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Tesla Model S P90D contro Qantas Boeing 737-800 in un'epica sfida


Sfida fra Boeing 737-800 della compagnia Qantas e Tesla Model S P90D, berlina elettrica più veloce di sempre. La pista di tre chilometri all'Aeroporto di Avalon - a sud ovest di Melbourne, Australia - ha fatto da cornice per una prova unica di innovazione, abilità e potenza. E' stato un duello che ha opposto due esempi di realizzazione ingegneristica l'uno contro l'altra. Un aereo Qantas Boeing 737-800 e un'auto elettrica Tesla Model S P90D. Con i suoi due motori a reazione CFM International, il 737 è in grado di generare più di 50.000 libbre (22.680 kg) di spinta e volare nel cielo ad una velocità di crociera di 850 km/h. Volo in aria, può avvicinarsi alla velocità del suono.

Boeing: con SAA e RSB per espandere la produzione di biocarburanti


Boeing [NYSE: BA] lancia un’iniziativa con South African Airways (SAA) e la Tavola Rotonda sui biomateriali sostenibili (RSB) per incrementare le opportunità per i piccoli coltivatori del Sud Africa di sviluppare colture che producano carburanti sostenibili. Il programma è fondato sull’impegno globale di Boeing, RSB e altri partner ad aiutare i coltivatori con piccoli appezzamenti di terreno ad accedere ai mercati per i biocarburanti sostenibili e i biomateriali

Nei prossimi mesi, Boeing e RSB lavoreranno insieme agli stakeholder sudafricani per creare programmi-pilota che generino conoscenze e competenze tra i gruppi di coltivatori che vogliano certificare le proprie coltivazioni come sostenibili. Nel lungo periodo, dato che il Sud Africa sta accumulando competenze in questo settore, molti coltivatori si posizioneranno per inserirsi nella domanda di materie prime per biocarburante certificate, per fornire valore socio-economico alla comunità, senza avere alcun impatto negativo sulle provviste alimentari, sull’acqua dolce e sull’utilizzo dei terreni. 

“South African Airways cerca di guidare lo sviluppo delle catene di fornitura del biocarburante sostenibile in un modo che rafforzi l’opportunità economica del nostro Paese dall’agricoltura locale alla produzione di energia”, ha commentato Ian Cruickshank, SAA Group Environmental Affairs Specialist. “Il nostro progetto congiunto con Boeing e RSB è un primo passo verso l’obiettivo di assicurare che i nostri sforzi diano beneficio ai piccoli proprietari terrieri, che potranno contribuire all’economia rurale del nostro Paese”. 

“L’industria per il biocarburante per l’aviazione sostenibile rappresenta una chance per questa comunità di piccoli coltivatori di perseguire uno sviluppo economico che potrebbe avere un impatto positivo sui loro mezzi di sostentamento”, ha dichiarato Lianne Stein, vice president Global Corporate Citizenship di Boeing. “A nome dell’impegno di Boeing a costruire comunità migliori nel mondo, stiamo lavorando per garantire risultati positivi per l’ambiente e, soprattutto, per la gente dell’Africa del Sud”. 

“Lavoreremo con i nostri partner in tutto il Paese per identificare in che modo possiamo collaborare per aiutare i piccoli coltivatori a migliorare le loro produzioni e l’indotto”, ha dichiarato Rolf Hogan, Executive Secretary del Roundtable on Sustainable Biomaterials. “Certificare i piccoli coltivatori è il modo più sicuro per assicurare non solo che i biocarburanti sostenibili riducano le emissioni di CO2 ma anche per migliorare i mezzi di sostentamento delle comunità rurali”. 

Questa iniziativa segue l’annuncio fatto a ottobre 2013 sulla collaborazione tra Boeing e South African Airways per sviluppare la catena di fornitura di biocarburante per l’aviazione sostenibile nell’Africa del Sud. Inoltre è allineato a un impegno analogo di Boeing e RSB per l’espansione delle opportunità di coltivazione di biocarburante per i piccoli proprietari terrieri del Sud Africa. 

Se prodotto in modo sostenibile, il biocarburante per l’aviazione emette dal 50 all’80% in meno di emissioni di CO2 lungo il suo ciclo di vita (in confronto al carburante fossile), poiché le materie prime del biocarburante assorbono l’anidride carbonica durante il loro ciclo di sviluppo. Il biocarburante raffinato approvato per l’aviazione in compliance con gli standard è mescolato con fino al 50% del tradizionale carburante per aerei. Da quando questo tipo di combustibile è stato approvato, oltre 1.500 voli passeggeri in tutto il mondo sono stati effettuati utilizzando biocarburante.

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Biocarburanti, dai batteri transgenici per produrre Diesel on demand


Sembra fantascienza, ma un gruppo di ricerca dell'Università di Exeter, con il supporto di Shell e Biotechnology and biological sciences research Council (Bbsrc) Industry interchange partnership grant, hanno sviluppato un metodo per far produrre ai batteri diesel su richiesta. Il risultato, pubblicato sulla rivista dell'Accademia di Scienze degli Stati uniti (Pnas), si deve a un gruppo coordinato dal britannico John Love dell'università di Exeter a Devon.Il diesel, prodotto da particolari ceppi di batteri escherichia coli, è quasi identico al gasolio convenzionale e quindi non ha bisogno di essere mescolato con i prodotti petroliferi come spesso richiesto dai biodiesel derivati da oli vegetali.

Il team di Exeter spiega che «Mentre la tecnologia deve ancora affrontare molte sfide significative per la sua commercializzazione, il diesel prodotto dai batteri di E. coli è quasi identico al gasolio convenzionale. Questo significa che non ha bisogno di essere miscelato ai prodotti petroliferi come spesso richiesto per il biodiesel derivato da oli vegetali. Questo significa anche che il diesel può essere utilizzato nelle attuali infrastrutture di rifornimento esistenti, perché motori, oleodotti e petroliere non hanno bisogno di essere modificati. I biocarburanti con queste caratteristiche vengono definiti "drop-ins"». 

John Love, che insegna bioscienze all'università di Exeter, sottolinea che «La produzione di un biocarburante commerciale che possa essere utilizzato senza la necessità di modificare i veicoli era fin dall'inizio l'obiettivo di questo progetto. Sostituire il diesel convenzionale con un biocarburante carbon neutral a livello commerciale sarebbe un enorme passo verso il raggiungimento del nostro obiettivo di una riduzione dell'80% delle emissioni di gas serra entro il 2050. La domanda globale di energia è in aumento e un combustibile che è indipendente sia dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio a livello mondiale che dall'instabilità politica è una prospettiva sempre più attraente». 


Gli escherichia coli trasformano naturalmente gli zuccheri in grasso per realizzare le membrane cellulari. Sfruttando questo processo naturale di produzione di olio possono essere create molecole di olio combustibile sintetico. La produzione su larga scala utilizzando l'E. coli come il catalizzatore è già conosciuta nell'industria farmaceutica e, anche se il biodiesel è attualmente prodotto in piccole quantità in laboratorio, il lavoro dei ricercatori continuerà a vedere se questa può essere una strada commercialmente praticabile per produrre combustibili "drop in". 

Rob Lee, di Shell projects & technology ha detto: «Siamo orgogliosi del lavoro svolto dalla Exeter utilizzando biotecnologie avanzate per creare le specifiche molecole di idrocarburi che conosciamo e che continueranno ad essere molto richieste in futuro. Mentre la tecnologia deve ancora affrontare diversi ostacoli prima della sua commercializzazione, esplorare questo nuovo metodo di produzione di biocarburanti, insieme ad altre tecnologie intelligenti, speriamo che ci possa aiutare ad affrontare le sfide per limitare l'aumento delle emissioni di anidride carbonica, anche in risposta al fabbisogno globale in crescita di carburante per i trasporti».

Resta da vedere se il combustibile prodotto in questo modo sarà in grado di competere in termini di costi con il diesel convenzionale. Inoltre, l'energia non viene mai dal nulla, e l'energia contenuta all'interno di questo combustibile batterico è originata principalmente nel brodo degli acidi grassi in cui sono cresciuti i batteri. Come risultato, a seconda della fonte di questi acidi grassi, questo nuovo carburante potrebbe essere soggetto ad alcune delle stesse critiche mosse ai biocarburanti attualmente in produzione. Per uno, c'è la tesi secondo cui la conversione di cibo (mais, soia o altre colture) in combustibile provoca effetti a catena nel mercato alimentare globale, l'aumento della volatilità dei prezzi alimentari, come riporta uno studio delle Nazioni Unite dello scorso anno.


Fonte: Exter
Via: Smithsonianmag
Foto Credit: Marian Littlejohn