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MiR, robot entrano in corsia: colleghi perfetti per medici e operatori


Nella metropoli cinese epicentro del contagio non sono più gli esseri umani a occuparsi di somministrare medicine, cibo e di tenere pulita la struttura. A Wuhan è stato aperto[*] un reparto ospedaliero gestito da robot per proteggere i medici dal coronavirus. Il programma vedrà i robot alimentati a 5G svolgere compiti tra cui il rilevamento della temperatura dei pazienti, la consegna dei pasti e la disinfezione della struttura. Consentirà inoltre ai sanitari di leggere da remoto i parametri vitali dei malati, riducendo la loro esposizione al virus. All’interno di laboratori, industrie farmaceutiche e ospedali, il trasporto di medicinali e campioni di analisi è un’operazione estremamente delicata.

MiR, innovazione robotica per pmi e lavoro al tempo di Industria 4.0


L’impatto dell’automazione e della robotica sul lavoro è più rilevante nel settore manifatturiero. «Automazione e robotica sono due settori strettamente correlati e in continuo sviluppo che stanno prepotentemente prendendo il comando del settore manifatturiero nazionale e mondiale. Significa quindi che l’uomo non ha più un ruolo all’interno della produzione? Ovviamente no, robotica e automazione hanno e avranno sempre bisogno della guida umana. Sfatare il mito che ci vorrebbe tutti superflui e succubi di automi, per giunta sviluppati da noi stessi depredandoci del lavoro, giusto per “tirarci la zappa sui piedi”, è piuttosto semplice», scrive Davide Boaglio, Area Sales Manager Italia, MiR.

Automatica: focus su robotica di servizio e applicazioni collaborative


Automatica 2018, l'ultima edizione del Salone internazionale dell'automazione intelligente e robotica, ha stabilito nuovi record*: oltre 46.000 visitatori (+ 7%) e 890 espositori (+ 7%). Il 19 giugno scorso a Monaco sono tornati sotto i riflettori i temi di tendenza quali robotica collaborativa e sistemi MRK (Motor Robot Kit). Secondo Enrico Krog Iversen – CEO del produttore danese di pinze OnRobot nonché investitore in OptoForce, azienda ungherese specializzata in sensori, e nella start-up statunitense Perception Robotics – non si tratta più solamente di robot collaborativi (cobots). Per l’ex CEO di Universal Robots, il nuovo obiettivo è un approccio olistico alle applicazioni collaborative (CA).

CES, Mobile Industrial Robots punta in alto con AMR: target centrato


Machine learning, intelligenza artificiale (AI) e robotica applicata alla vita quotidiana, sono alcuni dei trend dominanti nel mondo della tecnologia al centro del CES (Consumer Electronic Show) in corso a Las Vegas. La robotica è stata una tendenza negli ultimi anni, ma sarà nel prossimo futuro che il settore conoscerà un boom senza eguali grazie a sistemi innovativi orientati ai servizi, un comparto su cui lavorano molte aziende. E proprio in quest'ottica si inserisce l'attività sviluppata da Mobile Industrial Robots (MiR) che per il 2018 punta a un fatturato di 27 milioni di euro: obiettivo che richiederà, tra le altre cose, un'ulteriore espansione globale e l'assunzione di 50 nuovi dipendenti.

On Robot, svelate le nuove pinze flex per Cobot: ecco la rivoluzione


Versatili e personalizzabili, le nuove pinze sono ideali per cobot utilizzati in lavorazioni meccaniche, movimentazione di materiali e confezionamento. On Robot, azienda danese in rapida crescita, specializzata nella produzione di innovative pinze elettriche per robot collaborativi (cobot), ha presentato una pinza flessibile a basso consumo energetico adatta per cobot utilizzati nella movimentazione di oggetti di diverse dimensioni. Semplice da installare sul braccio del cobot e da programmare, la nuova RG6 è la versione più grande e robusta del modello RG2, e offre un carico utile maggiore rispetto a quello di altre pinze collaborative a due dita attualmente disponibili sul mercato.

Ufficio del futuro tra intelligenza artificiale e tecnologie da indossare


Da una ricerca commissionata da Ricoh Europe a Coleman Parkes emerge che i dipendenti delle aziende europee si aspettano un posto di lavoro del futuro caratterizzato da tecnologie che cambieranno significativamente il modo di lavorare. Intelligenza Artificiale, Ologrammi e tecnologie che si indossano diventeranno presto “nuovi colleghi”? Quest’anno il Web ha compiuto 25 anni e oggi è impossibile immaginare le nostre vite senza Internet ed e-mail. Nel 1989 chi avrebbe immaginato che mediante un dispositivo mobile avremmo potuto leggere i messaggi dei colleghi, modificare e condividere i documenti con team di tutto il mondo e ricevere informazioni in tempo reale?

Google acquisisce azienda specializzata in robotica Boston Dynamics


Google spinge l'acceleratore per avere un ruolo di protagonista nella prossima rivoluzione dell'umanità robotica e interconnessa. Se il portale di e-commerce Amazon prepara la sua flotta di droni per effettuare consegne e l'azienda tedesca di spedizioni Dhl ha iniziato la sperimentazione di "droni corrieri", il motore di ricerca si rafforza nella robotica con il completamento dell'acquisizione di Boston Dynamics. Google ha confermato Venerdì scorso di aver completato l'acquisizione di Boston Dynamics (BD), una società spin-off di ingegneria che ha progettato i robot mobili di ricerca per il Pentagono.

Robot Museum, aperto a Madrid grande museo sulla storia dei robot


Abbiamo imparato negli anni a conoscerli, C1P8 l'amico meccanico di Luke Skywalker, ASIMO il primo robot umanoide capace camminare e correre e dotato di un sistema di riconoscimento facciale, AIBO il cane robot capace di giocare come un vero amico a quattro zampe. Ora a Madrid è stato aperto il più grande museo dei robot di Europa che ripercorre la storia degli automi e dei robot dalle origini ad oggi.

Salute: nuovo sistema robot consente trapianto capelli senza cicatrici


Bracci automatizzati, schermi ad alta risoluzione, scansioni tridimensionali, visori microscopici, analisi computerizzate, monitoraggio e aggiustamento simultaneo, tensiometri cutanei ad elevata sensibilità. Rispetto agli attuali metodi di autotrapianto, come F.U.T.-Strip o F.U.E. classica, non vi sono suture o cicatrici lineari, l'invasività è minima, non si prova alcun dolore, si riducono le possibilità di errore umano, si scelgono le unità follicolari migliori, si elimina la possibilità di danneggiare il bulbo da prelevare, i tempi di recupero sono molto più rapidi, l'aspetto finale è naturale e i risultati permanenti e "a prova di barbiere". 

Sono queste le caratteristiche del nuovo sistema "Artas", presentato da Ab medica, la maggiore azienda privata italiana di chirurgia robotica e apparecchiature biomedicali e da Restoration Robotics, la società californiana detentrice di tecnologie uniche a livello mondiale per il trapianto dei capelli. Il ruolo del medico e della sua equipe è ancora fondamentale, soprattutto nella fase della comprensione dei fabbisogni e degli obiettivi del paziente, così come in quella del reimpianto. 

E' il robot, tuttavia, che "opera" durante il momento delicato del prelievo; tanto che il chirurgo, in questa fase, potrebbe addirittura totalmente astenersi, dispensato dal compiere movimenti ripetitivi, difficili e defatiganti. Gli algoritmi di "Artas" permettono, infatti, di mappare l'area donatrice del paziente e di impostare l'allineamento, l'angolazione e la profondità per la raccolta di ogni singola unità bulbare.

 "Artas" determina così la densità e la distribuzione dei follicoli, aggiornando i parametri 50 volte al secondo e riportando sul monitor ogni unità prelevata; estrae con precisione non eguagliabile i follicoli, in modo omogeneo e volutamente casuale; li divide, poi, in 1 / 2 / 3 / 4 capelli, con un'accuratezza che arriva sino a centinaia di migliaia di volte per seduta; lasciandoli intatti, consente di preservarne la vitalità, pronti per essere trasferiti alla zona individuata per l'innesto. 

Nonostante tecnologie così sofisticate, tutta la procedura all'apparenza avviene in modo molto semplice, a livello ambulatoriale e in un paio d'ore, con il paziente comodamente seduto e assistito dal personale medico, in una continua interazione uomo-macchina. Il sistema "Artas" è il frutto di otto anni di ricerca e sviluppo. Rigorosamente testato, è stato approvato dall'ente di controllo statunitense FDA e dagli altri principali organismi internazionali di regolazione. 

L'Italia, con il Regno Unito, è il primo paese europeo in cui diventa operativo. Si rafforzano così alcuni record che vedono l'Italia molto avanti nell'utilizzo della chirurgia robotica (con il diffuso sistema "da Vinci") ed anche per l'attenzione agli interventi estetici e, in particolare, alla cura dei capelli. Non a caso, in Italia, secondo il Presidente della Società Italiana di Tricologia e Vicepresidente della Società internazionale della chirurgia delle calvizie, Vincenzo Gambino, le operazioni per contrastare calvizie o diradamento sono al primo posto tra tutte quelle effettuate dagli uomini per motivi estetici. Lo stesso Gambino ha già avuto modo di effettuare sette procedure con il sistema "Artas", da quando avviato a Milano a inizio giugno.


Fonte: TMNews

Miliardario russo trasformerà umani in cyborg immortali entro il 2045


Dmitry Itskov ha un piano per salvare l'umanità dalla distruzione imminente. Il 32enne miliardario russo sogna l'immortalità per l'uomo e ne fa la sua personale causa di vita: così come i suoi pari investono in squadre di calcio, yacht o gallerie d'arte, la sua idea è invece quella di impiantare entro il 2048 il cervello, la coscienza e la personalità, di un homo sapiens in un robot. Secondo Itskov, l'attuale piano per salvare l'umanità e l'ambiente dalla distruzione completa - noto come lo sviluppo sostenibile - non è da solo sufficiente.

''Ero seduto alla mia scrivania quando ho realizzato di aver voglia di dedicarmi a qualcosa di più che agli affari. Guadagnare e spendere soldi aveva cominciato ad annoiarmi, volevo essere parte di un progetto di più vasta portata'', ha spiegato Itskov, a capo della società di portali e media web New Media Stars. Da questo suo "ennui" è nata l'Iniziativa strategico sociale 2045, il programma che si propone di "riunire l'umanità intorno a una nuova idea globale, raggiungere l'immortalità cibernetica".

Il prossimo mese di giugno, il 15 e il 16, Itskov ha organizzato a New York un congresso, il secondo della sue fondazione, per annunciare i nomi degli scienziati di tutto il mondo che hanno accettato la sfida. Ai lavori parteciperanno come sostenitori della prima ora del progetto Kay Kurzwell, direttore del settore ingegneristico di Google, Hiroshi Ishiguro e l'esperto di robot dell'università di Osaka che ha creato il suo gemello meccanico di silicone ed elettronico, l'esperto di robotica David Hanson e l'antropologo delle religioni "affiliato" all'Mit William Bushell. Itskov assicura di aver già affrontato le implicazioni spirituali del suo progetto con il Dalai Lama.



Ecco le tappe del programma, così come le ha illustrate il miliardario in una lettera indirizzata al segretario generale delle Nazioni Unite Ban ki-moon: la prima è fissata per il 2020, quando dovrà essere pronto un robot antropomorfo, l'avatar di una persona, un corpo artificiale, controllato da interfacce neurali, che potranno essere usate per la riabilitazione dei disabili, precisa. Si arriverà poi a impiantare il cervello di una persona in fase terminale, estendendone così la vita di 200-300 anni, a impiantare la personalità e e a studiare la coscienza per incarnarla in supporti non biologici da trasferire nell'avatar.

Con un diploma in management delle corporation all'Accademia russa dell'economia, Itskov ha iniziato a interessarsi alla scienza solo nel 2005: "In passato il motore dell'evoluzione è stata la selezione naturale. Ora sempre più scienziati sostengono che la selezione naturale non funziona più. La specie umana andrà in contro a un degrado significativo, per questo lanciamo un appello, l'uomo deve salvare la sua specie", ha detto dopo aver lanciato lo scorso anno un appello a tutti i suoi colleghi miliardari per contribuire al progetto.

Itskov si inserisce in una florida tradizione russa per la ricerca dell'immortalità: negli anni venti del novecento, il medico Alexandr Bodganov aveva teorizzato la sconfitta dell'invecchiamento attraverso trasfusioni di sangue da soggetti giovani a quelli più anziani. Il trattamento riservato ai leader bolscevichi avrebbe consentito anche il loro contatto con le masse. Per tre anni, come direttore del nuovo Istituto per la trasfusione di sangue, ha condotto centinaia di esperimenti prima di morire per le conseguenze non previste delle undici trasfusioni che si era prescritto.



Negli stessi anni un suo collega, Sergei Bryukhonenko aveva creato il primo sistema circolatorio artificiale con cui era riuscito a mantenere viva la testa di un cane per quasi due ore. Negli anni settanta, Viktor Sarayev aveva estratto una sostanza dal tessuto di cuccioli di animali domestici che gli consentiva di aumentare la vita e la fertilità degli adulti. Nella lettera si legge: "Noi, scienziati, personaggi pubblici e imprenditori provenienti da Russia, Stati Uniti, Regno Unito, e  Canada così come i partecipanti della Secondo Congresso Internazionale Globale Future 2045 vorremmo portare alla vostra attenzione un numero di problemi seri. Il mondo è sulla soglia del cambiamento globale".

"Ecologia, politica, antropologica, economia e altre crisi si stanno intensificando. Le guerre si combattono, risorse sprecate senza senso, e il pianeta viene inquinato. La società sta vivendo una crisi di obiettivi e valori, mentre la scienza e la tecnologia stanno fornendo un'opportunità senza precedenti per l'avanzamento. I leader nazionali rimangono concentrati sulla stabilità interna  a breve termine, senza prestare sufficiente attenzione alle opportunità per il futuro della civiltà".

"L'umanità si trova di fronte essenzialmente a questa scelta: scivolare nel baratro di degrado globale, o di trovare e realizzare un nuovo modello di sviluppo, un modello capace di cambiare la coscienza umana e dare un nuovo significato alla vita. Noi crediamo che per passare a una nuova fase dell'evoluzione umana, la vita umana ha bisogno di una rivoluzione scientifica accoppiata a cambiamenti spirituali significativi, indissolubilmente legati, ad integrazione e supporto di ogni altro".



"Il vettore di sviluppo futuro previsto dal progresso tecnologico dovrebbe aiutare l'evoluzione della coscienza umana, l'individuo e la società, ed essere il passaggio alla neo-umanità. Questo tipo di ricerca sarà discussa al congresso globale Future 2045. Saranno esposte tecnologie all'avanguardia, molti delle quali sono già state sviluppate e migliorate, ma non ancora disponibili per le persone che ne hanno bisogno (...) I partecipanti al congresso Global Future 2045 includono scienziati, filosofi, rappresentanti di diverse religioni, personaggi pubblici, imprenditori e filantropi".

"Dimostreremo la natura realistica delle tecnologie Avatar e lanceremo un nuovo megaprogetto scientifico che costituirà la base di una nuova strategia evolutiva per l'umanità. Questa realizzazione permetterà di risolvere molti dei problemi della società una volta per tutte, superare i limiti biologici degli esseri umani, e di creare una nuova civiltà con alta etica, cultura, spiritualità, alta tecnologia e scienza. Questa nuova strategia dovrebbe diventare un'alternativa alle ideologie focalizzate a livello nazionale, trasformando gli abitanti del nostro pianeta in cittadini della Terra, e che riunisce le nazioni, il che rende il senso della vita di ogni cittadino per servire alti ideali e principi, e perseguire il costante auto-sviluppo".

"Per lo svolgimento di questa importante missione, il vostro sostegno è fondamentale per noi. Vi invitiamo a prendere parte al congresso personalmente, o inviare un appello registrato o scritto ai partecipanti. Noi crediamo che in un prossimo futuro, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si riunirà  non per regolamentare i conflitti militari, ma per raccomandare che capi di stato e leader di organizzazioni nazionali e transnazionali si incaricano di realizzare la strategia per il passaggio alla neo-umanità".


Fonte: Adnkronos
Via: Digital Trends

Aldebaran Robotics presenta ultimo robot umanoide NAO Next Gen


A tre anni dalla commercializzazione dei primi NAO e forte dei 2.000 robot venduti nel mondo, Aldebaran Robotics presenta l’ultima generazione dei suoi robot umanoidi programmabili, destinati alla ricerca e all’insegnamento e, più in generale, all’esplorazione del nuovo mondo della robotica di servizio. "L’arrivo di questa nuova generazione di robot NAO è significativa per la nostra azienda", dichiara Bruno Maisonnier, Presidente e fondatore di Aldebaran Robotics, leader mondiale della robotica umanoide. 

"Siamo orgogliosi di poter proporre sempre il meglio ai nostri clienti, qualunque sia il loro settore d’attività. La maturità di NAO Next Gen ci consente di metterlo al servizio dell’aiuto ai bambini autistici e alle persone con autonomia ridotta. Ho creato Aldebaran Robotics, nel 2005, con questo obiettivo: contribuire al benessere dell’umanità".

Frutto di sei anni di ricerca e di scambi con la sua comunità di ricercatori ed utilizzatori, NAO Next Gen offre capacità d’interazione migliorate, grazie ad una più elevata potenza di calcolo, accresciuta stabilità, maggiore precisione, ed amplia così lo spettro dei temi di ricerca, d’insegnamento e di applicazione presso specifiche popolazioni.

 Tra le novità, le più importanti sono l’utilizzo di un nuovo calcolatore a bordo, basato sul potente processore Intel Atom, a 1,63 GHz di frequenza, in grado di eseguire più elaborazioni contemporaneamente, e la presenza di due telecamere HD accoppiate ad un FPGA che consente sia la ricezione di due flussi video simultaneamente, sia di migliorare in maniera significativa la velocità e le prestazioni del riconoscimento di visi o di oggetti, anche in caso di ridotta luminosità. 

Parallelamente alle innovazioni hardware, NAO Next Gen è dotato di un nuovo software di riconoscimento vocale, Nuance, più rapido e affidabile, insieme a una nuova funzionalità di word spotting, che permette di isolare e di riconoscere una parola all’interno di una frase o di una conversazione. Per maggiori informazioni, visitare il sito Internet: http://www.aldebaran-robotics.com



Via: Ubifrance

MyRobots.com, il primo social network dedicato ai robot umanoidi


E' nato il primo social network per robot, si chiama MyRobots.com e permettera' ai robot, comunicando l'un l'altro di ''crescere'' e divenire piu' intelligenti. Secondo quanto riferisce il magazine britannico News Scientist, MyRobots.com e' l'analogo di Facebook per robot e oggetti eletrtonici smart. Lanciato dall'equipe di Carlos Asmat di Montreal, e' gratuito proprio come Facebook e per ora e' previsto che vi si iscrivano alcuni robot umanoidi Nao, che sono dei piccoli 'robot bambino' alti 50 cm. 

Ma il social network e' aperto a tutti, i robot si intende, anche alle aspirapolvere robot che sono gia' acquistabili in tutto il mondo. In realta' non e' nuova l''amicizia' tra robot e social network, e' di qualche anno fa, infatti, la notizia della robottina Sarah Mobileiro che 'si e' fatta' la sua pagina su Facebook. Nata nell'ambito del progetto 'Facebots', Sarah e' stata il primo robot ad entrare in un social network per interagire sia con persone conosciute nella sua casa-laboratorio, sia con amici di amici 'incontrati' online. 

In questo caso l'idea era di vedere come un robot interagisce con umani virtualmente su Facebook. Ma l'intento di MyRobots.com e' un po' diverso: l'idea e' che i possessori di robot o congegni robotici anche per la casa iscrivano i propri ''amichetti'' di acciaio e bulloni sul social network e poi i robot stessi siano messi in grado di aggiornare il proprio profilo e comunicare tra loro. 

Naturalmente i robot non sono tutti uguali, non hanno tutti le stesse prestazioni e capacita', per cui l'interazione puo' essere ''formativa'' per i diversi robot. Inoltre, le applicazioni non potevano essere lasciate alle spalle, è per questo che l'azienda sta progettando un'app store cloud-based per coronare i propri sforzi. Purtroppo, proprio come The Facebook nei suoi primi giorni, il sito e' aperto solo a pochi eletti, per adesso i robot di base Nao e Arduino. MyRobots.com potrebbe essere utile in un futuro prossimo anche per la comunicazione tra uomo e robot.

Via: Blitz Quotidiano

Giappone, arriva a Fukushima il primo robot che rileva le radiazioni


Un Minirobo - un robottino dotato di quattro videocamere, sensori di temperatura e umidità, un segnalatore di radiazioni e un braccio meccanico per raccogliere materiale e rimuovere eventuali ostacoli - è stato inviato alla centrale di Fukushima dal Nuclear Safety Technology Center (Nustec), l’ente governativo che si occupa della ricerca e della prevenzione dei rischi relativi al nucleare.

Il Minirobo, alto circa 1 metro e mezzo e pesante circa 600 chili, viene costruito in varie versioni; quello inviato a Fukushima è del tipo “rosso”, che serve a rilevare il livello di radiazioni di un dato ambiente. Nei prossimi giorni dovrebbe giungere sul luogo dell’incidente anche la versione “gialla”, utilizzata per monitorare i gas infiammabili e prelevare campioni di polvere da analizzare.

C’è attesa anche per quanto riguarda la messa in opera di altri tipi di robot, come quelli “a serpente”, macchine snodabili in grado di infilarsi fra le macerie e di inviare immagini in tempo reale ai soccorritori su quanto captano i loro occhi robotici, e quelli “sommozzatori”, usati per controllare lo stato delle infrastrutture finite sott’acqua.

La lentezza nell’impiego di automi per le azioni di soccorso ha comunque suscitato la perplessità di molti commentatori; e a buon diritto, considerato anche che, dopo un incidente all’impianto di preparazione di combustibile nucleare di Tokaimura, nel 1999, ne erano stati progettati diversi modelli.

“Ma non ne è stato proseguito lo sviluppo - ha spiegato il professor Satoshi Tadokoro dell’Istituto Internazionale per i Sistemi di Soccorso, ai colleghi della Texas A&M University - perché le compagnie che costruivano gli impianti asserivano di non aver mai avuto incidenti e che le loro centrali erano sicure”.

Foto: Telegraph

RomeCup 2011, al via la quinta edizione delle Olimpiadi di Robot


Con la RomeCup 2011, dal 14 al 16 marzo, la città di Roma diventerà la capitale della robotica: gare, dimostrazioni di prototipi, laboratori didattici, workshop. Oltre 30 organizzazioni sigleranno un protocollo d'intesa per rilanciare ricerca e cultura tecnologica a partire dalla robotica educativa e di servizio. Dalla scuola primaria ai centri di ricerca e alla grande azienda, l’intera filiera del settore robotico si darà appuntamento in Campidoglio. 

La quinta edizione della RomeCup Trofeo Internazionale Città di Roma di Robotica, promossa dalla Fondazione Mondo Digitale, amplierà la tradizionale formula dei tre eventi in uno (gare, area dimostrativa e convegno) con importanti novità: laboratori didattici per le scuole di diverso ordine e grado, che coinvolgeranno in due giorni 2.000 studenti, workshop per docenti e un appuntamento istituzionale per la sigla del primo accordo di rete che lancia una strategia nazionale di lungo termine per la robotica educativa. 

Ad inaugurare la manifestazione, lunedì 14 marzo, alle ore 10, presso l'Itis Galileo Galilei di Roma (via Conte Verde 51), sarà Tullio De Mauro, professore emerito all'Università Sapienza di Roma e presidente della Fondazione Mondo Digitale. Il programma prevede per il 14 e 15 marzo gare, area dimostrativa, laboratori didattici e workshop presso Itis Galilei e IC Manin di via Bixio e per il 16 marzo fasi finali, premiazione e appuntamento istituzionale nella sala della Protomoteca in Campidoglio. 

Per due giorni, dalle 10 alle 17, si svolgeranno le competizioni tra scuole: il Trofeo Internazionale Città di Roma di Robotica nelle categorie soccer, dance e rescue e le selezioni nazionali Robocup Junior per i mondiali di robotica nelle categorie soccer e dance. Contemporaneamente si terrà la competizione internazionale tra università Robocup Mediterranean Open, giunta alla sua seconda edizione. A scendere in campo saranno i robot umanoidi della categoria Standard Platform League

Grazie al contributo di STMicroelectronics, verranno assegnati 9 premi, uno per ogni categoria in gara nel Trofeo Internazionale Città di Roma di Robotica. A consegnarli sarà Alessandro Cremonesi, General manager Advanced Systems Technology STMicroelectronics. Alle squadre vincitrici della Robocup Junior invece verranno consegnati gli attestati da John E. Davies, Vice president del Programma Intel 'World Ahead' per Intel Corporation. 

Fonte: Adnkronos

Al via Robotica 2010, la mostra dedicata al mondo dei robot


Ritorna la fiera dedicata agli umanoidi e alle tecnologie che possono migliorare la vita di tutti i giorni. L’evento sarà l’occasione per presentare tutte le novità del settore, come il robot spazzino Dustbot. Creato da ARTS Lab, che rappresenta la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è un sistema robotico per la raccolta differenziata, ed è stato anche uno degli ambasciatori d’eccellenza del ‘brand tricolore’ all’Expo 2010 di Shanghai. 

Durante Robotica 2010 sarà presente anche HydroNet, robot ‘galleggiante’ frutto di un progetto di ricerca europeo sulle nuove tecnologie per il monitoraggio delle acque superficiali e la prevenzione dell'inquinamento marino. Oppure sarà possibile vedere le capsule endoscopiche del Progetto Vector (Versatile Endoscopic Capsule for gastrointestinal TumOr Recognition and therapy), che hanno l'obiettivo di eliminare i tumori gastrointestinali attraverso la diagnosi medica preventiva resa possibile da strumenti microtecnologici. 

All’evento ci sarà anche il laboratorio di Robotica dell’ENEA, diretto da Claudio Moriconi della Unità Tecnica UTTEI, che parteciperà con uno stand che espone alcune macchine dedicate ai servizi di security. Non mancherà la presenza dell’AIRLab (Dipartimento di Elettronica e Informazione) del Politecnico di Milano che torna quest’anno con Lurch, la carrozzina robotizzata per disabili, ora dotata di una nuova interfaccia che riesce a catturare segnali elettrici generati da occhi, muscoli e cervello che permetteno di governarla. 

Dal laboratorio del Polimi arriva anche Dronegame, robot volante autonomo che usato come piattaforma per realizzare giochi innovativi. IT+Robotics approfitterà di Robotica 2010 per presentare Robovie-X, robot umanoide agile e veloce, in grado di camminare, sdraiarsi e rialzarsi da solo, e Omnidome, innovativo sistema per la videosorveglianza che integra una telecamera motorizzata e una telecamera omnidirezionale che cooperano attivamente grazie ad un software intelligente di elaborazione delle immagini.

Fonte: Adnkronos

Nao, il robot che prova emozioni di Aldebaran Robotics


Ricercatori inglesi hanno inventato NAO un robot che si emoziona ed e' in grado di stabilire legami con le persone. Il primo robot sensibile puo' perfino avere diverse personalita' a seconda di come e' programmato. Nao e' in grado di spaventarsi, rattristarsi o rallegrarsi a seconda degli stimoli ricevuti dalle persone che gli sono intorno. E' stato programmato con le capacita' emotive di un bambino di un anno. Reagisce ai sorrisi e alle carezze mostrandosi contento.

The Machine, il robot giornalista basato su una doppia tecnologia


Ad Evanston, nei pressi di Chicago, è stato realizzato il giornalista robot al momento cronista di baseball. Infolab, il laboratorio di intelligenza artificiale della Northwestern University, ha messo a punto un programma, Stats Monkey, in grado di scrivere articoli sportivi sul baseball firmandosi The Machine. Per costruire una notizia su una partita di baseball, con un linguaggio paragonabile a quello di una agenzia di stampa, a Stats Monkey bastano informazioni online di base, come il risultato, le principali fasi di gioco e i protagonisti. Accanto al testo il sistema è in grado di fornire anche la foto del miglior giocatore in campo, oltre a offrire un titolo ad hoc che riassume la partita.