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Ingv, terremoto di Ischia spiegato: elaborazione dati a Grandi Rischi


I satelliti italiani ed europei hanno mostrato con chiarezza la deformazione del suolo. L’epicentro del sisma è stato molto vicino al centro di Casamicciola. Come in ogni emergenza, anche a seguito del terremoto che ha colpito l’isola di Ischia il 21 agosto 2017, alle ore 20:57 italiane, il personale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), organizzato in varie squadre, sta svolgendo sia attività sul campo sia elaborazioni dei dati nelle sale operative INGV del Centro Nazionale Terremoti di Roma e dell’Osservatorio Vesuviano (OV) a Napoli per approfondire la comprensione del fenomeno in atto e fornire supporto agli interventi di Protezione Civile.

Grandi Rischi: possibili forti terremoti in Centro Italia, controllo dighe


Dopo maltempo e nuove forti scosse sismiche, che tengono in ginocchio il Centro Italia, con paesi sommersi dalla neve e valanghe causate molto probabilmente dagli eventi tellurici, a preoccuparsi è la Commissione Grandi Rischi (CGR) della Protezione civile. Le faglie attive nell’Appennino Centrale dal 24 agosto scorso, infatti, con la devastante scossa che ha distrutto Amatrice, non hanno trovato ancora assestamento e, anzi, hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (6-7). Sono tre le zone in cui potrebbe ancora verificarsi un forte sisma, quelle contigue alla faglia principale che corre da N-O a S-E, tra Monte Vettore e Monte Gorzano.