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Ads su eBay, studio con E.Leclerc dimostra impatto su vendite nei negozi


Grazie a uno studio realizzato in collaborazione con E.Leclerc - catena leader di ipermercati e supermercati francesi, che in Italia ha stipulato un accordo con Conad e possiede oltre 30 ipermercati - eBay Advertising, divisione del gruppo eBay Inc. incaricata della vendita di spazi pubblicitari sui siti del gruppo, dimostra che i banner pubblicitari diffusi su eBay generano un incremento delle vendite nei supermercati e ipermercati.

Oggi, un numero sempre maggiore di consumatori svolge vari tipi di ricerche su Internet prima di passare all’acquisto vero e proprio nel punto vendita. Le ragioni di questa scelta sono molteplici: dal bisogno di ricevere consigli da altri utenti, alla possibilità di contattare direttamente il produttore per avere informazioni dettagliate.

L’e‑commerce rappresenta attualmente il 5-6% del commercio mondiale e ciò significa che la maggior parte dei consumi si concentra ancora nel punto vendita. eBay è il sito di ecommerce più grande in Italia con oltre 7 milioni di visitatori al mese ( fonte Nielsen - Audiweb), i quali fanno abitualmente acquisti online accedendo a una vasta gamma di prodotti di ogni genere, dalle macchine ai cellulari di ultima generazione, passando per prodotti di arredamento e abbigliamento.

Per un marchio che mira a raggiungere un ampio bacino di utenti con forte propensione agli acquisti, condurre una campagna pubblicitaria su eBay si rivela dunque una scelta azzeccata. Proprio questa constatazione ha convinto i responsabili della comunicazione di E.Leclerc a realizzare uno studio per valutare con attenzione l’impatto dei banner pubblicitari diffusi su eBay e la loro capacità di aumentare i consumatori presso gli store del marchio.

Questo studio è stato condotto in occasione della vendita promozionale “Big Bang” organizzata da E.Leclerc due volte all’anno, e finalizzata principalmente a raggiungere una clientela di consumatori occasionali attraverso promozioni su articoli lancio come computer portatili o aspirapolveri. Tale operazione viene promossa attraverso un media planning a livello nazionale e locale che comprende radio, affissioni, stampa e Internet.

Al fine di ottenere dati statisticamente significativi, sono stati pianificate, sulla versione francese di eBay, 1,5 milioni di impressions Leclerc, targetizzate in modo da raggiungere solo coloro che risiedono nelle cinque città monitorate nel corso dello studio. Grazie alle soluzioni congiunte di Alenty e Marketing Scan, che consentono di monitorare il comportamento online e offline degli utenti. eBay e Lecrerc hanno potuto quindi osservare e confrontare il comportamento degli utenti esposti al battage pubblicitario sul suo sito ebay.fr (oltre ai media citati in precedenza) con quello di coloro che ne erano venuti in contatto solo tramite radio, affissioni e stampa locale.

I risultati hanno cosí mostrato che il gruppo esposto alla campagna su ebay.fr si è recato presso gli ipermercati Leclerc con una frequenza superiore rispetto al gruppo di controllo, generando un incremento delle vendite e quindi dei ricavi. Principali conclusioni dello studio: incremento dell’8% delle vendite per Leclerc. I risultati dello studio evidenziano molto chiaramente l’impatto della campagna pubblicitaria su eBay presso clienti occasionali, il target principale di E.Leclerc nell’ambito di questa operazione.

In sostanza, tra le persone soggette alla campagna promozionale di E.Leclerc su eBay è stato osservato un incremento del 12% nella frequentazione dei negozi da parte dei clienti occasionali, mentre il volume di spesa degli stessi clienti registra un aumento del 15%, contro appena il 7% del gruppo non esposto alla pubblicità su eBay. In definitiva, includere eBay in un piano multimedia ha consentito a E.Leclerc di aumentare il volume di spesa del 15%, mentre senza il ricorso a eBay la crescita non avrebbe superato il 7%.

“Questo studio dimostra l’efficacia del modello Online Retail Media, che permette a un sito di vendite online come eBay, di diventare una vera e propria vetrina promozionale per tutti i rivendotori, siano essi in possesso di un negozio virtuale o di un supermercato, in virtù della sua estesa base utenti e delle molteplici capacitá di segmentazione a disposizione degli inserzionisti” spiega Matteo Longoni, Responsabile Display advertising di Ebay in Italia.

“I dati raccolti in questa ricerca rafforzano il messaggio alla base dell’Online Retail Media, ovvero che eBay è l’ambiente ideale per comunicazioni altamente segmentate e finalizzate all’incremento delle vendite sia online sia nei negozi tradizionali”. Maggiori informazioni sulla metodologia adottata per questo studio sono disponibili su richiesta.


Via: Assodigitale

comScore, Facebook rallenta l'incremento degli utenti negli Stati Uniti


comScore, Inc., uno dei leader nella misurazione del mondo digitale, ha rilasciato il secondo white paper The Power of Like series, The Power of Like 2: How Social Marketing Works, dimostrando i modi in cui l'esposizione ai media attivi e passivi su Facebook spinge il comportamento di acquisto. L'analisi utilizza i dati e le intuizioni dei prodotti comScore Social Essentials™ and comScore AdEffx™.

"I social media continuano ad affermarsi come un canale di marketing importante e i marketer di grandi marche stanno dedicando più tempo e attenzione per capire il loro impatto sui consumatori", ha detto Andrew Lipsman, comScore VP of Industry Analysis. Secondo la società di ricerca comScore, nel mese di aprile i visitatori unici statunitensi del sito web hanno raggiunto i 158 milioni, in crescita solo del 5% rispetto all'anno precedente.

Questo è stato il tasso di crescita più basso degli utenti di Facebook degli Stati Uniti da quando nel 2008 comScore ha iniziato a monitorarne i dati, e la società sostiene che sia in calo rispetto alla crescita del 24% del mese di aprile 2011 e dell’89% del mese di aprile 2010. Allo stesso tempo sta diminuendo il tasso di crescita del tempo che le persone trascorrono sul social network, noto come engagement.

ComScore ha rilevato che nel mese di aprile gli utenti di Facebook hanno trascorso in media più di sei ore al mese sul sito, in crescita del 16% rispetto all'anno precedente, ma in calo se lo si confronta con l’aumento del 23% del 2011 e del 57% del 2010. In un certo senso, c'era da aspettarsi che un rallentamento. Facebook ha già il 71% di tutti i 221 milioni di utenti Internet negli Stati Uniti secondo comScore.


Le oltre sei ore al mese che gli utenti trascorrono sul social network superano le oltre quattro ore al mese passate su tutti i siti di Google, tra cui YouTube, e le 3 ore e mezza passate sui siti di Yahoo sempre secondo comScore. Con una presenza così dominante e con così tanto tempo già trascorso sul sito, "un tasso di crescita in declino è una fase naturale del ciclo di crescita", ha detto Andrew Lipsman, analista di comScore.

Facebook rappresenta un canale unico di media marketing che consente di essere sfruttato per creare un ciclo virtuoso di impatto per i marchi. Marchi utilizzarano gli annunci display e gli altri mezzi di comunicazione a pagamento per attirare fan alla pagina Brand, che funge da piattaforma per le comunicazioni di marketing che raggiungono fans e amici di fan (guadagnati ) nel News Feed e in altre sezioni del sito.

Tali comunicazioni possono essere integrate attraverso campagne di visualizzazione a pagamento, come Sponsored Stories e Promoted Page Posts (a pagamento), per massimizzare la portata e la risonanza del marchio. Secondo la società di ricerca, i fans di uno stesso prodotto su Facebook - tra gli esempi considerati ci sono Starbucks e Amazon - ne consumano più di coloro che non sono fans. Per scaricare una copia gratuita del rapporto: www.comscore.com/like2.

Via: Milano Finanza

Google sta valutando la possibilità di finanziare l'acquisto di Yahoo!


Stando a indiscrezioni del Wall Street Journal, anche Google potrebbe lanciare un’offerta d’acquisto sul suo concorrente Yahoo!.“Google ha discusso con almeno due società di investimento sulla possibilità che queste l’aiutino a finanziare un accordo per l’acquisto di Yahoo!”, scrive il Wsj sul suo sito internet, citando “una persona al corrente della situazione”. Ma Google, al momento, ha avuto solo colloqui preliminari sulla questione e potrebbe finire “per abbandonare l’idea di un’offerta su Yahoo!”, aggiunge il quotidiano. Dopo il fallito tentativo da parte di Microsoft, che nel 2008 arrivò a lanciare una vera e propria opa da 44,6 miliardi di dollari che fu però respinta dal cda del motore di ricerca e molti altri avvicinamenti successivi poi finiti nel nulla, si è parlato a più riprese di AOL e di alcune società di private equity: recentemente indiscrezioni avevano riferito di un interesse da parte di tutti i big, da Kkr a Blackstone, da Providence Equity Partners al gruppo fondato dall'ex ad di News Corp, Peter Chermin. Molto vicino a un'offerta sarebbe il gigante cinese dell'e-commerce Alibaba (di cui proprio Yahoo! possiede una quota del 40%), che avrebbe discusso un piano con Silver Lake e con la russa Digital Sky Technologies. Altra alternativa possibile, allora, sarebbe un'alleanza con qualche altro protagonista del settore, come Aol. Google è da tempo il plyer n° 1 della ricerca Web. Ma sul display adversting del mercato, Google è ancora un piccolo player ma in crescita. Negli Stati Uniti, Facebook prevede di generare quest'anno oltre 2 miliardi di dollari di ricavi netti dal display advertising, con Yahoo! che genera 1,6 miliardi dollari e Google 1,1 miliardi di dollari, secondo eMarketer.

Via: Il Corriere della Sera