Oltre 10 miliardi di messaggi gratuiti al giorno. E' la mole di conversazioni che gli utenti di tutto il mondo si scambiano tramite WhatsApp, l'applicazione per iPhone e Android tra le più popolari del pianeta, che consente di scambiarsi sms gratis con la sola necessità di una connessione internet. Tanti pregi però, hanno fatto balzare agli occhi un grosso difetto di sicurezza.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Vacanze a quattro zampe, attacco cracker al portale della Brambilla
Il sito 'Vacanze a 4 zampe' di Michela Vittoria Brambilla è stato defacciato dai cracker. Il sito era stato presentato il 10 maggio dal sottosegretario alla Salute Adelfio Elio Cardinale e dalla deputata del Pdl fondatrice della Federazione italiana Associazione diritti animali e ambiente. Defacciato anche il sito principale della Brambilla www.michelavittoriabrambilla.it. Cercando 'Vacanze a 4 zampe' su Google si trova un primo risultato www.vacanzea4zampe.net che reindirizza ad un sito .com non accessibile.
Anonymous OS: giallo sul sistema operativo per hacker basato su Ubuntu
Alcuni componenti di Anonymous, o sedicenti tali, hanno sviluppato una distribuzione di Linux, denominata Anonymous-OS, appositamente dedicata all'hacking e al cracking spiccioli. Ma la voce ufficiale del collettivo smentisce di aver rilasciato la versione personalizzata di Ubuntu e piuttosto avvisa che si tratta d'una versione piena di trojan, malware virus e backdoor. Nel caso specifico, Anonymous-OS viene presentato come un'edizione basata su Ubuntu 11.10, una delle distribuzioni più popolari di Linux, che è a sua volta una variante della Debian e dotata di MATE desktop, un fork di Gnome2 creato per riproporre l'interfaccia precedentemente adottata da Ubuntu.
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Cracker attaccano Epson, rubati i dati personali di 350mila clienti
Cracker hanno rubato i dati personali di 350.000 clienti di Epson Korea Co. registrati la scorsa settimana, l'ultimo di una serie di attacchi informatici che coinvolgono un numero enorme di vittime nel paese. Un funzionario della filiale della Corea del Sud di Seiko Epson Corp. ha detto che la società ha segnalato il caso al regolatore delle comunicazioni. Ha detto che le informazioni personali, inclusi numeri di telefono, indirizzi e-mail, nomi e dati codificati di clienti registrati sul proprio sito Internet è stato compromesso. Il caso e' stato sottoposto alla Communications Commission che da tempo si occupa di sicurezza informatica in un paese in cui si sono registrare tante intrusioni in siti privati e governativi. "Stiamo ancora indagando sul caso e rintracciare gli aggressori", ha detto il funzionario a Reuters, che non vuole essere nominato. La Corea del Sud ha recentemente elaborato un intenso piano master di sicurezza informatica dopo un'ondata di attacchi di hacker contro i suoi enti governativi, imprese e società finanziarie mettendo in luce vulnerabilità delle reti nel paese più cablato del mondo. A fine luglio sia il portale Nate Internet che il sito di blogging Cyworld, entrambi della Comms Sk, erano stati compromessi dal furto di dati riguardanti 35 milioni di utenti. L''attacco, il più grosso mai registrato nel Paese, sembra sia arrivato dalla Cina. Nel mese di aprile, la rete di Nonghyup, una grande banca a partecipazione statale, è stata messa fuori uso con pesanti conseguenze per i milioni di clienti. Procuratori di Seoul, al momento accusano la Corea del Nord per l'incidente, ma quest'ultima nega qualsiasi coinvolgimento. Secondo alcune indiscrezioni il paese asiatico sarebbe nel mirino di alcuni gruppi di hacker operativi nei territori cinesi e della confinante Corea del Nord.
Usa, tweet di Fox News annuncia morte di Obama ma è un cracker
Attacco cracker a uno degli account Twitter di Fox News che annunciava: "Il presidente Barack Obama è morto". Il canale all news di proprietà di Robert Murdoch, non ha mai risparmiato duri attacchi al presidente americano Barack Obama, ma come riporta il sito web del Guardian, questa volta è andato oltre, annunciando, attraverso la pagina del profilo @foxnewspolitics, l'uccisione di Obama proprio in occasione della Festa dell'Indipendenza, che si celebra oggi negli Stati Uniti. A seguito di quello che appare essere stato un verosimile attacco da parte di cracker, @foxnewspolitics ha iniziato a twittare intorno alle 2 del mattino (ora locale) ai suoi 33.000 seguaci il seguente messaggio. "Il presidente è morto. Un triste 4 luglio dunque. Il presidente Barack Obama è morto". Dopo questo primo messaggio ne sono seguiti altri simili con ulteriori dettagli.
"Circa 45 minuti fa è stato colpito da due proiettili nella zona pelvica e al collo. L'attentatore non si capisce", e poco dopo un altro messaggio precisava ancora: "Barack Obama colpito due volte al ristorante Ross nello Iowa". I messaggi sono proseguiti e sono stati condivisi su Internet, ma sembra che Fox News, che non ha voluto comunque rilasciare commenti, abbia ripreso il controllo della sua pagina Twitter. "In bocca al lupo a Joe Biden". La bufala pare sia opera del team “Scriptkiddies“, riuscito a manipolare l'account dell'emittente televisiva Usa, che nel tweet successivo ha rivelato lo "scherzo", non nascondendo le proprie simpatie repubblicane e una certa antipatia per la presidenza Obama: "Auguriamo a Joe Biden un 'in bocca al lupo' quale nuovo presidente degli Stati Uniti. In questi tempi di follia, c'è finalmente una luce alla fine del tunnel".
McAfee: Night Dragon, cyber attacco alle infrastrutture energetiche
McAfee ha pubblicato il rapporto “Night Dragon”, che fa riferimento ad una serie di attacchi provenienti dalla Cina e perpetrati ai danni di una dozzina di multinazionali del settore petrolchimico, energetico e petrolifero. Tra queste sono state identificate 5 aziende con certezza, per le altre sono ancora in corso delle verifiche. I cracker hanno potuto aggirarsi indisturbati almeno per un paio d’anni nei database e nei server delle società coinvolte.
Obiettivo di questi attacchi è stato principalmente il furto di informazioni e dati sensibili dal punto di vista economico e finanziario, ottenuti grazie alla penetrazione sistematica di firewall e reti aziendali, i cui sistemi sono stati sondati con grande pazienza e costanza e quindi ‘bucati’, utilizzando dei ”kit” che si possono acquistare anche su Internet per poche centinaia di dollari.
In almeno un caso i sistemi utilizzati dai criminali informatici del drago notturno sono poi diventati essi stessi dei ”kit”. Alcuni attacchi sembrano risalire addirittura a quattro anni fa. Hanno perciò avuto tutto il tempo di impadronirsi di documenti finanziari relativi allo sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio e dei relativi contratti e piani aziendali e hanno potuto accedere ad informazioni su processi industriali coperti da brevetto. “Si tratta di dati altamente sensibili, che avrebbero un’enorme valore finanziario per i concorrenti - spiega il vice presidente di McAfee Dimitri Alperovitch”.
Non è stato possibile risalire all’identità degli esecutori materiali delle intrusioni, ma gli esperti di McAfee hanno identificato il proprietario di una società con sede nella provincia cinese di Shandong, che fornisce un servizio di web hosting su server americani, sui quali, assicura “non viene tenuta alcuna traccia delle attività svolte”. È su questi server che è stato ospitato il trojan “zwShell” che è stato poi utilizzato dai cyber crminali come grimaldello per penetrare nelle infrastrutture delle multinazionali.
Per le intrusioni sono stati utilizzati due metodi principali: il phishing, con delle email contenenti link a siti infetti, visitando i quali veniva scaricato silenziosamente nel computer dei dipendenti delle società il virus, e l’attacco attraverso SQL injection ai server pubblici. Una volta dentro, gli attaccanti quindi caricano hacker tool liberamente disponibili sui server compromessi, al fine di ottenere visibilità nella rete interna.
“Un evento del genere - afferma Alperovitch - la dice lunga sulla sicurezza delle nostre infrastrutture critiche. Quelli rilevati non erano attacchi sofisticati, ma sono stati comunque in grado di raggiungere degli obiettivi”. Ancora una volta, dopo gli attacchi a Google dello scorso anno, la minaccia proviene dalla Cina e anche in questa occasione non è possibile stabilire se si tratti di azioni sponsorizzate dal governo cinese oppure dell'opera di criminali isolati, nè si conoscono gli eventuali danni prodotti dall’attacco informatico.
Crackato il sistema ReCaptcha anti-bot di Google
Nonostante le smentite da parte di Google, un ricercatore di sicurezza continua ad affermare che il sistema di protezione ReCAPTCHA dei siti web da spammer può essere sfruttato attraverso posta indesiderata. Il ricercatore Jonathan Wilkins ha pubblicato un documento di recente che effettua anche una valutazione di sicurezza del reCAPTCHA. CAPTCHA sta per "Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart", Test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani.
Attacco a Gawker, LinkedIn invita gli utenti a cambiare la password
Dopo l’attacco ai server di Gawker Media con cui circa 1,3 milioni di email e password degli utenti sono state sottratte dai database, è arivata notizia i dati raccolti sono stati diffusi su The Pirate Bay, ponendo così a serio la sicurezza degli account creati su altri siti, con gli stessi identificativi. LinkedIn ha disabilitato le password di utenti i cui indirizzi e-mail sono stati inclusi nei database dei clienti che sono stati esposti all'attacco contro i siti blog di Gawker.
Il sito di networking professionale ha preso questo provvedimento per evitare che i suoi clienti abbiano i loro account LinkedIn dirottati nel caso in cui avessero usato la stessa password utilizzata su qualsiasi dei siti Gawker. "Non vi è alcuna indicazione che il vostro account LinkedIn è stato colpito, ma in quanto condivide una e-mail con gli account compromessi Gawker, abbiamo deciso di garantire la sua sicurezza, chiedendo di reimpostare la password", ha detto la società in una e-mail indirizzata martedi scorso agli utenti. Per reimpostare la password LinkedIn, visitare il sito Web e fare clic su "Sign In" e "Password dimenticata?" e seguire le istruzioni.
I database del sito web di Gawker sono stati compromessi , e le password, nomi utente, gli indirizzi di posta e-amil per circa 1,3 milioni di account utente sono stati pubblicati sul sito di torrent The Pirate Bay Bit durante il fine settimana. Le password sono state crittografati con la tecnologia. Tuttavia, la password debole può facilmente essere incrinata da attacchi di forza bruta. Le persone che usano la stessa password su più siti sono a rischio di avere i loro account compromessi su altri siti compromessi.
Ciò è accaduto già su Twitter, con alcuni account utilizzati per inviare spam poco dopo che la violazione di Gawker era stata pubblicizzata. Gli esperti di sicurezza esortano la gente a scegliere password complesse, cambiarle spesso e di non utilizzare la stessa password su più siti. Anche Yahoo ha chiesto ad alcuni dei suoi utenti attraverso e-mail di resettare la propria password, ma non ha detto che tale avviso era collegato al Gawker, mentre gli sviluppatori di World of Warcraft di Blizzard Entertainment hanno dichiarato apertamente di reimpostare le password degli utenti a causa della violazione di Gawker.
Attacco ai server di Gawker Media: rubate 1,5 milioni di password
Questo fine settimana sono stati compromessi i server di Gawker Media, con una conseguente violazione della sicurezza a Lifehacker, Gizmodo, Gawker, Jezebel, IO9, Jalopnik, Kotaku, Deadspin e Fleshbot. Gawker è la società che pubblica anche Gizmodo, il sito web che a maggio rese pubbliche le prime immagini dell'iPhone 4 smarrito dall'ingegnere di Cupertino.
La società consiglia di modificare le password, soprattutto se utilizzate per altri servizi. Inizialmente l’azienda aveva negato la notizia, ma ora ammette che gli hacker hanno avuto accesso al database dei commenti e al sistema di gestione dei contenuti. Numerose password di utenti sono state rubate da un attacco hacker ai danni dei server Gawker.com. La società consiglia agli utenti di modificare le proprie password, soprattutto se si utilizzano identiche per altri servizi.
Secondo Rich Mogull, esperto di sicurezza IT e Ceo di Securosis le password compromesse potrebbero essere nell'ordine dei milioni, considerando la popolarità in USA dei siti web gestiti da Gawker.com. Secondo gli esperti di sicurezza il danno provocato dal furto degli account di Gawker.com dovrebbe essere limitato, ad eccezione degli utenti che utilizzano lo stesso indirizzo email e la stessa password anche per altri siti e servizi online, come per esempio l'home banking.
"Siamo profondamente imbarazzati da questa violazione - dichiara un messaggio apparso sul sito web ammettendo - "Non siamo in grado di fornire altre informazioni su come l'attacco è stato effettuato, perché questo potrebbe essere usato contro di noi. Dal database che è stato sottoposto all'attacco per circa 17 ore, i cracker sono riusciti a recuperare le password di 273.789 utenti. Incluso nel download vi sono le password legate agli account della NASA, su ogni dominio .Gov e centinaia di banche".
"Si può solo sperare che questi utenti non usino la stessa password ovunque. La dimensione reale del dump del database è 1.247.897 mail. I cracker hanno avuto accesso a tutte le loro e-mail per lungo tempo così come alla maggior parte delle loro infrastrutture di alimentazione del sito. Le password nel database sono criptate (cioè, non vengono memorizzate in formato testo), ma sono ancora vulnerabili agli hacker".
"È necessario cambiare immediatamente la password dei vostri account e se avete usato la stessa password su qualsiasi altro sito web, è necessario anche modificare le password su tutti gli account. Per chi ha effettuato l'accesso tramite Facebook Connect, le password degli utenti non sono state mai memorizzate, tuttavia, la società ha disabilitato temporaneamente il login a Facebook Connect. Per chi volesse porre domande dirette sul recupero dell'account può scrivere all'indirizzo mail help@gawker.com"
Fonte: Medialite
Via: Lifehacker
Cracker maniaco spiava ragazzine tramite webcam su servizio IM
Un maniaco informatico quarantenne di Aquisgrana, in Germania, aveva messo a punto una tecnica per spiare costantemente decine e decine di ragazzine ignare: una volta adescate su internet inviava loro un trojan sottoforma di file di immagine e da quel momento le teneva sotto controllo attraverso la loro webcam. La prima diffusione del software è avvenuta tramite il servizio di messaggistica istantanea ICQ. L’indagine arrivata adesso al termine ha fatto emergere un dato impressionante: sono 150 le vittime del pirata guardone che aveva immagazzinato 3 milioni di immagini su computer e dischi rigidi.
Il maniaco, 44 anni, single e senza figli, è andato avanti indisturbato dall’autunno 2009 all’aprile 2010 quando Thomas Flob, dell’Organizzazione Nazionale per la Protezione dei Dati (BVD) ha tenuto un incontro con gli studenti di una scuola riguardo alla sicurezza di internet. Alcune studentesse gli avevano comunicato in quell’occasione che la spia della loro webcam si accendeva anche se l’avevano spenta in precenza. Il controllo di uno dei computer in questione ha dato l’esito allarmante: i computer delle ragazzine erano sotto controllo.
Avvertita la polizia, è stato semplice risalire al colpevole che è stato arrestato mentre si trovava in casa. Adesso rischia 3 anni di prigione visto che le sue vittime erano tutte minorenni. Celine, 16 anni, è una delle vittime in questione. Non si era accorta di niente e neanche pensava che esistesse un rischio connesso all’uso della webcam: “Non sapevo neanche una cosa del genere si potesse fare. Ora mi sento osservata, come se i muri della mia camera avessero gli occhi. Quando penso che uno sconosciuto mi guardava mentre mi spogliavo mi sento male.
Adesso quando non uso il computer stacco l’alimentazione della webcam, del computer e giro il monitor verso il muro”. Non si sa mai. Wolfgang Bosbach, presidente della commissione parlamentare Affari Interni del Bundestag ha affermato: “Informare i giovani sui rischi di internet è fondamentale. I crimini nella Rete devono essere perseguiti fermamente per offrire un deterrente a chi volesse provarci”. Peter Schaar, altro membro dell’Organizzazione per la Protezione dei Dati ha dichiarato inoltre che la manipolazione di webcam e altri dispositivi è un rischio sottovalutato da molti. Chi vuole proteggersi deve o coprire la webcam con un telo o staccarla direttamente dalla corrente.
Fonte: Bild
Via: Giornalettismo
Cracker cinesi attaccano Gmail
Google sta utilizzando degli avvisi automatici per avvisare gli utenti del suo servizio di messaggistica su Gmail, su tentativi di ampia diffusione di accedere agli account di posta personali da indirizzi Internet in Cina. «Your account was recently accessed from China», questo l'inquietante messaggio che nelle prossime ore alcuni utenti di Gmail potrebbero trovarsi davanti al momento del log in. Si tratta di alert inviati direttamente da Mountain View per segnalare attacchi hacker sferrati dalla Cina con l’obiettivo di violare le email personali.
Kaspersky Lab Report: social network nel mirino dei cybercriminali
Kaspersky Lab, leader nello sviluppo di soluzioni di sicurezza per la gestione di contenuti, annuncia la pubblicazione del Report sulle minacce alla sicurezza informatica relativo al secondo trimestre 2010. Sono stati 540 milioni i tentativi di attacchi malware nei computer di tutto il mondo. Secondo lo studio, i Paesi piu' colpiti sono stati la Cina (il 17,09% degli attacchi), la Russia (11,36%), l'India (9,30%), gli Stati Uniti (5,96%) e il Vietnam (5,44%).
Colpire le vulnerabilità dei programmi e dei servizi più diffusi si conferma essere uno dei metodi tradizionali più utilizzati dai criminali informatici. Otto milioni e mezzo di exploit sono stati rilevati nel periodo di riferimento; il malware più comune risulta essere quello che colpisce le vulnerabilità di Adobe Reader. Complessivamente, oltre 33 milioni di applicazioni e file vulnerabili sono stati individuati sui computer degli utenti nel secondo trimestre 2010.
I cybercriminali registrano le informazioni sulle vulnerabilità nei software e nei servizi più diffusi, sfruttando frequentemente ed in maniera sistematica le vulnerabilità prima che le patch vengano rilasciate. Per questo motivo, i ricercatori devono prestare molta attenzione alle informazioni diffuse sulle vulnerabilità che hanno individuato. Da un lato, l’identificazione di una vulnerabilità fa sì che le aziende interessate cerchino di rilasciare una patch il più presto possibile.
Dall’altro, questa notizia rappresenta un’ulteriore arma nelle mani dei criminali informatici, che ovviamente cercheranno di utilizzarla nel modo più efficace possibile, dichiarano da Kaspersky Lab. Si pensi appunto che solo pochi giorni dopo la comparsa di informazioni sulla possibilità di inserire file eseguibili all’interno di documenti PDF, i cybercriminali hanno iniziato a inondare le caselle di posta elettronica in tutto il mondo con documenti PDF appositamente predisposti.
L’apertura dell’allegato di un messaggio permette così di infettare con un bot computer vulnerabili, facendoli poi diventare parte di una botnet. I criminali informatici stanno sfruttando la popolarità dei siti di social networking diffondendo nuovi tipi di truffe. Esiste ad esempio un nuovo tipo di attacco appositamente progettato per la funzione "mi piace" di Facebook, che i titolari di account possono utilizzare per creare elenchi di file che preferiscono.
Cliccando su un link interessante, l’utente finisce su una pagina che include JavaScript; cliccando in qualsiasi punto della pagina viene attivata la funzione "mi piace" e così facendo il link alla pagina viene automaticamente inviato a tutta la lista di amici dell’utente. Ciò significa che il numero di visite al sito moltiplicherà rapidamente.
Un’altra novità del 2° semestre è stata la capacità di creare e gestire botnet attraverso gli account di Twitter. I cracker sono riusciti a pubblicare i comandi di botnet in forma di testo su una pagina dell’account. L'efficacia delle campagne di spam condotte nel quadro dei social network è ampiamente confermata da certe cifre raccolte.
Basti pensare che, nel corso di un solo attacco effettuato all'interno di Twitter, in una sola ora, più di 2.000 utenti della celebre rete sociale hanno cliccato sul link nocivo inserito dai malintenzionati nel messaggio appositamente allestito. Fortunatamente, gli amministratori di Twitter hanno scoperto il problema rapidamente e sono stati in grado di bloccare immediatamente tutti gli account infetti. Molti utenti di Mac OS ritengono, erroneamente, di sentirsi completamente al sicuro.
Sono difatti convinti che non esistano minacce informatiche in grado di colpire il sistema operativo da essi utilizzato. Si pensi, tuttavia, che è la stessa Apple a riconoscere l'esistenza di codici maligni appositamente elaborati per i Mac. Da un punto di vista strettamente tecnico, quindi, anche Mac OS X, al fine di operare in regime di sicurezza, necessita di adeguata protezione nei confronti del software nocivo. L'articolo completo è disponibile a questo indirizzo.
Via: Adnkronos
Phishing: prosciugavano i conti correnti, sei cracker denunciati a Roma
Sei cybercriminali esperti in phishing, di età compresa tra i 21 e i 65 anni, sono stati identificati e denunciati. Da Milano, Ascoli e Napoli riuscivano a scoprire dati personali come numero di conto corrente, numero di carta di credito, codici di identificazione, degli ignari navigatori del web, e poi sottraevano i soldi e li giravano su vari conti correnti.
I carabinieri della stazione di Roma Viminale hanno accertato che sono 23 mila gli euro fatti transitare con bonifici bancari sui conti correnti, sequestrati, intestati ai sei cracker, mentre i movimenti di altri 45 mila euro sono stati intercettati e le transazioni bloccate tempestivamente. L'indagine dei militari è scattata dopo la denuncia di un cittadino romano che si è visto prosciugare il proprio conto corrente.
E proprio il nuovo ISTR (Internet Security Threath Report), getta luci e ombre sulla sicurezza in Italia. Pubblicato in questi giorni da Symantec e relativo al 2009, testimonia alcuni passi in avanti nel nostro Paese (soprattutto per quanto riguarda le attività maligne) ma evidenzia che c'è ancora molto da fare in alcune aree (phishing e botnet in primis).
“L'ISTR - spiega Antonio Forzieri, Principal Consultant Global Security Services di Symantec - ha rilevato una crescita continua sia del volume sia del grado di complessità degli attacchi informatici”. Tanto che le attività malevoli si sono evolute da semplici truffe a vere e proprie campagne criminali con precisi obiettivi di business. “Stiamo assistendo a una industrializzazione del crimine - continua Forzieri - dove le logiche sono sempre più simili a quelle del mondo imprenditoriale reale”.
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