Visualizzazione post con etichetta Radioattività. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Radioattività. Mostra tutti i post

Dark matter, cacciatore di Wimp più sensibile al mondo è XENON1T


“I migliori risultati sulla materia oscura fino ad ora, ed è solo l’inizio!”, così Elena Aprile, professoressa alla Columbia University e coordinatore internazionale di XENON1T, commenta a nome di tutta la collaborazione i primi risultati dell’esperimento, in acquisizione dati ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), i più grandi laboratori sotterranei al mondo dedicati alla fisica astroparticellare. I risultati, ottenuti con una breve misura di 30 giorni e presentati alla comunità scientifica, consentono a XENON1T di potersi affermare come il più sensibile esperimento al mondo per la ricerca diretta di materia oscura (dark matter).

Salute, in Italia pentole e utensili cucina radioattivi importati da India


Pentole e pentolini, cucchiai e cucchiaini, forchette e coltelli, padelle e scolapasta e altri utensili da cucina: tutto prodotto in India a basso costo attraverso la fusione nella lega d'acciaio del cobalto 60, materiale decisamente più economico ma soprattutto radioattivo che adesso viene cercato in mezza Italia dopo l'approdo nel porto di Taranto. Il motivo: una parte è stata messa in commercio e dopo le analisi è scattato l'allarme da parte delle Asl.

Doodle Google celebra il 144° compleanno del Nobel Marie Curie


Google Doodle celebra il 144° anniversario della nascita di Marie Curie. Il logo rappresenta Marie Curie al suo tavolo di lavoro mentre effettua alcuni esperimenti di chimica. Se clicchiamo sopra veniamo rimandati alla chiave di ricerca della scienziata. Marie Sklodowska Curie nasce il 7 novembre 1867 a Varsavia da una famiglia cattolica numerosa, tanto che lei era la più giovane di cinque figlie. La madre era pianista, cantante e professoressa; il padre, invece, era professore di matematica e fisica. Anche la piccola Marie decide di studiare fisica. Finiti gli studi superiori a 15 anni, nel novembre del 1891, Marie e la sorella maggiore Bronia si trasferiscono in Francia per iscriversi e studiare alla celebre Sorbonne. A Parigi Marie incontrerà Pierre Curie, un professore della scuola di Fisica, che il 26 luglio 1895 diventa suo marito e poi, successivamente, "compagno di laboratorio" nella ricerca scientifica. Nello studio della radioattività, i due coniugi scoprono due nuovi elementi chimici, il radio e il polonio. Marie comprende, inoltre, che la radioattività è un fenomeno atomico, demolendo la convinzione della fisica di allora che l'atomo fosse la particella più piccola della materia. Dalla primavera del 1898, Marie decide di concentrarsi sulla pechblenda. Molto presto si accorge con il marito che nella pechblenda c'è una sostanza sconosciuta, la battezzano radio. La scoperta viene annunciata il 26 dicembre 1898 all'Accademia delle Scienze a Parigi e, nel 1902, riceve il premio Nobel per la Fisica con Becquerel. Nel 1912 fondò l'Institut du Radium, che diresse fino al 1932 quando la direzione passò alla figlia Irène. Chiamato Institut Curie, è tuttora un'importante istituzione scientifica per la ricerca sul cancro. Marie Curie morì il 4 luglio del 1934 di anemia perniciosa in conseguenza della lunga esposizione alle sostanze radioattive.

Via: Biografie Online

Giappone: anche in Italia aumenterà la radioattività, ma in dosi minime


Quantità minime delle radiazioni provenienti dalla centrale di Fukushima sono già arrivate in Europa, ed entro un paio di giorni dovrebbero raggiungere l'Italia, rimanendo però ben al di sotto dei livelli di allarme. Lo affermano alcune agenzie europee specializzate nella rilevazione delle radiazioni. Secondo la Comprehensive Test Ban Treaty Organization, un'agenzia dell'Onu che ha 63 stazioni di osservazione nel mondo, le particelle radioattive giapponesi sarebbero già arrivate in Islanda passando per gli Usa:

"E' solo una questione di giorni prima che si disperdano in tutto l'emisfero nord - afferma Andreas Stohl, uno degli esperti dell'agenzia - ma per l'Europa non ci sono assolutamente pericoli per la salute". La previsione è confermata dall'agenzia francese per la sicurezza nucleare, secondo cui piccole quantità di ioduro radioattivo proveniente da Fukushima, da mille a 10mila volte inferiori a quelle giunte da Chernobyl, valori da 100 a 1.000 milionesimi di baquerel per metro cubo di aria, dovrebbero raggiungere la Francia domani, e poi estendersi verso sud nei giorni successivi.

In Italia ad intercettare la nube «sono i sistemi della Rete nazionale di sorveglianza della radioattività, una rete che è sempre e comunque attiva su tutte le regioni italiane» spiega Giancarlo Torri, responsabile del Servizio misure radiometriche del Dipartimento nucleare dell'Ispra, aggiungendo che «a stamattina non si rileva nessun segnale di incremento di radioattività né sull'Italia né sull'Europa». «Il valore della nube - continua Torri - dipende da quanto materiale radioattivo è uscito, da quanto sta in alto e da quali fenomeni di diluizione è influenzato».

www.weatheronline.co.uk

Giappone, arriva a Fukushima il primo robot che rileva le radiazioni


Un Minirobo - un robottino dotato di quattro videocamere, sensori di temperatura e umidità, un segnalatore di radiazioni e un braccio meccanico per raccogliere materiale e rimuovere eventuali ostacoli - è stato inviato alla centrale di Fukushima dal Nuclear Safety Technology Center (Nustec), l’ente governativo che si occupa della ricerca e della prevenzione dei rischi relativi al nucleare.

Il Minirobo, alto circa 1 metro e mezzo e pesante circa 600 chili, viene costruito in varie versioni; quello inviato a Fukushima è del tipo “rosso”, che serve a rilevare il livello di radiazioni di un dato ambiente. Nei prossimi giorni dovrebbe giungere sul luogo dell’incidente anche la versione “gialla”, utilizzata per monitorare i gas infiammabili e prelevare campioni di polvere da analizzare.

C’è attesa anche per quanto riguarda la messa in opera di altri tipi di robot, come quelli “a serpente”, macchine snodabili in grado di infilarsi fra le macerie e di inviare immagini in tempo reale ai soccorritori su quanto captano i loro occhi robotici, e quelli “sommozzatori”, usati per controllare lo stato delle infrastrutture finite sott’acqua.

La lentezza nell’impiego di automi per le azioni di soccorso ha comunque suscitato la perplessità di molti commentatori; e a buon diritto, considerato anche che, dopo un incidente all’impianto di preparazione di combustibile nucleare di Tokaimura, nel 1999, ne erano stati progettati diversi modelli.

“Ma non ne è stato proseguito lo sviluppo - ha spiegato il professor Satoshi Tadokoro dell’Istituto Internazionale per i Sistemi di Soccorso, ai colleghi della Texas A&M University - perché le compagnie che costruivano gli impianti asserivano di non aver mai avuto incidenti e che le loro centrali erano sicure”.

Foto: Telegraph