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Adobe: certificato digitale usato impropriamente, revoca il 4 ottobre 2012


Adobe sta indagando su quello che sembra essere l'uso improprio di un certificato digitale del codice Adobe. La società prevede di revocare il certificato, il 4 ottobre per tutto il codice software firmato dopo il 10 luglio 2012. L’azienda ha scoperto due malware firmati con certificato sha1RSA. Adobe è in procinto di rilasciare aggiornamenti firmati utilizzando un nuovo certificato digitale per tutti i prodotti interessati.

Brad Arkin, direttore dei prodotti di sicurezza e privacy di Adobe, ha riassunto lo stato attuale delle indagini avviate dall'azienda sull'uso inadeguato di certificati Adobe in un post sul blog. "La maggior parte dei clienti di Adobe non saranno influenzati da questo problema. Tuttavia, per alcuni clienti, in particolare gli amministratori di ambienti gestiti di Windows, potrebbe essere necessario adottare determinate azioni", spiega Arkin.

Per determinare se l'utente o l'organizzazione sono influenzati, Adobe ha messo a disposizione una pagina di supporto sul sito Web di Adobe. L'indagine in corso non ha rilevato pericoli per la privacy, quindi le informazioni sensibili non sono state compromesse. Adobe ha individuato due malware che utilizzano il certificato per mascherarsi come software legittimo.

Ciò significa che la loro eventuale installazione potrebbe permettere ai malintenzionati di elevare i privilegi di accesso e prendere il controllo del computer. Uno dei programmi firmati è lo strumento pwdump7 v.7.1 che permette di estrarre gli hash delle password da un sistema Windows ed è talvolta usato come un unico file che collega in modo statico la libreria OpenSSL libeay32.dll.

La seconda utility dannosa, myGeeksmail.dll, è un filtro ISAPI dannoso. A differenza della prima utility, Adobe non è a conoscenza di versioni accessibili al pubblico.  La revoca del certificato influisce sulla piattaforma Windows e tre applicazioni Adobe AIR (Adobe Muse e applicazioni Adobe AIR Story e servizi desktop Acrobat.com) che girano su Windows e Macintosh.

La revoca non ha effetto su qualsiasi altro software di Adobe per Macintosh o altre piattaforme. Maggiori dettagli che descrivono l'impatto del certificato e le utilità dannose, inclusi i valori degli hash MD5 per i file, sono inclusi nell'Adobe Security Advisor.  Brad Arkin scoraggia gli utenti di aggiungere manualmente il certificato rilasciato a "Adobe Systems Incorporated", emesso da VeriSign, numero di serie 15 e5 ac 0a 48 70 63 71 39 8e da 1a 52 30 04 88.

Adobe ha condiviso informazioni su questi file con i partner della comunità della sicurezza, tra i partecipanti al Microsoft Active Protections Program (MAPP) per consentire loro di sviluppare rapidamente metodi di rilevazione e di quarantena per la protezione contro i programmi di utilità impropriamente firmati. Per ulteriori informazioni relative a questo problema, è possibile consultare il seguente post sul blog.

WhatsApp a rischio hack a causa del numero IMEI usato come password


Oltre 10 miliardi di messaggi gratuiti al giorno. E' la mole di conversazioni che gli utenti di tutto il mondo si scambiano tramite WhatsApp, l'applicazione per iPhone e Android tra le più popolari del pianeta, che consente di scambiarsi sms gratis con la sola necessità di una connessione internet. Tanti pregi però, hanno fatto balzare agli occhi un grosso difetto di sicurezza.

Mozilla rende pubblici per errore 44 mila ID utente e relative password


Mozilla, lo sviluppatore di popolari applicazioni open source come Firefox e Thunderbird, ha annunciato che un database contenente i nomi utente e gli hash delle password appartenenti a utenti dell'addons.mozilla.org è stato reso pubblico per caso. Se avete creato un account su addons.mozilla.org e voi siete uno dei 44.000 utenti che potrebbero essere stati colpiti da questa rivelazione accidentale, dovreste aver ricevuto una email di notifica da parte del team di sicurezza di Mozilla.

Mozilla ha memorizzato le password prima del 9 Aprile 2009 come hash MD5 (Message Digest algorithm 5). Mentre l'algoritmo MD5 può essere utilizzato per memorizzare le password in modo sicuro, non è chiaro come l'MD5 sia stato utilizzato dall'infrastruttura di Mozilla.

Mozilla ha controllato i propri registri e ha stabilito che l'unica persona al di fuori di Mozilla che ha avuto accesso al contenuto è stata la persona che ha rivelato la pubblicazione accidentale attraverso il programma web che permette ai volontari di segnalare bug relativi alla sicurezza. I funzionari della sicurezza di Mozilla sono stati informati della esposizione il 17 dicembre. La Fondazione ha inviato una notifica dell'esposizione via e-mail a tutti i titolari di account il 27 dicembre scorso.

Mozilla ha cancellato i via precauzionale le password di tutti i 44.000 account che sono stati memorizzati in formato MD5 dal sito addons indipendentemente dal fatto che siano stati esposti o meno. Le password appena create non saranno vulnerabili da una simile rivelazione, infatti, dal 9 aprile 2009 Mozilla ha utilizzato la crittografia SHA-512 per memorizzare gli hash delle password di ogni utente, perchè considerata più sicura.


Via: Naked Security