Dalla collaborazione pluridecennale tra ENEA e IRE di Roma nasce la piattaforma “Green Genetic Vaccine” (GGV), una strategia innovativa basata su due brevetti per la produzione rapida, sicura e a basso costo di vaccini genetici potenziati con sequenze di DNA vegetale. Finanziate anche grazie al 5xMille destinato all’ENEA, queste innovazioni ad effetto immuno-stimolante sono in grado di prevenire o curare patologie tumorali e malattie infettive, come quelle da Papillomavirus umano (HPV), SARS, Zika e influenza. I vaccini genetici sono stati già commercializzati in campo veterinario e numerosi studi clinici in fase avanzata stanno valutando nuove applicazioni per uso umano.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
Visualizzazione post con etichetta Brevetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brevetti. Mostra tutti i post
Enea-Ire, vaccini genetici per lotta a tumori e malattie: nasce la GGV
Dalla collaborazione pluridecennale tra ENEA e IRE di Roma nasce la piattaforma “Green Genetic Vaccine” (GGV), una strategia innovativa basata su due brevetti per la produzione rapida, sicura e a basso costo di vaccini genetici potenziati con sequenze di DNA vegetale. Finanziate anche grazie al 5xMille destinato all’ENEA, queste innovazioni ad effetto immuno-stimolante sono in grado di prevenire o curare patologie tumorali e malattie infettive, come quelle da Papillomavirus umano (HPV), SARS, Zika e influenza. I vaccini genetici sono stati già commercializzati in campo veterinario e numerosi studi clinici in fase avanzata stanno valutando nuove applicazioni per uso umano.
Etichette:
Agroindustria,
Biotecnologie,
Bioterrorismo,
Brevetti,
Clima,
Dna,
Enea,
Immunologia,
Innovazione,
Oms,
Oncologia,
One Health,
Salute,
Sistema immunitario,
Tumori,
Vaccinazione genetica,
Vaccini,
Veterinaria
McAfee si impegna a creare un futuro più sicuro con nuova mission
McAfee (“la Società”), il fornitore di soluzioni di sicurezza riconosciuto a livello globale, ha annunciato recentemente di aver iniziato ad operare come nuova società autonoma. In qualità di azienda autonoma, McAfee si afferma come una delle più grandi aziende di sicurezza informatica pure-play al mondo. Basandosi sulla convinzione che la collaborazione è tutto, facendo riferimento al concetto “Together is Power”, la nuova McAfee svilupperà la propria piattaforma di soluzioni di sicurezza leader di mercato per consentire ai clienti di identificare e orchestrare le risposte alle minacce informatiche ancor meglio e in modo efficace. Nel 2014 il brand era stato rinominato Intel Security.
Da Thomson CompuMark opzione self-service per availability search
In concomitanza della quarantaseiesima Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale - World IP Day, Thomson CompuMark, azienda specializzata a livello mondiale in ricerca e protezione del marchio, ha ampliato la sua offerta con il lancio di TM go365™, fornendo al processo di validazione dei marchi un livello di flessibilità, velocità e convenienza senza precedenti. La soluzione, basata su cloud, incorpora una serie di funzioni che consentono ai professionisti di effettuare ricerche di similitudine dei marchi rapide ed efficienti e di ridurre i rischi per i brand, senza ricadere in semplici screening knock-out o ricerche web che costringono gli utenti a compromessi sulla qualità.
IBM: nuovo cloud data center accelera cambiamento digitale in Italia
Sostenere l’innovazione del sistema Paese offrendo al suo tessuto economico un modello di utilizzo della tecnologia in linea con le esigenze dell’era digitale: è questo, in sintesi, l’obiettivo assegnato al nuovo data center per il cloud, basato su infrastruttura SoftLayer, inaugurato lo scorso 15 giugno da IBM Italia sul territorio di Cornaredo Settimo-Milanese. Con una capienza di 11mila server, una potenza di 2,8 megawatt e, nel complesso, caratteristiche tecniche al vertice della categoria, la struttura milanese si aggiunge a quelle europee di Londra, Parigi, Francoforte Amsterdam e Almere entrando così a far parte di una rete globale di oltre 40 centri gemelli.
Cancro, elettroni per radioguidare gli interventi di chirurgia oncologica
Una tecnica innovativa di chirurgia oncologica radioguidata è stata sviluppata da un team di ricercatori dell’Infn e dell’Università “La Sapienza” di Roma, in collaborazione con altri enti di ricerca. È basata sull'utilizzo della radiazione beta- (β-), cioè gli elettroni, al posto della radiazione gamma, cioè i fotoni oggi comunemente impiegati. Lo studio è presentato in un articolo pubblicato nel numero di gennaio de The Journal of Nuclear Medicine (Jnm). La pubblicazione presenta i primi risultati della ricerca, che riguardano la sensibilità della tecnica su particolari tipi di tumore, quali meningiomi e gliomi di alto grado: la valutazione è statisticamente positiva per questi casi clinici.
Lenovo perfeziona acquisizione di Motorola Mobility per 2,9 miliardi $
Lenovo ha completato giovedì scorso l'acquisizione di Motorola Mobility, già di Google. In base all'accordo, Lenovo pagherà all'ex controllante Google 2,91 miliardi dollari, di cui 660.000 mila dollari in contanti e 750 milioni di dollari di nuova emissione. I restanti 1,5 miliardi dollari saranno pagati a Google, sotto forma di una cambiale di tre anni. Lenovo diventa così proprietaria di un'azienda con un organico di quasi 3.500 dipendenti in tutto il mondo, di cui circa 2.800 negli Stati Uniti.
Salute: è italiano il vaccino anti ebola, l'Oms chiede 1 milione di dosi
L'ebola è una malattia è stata scoperta nel 1976 nella Repubblica Domenicana del Congo e nel Sudan, è un virus a trasmissione diretta attraverso i fluidi corporei. Sono nate e si sono sviluppate a Napoli, nei laboratori del Ceinge (Centro di Ingegneria Genetica), le ricerche della italiana Okairos che ha sviluppato il brevetto per il vaccino contro l’Ebola,di recente approvato dalla FDA per trials clinici nell’uomo. Lo si apprende da Franco Salvatore, fondatore e presidente del Ceinge, che sottolinea come “spesso, erroneamente, in Italia si pensa che investire sulla ricerca sia un investimento a perdere e invece la ricerca – a, se ben fatta, puo’ essere il vero volano dello sviluppo economico”.
Etichette:
Adenovirus,
Biologia molecolare,
Brevetti,
Centri ricerca,
E-cigarette,
Economia,
Epidemie,
Fda,
Ingegneria genetica,
Malattie infettive,
Oms,
Ricerca e sviluppo,
Vaccini,
Virus
Apple e Samsung: stop a guerra sui brevetti ma solo fuori dagli Usa
Apple e Samsung non hanno ancora raggiunto un accordo di licenza mondiale, ma almeno hanno raggiunto un concordato per dirimere i contenziosi legali per i brevetti in tutti i Paesi al di fuori dagli Usa. Lo ha annunciato il gigante sudcoreano dell'elettronica in un comunicato. Le due società hanno contenzioso sui brevetti in nove paesi al di fuori degli Stati Uniti, tra cui la Corea del Sud, Giappone, Australia, Paesi Bassi, Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito.
IDC MarketScape: IBM leader mondiale nei servizi di sicurezza gestiti
IBM ha annunciato di essere stata nominata leader nel nuovo studio “IDC MarketScape: Worldwide Managed Security Services 2014 Vendor Assessment”. Nel rapporto, che ha valutato 11 aziende fornitrici di servizi di sicurezza gestiti a livello mondiale, gli analisti di IDC hanno collocato IBM nella categoria dei “leader” riconoscendole, come punti di forza, “l’intelligence nella rilevazione delle minacce più evolute, l’analisi dei big data a supporto dell’intelligence sulle minacce, la sicurezza del cloud, i servizi complementari e il portale clienti”.
Apple e Google stipulano una tregua storica nella guerra dei brevetti
Apple e Google annunciano una tregua storica e l'avvio di un dialogo che potrebbe ridar fiato al mercato mondiale degli smartphone: i due giganti statunitensi si sono dati battaglia per anni. Google è titolare del software Android, installato su centinaia di milioni di smartphone nel mondo: il sistema operativo è il principale rivale di quello installato su iPhone e iPad. Da annni Apple aveva un contenzioso giudiziario aperto contro Motorola, che è una filiale di Google e che il gigante di Mountain View sta per rivendere ai cinesi di Lenovo, ormai numero uno mondiale nel settore dell’informatica portatile.
A partire dal conflitto Apple-Microsoft, dunque, i due colossi hanno annunciato di voler lavorare insieme per trovare soluzioni su alcune licenze. In una dichiarazione congiunta il Venerdì, la società ha detto che l'insediamento non include una cross license per i rispettivi brevetti. "Apple e Google hanno inoltre concordato di lavorare insieme in alcune aree del brevetto riforma ", dice la nota. "Apple e Google hanno inoltre acconsentito di lavorare assieme in alcune aree della riforma dei brevetti" si legge nell'accordo. Apple e le aziende che realizzano i telefoni con il software Android di Google hanno depositato decine di azioni legali l'uno contro l'altro.
Apple ha sostenuto che i telefoni Android che utilizzano il software Google hanno copiato il suo iPhone. Le due società hanno informato la Corte d'appello federale di Washington che i casi che li vedono opposti dovrebbero essere respinti. Tuttavia, l'accordo non si applica alle controversie che di Apple contro Samsung. La causa di più alto profilo tra Apple e Motorola è iniziata nel 2010. Motorola ha accusato Apple di violare diversi brevetti, tra cui uno fondamentale sul funzionamento dei cellulari su una rete 3G, mentre Apple ha detto che Motorola ha violato i suoi brevetti per determinate funzioni di smartphone. I casi sono stati consolidati in un tribunale federale di Chicago.
Tuttavia, il giudice Richard Posner ha respinto nel 2012 poco prima del processo, dicendo che nessuna delle due società ha prove sufficienti per dimostrare la sua causa. Il mese scorso, la corte d'appello ha dato al costruttore iPhone un'altra possibilità per vincere un divieto di vendita contro il suo concorrente. Google ha acquisito Motorola Mobility nel 2012 per 12,5 miliardi dollari, e nel mese di gennaio ha annunciato la vendita della divisione di Motorola Mobility a Lenovo Group Ltd. per 2,91 miliardi dollari, mantenendo la maggior parte dei brevetti.. Come parte della transazione, Google sta mantenendo la maggior parte dei brevetti di Motorola e li concederà a Lenovo tramite licenza.
Tuttavia, il giudice Richard Posner ha respinto nel 2012 poco prima del processo, dicendo che nessuna delle due società ha prove sufficienti per dimostrare la sua causa. Il mese scorso, la corte d'appello ha dato al costruttore iPhone un'altra possibilità per vincere un divieto di vendita contro il suo concorrente. Google ha acquisito Motorola Mobility nel 2012 per 12,5 miliardi dollari, e nel mese di gennaio ha annunciato la vendita della divisione di Motorola Mobility a Lenovo Group Ltd. per 2,91 miliardi dollari, mantenendo la maggior parte dei brevetti.. Come parte della transazione, Google sta mantenendo la maggior parte dei brevetti di Motorola e li concederà a Lenovo tramite licenza.
Samsung ha violato brevetti Apple: deve pagare 120 milioni di dollari
Apple batte Samsung, ma è una vittoria amara. Round giudiziario in favore di Apple, nella sfida dei brevetti che vede contrapporsi nelle aule di tribunale l'azienda di Cupertino contro la sudcoreana Samsung. Ma si tratta di un successo dal sapore amaro. Il verdetto della giuria californiana nel secondo processo tra i due colossi riconosce ad Apple 120 milioni di dollari di danni subiti per colpa di Samsung colpevole di aver violato intenzionalmente due brevetti, tra i quali il popolare "slide-to-unlock" (lo scorrimento per sbloccare l'iphone).
La cifra però è decisamente inferiore ai 2,2 miliardi di dollari reclamati da Cupertino all'avvio del processo e probabilmente non copre neanche le spese legali. Inoltre Apple è ritenuta colpevole di aver violato un brevetto Samsung e dovrà pagare alla società sud coreana 158.000 dollari. Il verdetto della giuria, che riconosce ambedue le società colpevoli, apre ora la strada alla richiesta, sia da parte di Apple sia da parte di Samsung, di bloccare le vendite della concorrente per i prodotti che utilizzano i brevetti infranti.
Ma secondo diversi analisti il segnale più importante che emerge dalla sentenza è che i brevetti su componenti piccoli dell'interfaccia non giustificano richieste per danni giganteschi. Apple aveva lanciato la campagna legale anni fa con l'aspirazione di rallentare l'ascesa di Samsung. Ma finora i risultati ottenuti in tribunale non l'hanno certo avvicinata al'obiettivo sperato. A differenza dei precedenti scontri legali, quest'ultimo è stato caratterizzato dalla presenza di Google, almeno indirettamente.
Nel presentare il proprio caso, Samsung ha evidenziato che Google ha sviluppato in modo indipendente molte delle caratteristiche software al centro del caso. E quindi Apple se la sarebbe dovuta prendere con Google. Resta la questione legata alla funzione di auto-completamento. Apple e Samsung si contendono da anni il mercato degli smartphone e quello appena concluso è il secondo processo che vede opposti i due colossi tecnologici, dopo quello del 2012 nel quale erano stati riconosciuti 930 milioni di dollari di danni ad Apple.
"Anche se questo verdetto è grande per gli standard normali, è difficile vedere questo risultato come una vittoria per Apple. Tale importo è inferiore al 10 per cento dell'importo che Apple ha chiesto e probabilmente non supera ciò che Apple ha speso nella vicenda giudiziaria", ha detto il professore di diritto Brian Love, della Santa Cara University. "Apple ha lanciato la campagna legale anni fa con l'aspirazione di rallentare l'ascesa di Samsung. Finora ha fallito e con questo caso non si avvicina al risultato sperato".
Il verdetto della giuria è arrivato dopo tre giorni di deliberazioni. Niente di fatto per quanto riguarda la ricerca vocale e un'altra per la sincronizzazione dei dati. Il risarcimento dovuto da Apple a Samsung è invece legato una tecnologia di trasmissione video per le chiamate. Apple sta cercando di vietare la vendita di alcuni telefoni Samsung, tra cui il Galaxy S III, e ha chiesto poco più di 2 miliardi di dollari di danni. A marzo scorso il giudice Lucy Koh aveva negato la richiesta di Apple di ritirare i dispositivi Samsung negli Stati Uniti.
Il verdetto della giuria è arrivato dopo tre giorni di deliberazioni. Niente di fatto per quanto riguarda la ricerca vocale e un'altra per la sincronizzazione dei dati. Il risarcimento dovuto da Apple a Samsung è invece legato una tecnologia di trasmissione video per le chiamate. Apple sta cercando di vietare la vendita di alcuni telefoni Samsung, tra cui il Galaxy S III, e ha chiesto poco più di 2 miliardi di dollari di danni. A marzo scorso il giudice Lucy Koh aveva negato la richiesta di Apple di ritirare i dispositivi Samsung negli Stati Uniti.
Brevetti: negata richiesta Apple di ritirare dispositivi Samsung in Usa
Il giudice distrettuale, Lucy Koh, respinge la richiesta di Apple di mettere al bando più di 20 smartphone e tablet Samsung, oggetto dello scontro legale del 2012. Una battuta d'arresto chiave per Apple, nella sua battaglia di brevetti. Il giudice Koh ha stabilito che Samsung pagherà ad Apple 930 milioni di dollari ma ha vietato il bando dei suoi prodotti, che ormai sono fuori dal mercato. La sentenza arriva a poche settimane dall'avvio del nuovo processo che vede scontrarsi i due colossi, e che si aprirà il prossimo 31 marzo.
Questa volta l'oggetto del contendere sono i brevetti usati sui dispositivi Samsung più nuovi, incluso lo smartphone Galaxy S III. Anche se è ormai "vecchio" di due generazioni, il dispositivo è ancora offerto da molte compagnie telefoniche. Gli analisti ritengono che se Samsung fosse riconosciuta colpevole nel nuovo processo, il giudice potrebbe infliggerle il pagamento di danni ancora maggiori rispetto ai precedenti in quanto i prodotti, oltre a essere più nuovi, hanno avuto successo in termini di vendite.
Samsung annuncia che presenterà ricorso contro la conferma dei 930 milioni di dollari che deve pagare ad Apple. L'appello si baserà sul fatto che la cifra è ricavata sulla base "di metodi di calcolo sbagliati". In novembre una giuria federale ha ordinato a Samsung di pagare 290 milioni di dollari in danni per aver infranto alcuni brevetti Apple. Una cifra che si andava ad aggiungere ai 640 milioni di dollari che non erano oggetto dello scontro legale davanti alla giuria, e che erano stati precedentemente imposti a Samsung.
In dicembre Apple aveva chiesto il bando dei prodotti Samsung che infrangevano tre suoi brevetti che riguardano alcune funzioni touch screen, mettendo in evidenza che i danni economici che le erano stati riconosciuti non erano un rimedio adeguato. La corte d'appello aveva ordinato al tribunale distrettuale di riconsiderare la richiesta di Apple e il tribunale ha ascoltato le argomentazioni di Apple lo scorso 30 gennaio. Dopo il riesame delle prove, il giudice Koh ha nuovamente negato la richiesta formulata da Apple.
"La Corte conclude che Apple semplicemente non ha soddisfatto l'onere della prova per giustificare un provvedimento", ha scritto. "Per convincere la Corte ad accordare ad Apple una tale straordinaria ingiunzione - al bando dispositivi complessi a causa di tre caratteristiche del software touchscreen - Apple ha l'onere di dimostrare che queste tre funzioni del software touchscreen orientano la domanda dei consumatori verso i prodotti di Samsung. Apple non ha soddisfatto questo peso", ha aggiunto.
Batterie per smartphone superperformanti, in attesa della rivoluzione
La nuova sfida per i produttori di smartphone saranno batterie più efficienti. Ne è convinto il New York Times che ha pubblicato un lungo articolo per spiegare come, nella continua ricerca di prestazioni sempre più spinte per i cellulari, tra processori, schermi e micro-chip in realtà gli unici componenti rimasti al palo siano proprio le batterie. Spremute come limoni da app, chat, web, social network e qualche telefonata durano ormai pochissimo, costringendo gli utenti a continue corse verso una ricarica d'emergenza.
IBM: primo posto in classifica brevetti USA per 21° anno consecutivo
IBM nel 2013 ha ottenuto il numero record di 6.809 brevetti conquistando per il 21° anno consecutivo il vertice della classifica annuale negli Stati Uniti. I risultati conseguiti nel 2013 comprendono una gamma eterogenea di invenzioni in aree strategiche come i Big Data, il cloud computing e gli analytics. Queste invenzioni contribuiranno a promuovere anche Watson e il cognitive computing, la nuova era in cui le macchine saranno in grado di apprendere, ragionare e interagire con l’uomo in modo più naturale.
Samsung e Google stipulano accordo di decennale licenza su brevetti
Inutile litigare, mettiamoci d'accordo e concentriamoci sul nostro "pane", l'innovazione. È quanto devono essersi detti Google e Samsung alla firma dell'accordo che li metterà al riparo da qualsiasi ipotesi di contenzioso sui rispettivi brevetti. E, soprattutto, da costose spese legali: le cosiddette "patent wars", le battaglie in tribunale su presunti furti di proprietà intellettuale, sono la norma nel settore hi-tech.
Basti pensare allo scontro tra i sudcoreani e l’americana Apple: su questo fronte è ancora guerra aperta, mentre Samsung, oltre all’accordo con Google, ha annunciato di aver sotterrato l’ascia di guerra brevettuale anche con Ericsson. Mountain View e la società sud coreana hanno siglato un accordo globale - riporta il Financial Times - per i brevetti che si spinge al di là dei soli dispositivi mobili e include un’ampia gamma di tecnologie e aree di business.
L'accordo riguarda brevetti relativi a Gsm, Umts, Lte e standard per network e handset. "Siamo lieti di aver raggiunto un accordo reciprocamente equo e ragionevole con Samsung. Abbiamo visto sempre il contenzioso come ultima risorsa", ha detto Kasim Alfalahi, chief intellectual property officer di Ericsson. "Questo accordo ci permette di continuare a concentrarci sul portare nuova tecnologia al mercato globale e fornire un incentivo per altri innovatori di condividere le proprie idee".
L'accordo riguarda brevetti relativi a Gsm, Umts, Lte e standard per network e handset. "Siamo lieti di aver raggiunto un accordo reciprocamente equo e ragionevole con Samsung. Abbiamo visto sempre il contenzioso come ultima risorsa", ha detto Kasim Alfalahi, chief intellectual property officer di Ericsson. "Questo accordo ci permette di continuare a concentrarci sul portare nuova tecnologia al mercato globale e fornire un incentivo per altri innovatori di condividere le proprie idee".
L’intesa tra Google e Samsung, di cui non sono stati diffusi i termini finanziari, copre brevetti che sono stati già registrati ma anche quelli nuovi che saranno registrati nei prossimi 10 anni. Secondo Samsung, apre anche a maggior collaborazione su ricerca e sviluppo tra le due compagnie. "Lavorando insieme ad accordi come questi le società possono ridurre il potenziale di contenzioso e concentrarsi sull’innovazione", afferma Allen Lo, deputy general counsel for patents di Google.
"Google e Samsung stanno mostrando al resto dell’industria che c’è più da guadagnare dal cooperare che nell’impegnarsi in dispute sui brevetti non necessarie", mette in evidenza Seungho Ahn di Samsung. Nel 2010 Samsung ha stretto un accordo simile con Intellectual Ventures: "In Intellectual Ventures, abbiamo l'esperienza per soddisfare le complesse esigenze IP di aziende come Samsung ", aveva detto Adriane Brown, presidente e COO di Intellectual Ventures.
Nel 2011 Samsung ha siglato un agreement con Microsoft: "Samsung e Microsoft vedono l'opportunità di crescita in Windows Phone e stiamo investendo per farne una realtà", aveva dichiarato Andy Lees, presidente della Windows Phone Division. Il nuovo accordo rafforzerà le posizioni di Samsung e di Google contro le accuse di violazioni, in particolare di Apple, coinvolta in aspre battaglie su brevetti multinazionali del valore di milioni di dollari contro Samsung .
Nel 2011 Samsung ha siglato un agreement con Microsoft: "Samsung e Microsoft vedono l'opportunità di crescita in Windows Phone e stiamo investendo per farne una realtà", aveva dichiarato Andy Lees, presidente della Windows Phone Division. Il nuovo accordo rafforzerà le posizioni di Samsung e di Google contro le accuse di violazioni, in particolare di Apple, coinvolta in aspre battaglie su brevetti multinazionali del valore di milioni di dollari contro Samsung .
Samsung perde causa e dovrà pagare 290 milioni di dollari ad Apple
Samsung dovrà pagare ad Apple 290,5 milioni di dollari in danni per aver infranto alcuni dei suoi brevetti. Questa la decisione presa dalla giuria del processo fra i due colossi della tecnologia. Il tribunale federale californiano di San Jose ha ordinato al gruppo tecnologico di Seul di risarcire il colosso di Cupertino per violazione di 13 brevetti di vecchi modelli di iPhone e di iPad (non più in vendita negli Stati Uniti), comprese le caratteristiche di progettazione hardware e software come il double-tap zoom.
Apple lavora ad iPhone con schermo curvo, più grande e con sensori
Apple sta studiando un nuovo design per l'iPhone che include schermi non solo più grandi ma anche curvi. E' quanto riferisce Bloomberg, le cui fonti sostengono che il gruppo di Cupertino, in California, starebbe mettendo a punto anche sensori più potenti capaci di percepire i differenti gradi con cui viene esercitata pressione sullo smartphone. Il lancio di iPhone da 4,7 e 5,5 pollici con schermo curvo dovrebbe avvenire nella seconda parte dell'anno prossimo mentre i nuovi sensori dovrebbero comparire nei successivi modelli.
IBM sviluppa un metodo per gestione dinamica banda di rete in cloud
Rimozione dei principali colli di bottiglia prestazionali; il ruolo del Software Defined Network (SDN). I ricercatori IBM (NYSE: IBM) hanno sviluppato un metodo per la gestione dinamica della capacità di banda della rete all’interno di un cloud, un traguardo che potrebbe portare a miglioramenti significativi delle prestazioni, dell’efficienza e dell’economia del sistema nel suo complesso.
L’invenzione per la quale IBM ha ricevuto il brevetto statunitense n. 8.352.953 (U.S. Patent #8,352,953) - Dynamically Provisioning Virtual Machines - fornisce un metodo per decidere automaticamente il migliore modo per gli utenti di accedere a un sistema di cloud computing, sulla base della disponibilità di banda della rete. Questa invenzione è ideale per applicazioni come i sistemi online che sono in esecuzione all’interno di un cloud e che subiscono variazioni notevoli o inattese nella domanda di servizi, quali ad esempio:
• siti d'aste o rivenditori online, che registrano picchi di attività in momenti diversi della giornata, nei vari giorni della settimana e durante la stagione delle feste e le promozioni speciali;
• motori di ricerca, che devono rispondere a picchi di attività generati da curiosità comuni nella società e dagli eventi di attualità su un gran numero di argomenti in qualunque momento;
• siti web di agenzie pubbliche e di news, in cui gli sviluppi locali, regionali, nazionali e internazionali e le crisi, che vanno da elezioni a conflitti e calamità naturali, possono generare traffico senza preavviso;
• siti online di importanti eventi sportivi, che registrano una domanda imprevedibile da parte degli appassionati che ricercano statistiche, video e altri contenuti durante le gare in diretta.
Banda di rete dinamica nel cloud
In un tipico ambiente di cloud computing, a ciascun utente viene fornita una macchina virtuale (VM) costituita da un sistema operativo host e da risorse fisiche, quali processore e memoria, per supportare le esigenze applicative dell’utente stesso. Di conseguenza, per accogliere numerosi utenti contemporanei, vengono assegnate più macchine virtuali all’interno del cloud e, quando la domanda di risorse di sistema aumenta e si moltiplica, le applicazioni possono essere frenate dai limiti sulla capacità di banda della rete.
L’invenzione di IBM consente invece al sistema di riassegnare il lavoro da un nodo all’altro, in modo automatico e dinamico, sulla base dei requisiti e della disponibilità della banda di rete, assicurando che il sistema e le VM possano lavorare con efficienza ed in sintonia con i livelli di servizio attesi dall’utente. Sebbene gli approcci per supportare la virtualizzazione in un cloud siano numerosi, la maggior parte di essi si focalizza principalmente sull’utilizzo e sull’ottimizzazione della CPU e della memoria.
Ma anche con una gestione efficace di queste funzioni, le prestazioni complessive del sistema possono essere ostacolate dalle limitazioni della capacità della rete. Ponendo l’attenzione sull’aspetto di networking nell’ottimizzazione e virtualizzazione del sistema, questa invenzione elimina un ostacolo all’efficienza complessiva del sistema stesso, consentendo a processori, memoria e rete di lavorare tutti a livelli ottimali.
“Oggi i consumatori usano dispositivi di ogni tipo e si aspettano che le loro app e la loro esperienza di navigazione funzionino sempre, hanno ‘tolleranza zero’ per i colli di bottiglia nella banda di rete” - spiega Ed Suffern, IBM Systems Engineer e responsabile del team di inventori del brevetto. “L’invenzione brevettata di provisioning dinamico di IBM aiuterà i fornitori di servizi cloud ad aumentare le prestazioni della rete e a migliorare la soddisfazione dei clienti”.
I principi del Software Defined Networking
Il provisioning dinamico della banda di rete in un sistema di cloud computing rappresenta le fondamenta del Software Defined Networking, un ambiente per una gestione dinamica delle risorse di rete attraverso programmi automatizzati. L’invenzione richiede che la gestione delle risorse di rete sia effettuata mediante un software che acquisisce i dati dal database di gestione delle informazioni degli switch di rete, in modo da determinare la banda utilizzata da ciascun indirizzo IP assegnato a ciascuna VM all’interno del nodo di calcolo.
Quando la larghezza di banda della rete aumenta e viene limitata in un nodo, il sistema riassegna in automatico alcune delle VM a un altro nodo, che dispone della capacità di banda richiesta. Questa invenzione può essere applicata a vari sistemi operativi, tra cui Linux, Windows, CentOS e UNIX e su svariate piattaforme hardware, quali IBM System x e BladeCenter, PureFlex e Power Systems. Maggiori informazioni su invenzione di IBM e la leadership dei brevetti è disponibile a questo link. Per ulteriori informazioni su IBM Systems, andare qui.
Kaspersky Lab vince la controversia legale contro Patent Troll Lodsys
Kaspersky Lab annuncia la vittoria legale nella causa avviata da Lodsys, azienda con sede in Texas che opera come Patent Assertion Entity, più comunemente conosciuta come un’entità non praticante o “patent troll” e nota per l’avvio di una serie di cause per violazione dei brevetti contro alcune aziende. Kaspersky Lab, insieme ad altre 54 aziende compresa Atari, Symantec ed Estee Lauder, è stata citata in giudizio da Lodsys. Delle 55 aziende citate in giudizio, solo Kaspersky Lab non ha raggiunto un accordo extragiudiziale con Lodsys, ma ha deciso di procedere in giudizio.
Il 30 settembre, sette giorni prima di iniziare la causa, Lodsys ha ritirato le proprie affermazioni anzichè presentarsi davanti alla corte e la sua causa è stata respinta con pregiudizio. Kaspersky Lab non ha pagato nessuna somma di denaro a Lodsys e non ha aderito a nessun tipo di accordo. “La nostra posizione è ferma. Nessuna concessione ai truffatori informatici. Invitiamo tutte le altre aziende IT a continuare a lottare e non cedere. Solo così sarà possibile liberarci una volta per tutte di questi parassiti dei brevetti”, ha dichiarato Eugene Kaspersky, CEO e presidente di Kaspersky Lab.
Nel maggio del 2012, Lodsys ha presentato una un’azione legale per violazione di brevetti contro 55 aziende negli Stati Uniti. Lodsys ha dichiarato che in ogni azienda aveva violato uno o più di quattro brevetti, che avevano l’obiettivo di raccogliere le percezioni degli utenti su un determinato prodotto, compresi gli acquisti e gli aggiornamenti tramite le applicazioni del computer. 51 di queste aziende ha siglato accordi per risolvere il caso in via extragiudiziale. Le altre, che inizialmente erano determinate a combattere in tribunale, si sono invece ritirate 10 giorni prima che iniziassero le udienze finali.
L’unica azienda che ha deciso di far valere i propri diritti è stata Kaspersky Lab. Il 30 settembre 2013, la corte ha approvato la petizione di Lodsys di ritirare la propria richiesta e la sua causa è stata respinta con pregiudizio. Kaspersky Lab sostiene di non aver violato nessuno dei brevetti Lodsys e che le loro rivendicazioni non sono valide. Più di 400 aziende, tra cui Oracle e altri sviluppatori di applicazioni, hanno firmato accordi di licenza con Lodsys prima che venisse avviata questa causa. Grazie a questi accordi, Lodsys guadagna ogni volta che queste aziende utilizzano tecnologie presumibilmente brevettate.
Lodsys è attualmente coinvolta in una serie di cause legali ancora in corso. Il business dei Patent Troll si è sviluppato su larga scala in tutto il mondo ed è stato riconosciuto come un ostacolo all'innovazione, allo sviluppo e all'implementazione. Piuttosto che sostenere il costo e il tempo necessario alla gestione di una causa legale, la maggior parte delle aziende preferiscono pagare i patent troll. L'esempio di Kaspersky Lab dimostra che queste azioni legali possono essere affrontate con successo e che non bisogna in nessun modo assecondare i troll.
“Il processo è stato molto difficile da gestire, per diverse ragioni: primo, i vari imputati avevano diverse opinioni e quindi non è stato facile coordinare il caso; secondo, i patent troll sono un concetto molto astratto e la prima battaglia da vincere riguarda i termini contrattuali”, ha dichiarato Nadia Kashchenko, Chief Intellectual Property Counsel di Kaspersky Lab, Patent Attorney. “In Texas, dove è stata presentata la causa, tutto procede molto velocemente e abbiamo avuto poco tempo per prepararci, per fare un'analisi approfondita e preparare le argomentazioni da sottoporre alla corte”.
Questa non è la prima causa vinta da Kaspersky Lab contro un patent troll. Lo scorso anno alcuni Troll, IPAT (Information Protection and Authentication of Texas), hanno rinunciato alla causa senza ottenere nulla da Kaspersky Lab, a seguito di una decisione a favore di quest’ultimo da parte della Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Orientale del Texas. Per ulteriori informazioni, leggere il post di Eugene Kaspersky. E’ inoltre disponibile il blogpost di Nadezhda Kashchenko.
Fonte: Kaspersky
Facebook aggiorna deposito di brevetto relativo a Real-Time Search
Facebook ha presentato inizialmente una istanza di brevetto nel mese di Aprile denominato "Real Time Content Searching In Social Network" (Ricerca in Tempo Reale dei Contenuti nel Social Network), e la società ha aggiornato il deposito giovedì della settimana scorsa, con il brevetto ancora pendente. Searchblog ha riportato l'aggiornamento del brevetto, dicendo che esso copre un metodo per la ricezione, l'identificazione, e indicizzazione dei post da parte degli utenti di Facebook.
Il social network ha lanciato un gruppo di ricerca per capire meglio il comportamento dei membri. La tecnologia determina un identificatore associato all'utente, un post identificatore associato al post, e un termine identificatore associato ad un termine nel post. Si seleziona quindi una parte di un indice user-term associato con l'identificatore dall'utente tra diversi partizioni dell'indice user-term. Nell'abstract del brevetto aggiornato e depositato presso l'US Patent and Trademark Office, si legge:
"L'indicizzazione e il recupero di contenuti in tempo reale in un sistema di social-networking sono divulgati. Un indice dell'user-term include partizioni user-term, ogni partizione user-term che comprende database temporali. Appena un post viene ricevuto da un utente, un ID utente, un identifier post ed un post vengono estratti. Un object store comunicativamente accoppiato a un database temporale per i contenuti recentemente ricevuti viene interrogato per verificare se i termini nel post sono già stati memorizzati".
"Un term identifier viene memorizzato nell'indice dell'user-term con l'utente e i post identificatori. Un indice avanzato memorizza il post del post identificatore. Rispondendo a una query di ricerca, l'indice user-term viene cercato dalle connessioni degli utenti e dei termini. Un motore di ricerca in tempo reale compila i risultati dell'indice query dell'user-term e recupera i post memorizzati dall'indice avanzato. I risultati della ricerca potrebbero quindi essere classificati e memorizzati nella cache prima della presentazione al searching user".
Al momento che la query viene elaborata, le connessioni degli utenti di Facebook sono identificati in base al profilo della persona che effettua la ricerca. "La ricerca o i risultati della ricerca possono essere filtrati per mostrare solo i risultati relativi a una particolare connessione o un gruppo di connessioni. Un motore di ricerca in tempo reale compila i post identificatori dei post corrispondenti nell'indice user-term index query e utilizza i post identificatori per accedere all'indice avanzato e ottenere le posizioni di archiviazione negli object store per i post".
Via: Search Blog
Iscriviti a:
Post (Atom)


















