower e circa 207.000 menzioni in 3 mesi), Il Corriere della sera, Il Fatto Quotidiano, La Stampa, Il Sole 24 Ore, La Gazzetta dello Sport e Il Post. Con un numero di citazioni superiori alla media del settore anche Linkiesta e Fanpage.it. Anche qui la maggior parte delle testate risulta in ritardo nell’uso del mezzo. I giornali più grandi tendono ad usare più account tematici verticali e a sfruttare la notorietà dei giornalisti per socializzare le notizie. 

Paga la pratica del live twitting e l’uso degli hashtag in occasione di eventi quali le elezioni e Sanremo. "Rispetto allo scorso anno emerge una maggiore presa di coscienza dell’importanza dei social media – sostiene Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter - anche se l’utilizzo è meramente strumentale a veicolare traffico sul sito web principale. Scarso l’uso di tecniche di coinvolgimento del lettore: i link puri e semplici vengono preferiti alle foto, che però risultano essere più apprezzate dai lettori.

In definitiva si usano ancora i social media come “nuove edicole”, senza una cura del contenuto postato su Facebook e Twitter, né del dialogo con fan e follower. Eppure l’attenzione alla community potrebbe rivelarsi molto importante nel lungo periodo, per fidelizzare i lettori e stimolarli, eventualmente, ad acquistare contenuti di qualità". Il centro storico di Perugia è stato popolato da turisti, visitatori e ospiti provenienti da ogni parte del mondo, confermando il festival un grande evento promozionale per la città a livello internazionale e una grande occasione di networking.


Fonte: Blogmeter

Due italiani su tre preferiscono informazione su Web e social media


Lewis Pr, agenzia globale di comunicazione, ha condotto un’indagine per capire realmente da quale fonte gli italiani preferiscono attingere informazioni. Secondo la ricerca, solo il 9,2% degli italiani si informa sfogliando il classico giornale nazionale, mentre il 63% dichiara di consultare prevalentemente le testate a tiratura nazionale direttamente sul loro portale Internet. Così facendo, l’autorevolezza della fonte è garantita e al tempo stesso si ha la possibilità di confrontare velocemente e a costo zero le diverse sfumature che assumono le news. Stessa percentuale (12,3%) per chi preferisce i siti indipendenti e per chi, oltre a informarsi, vuole interagire dando il proprio punto di vista con link postati sui social network. Più in generale, ancora poco spazio viene dato ai blog (3,1%), considerati forse troppo poco attendibili. La ricerca ha analizzato anche le fonti per genere di notizia.

Per le novità politiche, il 70% degli intervistati pone massima fiducia nei siti dei grandi quotidiani, percentuale pressoché confermata anche per la cronaca (68%). Per le notizie più leggere come lo sport, la quota scende più della metà (33%), ma occorre considerare che il 30% dei rispondenti dichiara di non interessarsi all’argomento, cosa che raramente accade per le altre categorie (rispettivamente 3% e 1,5%). Forse perché chiunque può averne uno, forse perché spuntano sul web come i funghi, ma i blog non riescono a convincere fino in fondo gli internauti, che per il 59% dichiarano di seguirli, ma di preferire comunque fonti più certe. Percentuale simile per le due visioni opposte di chi si fida ciecamente di questi spazi autoregolamentati (9%), e di chi, invece, non si degna nemmeno di consultarli (10%). Il 22%, pur non considerandoli particolarmente autorevoli, ama conoscere e confrontare punti di vista diversi tra loro.

Anche rispetto ai social media, più della metà degli intervistati (53%) preferisce i siti delle testate nazionali, ma la possibilità di condividere e commentare le notizie attira il 27% degli utenti. Agli estremi emergono invece quel 10% che dichiara di utilizzare le reti sociali solo per coltivare i rapporti con i propri contatti e, l’altro 10%, che confida nella veridicità delle notizie, dal momento che arrivano comunque da fonti autorevoli. "Il panorama dell’informazione è cambiato radicalmente in questi ultimi anni e ha portato il lettore a districarsi in un groviglio di notizie che si susseguono a ritmo incessante", ha dichiarato Maria Teresa Trifiletti, General Manager di Lewis in Italia. "[...] La carta stampata, che ci ha abituato a ricevere notizie in modo regolare e pacato, ha perso la sua posizione privilegiata, lasciando spazio a Internet, divenuto oggi una realtà imprescindibile per l’informazione", conclude Trifiletti.

Fonte: Lewis Pr
Via: Adnkronos