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Samsung perde causa e dovrà pagare 290 milioni di dollari ad Apple


Samsung dovrà pagare ad Apple 290,5 milioni di dollari  in danni per aver infranto alcuni dei suoi brevetti. Questa la decisione presa dalla giuria del processo fra i due colossi della tecnologia. Il tribunale federale californiano di San Jose ha ordinato al gruppo tecnologico di Seul di risarcire il colosso di Cupertino per violazione di 13 brevetti di vecchi modelli di iPhone e di iPad (non più in vendita negli Stati Uniti), comprese le caratteristiche di progettazione hardware e software come il double-tap zoom.

Pubblica foto e video hard dell'amica minorenne sul Web: condannato


Le aveva chiesto di fare qualcosa di «speciale» per dimostrargli il suo amore. Di inviargli tramite WhatsApp alcune foto e un video osé, poi finiti in rete, su Facebook e Youtube e girati tra gli amici e conoscenti della Monza bene. Con lei, 14 anni, che è stata presa in giro, umiliata e insultata e lui, il `bello´ della scuola più grande di cinque anni, ora condannato a due anni e otto mesi di carcere e 11 mila euro di multa per aver indotto la ragazzina alla produzione di materiale pornografico e per averlo diffuso. 

La vicenda per cui il 19enne monzese è stato processato con rito abbreviato dal gup di Milano Claudio Castelli, che ha anche disposto un risarcimento di 100 mila euro a favore della ragazzina, è cominciata l’inverno dell’anno scorso. La minorenne, con una cotta per il suo compagno di scuola, il più corteggiato, aveva accettato la proposta di lui: mandargli con il suo Smartphone, come una sorta di «prova d’amore», alcune foto in slip e calze nere, con la promessa che le avrebbe tenute per sé, sul suo cellulare. 

Invece le fotografie in un baleno vengono girate agli amici e ai compagni per poi essere postate su Facebook. Subito i commenti senza pietà, le cattiverie e gli sfottò della community nei confronti dell’adolescente che, però, ci ricasca. Il suo «innamorato», dopo essere sparito per qualche giorno, fa in modo di essere ricontattato. Questa volta alza il tiro e le chiede, come dimostrazione del suo amore, un video in atteggiamenti intimi, assicurandole che mai sarebbe circolato. 

Lei, sconcertata, si confida con un amico comune - un minorenne figlio di un noto personaggio del mondo dello spettacolo ora sotto inchiesta con un coetaneo - che la convince, come è stato riferito, spiegandole di dover fare «qualcosa di speciale perché noi delle suore siamo stufi». Il risultato? Il filmato è apparso su Youtube per qualche ora (ovviamente è stato oscurato), la 14enne additata da tutti, insultata e i commenti si fanno più pesanti. 

La giovanissima però non ce la fa più e racconta tutto ai genitori che, tramite gli avvocati Roberta Succi e Francesco Laratta, sporgono denuncia. Da qui le indagini e lo scorso 5 novembre, la condanna del `bello´ della scuola. «Abbiamo sempre camminato a testa alta - ha spiegato la madre della adolescente - ma le reazioni attorno alla famiglia e mia figlia sono state davvero assurde. Ancora oggi ci imbrattano i muri e hanno modificato un video dove mia figlia canta con frammenti di quelle immagini. Una cattiveria inaudita». 

Fonte: La Stampa

Cassazione: è reato spacciarsi per altri in chat, anche con nickname


Va incontro a una condanna chi si spaccia per un'altra persona nelle chat. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna di una donna che aveva divulgato su una chat il numero di telefono cellulare della sua ex datrice di lavoro, con la quale aveva in corso una causa civile. La "vittima", ignara di tutto, si era trovata all'improvviso a ricevere telefonate e sms di persone interessate a incontri erotici, alcune delle quali l'avevano apostrofata con insulti, inviandole anche mms con immagini porno. 

L'imputata era stata ritenuta responsabile dalla Corte d'appello di Trieste dei reati di ingiuria e sostituzione di persona, mentre era stato dichiarato prescritto il reato di molestie. La quinta sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso della donna, ricordando che «integra il reato di sostituzione di persona la condotta di colui che crei e utilizzi un account di posta elettronica, attribuendosi falsamente le generalità di un diverso soggetto, inducendo in errore gli utenti della rete Internet, nei confronti dei quali le false generalità siano declinate e con il fine di arrecare danno al soggetto le cui generalità siano state abusivamente spese». 

Nel caso in esame, si legge nella sentenza, «l'imputata non ha creato un account attribuendosi falsamente le generalità di un altro soggetto, ma ha inserito in una chat di incontri personali i dati identificativi» della ex datrice di lavoro «ad insaputa di quest'ultima». Invero, aggiungono i giudici di "Palazzaccio", «non può non rilevarsi al riguardo che il reato di sostituzione di persona ricorre non solo quando si sostituisce illegittimamente la propria all'altrui persona, ma anche quando si attribuisce ad altri un falso nome o un falso stato ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, dovendosi intendere per "nome" non solo il nome di battesimo ma anche tutti i contrassegni di identità». 

In tali contrassegni, spiega la Suprema Corte, «vanno ricompresi quelli, come i cosiddetti "nicknames" (soprannomi) utilizzati nelle comunicazioni via internet che attribuiscono una identità sicuramente virtuale, in quanto destinata a valere nello spazio telematico del web, la quale tuttavia non per questo è priva di una dimensione concreta, non essendo revocabile in dubbio che proprio attraverso di essi possono avvenire comunicazioni in rete idonee a produrre effetti reali nella sfera giuridica altrui, cioè di coloro ai quali il "nickname" è attribuito». 

Il "nickname", nel caso in cui «non vi siano dubbi sulla sua riconducibilità ad una persona fisica», assume infatti «lo stesso valore - conclude la Cassazione - dello pseudonimo ovvero di un nome di fantasia, la cui attribuzione, a sè o ad altri, integra pacificamente il delitto di cui all'articolo 494 cp.», ovvero il reato di sostituzione di persona. La Cassazione amplia così la portata dell'articolo 494, adeguandolo ai cambiamenti imposti dalla tecnologia. In passato (sentenza 12479/2011) la Suprema Corte aveva chiarito che la sostituzione di persona scattava con la creazione di un account di posta elettronica.

Via: AGI

Polizia australiana arresta presunto leader del gruppo hacker LulzSec


La polizia federale in Australia ha arrestato il leader che si professa appartenere ad un importante collettivo hacker internazionale conosciuto come LulzSec, forse più noto per le sue affermazioni secondo le quali sarebbe dietro un attacco informatico che ha messo offline il sito web della CIA nel 2011. La polizia federale australiana (AFP) ha detto di aver arrestato Martedì notte il 24enne cittadino australiano che sarebbe collegato ad un attacco portato questo mese ad un sito web governativo australiano non specificato.

Google: multa da 7 milioni di dollari per Street View, ha violato privacy


Google ha accettato di versare una multa da sette milioni di dollari per avere collezionato senza autorizzazione dati da reti Wi-Fi attraverso i veicoli preposti a mappare le strade e fornire così il servizio Street View. Lo ha confermato il procuratore generale del Connecticut, che ha guidato un'indagine a cui hanno partecipato altri 38 Stati americani. La stessa Google ammise sin da subito di aver commesso il fatto. 

Sebbene abbia sempre sostenuto di non avere fatto nulla con i dati così raccolti, il gruppo di Mountain View, in California, ha accettato di offrire ai suoi dipendenti un programma educativo sulla tutela della privacy, pianificare una campagna di comunicazione su scala nazionale per spiegare ai consumatori come proteggere le proprie reti senza fili e le proprie informazioni personali. 

La principale colpa di questo errore è da imputare in un errore di codificazione del software addetto al reperimento dei dati. La società ha disabilitato o rimosso hardware e software che ha permesso ai veicoli di raccogliere informazioni sulle reti wireless e i dati che vengono inviati su di loro, e hanno convenuto di non utilizzare i veicoli per raccogliere ulteriori dati senza autorizzazione.

Eric T. Schneiderman, Procuratore Generale di New York, ha così commentato l'accordo stretto con la società di Mountain View: "I consumatori hanno il diritto di proteggere le loro informazioni personali e finanziarie dall’uso improprio e indesiderato da corporazioni come Google. Questo accordo copre problemi di privacy e protegge i diritti delle persone che hanno visto i loro dati raccolti senza permesso".

Google si è inoltre impegnato a proteggere ed eventualmente distruggere i dati raccolti dai veicoli Street View tra il 2008 e marzo 2010 in tutto il Paese. Secondo Electronic Privacy Information Center, che tiene traccia di quanto accade nel mondo in tema di privacy, almeno 12 Paesi avrebbero avviato indagini sulla questione e almeno nove di loro hanno detto che Google ha violato le rispettive leggi.

A marzo 2011 Google era stata condannata in Francia alla multa di 100.000 euro, mentre in Germania ha ricevuto il consenso per l'utilizzo del servizio di mappatura a livello stradale. Nel 2010 la Procura di Roma ha aperto un fascicolo in relazione a Street View, ipotizzando interferenze illecite nella vita privata. L'indagine intende stabilire se il sistema possa essere stato adoperato per acquisire  dati personali dalle reti wi-fi.

Fonte: Bloomberg
Via: TMNews

Twitter termometro dell'umore: 16/5 il giorno più felice, 23/7 il più triste


Il giorno più felice dell'anno appena passato è stato il 16 maggio, quando scoppiava lo scandalo sulle paghette di Umberto Bossi e si celebrava la giornata contro l'omofobia. Il più triste, invece, è stato il 23 luglio: lo spread toccava i 516 punti. Il 2012 non è stato un anno particolarmente felice per gli italiani. Lo conferma un'analisi dei tweet postati durante i 366 giorni passati che il sito di Wired Italia presenta in esclusiva, e condotta da Voices from the Blogs, spinoff dell'Università degli studi di Milano che studia i social network per catturare gli umori degli iscritti. 

Il tasso di allegria del 2012 si è attestato al 45,6%, mentre il 54% dei messaggi è stato accompagnato da tristezza e/o rabbia. La stagione accolta con maggiore felicità è stata la primavera, con il 53,2% di cinguettii euforici, contrapposta all'autunno (solo al 36,9%). Per gli italiani attivi su Twitter i giorni preferiti della settimana sono il martedì e il sabato. L'umore è nero, invece, il lunedì e mercoledì. I tweet esaminati nel corso dell'anno appena concluso sono stati oltre 43 milioni, 110 le province italiane coinvolte. 

L'ironia sulle questioni politiche di casa nostra l'ha fatta da padrona il 20 aprile, quando Silvio Berlusconi ha definito "gare di burlesque" gli spettacoli che avevano luogo ad Arcore; Mario Monti può festeggiare un picco del 64,5% dei tweet contenti nel giorno dell'annuncio della sua salita in campo: a condizionare l'atmosfera in quelle ore è, a dire il vero, stata soprattutto la sopravvivenza del pianeta alla profezia della doppia ''M'', marketing e Maya. 

La situazione economica italiana condiziona inevitabilmente la situazione: il 23 luglio lo spread a 516 e i primi accenni di tagli dell'esecutivo nostrano hanno causato un crollo al 21,9%. Era il giorno più triste del 2012. Tornando ai giorni più felici, il pallone fa come da tradizione la sua parte con la sofferta qualificazione ai quarti di Euro 2012 dell'Italia contro l'Irlanda, una giornata da 65,7% dei tweet gioiosi. I ricercatori sottolineano inoltre come le reti di Mario Balotelli durante la competizione comunitaria siano state accompagnate da ulteriori picchi rilevanti. 

E ancora, si è cinguettato allegramente il 14 aprile, mentre Roberto Benigni e Woody Allen tenevano banco nella Capitale; e il 6 luglio, all'indomani della scoperta del bosone di Higgs e in occasione della conferma delle condanne per il G8. Oltre al già citato picco dello spread, i giorni meno allegri si devono alla strage nella scuola di Newtown, tasso di felicità al 27,5%, e alla bocciatura della legge elettorale (27,9%). 

Era, nel secondo caso, il 5 dicembre e Silvio Berlusconi si diceva pronto a scendere nuovamente in campo. A condizionare maggiormente, in negativo, l'umore nel corso dell'anno di quasi un terzo degli internauti italiani sono stati inoltre il terremoto dell'Emilia e l'attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. L'Emilia-Romagna si distingue tuttavia come zona più felice del Belpaese, 51% dei tweet allegri. Quando speranza e ottimismo nulla hanno a che fare con l'altalena dell'attualità.

Via: Adnkronos

Cambogia, arrestato co-fondatore di Pirate Bay: Svartholm sarà deportato


Le autorità cambogiane deporteranno il co-fondatore svedese del sito di file-sharing The Pirate Bay, arrestato la scorsa settimana a Phnom Penh in Cambogia, e condannato, insieme agli altri tre fondatori del sito, per violazione delle norme sul diritto d'autore. Lo ha annunciato martedì scorso un portavoce della polizia nazionale, senza specificare quando e con quali forme Gottfrid Svartholm Warg, 27 anni, verrà espulso dal Paese. Svartholm è stato l'unico dei 4 imputati a non essersi presentato al processo d'appello nel 2010 e a tutte le udienze successive.

Apple: dopo risarcimento 1 mld chiesto stop vendite a 8 device Samsung


Dopo la storica vittoria in cui la corte di San Jose, in California, ha riconosciuto a Cupertino un maxi-risarcimento da oltre un miliardo di dollari da Samsung per violazione dei brevetti, l'azienda fondata da Steve Jobs ha chiesto lo stop alle vendite negli Stati Uniti di 8 dei 28 tra telefonini e tablet oggetto della vertenza della casa sudcoreana [PDF]. Il rimborso a cui è stata condannata Samsung ricordiamo che è molto inferiore a quello chiesto da Apple (2,5 miliardi di dollari).

Apple: coreani condannati a pagare 1,05 mld, Samsung annuncia appello


La giuria del tribunale californiano, composta da nove giurati, chiamata a decidere le sorti della causa intentata da Apple contro Samsung per violazioni di brevetti ha dato ragione al colosso di Cupertino. Il verdetto, raggiunto dopo sole 22 ore di deliberazione (non era atteso prima della settimana prossima, ma è giunto a sorpresa nella serata di venerdì), è stato letto in corte.

Sono sei i brevetti violati (erano sette quelli contestati), di cui due collegati al design delle icone (non quello del tablet), uno relativo allo zoom e due relativi allo schermo multitouch. La giuria ha inoltre stabilito che Apple ha diritto ha diritto a un risarcimento danni per 1,05 miliardi di dollari, meno della metà rispetto ai 2,5 miliardi che aveva chiesto alla rivale sudcoreana.

Sul fronte del software, i brevetti infranti da Samsung secondo i giudici sono tre e riguardano l'effetto di bounce-back, ovvero di rimbalzo dell'interfaccia grafica di iPhone e iPad (su tutti i modelli denunciati da Apple), il pinch and zoom (con alcune eccezioni di modelli di smartphone), e il tap to zoom, cioè a dire la funzione iOS che ingrandisce le immagini con un semplice tocco.

Samsung è stata inoltre riconosciuta colpevole di aver copiato il design dell'iPhone e dell'iPad: dallo schermo agli altoparlanti, dagli angoli arrotondati del dispositivo alla sistemazione delle icone, fatta eccezione per il Galaxy, "che non ha niente in comune" con il tablet di Cupertino. Totalmente respinta la controcausa di Samsung che reclamava danni per 422 milioni di dollari.

Poco prima della lettura del verdetto il giudice Lucy Koh si era riservata di esaminare il documento della giuria a causa di alcune discrepanze. La giuria ha inoltre stabilito che Apple non ha violato nessuno dei brevetti di Samsung, compreso quello sulla trasmissione di dati high speed. Nel mirino della Apple potrebbero ora finire le aziende che utilizzano il sistema operativo di Google, Android.

"La corte ha indicato con chiarezza che rubare è reato. Facciamo questi prodotti per la gioia dei nostri consumatori e non perchè vengano copiati dai nostri competitor ", è stato il commento in una nota di Apple. Secondo Samsung, il verdetto comporta "un danno per i consumatori americani che avranno meno possibilità di scelta", ha osservato la portavoce Mira Jang.

La Samsung ha annunciato che presenterà appello contro la sentenza "Presenteremo subito alcune mozioni per ottenere un rovesciamento del verdetto e se non saranno accolte presenteremo ricorso alla Corte d'Appello", si legge in un nota del gruppo sudcoreano. Nei prossimi sette giorni la Apple pensa di ricorrere di nuovo in Tribunale per vietare la vendita di prodotti Samsung negli Usa.


Fonte: Rai News 24
Via: TM News
Foto brevetti: Reuters

Copyright, YouTube in Germania: filtraggi preventivi per i contenuti


Un tribunale tedesco ha stabilito Venerdì che YouTube dovrà necessariamente installare dei filtri per impedire agli utenti il ​​caricamento di video musicali i cui diritti sono detenuti dall'ente di riscossione. La  Corte dello Stato di Amburgo, si è schierata con GEMA in Germania, che aveva citato in giudizio l'unità YouTube di Google Inc. per 12 video musicali caricati senza aver versato i costi di licenza. L'organizzazione rappresenta circa 64.000 scrittori e musicisti tedeschi.

La piattaforma video online ha sostenuto che non ha alcuna responsabilità legale per il contenuto caricato, dicendo che controlla e, talvolta, il contenuto viene bloccato quando gli utenti avvisano l'azienda circa presunte violazioni delle leggi. YouTube offre attualmente ai detentori di copyright del software che permette di identificare le registrazioni per le quali detengono i diritti d'autore, permettendo di contrassegnare il contenuto come violazione dei loro diritti.

La corte di Amburgo ha ordinato a YouTube di rimuovere sette di quei dodici video, ed obbligato Google di installare dei filtri che dovrebbero impedire il futuro caricamento di materiale protetto da copyright, filtri che dovranno funzionare per parole chiave - come i nomi degli artisti o i titoli delle canzoni - ed essere in grado di identificare non solo il materiale inciso, ma anche delle versioni alternative come, ad esempio, le registrazioni dal vivo.

"L'operatore della piattaforma ha solo l'obbligo di bloccare il video e di adottare misure adeguate per ostacolare ulteriori violazioni dei diritti umani dopo essere stato informato circa la violazione del copyright", ha detto la Corte. "Non vi è alcun obbligo di controllare tutti i video già caricati sulla piattaforma", ha aggiunto. Kerstin Becker, un avvocato di GEMA, ha detto che il verdetto è "un grande successo per GEMA" perché ha chiarito che YouTube ha una certa responsabilità giuridica per i video caricati dai suoi utenti.

L'amministratore delegato di GEMA, Harald Heker, ha poi aggiunto in una dichiarazione: "YouTube deve attuare misure ragionevoli per proteggere il nostro repertorio e non possono girare tale obbligo ai detentori del copyright". Tuttavia, il portavoce di Google Kay Overbeck ha detto che la sentenza è stata un "successo parziale". Nella sua sentenza, il giudice ha infatti detto che non considera YouTube trasgressore copyright, ma l'utente che ha caricato la canzone. YouTube ha quindi solo responsabilità limitata per il contenuto.

Via: Washington Post

Studente viola i server di Facebook, condannato ad 8 anni di carcere


Uno studente britannico che ha rubato i dati sensibili dalla rete interna di Facebook è stato condannato Venerdì a otto mesi di carcere in quello che il procuratore ha detto è stato il più grave caso di social media hacking ad essere portato dinanzi ai tribunali del paese. La notizia è riportata dal Daily Mail. 

Il Procuratore Sandip Patel ha detto che Glenn Mangham, 26 anni, era riuscito ad accedere ai server del gigante del social networking dalla sua camera da letto nell'Inghilterra settentrionale città di York e ha rubato quello che Patel ha descritto come proprietà intellettuale "inestimabile". "Ha agito con determinazione, indubbio ingegno e sofisticazione", ha detto Patel di Londra Southwark Crown Court prima della condanna di Venerdì.

Ha aggiunto poi: "Questo rappresenta l'episodio più ampio e grave di social media hacking ad essere portato dinanzi ai tribunali britannici". Al momento non è chiaro esattamente quali sono le informazioni che Mangham ha rubato, nonostante la polizia ha detto che non è riuscito a compromettere i dati personali degli utenti. 

Scotland Yard ha detto in una dichiarazione che la violazione è avvenuta "per un breve periodo di tempo" nel mese di aprile dello scorso anno, ma non ha rivelato con precisione come sia riuscito a penetrare nei computer. La dichiarazione ha detto che Facebook Inc. ha scoperto l'infrazione di maggio e ha avvertito l'FBI, che è risalita all'origine dell'attacco in Gran Bretagna. L'unità Scotland Yard e-crimine ha fatto irruzione a casa Mangham il 2 giugno. 

Lo studente lo sviluppo del software si è dichiarato colpevole il 13 dicembre. Egli aveva sostenuto che stava semplicemente cercando di dimostrare alla società di Palo Alto, con sede in California, come migliorare la sua sicurezza, ma il giudice Alistair McCreath ha detto che le azioni di Mangham hanno avuto "potenziali conseguenze molto gravi", che avrebbero potuto essere "assolutamente disastrose" per Facebook. 

Facebook ha detto in una dichiarazione di aver applaudito gli sforzi della polizia e pubblici ministeri nel caso, aggiungendo: "prendiamo ogni tentativo di ottenere accesso non autorizzato alla nostra rete molto seriamente".

Via: Daily Mail

Google Maps: multa 500.000 € per posizione dominante in Francia


Un tribunale francese del commercio ha ritenuto Google colpevole di aver abusato della posizione dominante con la sua applicazione gratuita Google Maps, e le ha ordinato di pagare una multa per danni ad una società di mappatura francese a pagamento. In una sentenza di Martedì, il tribunale di Parigi ha accolto un ricorso presentato per concorrenza sleale dalla Cartographes Bottin contro Google France e la sua casa madre Google Inc. per la fornitura di servizi gratuiti di web mapping per alcune aziende. 

Il tribunale ha ordinato a Google di pagare 500.000 € (660.000 $) in danni e interessi all'attore e di 15.000 euro di multa. La società francese offre gli stessi servizi a pagamento e ha sostenuto che la strategia di Google è stata volta ha raggirare le regole della concorrenza abbattendo i competitori e guadagnandosi il controllo del mercato. "Questa è la fine di due anni di battaglia, una decisione senza precedenti", ha detto l'avvocato di Cartographes Bottin, Jean-David Scemmama. 

"Abbiamo dimostrato l'illegalità (di Google) la strategia per eliminare i suoi concorrenti... la corte ha riconosciuto il suo carattere abusivo e i metodi abusivi utilizzati ed ha assegnato a Cartographes Bottin tutto ciò che ha affermato. Questa è la prima volta che Google è stato condannato per il suo Google Maps applicazione ", ha detto. Un portavoce di Google France ha annunciato che la società ricorrerà in appello. 

"Ci sarà ricorso contro questa decisione. Restiamo convinti che un libero strumento di alta qualità di mappatura è vantaggioso sia per gli utenti di Internet e siti web. Per noi rimane la concorrenza in questo settore, sia in Francia che a livello internazionale", ha detto. Google ha già affrontato altre difficoltà in Francia e lo scorso marzo il regolatore della privacy del paese ha imposto una multa record di 100.000 euro l'azienda per la raccolta di informazioni personali durante la compilazione del suo servizio Street View.

Via: DailyStar

Il tribunale di Milano condanna Google sui suggerimenti di ricerca


Il Tribunale di Milano ha stabilito che la funzione di suggerimento Google Suggest è diffamante, se accosta il nome di una persona a parole che ne ledono la professionalità o la dignità. La corte ha respinto il reclamo della società società californiana e le ha imposto di eliminare quell'accostamento, addebitandole le spese di lite. La vicenda parte dal ricorso urgente di A. B., indicato dall'ordinanza come "un imprenditore del settore finanziario che si occupa, tra l'altro, di organizzare corsi formativi in materia finanziaria e di pubblicizzare la maggior parte delle sue attività tramite la rete internet". Costui ha visto che, non appena si inseriva il suo nome su Google, il sito suggeriva di includere nella ricerca anche le parole "truffa" o "truffatore". In sostanza, un buon numero di persone ha scritto su Google la parola "truffa" o "truffatore" insieme con il nome di A. B. L'imprenditore non ha chiesto filtri preventivi per impedire un abbinamento di parole sgradito.


Ma ha lamentato che Google non l'abbia eliminato dopo la sua segnalazione.  Gli hosting provider sono responsabili delle informazioni fornite agli utenti solo se non intervengono per rimuoverle dopo essere stati messi al corrente di un illecito. Google si è difesa dicendo che il motore di ricerca è neutrale e quindi non è responsabile dell'abbinamento sgradito. Ma il giudice afferma che l'autosuggerimento perde la neutralità quando produce un abbinamento improprio tra le parole. Resta da vedere l'effetto che queste nuove responsabilità. Finora si è ritenuto che gli intermediari (i provider, i motori) fossero neutrali. Ed, essendo tali, non dovessero intervenire sulle informazioni che forniscono agli utenti. Ma, se ne diventano responsabili, possono essere spinti ad alterare o censurare alcune informazioni, in via preventiva o a posteriori. Ci sono affinità, del resto, tra quest'ordinanza e quella del Tribunale di Roma contro Yahoo!, costretto a rimuovere alcuni risultati di ricerca.

Sito web dovrà pagare 950mila dollari a Emi per canzoni Beatles


BlueBeat.com, un sito web che vendeva on line le registrazioni dei Beatles per 25 centesimi ha perso una causa di 950mila dollari con la Emi Record, l'etichetta che detiene i diritti delle canzoni dei 'Fab four'. Prima di entrare in tribunale erano 67mila i brani dei Beatles già acquistati attraverso BlueBeat.com. Nel corso del dibattimento BlueBeat.com ha sostenuto che i file musicali non autorizzati erano legali perche' non erano le esatte le registrazioni dei brani dei Beatles, ma ''simulazioni di psico-acustica'', onde sonore, cioe', che artificialmente ricostruite suonavano come gli originali. "Sono mie creazioni sintetiche di quella serie di suoni che esprime al meglio il modo in cui credo che una particolare melodia dovrebbe essere ascoltata come performance dal vivo", ha detto Risan. Il giudice pero' ha rigettato l'argomento difensivo di BlueBeat.com definendolo "linguaggio pseudo-scientifico oscuro e indefinito che descrive, in modo prolisso, null'altro che un campionamento". Secondo il Los Angeles Times, la decisione del giudice copre la vendita da parte di Bluebeat sia delle canzoni dei Beatles, che dei brani di altri artisti Emi come i Radiohead. L'unica azienda a poter vendere su internet la produzione musicale dei Bealtles è la Apple. Lo scorso novembre le voci del quartetto di Liverpool hanno debuttato online sulla sua piattaforma digitale, iTunes. E hanno avuto subito successo: cinque milioni di brani acquistati in meno di tre mesi. "Here comes the sun" e l'album Abbey Road sono i più scelti dal pubblico. L'archivio su internet di YouTube racchiude inoltre filmati d'epoca dei Fab Four, per esempio le esibizioni trasmesse dalle emittenti televisive.

Yahoo! si appella alla decisione del giudice sul link al sito pirata


Yahoo! ricorrerà in appello dopo la decisione della Nona sezione del Tribunale di Roma di «inibire la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico» relativo «al collegamento ai siti riproducenti in tutto o in parte l’opera», quindi link pirata, «diversi dal sito ufficiale del film About Elly». «La decisione di mercoledì 23 marzo riguarda la responsabilità legale diretta per i risultati delle ricerche online e ha forti conseguenze restrittive sulla libertà di espressione», dice Yahoo! che per questo ha «deciso di appellarsi all’errata interpretazione nell’ordinanza decisa dal giudice Muscolo della IX Sezione del Tribunale Civile di Roma che vuole attribuire ai motori di ricerca la responsabilità del contenuto creato o ospitato da terzi che appare nei risultati di ricerca sul web. In questo caso, non c’è nessuna evidenza che motori di ricerca come Yahoo! Italia creino o ospitino i contenuti illegali in discussione. Riguardo la soppressione dei link, tra l’altro, il pretendente non ha fornito indicazione del nome o dell’Url dei siti illegali, nonostante un’ingiunzione in merito». «Questa decisione, che vuol far monitorare alle aziende di motori di ricerca il contenuto di terze parti sul web - aggiunge Yahoo! - non solo è in contrasto con la legge esistente e i principi riportati nella direttiva sull’e-commerce ma può addirittura portare a gravi conseguenze restrittive sulla libera espressione in Internet. In maniera erronea, questo caso si focalizza sui motori di ricerca invece che su coloro che creano il contenuto dannoso. Yahoo! ricorda che è stata fondata sul principio che accedere alle informazioni può migliorare la vita delle persone. E in questa direzione e con questo spirito, sta indirizzando la propria difesa».

Yahoo! condannato per diffusione di link che violano il copyright


Una sentenza del tribunale di Roma ha condannato il motore di ricerca statunitense Yahoo!, per aver riportato sulle proprie pagine come risultati di ricerca dei link che permettevano di diffondere illecitamente il film iraniano About Elly. La Nona Sezione del Tribunale di Roma ''inibisce a Yahoo! la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico sul film 'About Elly' mediante il collegamento a mezzo dell'omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l'opera, diversi dal sito ufficiale del film''. Una sentenza "che non ha precedenti in nessun paese del mondo". Il punto fondamentale nella vicenda giudiziaria che ha contrapposto Open Gate Italia a Yahoo! è "la responsabilità di un motore di ricerca nel rendere disponibile l'accesso ai siti che immettono in rete film piratati, sprovvisti di ogni tipo di autorizzazione da parte dei detentori dei diritti". "Dopo questo primo importante successo, che apre la strada a tutti i detentori di diritti, i prossimi obiettivi saranno Google e You Tube. Il Tribunale di Roma ha sancito un principio fondamentale a tutela di tutta la produzione culturale: cinema, editoria, musica, giornali. Chi investe in cultura, informazione e intrattenimento ha diritto di vedere tutelato il proprio lavoro". Lo afferma Tullio Camiglieri, presidente di Open Gate Italia, societa' di consulenza che da anni segue Anica, Fapav, molti produttori cinematografici e detentori di diritti d'autore e che insieme al distributore italiano Pfa ha vinto questa battaglia legale. Il Tribunale di Roma ha riconosciuto ''la imputabilità alla parte resistente Yahoo!, unica legittimata nel procedimento nella qualità di provider gestore del servizio Web Search, della responsabilità per contributory infringement per l'attività di gestione del motore di ricerca nella misura in cui questi effettuano, attraverso specifici links, il collegamento a siti pirata, che permettono la visione in streaming o il downloading e peer to peer del film 'About Elly' senza autorizzazione da parte del titolare dei diritti di sfruttamento economico sull'opera e quindi in lesione del diritto patrimoniale di autore''. Gli esperti cominciano a chiedersi se adesso diventerà più difficile trovare link a siti pirata tramite i motori di ricerca. E se questi saranno chiamati a una maggiore collaborazione con i detentori di copyright. Per quanto riguarda Yahoo!, l'azienda fa sapere che al momento non può commentare la vicenda.

Elettrosmog, Cassazione: prescrizione per Radio Vaticana, si a risarcimenti


La IV Sezione penale della Cassazione ha confermato la prescrizione per la condanna a 10 giorni di reclusione nei confronti del cardinale Roberto Tucci in relazione all'elettrosmog prodotto dalle emissioni della Radio Vaticana ai danni degli abitanti di Cesano (comune alle porte di Roma), a favore dei quali la Suprema corte ha confermato il diritto al risarcimento dei danni patiti. 

Sarà la Corte d'Appello di Roma a determinare l'entità del risarcimento. E’ il risultato della sentenza della Cassazione che, respingendo il ricorso, presentato dalla difesa del Cardinale Roberto Tucci, direttore di Radio Vaticana dal 1985 al 2001, ha così confermato l’intervenuta prescrizione per il reato di ‘getto pericoloso di cose’.

 Essendo stato rigettato il ricorso in toto, restano in piedi le statuizioni civili. In pratica con questa decisione piazza Cavour mette la parola fine al caso di Radio Vaticana, iniziato alla fine degli anni Novanta, confermando il diritto al risarcimento per i cittadini di Cesano, la zona interessata dall’emissione nociva di onde elettromagnetiche, provenienti dai ripetitori di Santa Maria di Galeria a nord della capitale. 

Una vicenda, quella di Radio Vaticana, che in primo grado si era conclusa con la condanna del cardinale Tucci e dell'altro responsabile Pasquale Borgomeo, poi deceduto, a dieci giorni di reclusione per il reato di 'getto di cose pericolose'. 

"E' una grande vittoria: finalmente giustizia è fatta e gli abitanti di Cesano potranno ottenere i giusti risarcimenti". Così il presidente del Codacons, l'avvocato Carlo Rienzi, ha commentato la decisione della Cassazione che ha confermato la condanna di Radio Vaticana a risarcire i danni da elettrosmog provocati agli abitanti di Cesano.

Siria: giovane blogger condannata a 5 anni di carcere per spionaggio


Una ragazza siriana autrice di un blog antigovernativo e' stata condannata a cinque anni di carcere dopo essere stata riconosciuta colpevole di aver divulgato informazioni ad un paese straniero, ovvero gli Stati Uniti. Lo ha reso noto l'Osservatorio per i diritti umani in Siria, con base in Gran Bretagna. Tal al-Mallouhi è stata condannata dalla Corte suprema di Sicurezza dello Stato di Damasco. La giovane, era stata arrestata nel dicembre del 2009 dalle autorità siriane, ed è nipote di un ex ministro, ha ricordato l'Osservatorio, che ha inviato un comunicato sulla vicenda a Nicosia. La ragazza, che all’epoca della carcerazione aveva ancora 18 anni ed era una studentessa liceale, fu interrogata riguardo ai contenuti del suo blog, ritenuto dal governo pericoloso. Successivamente le furono sottratti computer, cd, libri e altri oggetti personali. In ottobre il giornale siriano Al Watan aveva annunciato che Tal al-Mallouhi era stata accusata di spionaggio per conto dell'Ambasciata americana in Egitto. “Chiediamo al governo siriano di liberare immediatamente i prigionieri politici e permettere ai propri cittadini la libertà di esercitare i diritti universali di espressione e associazione senza il timore di punizioni da parte del governo”, ha dichiarato Philip Crowley, portavoce del Dipartimento di Stato statunitense. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, la Corte Suprema è un tribunale speciale che non offre garanzie processuali. La famiglia continua a difendere Tal al-Mallouhi, affermando che la ragazza non appartiene a nessuna organizzazione politica.

Facebook: in arrivo 360 milioni di dollari di risarcimento per spam


Facebook ha rivendicato una grande vittoria nella guerra contro lo spam: una corte federale di San Jose, in California, ha deciso questa settimana a favore del social network, il blocco permanente del sito dello spammer Philip Porembski e gli ha ordinato di pagare 360,5 milioni dollari in danni punitivi per l'azienda. La società Porembski's, PP Web Services LLC, aveva dirottato più di 160.000 account di Facebook e inviati oltre 7,2 milioni di messaggi spam agli utenti del social network. Queste missive inclusi i link che rimandavano a siti di phishing, avevano chiesto ai destinatari le informazioni di login Facebook. I dati sono stati poi utilizzati per inviare spam a tutti gli amici dell'utente. Alcuni dei comunicati reindirizzavano gli utenti a siti sui quali Porembski ha guadagnato da commissioni di affiliazione. Facebook ha ricevuto oltre 8.000 denunce di spam Porembski, e almeno 4.500 persone hanno chiuso i loro account sul social network a causa di questo spamming. Tutti questi messaggi hanno creato una traccia digitale che ha portato le forze dell'ordine ad individuare il computer Porembski a Sacramento, che conteneva informazioni di accesso per gli utenti di Facebook, più gli script automatici di spamming. Lui probabilmente non potrà permettersi il pagamento della multa di 360 milioni dollari, ma tale sentenza permette a Facebook di mettere un vincolo su tutti i suoi passati, presenti e futuri redditi.

Foto hard di minori in cambio di ricariche telefoniche, condannati


Avevano convinto alcune ragazzine minorenni tra i 13 e i 17 anni ad inviare foto hard via mms, con primi piani delle parti intime, in cambio di ricariche telefoniche. Per questo due trentini, di 50 e 20 anni, sono stati condannati dal Tribunale di Trento. Le indagini erano partite dopo la segnalazione della madre di una delle ragazze che si era accorta delle foto osé scattate dalla figlia. 

La polizia postale è quindi risalita ai due uomini, che non si conoscevano fra di loro, ma che avevano preso contatto con la stessa ragazza. Il contenuto dei loro cellulari ha convinto il giudice della colpevolezza dei due: il cinquantenne, recidivo, è stato condannato ad un anno e 4 mesi per possesso di materiale pedo-pornografico, il ventenne ha patteggiato 4 mesi. 

L'abbordaggio: "Vuoi diventare la mia fidanzatina virtuale?" Gli inquirenti hanno potuto fare luce su questa nuova tecnica di "abbordaggio virtuale" fondato sul passaparola. Dopo aver chiesto ad un amico il numero di un ragazza, le si spedisce un sms chiedendole di diventare una «fidanzata virtuale». Se la ragazza accetta inizia uno scambio via mms di foto, sempre più esplicite.

Via: Il Gazzettino