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Garante Privacy, fatturazione elettronica va modificata: niente rinvio


A partire dal primo gennaio 2019 scatta l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati titolari di partita IVA residenti in Italia. Tale onere riguarda tutta la fatturazione B2B, cioè le fatture emesse tra imprese, ma anche professionisti e artigiani residenti in Italia. Secondo il Garante per la Privacy i trattamenti di dati previsti dall’introduzione della e-fatturazione, in base a quanto contemplato dalla manovra finanziaria del 2018, possono violare il GDPR, causando una raccolta di informazioni sproporzionata e rischi di usi impropri dei dati da parte di terzi. Secondo fonti di Governo non è prevista la possibilità di un differimento dell’obbligo dettato dai rilievi del Garante per la protezione dei dati personali.

Aruba offre servizio DocFly Fatturazione PA gratuito entro 31 marzo


Il servizio sarà gratuito per coloro che lo attiveranno entro il 31 marzo 2015, termine entro il quale ogni impresa avrà l’obbligo di emettere fattura elettronica verso tutta la Pubblica Amministrazione. Il gruppo Aruba (www.aruba.it), leader nei servizi di web hosting, e-mail, PEC (Posta Elettronica Certificata) e registrazione domini, presenta DocFly Fatturazione PA, il nuovo servizio che consente di gestire tutte le fasi della fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, secondo le specifiche dettate dalla normativa vigente, in modo semplice e sicuro. La fatturazione elettronica permette di abbandonare per sempre il supporto cartaceo e tutti i relativi costi di stampa e spedizione.

IBM, zEnterprise: un nuovo software supporta app su cloud e mobile


IBM introduce un nuovo software che aiuterà le organizzazioni a estendere le applicazioni di business cruciali che girano sui mainframe System z agli ambienti web, di cloud computing e “mobile” . I miglioramenti delle prestazioni del software consentiranno alle aziende di ridurre in misura significativa i costi operativi e amplieranno, in modo integrato ed efficiente, i servizi per il supporto delle moderne infrastrutture. 

Oggi circa il 15% di tutte le nuove funzionalità applicative di impresa è scritto in Cobol. Il linguaggio di programmazione è alla base anche di molti servizi quotidiani, come operazioni bancomat, trattamento degli assegni, prenotazione viaggi e richieste di risarcimento assicurativo. Con oltre 200 miliardi di linee di codice Cobol utilizzate in tutti i principali settori di mercato è cruciale per le imprese disporre del framework adeguato per migliorare le prestazioni, modernizzare le applicazioni chiave e aumentare la produttività. 

IBM Enterprise COBOL for z/OS consente agli sviluppatori di migliorare le prestazioni delle loro applicazioni business critical. Ad esempio, le applicazioni che utilizzano il nuovo compilatore hanno evidenziato aumenti di prestazioni dal 10 al 20 per cento. Con questo nuovo software IBM aiuta le aziende a ridurre i costi operativi e i tempi di elaborazione associati a queste applicazioni, offrendo al contempo nuove funzionalità per sfruttare il cloud computing, il web e i dispositivi mobili.

Le novità offerte dal compilatore sono le seguenti: supporto per Java 7, nuovi built-in UTF-8, potenziamenti per il debugging e supporto per tabelle e gruppi illimitati; supporto di un nuovo livello di tracking per System Management Facilities (SMF) di z/OS, che permette agli utenti che implementano il tracking della sub-capacity di ridurre le spese generali di amministrazione; miglioramento del controllo sui documenti XML con il parser z/OS XML, che consente di trasferire il carico di lavoro di parsing a motori specializzati, per ridurre i costi operativi.

Il compilatore IBM Enterprise COBOL for z/OS v5.1 funziona con le versioni più recenti di IBM Customer Information Control System (CICS), Information Management System (IMS) e software DB2, con disponibilità prevista nel corso di questo trimestre. IBM System zEnterprise è una piattaforma d’avanguardia per la gestione dei dati in sicurezza: è l'unico sistema commerciale ad ottenere la classificazione di sicurezza “Evaluation Assurance” Level 5+ di Common Criteria

Il parser z/OS XML System Services (z/OS XML ®) è un parser XML a livello di sistema che è integrato con il sistema operativo di base z/OS. È inteso per l'uso da componenti di sistema, middleware e applicazioni che necessitano di una semplice efficiente, soluzione XLM parsing. z/OS XML è in grado di analizzare i documenti, con o senza convalida. Per ulteriori informazioni visitare: http://www-03.ibm.com/software/products/it/it/entecoboforzos



Via: IBM

E-Commerce in crescita: italiani sempre più attenti agli sconti online


Il 2012 è stato per gli italiani un anno di forte crescita dell’eCommerce. Il fenomeno è, secondo zanox, indicativo di un mutamento in atto nel modo in cui le aziende affrontano questo canale, che “aggrediscono” con attività che incrementino la propensione ad acquisti reiterati degli utenti e che ne influenzino il processo d’acquisto, come i voucher online. Infatti alcuni dati ufficiali di mercato dicono che l’anno scorso ha visto l’affermarsi della vendita online di beni (+29%), cresciuta in misura molto maggiore rispetto a quella di servizi (+14%).

Netgear Developer Program, per realizzare App dei dispositivi di rete


NETGEAR®, Inc. (NASDAQGM: NTGR), fornitore a livello mondiale di soluzioni di networking tecnologicamente innovative, ha lanciato il nuovo NETGEAR Developer Program, un programma semplice ma rivoluzionario per creare nuove applicazioni per ottenere le migliori prestazioni e personalizzare i dispositivi NETGEAR. Come novità assoluta per questo settore, la piattaforma permette di creare nuove applicazioni sfruttando l'architettura Smart Network NETGEAR integrata nei dispositivi di rete quali router, gateway e storage NAS.

Brevetto XML, appello di Microsoft alla Corte Suprema


Microsoft ha ottenuto il diritto di presentare le proprie ragioni alla Corte Suprema in merito ai brevetti software su Custom XML. Microsoft era stata accusata da i4i di aver copiato la tecnologia XML utilizzata in Word e in altri programmi della suite da ufficio. Il colosso di Redmond cerca con ogni mezzo di capovolgere una sentenza che sino a oggi l'ha vista soccombere per violazione di brevetto e condannata a versare alla querelante un risarcimento corrispondente a oltre 290 milioni di euro. Non è tuttavia quello economico l'aspetto peggiore della controversia; infatti i4i pretende di inibire temporaneamente la commercializzazione di Office in USA e Canada, nonché la modifica del codice sorgente del programma contestato. Microsoft sostiene di aver implementato la tecnologia di editing XML contesa un anno prima che la canadese i4i registrasse la propria richiesta di brevetto, un caso evidente di prior art che le Corti inferiori hanno deciso di non tenere in debita considerazione. La situazione dei brevetti negli States è anomala, infatti sono sorte molte imprese finanziarie che acquistano brevetti senza però utilizzarli ma aspettando soltanto l'occasione propizia per portare in tribunale gli incauti che invece hanno sfruttato e sviluppato l'idea originale. Il problema pare sia fortemente sentito anche da chi realizza software in ambito open source, in quanto la legge americana piuttosto incoerentemente obbliga chi è citato per violazione di copyright a dimostrare che l'accusa è infondata. Il giudizio definitivo si avrà nel corso del 2011 e sarà probabilmente una pietra miliare posta sul percorso dello sviluppo del software sia libero che commerciale nei prossimi anni.

Fonti: http://punto-informatico.it/http://www.zeusnews.it/