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Red Hat Enterprise Linux 7 ridefinisce il sistema operativo enterprise


Red Hat, Inc., leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità generale di Red Hat Enterprise Linux 7, la più recente major release della principale piattaforma dell’azienda. Red Hat Enterprise Linux 7 non solo getta le basi per l’open hybrid cloud e porta i workload aziendali su infrastrutture convergenti, ma trasforma il sistema operativo in una commodity. Realizzato per soddisfare le esigenze di data center moderni e i requisiti IT di prossima generazione, Red Hat Enterprise Linux 7 abilita l’intero spettro dell’IT aziendale, dai container applicativi ai servizi cloud.

Tlc: Adoc lancia campagna contro la tassa di concessione governativa


A seguito della recente giurisprudenza tributaria, che ha definito impropria l’applicazione della tassa di concessione governativa, l’Adoc lancia la campagna contro la suddetta tassa, illegittimamente prevista per gli abbonamenti privati e business dei telefoni cellulari. Pertanto l’Adoc mette a disposizione dei consumatori una lettera di diffida per richiedere il rimborso di quanto pagato negli ultimi tre anni, calcolando per i contratti privati 5,16 euro al mese moltiplicato per 36 mesi (per un massimo di 185,76 euro), per i contratti business 12,91 euro al mese per lo stesso periodo (per un massimo di 464,76 euro). 

La diffida va inviata alla propria compagnia telefonica presso la sede legale a mezzo raccomandata A/R, e per conoscenza all’Adoc anche via fax o posta elettronica. Ricordiamo che è necessario allegare copia delle fatture e delle ricevute di pagamento. Le lettere di diffida sono disponibili online sul sito dell’Adoc o a questo link in formato .pdf e presso le sedi territoriali, dove è possibile rivolgersi per qualsiasi chiarimento in merito. La tassa di concessione governativa è un’anomalia del mercato telefonico italiano. Le associazioni consumatori la chiamano, senza mezzi termini, “assurdità anacronistica”, visto che è stata concepita dallo Stato come tassa di lusso. Già, risale al periodo in cui avere un cellulare era un lusso. 

Ora ovviamente non lo è più ma per lo Stato non è facile rinunciare a questa tassa, il cui importo entra interamente nelle sue tasche. Niente va agli operatori, che così non sono tenuti a dare informazioni dettagliate (qui alcuni dettagli tecnici sulla tassa). Si applica solo gli abbonamenti e quindi l’utente non deve pagarla se ha una prepagata (neanche se ha opzioni di ricarica obbligatoria). Da un paio di anni, però, alcuni operatori hanno cominciato a rimborsare la tassa, per sostenere il mercato degli abbonamenti. In Italia, infatti, quest’ultimo è molto ridotto (circa il 15 per cento delle utenze), proprio a causa della tassa.