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Google celebra i matrimoni gay riconosciuti in Usa con un easter egg


Google festeggia a suo modo, a sorpresa, con un "Easter Egg", il riconoscimento delle nozze gay da parte della Corte Suprema Usa. Scrivendo infatti "gay" o frasi che contengano la parola, come per esempio "gay marriage" nella barra di ricerca, appare l'"uovo di Pasqua", che è graficamente una cornice arcobaleno in  3D, che ricordano la Rainbow Flag, la bandiera da sempre simbolo del movimento omosessuale. 

La Corte Suprema Usa ha dichiarato ieri incostituzionale il Defence of Marriage Act (Doma), la legge firmata nel 1996 dall'allora presidente Bill Clinton, che riconosceva il matrimonio esclusivamente come l'unione tra un uomo e una donna. In questo modo, ai coniugi gay vengono riconosciuti gli stessi diritti, obblighi legali e fiscali degli eterosessuali in tutto il paese, non solo negli stati dove il matrimonio è legalizzato. 

Il mondo della tecnologia ha ripetutamente dimostrato la sua simpatia verso il matrimonio tra persone dello stesso sesso. L'anno scorso Facebook ha aggiunto le icone omosex per lo stato "sposato".  La Doma era stata sottoposta al vaglio della Corte Suprema dopo un ricorso presentato da Edith Windsor di New York sposata a un'altra donna deceduta che aveva fatto appello per non aver ricevuto le stesse deduzioni fiscali concesse invece alle coppie eterosessuali. 


La donna avrà ora un rimborso pari a 363.000 dollari. Secondo la sentenza della Corte la definizione del matrimonio contenuta nella Doma viola il 5° emendamento della Costituzione sulla difesa delle libertà individuali. "Quanto tutti gli americani vengano trattati come eguali, non importa chi sono o chi amino, allora tutti noi siamo più liberi". E' il commento del presidente Usa, Barack Obama, alla sentenza della Corte Suprema che ha definito incostituzionale la Doma. 

"Quella legge era discriminatoria - ha detto Obama in un comunicato - trattava le coppie gay e lesbiche come cittadini diversi di serie b". "La sentenza rappresenta un vittoria - ha aggiunto il presidente Usa - per le coppie che a lungo hanno lottato per un trattamento paritario di legge, per i bambini i cui genitori ora sono riconosciuti come legittimi, per le famiglie che avranno da oggi in poi il rispetto e la protezione che meritano".       

La Corte Suprema ha bocciato il Defence of Marriage Act con cinque voti a favore e quattro contrari. La decisione della Corte intensificherà adesso il dibattito sul matrimonio omosessuale. A San Francisco una delle principali comunità omosessuali d'America, si sono scatenati i festeggiamenti con centinaia di persone riunite alla City Hall. Folla in piazza anche a Washington e a New York e in molte altre città americane.


Fonte: TMNews
Via: AGI

Apple: dopo risarcimento 1 mld chiesto stop vendite a 8 device Samsung


Dopo la storica vittoria in cui la corte di San Jose, in California, ha riconosciuto a Cupertino un maxi-risarcimento da oltre un miliardo di dollari da Samsung per violazione dei brevetti, l'azienda fondata da Steve Jobs ha chiesto lo stop alle vendite negli Stati Uniti di 8 dei 28 tra telefonini e tablet oggetto della vertenza della casa sudcoreana [PDF]. Il rimborso a cui è stata condannata Samsung ricordiamo che è molto inferiore a quello chiesto da Apple (2,5 miliardi di dollari).

Corte Suprema Londra: Julian Assange può essere estradato in Svezia


Julian Assange può essere estradato in Svezia, dove su di lui pendono quattro capi d'accusa per abusi e molestie sessuali: lo ha sentenziato la Corte Suprema del Regno Unito, chiudendo così la sequenza di ricorsi a disposizione del 41enne fondatore di WikiLeaks in Gran Bretagna. Già due collegi di grado inferiore avevano infatti autorizzato la consegna dell'ex hacker australiano alla magistratura di Stoccolma.

Vodafone tassata ingiustamente, non pagherà 2,2 miliardi in India


La Corte Suprema indiana ha stabilito che le autorita’ del Paese non hanno il diritto di imporre una tassa sull’acquisto da 11,2 mld usd da parte di Vodafone e risalente al 2007 di una quota di maggioranza in Hutchison Essar. Vodafone potrebbe evitare l’obbligo di pagare circa 2,2 mld usd in tasse che non le spetterebbero in quanto l’accordo è avenuto all’estero. Le autorita’ fiscali indiane possono presentare una richiesta per una revisione della sentenza ma non e’ chiaro se opteranno per questa decisione. Il caso e’ stato seguito attentamente dalle societa’ estere con investimenti in India e si attende una maggiore chiarezza sul regime fiscale del Paese. L’incertezza creata dal caso e’ gia’ vista come una ragione della riduzione di investimenti diretti in India. Il Paese ha ricevuto 30,38 mld usd di investimenti esteri diretti (Fdi) nell’anno fiscale concluso a marzo 2011, circa il 20% in meno rispetto al precedente anno fiscale. Il caso riguarda l’acquisto da 11,2 mld usd di Vodafone per una quota del 67% in Hutchison Essar, secondo maggiore operatore mobile dei ricavi per l’India da Hutchison Whampoa di Hong Kong, e’ stata la prima manovra operata da Vodafone per accedere al mercato indiano. Di fronte alla richiesta di pagare le imposte in India, la societa’ britannica ha risposto che, considerando che l’acquisto e’ stato effettuato da una holding di Vodafone nei Paesi Bassi, e che Hutchison Essar e’ stata costituita nelle isole Cayman, nessuna tassa sui guadagni capitali deve essere pagata in India in quanto nessuna delle societa’ coinvolte nell’acquisto e’ indiana. Se un’imposta dovesse essere pagata in India, spetterebbe al venditore, Hutchison e non all’acquirente, ha dichiarato Vodafone. La societa’ ha presentato ricorso anche contro una penale per il mancato pagamento della tassa che potrebbe ammontare al 100% della somma imponibile per un valore totale di 4,5 mld usd.

Fonte: Milano Finanza
Via: Primaonline

Assange perde appello su estradizione in Svezia, probabile ricorso


L’Alta Corte di giustizia di Londra ha respinto il ricorso dell'australiano contro l'estradizione in Svezia, dove Assange deve rispondere dell'accusa di stupro e aggressione sessuale. "Sto considerando i prossimi passi" da intraprendere nella battaglia legale per evitare l'estradizione dalla Gran Bretagna in Svezia. E' stato questo il primo commento del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, dopo aver perso l'appello contro l'estradizione per una vicenda di presunto stupro, presentato all'Alta corte di Londra.

Brevetto XML, appello di Microsoft alla Corte Suprema


Microsoft ha ottenuto il diritto di presentare le proprie ragioni alla Corte Suprema in merito ai brevetti software su Custom XML. Microsoft era stata accusata da i4i di aver copiato la tecnologia XML utilizzata in Word e in altri programmi della suite da ufficio. Il colosso di Redmond cerca con ogni mezzo di capovolgere una sentenza che sino a oggi l'ha vista soccombere per violazione di brevetto e condannata a versare alla querelante un risarcimento corrispondente a oltre 290 milioni di euro. Non è tuttavia quello economico l'aspetto peggiore della controversia; infatti i4i pretende di inibire temporaneamente la commercializzazione di Office in USA e Canada, nonché la modifica del codice sorgente del programma contestato. Microsoft sostiene di aver implementato la tecnologia di editing XML contesa un anno prima che la canadese i4i registrasse la propria richiesta di brevetto, un caso evidente di prior art che le Corti inferiori hanno deciso di non tenere in debita considerazione. La situazione dei brevetti negli States è anomala, infatti sono sorte molte imprese finanziarie che acquistano brevetti senza però utilizzarli ma aspettando soltanto l'occasione propizia per portare in tribunale gli incauti che invece hanno sfruttato e sviluppato l'idea originale. Il problema pare sia fortemente sentito anche da chi realizza software in ambito open source, in quanto la legge americana piuttosto incoerentemente obbliga chi è citato per violazione di copyright a dimostrare che l'accusa è infondata. Il giudizio definitivo si avrà nel corso del 2011 e sarà probabilmente una pietra miliare posta sul percorso dello sviluppo del software sia libero che commerciale nei prossimi anni.

Fonti: http://punto-informatico.it/http://www.zeusnews.it/