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Facebook: arrivano le pubblicità in video, utenti non molto entusiasti


Apri Facebook e vedi lo spot. Il social network inizierà a vendere video pubblicitari, che partiranno in automatico nella pagina principale dove si vedono gli aggiornamenti di status degli amici. Si tratta ancora di una fase sperimentale, ma la funzione sarà probabilmente introdotta sia nell'interfaccia web sia se si naviga da app. Il video, secondo le indiscrezioni, si aprirà in automatico all'utente ma l'audio rimarrà disattivato finché l utente non deciderà di ascoltarlo. 

Se non si vuole vedere lo spot, basterà scorrere le notizie per farlo scomparire. La nuova strategia pubblicitaria del colosso del social-networking punta a valorizzare le inserzioni rispetto ai post e monetizzare le potenzialità della capillare diffusione di Facebook che conta oltre un miliardo di iscritti in tutto il mondo. Una miniera d'oro per Mark Zuckerberg, ma la novità potrebbe non piacere agli utenti che potrebbero abbandonare il social network.

"Questa potrebbe essere la goccia proverbiale che fa traboccare il vaso", ha detto Lee Kirschbrown, un anziano a Tampa, in Florida, che è infastidito dagli annunci di Facebook esistenti. Gli annunci video "serviranno solo ad aumentare", ha detto. In un sondaggio di novembre su 735 utenti di Facebook effettuato dalla società di consulenza marketing globale Analytic Partners, l'83% degli utenti ha dichiarato che gli annunci video sono "invadenti" e probabilmente verranno "ignorati".

La notizia, dopo l'anteprima diffusa da The Wall Street Journal, è stata confermata da un comunicato di Facebook. Con questa mossa - scrive TMNews - il social network cerca di accaparrarsi una fetta di un crescente mercato. Solo negli Stati Uniti quest'anno verranno spesi 66,35 miliardi di dollari in pubblicità in TV, mentre secondo i dati della società di ricerche emarketer il segmento dei video digitali pubblicitari segnerà una crescita del 43,5 per cento a 4,15 miliardi di dollari.  

Questa settimana un piccolo numero di utenti inizierà a vedere video promozionali del film "Divergent", che compariranno automaticamente sul display ma con l'audio non attivato. Se un utente non è interessato basta che scorra oltre, se invece clicca sopra il video si apre a schermo pieno e con l'audio attivo. Sui dispositivi mobili i video dovranno essere precaricati, ma questo avverrà solo quando presente una connessione Wifi, in modo da evitare di esaurire la banda disponibile.


Google sta valutando la possibilità di finanziare l'acquisto di Yahoo!


Stando a indiscrezioni del Wall Street Journal, anche Google potrebbe lanciare un’offerta d’acquisto sul suo concorrente Yahoo!.“Google ha discusso con almeno due società di investimento sulla possibilità che queste l’aiutino a finanziare un accordo per l’acquisto di Yahoo!”, scrive il Wsj sul suo sito internet, citando “una persona al corrente della situazione”. Ma Google, al momento, ha avuto solo colloqui preliminari sulla questione e potrebbe finire “per abbandonare l’idea di un’offerta su Yahoo!”, aggiunge il quotidiano. Dopo il fallito tentativo da parte di Microsoft, che nel 2008 arrivò a lanciare una vera e propria opa da 44,6 miliardi di dollari che fu però respinta dal cda del motore di ricerca e molti altri avvicinamenti successivi poi finiti nel nulla, si è parlato a più riprese di AOL e di alcune società di private equity: recentemente indiscrezioni avevano riferito di un interesse da parte di tutti i big, da Kkr a Blackstone, da Providence Equity Partners al gruppo fondato dall'ex ad di News Corp, Peter Chermin. Molto vicino a un'offerta sarebbe il gigante cinese dell'e-commerce Alibaba (di cui proprio Yahoo! possiede una quota del 40%), che avrebbe discusso un piano con Silver Lake e con la russa Digital Sky Technologies. Altra alternativa possibile, allora, sarebbe un'alleanza con qualche altro protagonista del settore, come Aol. Google è da tempo il plyer n° 1 della ricerca Web. Ma sul display adversting del mercato, Google è ancora un piccolo player ma in crescita. Negli Stati Uniti, Facebook prevede di generare quest'anno oltre 2 miliardi di dollari di ricavi netti dal display advertising, con Yahoo! che genera 1,6 miliardi dollari e Google 1,1 miliardi di dollari, secondo eMarketer.

Via: Il Corriere della Sera

Raggiunta la saturazione, rallenta la crescita di Facebook e Twitter


Mentre Facebook continua a consolidare il proprio ruolo di più importante sito al mondo di social networking, eMarketer ha stimato che più della metà degli utenti Internet negli Stati Uniti hanno effettuato l'accesso al sito almeno ogni mese a partire dalla fine del 2010. L'osservatorio di ricerca newyorchese eMarketer ha pubblicato il nuovo rapporto sulla crescita negli Stati Uniti dei network sociali Facebook e Twitter. Si tratta di circa 132,5 milioni di persone. La crescita va però rallentando. Nel 2011 la comunità online del social network di Palo Alto crescerà negli Usa del 13,4 per cento. Una decisa decelerazione rispetto all'anno passato (più 38,6%) e al 2009 (più 90,3%).


eMarketer prevede che circa il 57% degli utilizzatori del web americani navigherà su Facebook ogni mese dell'anno in corso. Tuttavia, nel 2013 Facebook attirerà soltanto un più 6,1 per cento di nuovi utenti; il numero degli user americani arriverà dunque a 152,1 milioni. A quel punto più della metà della popolazione sarà presente sul social network. Ad oggi Facebook conta più di mezzo miliardo di iscritti nel mondo. Pure Twitter è destinato a crescere, anche se meno rispetto al boom degli anni passati. Se due anni fa il servizio online registrava una crescita del 293 per cento con 13,2 milioni di utenti americani adulti, nel 2010 erano saliti a poco meno di 14,4 milioni, un più del 24 per cento.


Ciò nonostante, nel 2013 quasi 28 milioni di utenti americani, ovvero l'11,4% di tutta la popolazione adulta, si affiderà al sito di microblogging per dialogare in rete. Le stime di eMarketer sull'uso di Twitter includono gli individui di età oltre i 18 anni che accedono al proprio account Twitter, almeno una volta al mense tramite qualsiasi dispositivo, compreso l'accesso alle applicazioni di terze parti, nonché Twitter.com. Gli utenti più giovani sono esclusi a causa della mancanza di dati di terze parti in uso su Twitter da parte di coloro che sono sotto ai 18. «L'elevata distribuzione sta a significare che gli incredibili tassi di crescita sono oramai passati», si legge nel rapporto.