Dopo lo scandalo dei contenuti pedopornografici che hanno portato alla cancellazione dell'app Tumblr dall'Apple Store, il popolare servizio di microblogging appartenente a Yahoo!, ha iniziato a censurare i nudi. La piattaforma di social media Tumblr ha annunciato il divieto del cosiddetto "contenuto per adulti", una mossa fatta, a quanto pare, in reazione all'app di Tumblr che è stata rimossa dall'app store di Apple. Mentre rendere l'app più disponibile, in teoria, è una buona notizia per gli utenti del social, in pratica, ciò che sta per accadere viene considerata da molti una censura di massa delle comunità che hanno reso Tumblr un'esperienza positiva per così tanta gente.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Tumblr eliminerà contenuti per adulti e pornografici dal 17 dicembre
Dopo lo scandalo dei contenuti pedopornografici che hanno portato alla cancellazione dell'app Tumblr dall'Apple Store, il popolare servizio di microblogging appartenente a Yahoo!, ha iniziato a censurare i nudi. La piattaforma di social media Tumblr ha annunciato il divieto del cosiddetto "contenuto per adulti", una mossa fatta, a quanto pare, in reazione all'app di Tumblr che è stata rimossa dall'app store di Apple. Mentre rendere l'app più disponibile, in teoria, è una buona notizia per gli utenti del social, in pratica, ciò che sta per accadere viene considerata da molti una censura di massa delle comunità che hanno reso Tumblr un'esperienza positiva per così tanta gente.
Mozilla rivela che Firefox OS alimenterà le nuove TV Panasonic UHD
Al CES 2014, Mozilla ha presentato una partnership con Panasonic alla luce della nuova generazione di televisori intelligenti alimentati da Firefox OS. Ora, all'edizione 2016 questo rapporto si consolida. Panasonic ha annunciato che Firefox OS sarà a bordo dei nuovi TV UHD Panasonic DX900, i primi televisori LED LCD nel mondo con specifiche Ultra HD Premium, presentate in occasione del Consumer Electronics Show (CES) 2016. I Televisori Panasonic con Firefox OS sono già disponibili in tutto il mondo, consentendo ai consumatori di trovare i propri canali preferiti, applicazioni, video e siti web in modo rapido e portando app e altri contenuti sulla home della propria TV.
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Mozilla festeggia 10 anni di MDN, open platform per tecnologie Web
Era il 23 luglio 2005 quando il network fu fondato con il nome MDC (Mozilla Developer Center) iniziando il suo cammino per favorire lo sviluppo di un Web aperto. Il sito è un progetto Mozilla per gli sviluppatori interessati a tecnologie Web. Mozilla Developer Network (MDN) è una piattaforma di apprendimento aperta e collaborativa per le tecnologie Web (HTML, CSS e JavaScript). MDN va al di là del fornire le informazioni essenziali di codifica; soddisfa le esigenze degli sviluppatori grazie alla sua community di supporto costituita da sviluppatori volontari con lo scopo di stimolare idee, incoraggiare la collaborazione e, infine, favorire lo sviluppo di un web aperto.
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Yahoo! conferma il furto di 400mila password, esteso ad altre società
Quattrocentomila password di Yahoo sarebbero state rubate dagli hacker. E' la stessa società californiana, sul proprio sito, a rendere noto di aver aperto un'indagine per verificare la presunta breccia nel sistema di sicurezza. A rivendicare l'attacco e il furto di identità è stato il sito di hacking D33D Company, che avrebbe rubato dalla piattaforma Yahoo! Voices i dati di 400.000 utenti. Le società di Rapid7 ha detto che un file di dati pubblicato sul Web contiene login e password in chiaro per Yahoo! e molti altri servizi Internet, tra cui Gmail e Google Inc. AOL così come Hotmail di Microsoft Corp., MSN e Live.
ACSI, utenti Google+ sono in media più soddisfatti di quelli Facebook
Facebook, che ha già il più basso punteggio dell'e-business aziendale, subisce il maggior calo nella soddisfazione del cliente secondo l'American Customer Satisfaction Index (ACSI) E-Business Report pubblicato in collaborazione con l'analisi dell'esperienza dei clienti dell'impresa ForeSee. Il colosso dei social media sprofonda all'8% con un punteggio di 61 su una scala di 100 punti, stabilendo un nuovo record verso il basso per la categoria Social Media e ponendolo tra i cinque punteggi più bassi tra le imprese con più di 230 misurazioni ACSI.
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AOL vende 800 brevetti e prodotti a Microsoft per 1,1 miliardi di dollari
AOL Inc. ha accettato di vendere più di 800 brevetti e prodotti correlati a Microsoft Corp. per 1,1 miliardi di dollari. Le azioni di AOL sono salite addirittura del 45%, colpendo il loro punto più alto in quasi un anno e mezzo, in quanto la società è impegnata a restituire una "parte significativa" dei proventi della vendita agli azionisti. L'accordo dà anche a Microsoft una licenza per il portafoglio di brevetti rimanente di AOL. Questa operazione giunge in un momento di vera e propria guerra dei brevetti tra colossi statunitensi.
AOL non ha annunciato come intende distribuire i soldi, ha solo detto che lo farà prima della chiusura della transazione, prevista entro la fine dell'anno. AOL non ha dettagliato i brevetti venduti, ma la società ha osservato che il suo portafoglio dei suoi restanti 300 brevetti include la pubblicità, la ricerca, la generazione di contenuti, social networking e la tecnologia di mapping. "Microsoft guadagna l'accesso alla protezione in aree ritenute strategiche come la pubblicità e la webmail", ha detto David Joyce, analista di Miller Tabak al Wall Street Journal.
"L'accordo con Microsoft rappresenta il culmine della massiccia vendita di brevetti in nostro possesso. Sblocca liquidità in dollari a lungo termine per il nostro azionariato", ha commentato l'Amministratore delegato di AOL Tim Armstrong. "E' un portafoglio prezioso che stiamo analizzando da diversi mesi", ha commentato Brad Smith, consigliere generale di Microsoft. "Abbiamo conseguito due obiettivi - precisa - abbiamo preso licenze a lungo termine da portafoglio di Aol e alcuni brevetti che completano il nostro portafoglio".
Gli investitori hanno reagito positivamente alla notizia, facendo schizzare la quotazione di Aol del 35 per cento a 24,69 dollari per azione nel premercato. Aol non ha specificato quali brevetti abbia ceduto a Microsoft, mentre fonti vicine all'operazione assicurano che all'asta hanno partecipato anche Facebook e Google. L'accordo fra AOL e Microsoft segue l'acquisizione da parte di Google di Motorola Mobility soprattutto per mettere le mani sul vasto portafoglio brevetti della società telefonica e le numerose offerte per l'acquisto dei brevetti Nortel Networks.
Via: WSJ
Google sta valutando la possibilità di finanziare l'acquisto di Yahoo!
Stando a indiscrezioni del Wall Street Journal, anche Google potrebbe lanciare un’offerta d’acquisto sul suo concorrente Yahoo!.“Google ha discusso con almeno due società di investimento sulla possibilità che queste l’aiutino a finanziare un accordo per l’acquisto di Yahoo!”, scrive il Wsj sul suo sito internet, citando “una persona al corrente della situazione”. Ma Google, al momento, ha avuto solo colloqui preliminari sulla questione e potrebbe finire “per abbandonare l’idea di un’offerta su Yahoo!”, aggiunge il quotidiano. Dopo il fallito tentativo da parte di Microsoft, che nel 2008 arrivò a lanciare una vera e propria opa da 44,6 miliardi di dollari che fu però respinta dal cda del motore di ricerca e molti altri avvicinamenti successivi poi finiti nel nulla, si è parlato a più riprese di AOL e di alcune società di private equity: recentemente indiscrezioni avevano riferito di un interesse da parte di tutti i big, da Kkr a Blackstone, da Providence Equity Partners al gruppo fondato dall'ex ad di News Corp, Peter Chermin. Molto vicino a un'offerta sarebbe il gigante cinese dell'e-commerce Alibaba (di cui proprio Yahoo! possiede una quota del 40%), che avrebbe discusso un piano con Silver Lake e con la russa Digital Sky Technologies. Altra alternativa possibile, allora, sarebbe un'alleanza con qualche altro protagonista del settore, come Aol. Google è da tempo il plyer n° 1 della ricerca Web. Ma sul display adversting del mercato, Google è ancora un piccolo player ma in crescita. Negli Stati Uniti, Facebook prevede di generare quest'anno oltre 2 miliardi di dollari di ricavi netti dal display advertising, con Yahoo! che genera 1,6 miliardi dollari e Google 1,1 miliardi di dollari, secondo eMarketer.
Via: Il Corriere della Sera
Microsoft, AOL e Yahoo! si alleano contro Google nella pubblicità
Aol, Yahoo! e Microsoft hanno stretto recentemente un’alleanza in base alla quale venderanno pubblicità ognuna sui siti dell’altra, una mossa che dovrebbe renderle molto più competitive di fronte a Google, permettendo ala costruzione di un nuovo polo abbastanza grande da poter competere con il gigante di Mountain View.
Microsoft, Yahoo! e Aol si sono accordate, in particolare, per vendersi tra loro spazi nelle proprie inserzioni "Class 2 display", ovvero pubblicità display che queste aziende non possono vendere da sole e devono passare ai network pubblicitari. I tre partner divideranno poi i proventi in base alla formula del revenue-sharing.
Aol, Yahoo! e Microsoft sperano di convincere anche altre grandi aziende del web a condividere parte del loro ad inventory e di spingere le grandi agenzie pubblicitarie a fare acquisti tramite questa alleanza. L’obiettivo ultimo della partnership Yahoo-Microsoft-Aol è aumentare la quantità complessiva di denaro che gli inserzionisti spendono per la pubblicità su ciascuno dei loro siti semplificando il processo con cui si acquistano le ads.
Tutte e tre le aziende, infatti, oggi vendono le pubblicità online o direttamente agli inserzionisti o tramite sistemi tecnologici propri o di terzi che servono appunto a comprare le ads e a posizionarle in modo mirato su una serie di siti Internet. Negoziare separatamente per le ads sui diversi sistemi di Yahoo!, Microsoft e Aol è più complicato e costoso, dicono i manager dei tre partner.
Ognuno continuerà a usare questi sistemi o a vendere pubblicità in modo diretto, ma, grazie alla nuova alleanza, potrà offrire anche un sistema tecnologico unico per gli inserzionisti per comprare e indirizzare le ads online che raggiungerà potenzialmente tutti i navigatori. Tale accordo dovrebbe incentrarsi maggiormente su tutti quei banner che sono meno redditizi e che molto spesso si trovano in fondo alle homepage o in pagine secondarie.
Via: Corriere Comunicazioni
Twitter discute con Google e Facebook l'ipotesi di cessione
Il servizio di social network e microblogging Twitter, nel quale si corrisponde con messaggi di meno di 140 caratteri, ha discusso la possibilita' di una sua cessione con la rivale Facebook e con il colosso del web Google. "Dirigenti di Facebook e Google hanno avuto colloqui con quelli di Twitter negli ultimi mesi per esaminare la prospettiva di un'acquisizione del servizio di messaggeria", ha riportato il Wall Street Journal sul suo sito Internet, citando «persone vicine al dossier.
Nonostante si tratti di colloqui informali e le discussioni per il momento non abbiano condotto da nessuna parte, aggiunge il Wsj, la valutazione che gli esperti del settore hanno fatto di una possibile acquisizione oscilla tra gli 8 miliardi e i 10 miliardi di dollari, per un'azienda che ha ottenuto ricavi di circa 45 milioni di dollari nel 2010. A dicembre, quando Twitter ha ricevuto 200 milioni in una nuova venture capital, era valutata 3,7 miliardi di dollari e ieri il fondo americano Andreessen Horowitz, ha investito 80 milioni di dollari.
I vertici di Twitter, sono pero' determinati "a costruire una grande societa' indipendente" che - dicono le fonti - potrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari. L'amministratore delegato di Twitter, Dick Costolo ha già detto che la società, che ha già lasciato cadere diverse offerte d'acquisto, non pensa di quotarsi in Borsa. Ma Twitter non è che uno dei succulenti obiettivi del mercato tecnologico che ingolosiscono gli aspiranti acquirenti: è recente la notizia che Aol è disposta a pagare 315 milioni di dollari per l'Huffington Post.
AOL acquista Huffington Post per 315 milioni di dollari
AOL ha acquistato l'Huffington Post per 315 milioni di dollari (300 milioni in contanti e il resto in azioni della compagnia nata come provider). Lo ha reso noto la fondatrice del sito di notizie che in pochi anni si e' imposto negli Stati Uniti come uno dei nuovi media piu' autorevoli, Arianna Huffington, che assumera' le cariche di presidente ed 'editor in chief' (direttore) dell'Huffington Post Media Group, come verra' chiamata la nuova compagnia in cui saranno inglobati, oltre all'Huffington Post tutti i siti di proprieta' di AOL (Mapquest, Politics Daily, PopEater, Moviefone, Endagdet, TechCrunch e Patch.com).
Ogni mese, Huffington Post, che e' stato fondato nel 2005, con un investimento di un milione di dollari, conta su 20 milioni di visitatori (non vengono considerate le visite multiple). Per Huffington Post è un sogno di ricchezza che si concretizza in meno di sei anni. Aperto a maggio del 2005 con un investimento di un milione di dollari, il blog è rapidamente diventato un punto di riferimento dell'area liberal. Oggi vanta circa 25 milioni di lettori al mese, duecento tra collaboratori e dipendenti e - grazie a entrate per 31 milioni di dollari - nel 2010 ha ottenuto il primo profitto della sua storia.
La società AOL, nata nel 1983 come Control Video Corporation, ha vissuto i suoi anni migliori alla fine del secolo scorso, quando decine di milioni di americani si abbonarono ai suoi servizi per accedere a Internet. Nel 2001, la fusione con Time Warner e l'inizio di una lunga crisi, culminata con il divorzio dalla media company nel 2009. Tornata indipendente, l'anno scorso AOL ha tagliato un terzo della sua forza lavoro (2500 posti), iniziando una fase di riposizionamento sul mercato che include la produzione di contenuti editoriali.
Motori di ricerca: Bing è la principale minaccia per Google, Yahoo! soccombe
Per Google la principale minaccia proviene da Bing, il motore di ricerca della Microsoft. Google dunque non teme piu' di tanto ne' Facebook ne' Apple, ma continua a considerare Microsoft come la sua rivale storica. "So - spiega lamministratore delegato, Eric Schmidt al Wall Street Journal - che i motori di ricerca non sono l'unica cosa in ballo, ma la ricerca di informazioni e' quello che veramente conta".
Facebook verso alleanza con Aol per pubblicità online
Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, e Tim Armstrong, amministratore delegato di Aol, stanno discutendo la possibilità di un'alleanza tra le due società per aumentare i profitti delle pubblicità online. Facebook, con i suoi 500 milioni di utenti, ha un potenziale altissimo per le inserzioni online, i pubblicitari hanno aumentato gli investimenti sul sito di almeno 10 volte nell'ultimo anno. «Non commentiamo indiscrezioni di mercato», ha detto un portavoce di Aol e anche Facebook ha preferito tenere la bocca cucita su una possibile alleanza.
Secondo il New York Post le trattative vanno avanti da alcuni mesi, e una eventuale alleanza consentirebbe a Facebook di usufruire delle piattaforme di Aol per vendere pubblicità su Internet. Allo stesso tempo, Aol - un colosso che sta tentando di rinnovarsi - potrebbe sfruttare le funzioni di social networking di Facebook. Una possibilità è che Aol sia nominata «partner privilegiato» di Facebook. Quello con Aol non sarebbe il primo accordo con un colosso Internet: Facebook lo scorso febbraio ha rinegoziato i termini dell'intesa stipulata con Microsoft nel 2007.
Fonte: La Stampa
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