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Adobe, patch di emergenza per Flash Player: risolte 36 vulnerabilità


Il cyberattacco alla società milanese Hacking Team, sul quale la Procura della Repubblica di Milano ha aperto un'inchiesta, ha portato alla luce un elenco di pericolose vulnerabilità informatiche. Una delle falle sfruttate dagli hacker, ed evidenziata dall'attacco, riguarda il software Flash di Adobe System, che ha rilasciato un aggiornamento di sicurezza per patchare 36 vulnerabilità, almeno una delle quali è stata sfruttata dai criminali informatici per infettare computer con malware su larga scala. La falla più pericolosa consente di violare macchine con sistemi operativi Windows, OS X e Linux e viene veicolata da browser come Explorer, Firefox, Chrome e Safari.

Dragonfly: le compagnie energetiche sotto la minaccia di sabotaggio


Una campagna di cyber spionaggio contro una serie di obiettivi, principalmente del settore dell’energia, ha fornito agli aggressori la capacità di lanciare operazioni di sabotaggio contro le loro vittime. Gli aggressori, noti a Symantec come Dragonfly, sono riusciti a compromettere un gran numero di aziende strategicamente importanti per finalità di spionaggio e, se avessero usato le capacità di sabotaggio a loro disposizione, avrebbero potuto portare a danni o disordine all'approvvigionamento energetico nei paesi colpiti.

Java nel mirino dei cybercriminali, exploit kit per condurre attacchi


Nel 2010 Java è diventato il terzo obiettivo preferito dagli exploit kit, pacchetti di programmi malevoli che contemporaneamente colpiscono diversi punti vulnerabili del sistema, dietro solo ad Internet Explorer e Adobe Reader. E' quanto afferma Vicente Diaz, Senior Malaware Analyst di Kaspersky Lab secondo cui l'uso attivo della vulnerabilità Java è diventato il nuovo trend del mercato cybercrime. Sfruttare le vulnerabilità dei sistemi operativi e dei programmi è una delle armi più diffuse nell'arsenale dei cybercriminali. Per aumentare il rischio di infezione gli autori di malware creano e vendono i cosidetti "exploit kit" ossia pacchetti di programmi malevoli capaci di colpire diversi punti deboli del sistema e dei programmi. I kit di exploit più comuni dello scorso anno sono stati: Fenice, Eleonore, Neosploit,YESExploitKit e SEOSploitPack.


Alla fine del 2010 ci fu un rapido declino nell'uso di Phoenix e un aumento del numero di server maligni per Neosploit. Tuttavia, l'area più interessante dello studio è come gli attuali exploit attuali vengono utilizzati e i loro obiettivi. Si tratta di software illegali a cui nuove vulnerabilità vengono man mano aggiunte, permettendo ai cyber criminali di sfruttare con successo le lacune rilevate in tempi diversi su macchine senza patch. Gli exploit kit vengono venduti al mercato nero a prezzi diversi, da qualche centinaio di dollari a oltre un migliaio. Java nel 2010 ha coperto il 40% di tutti i nuovi exploit utilizzati dai primi cinque kit reperibili sul mercato. Una tendenza che si conferma con i primi dati del 2011. Secondo Microsoft Malware Protection Center, l'anno scorso ci fu un picco nel tentativo di sfruttamento Java:


Quasi la metà dei programmi malevoli nei due kit di maggiore diffusione quest'anno - BlackHole e Incognito - hanno come target appunto Java. La piattaforma è così "popolare" tra gli autori di exploit perché è il modo più semplice per bypassare la sicurezza del sistema operativo. "I cybercriminali stanno dimostrando ancora una volta quanto sono attenti al ritorno sugli investimenti rimanendo sempre un passo avanti rispetto ai meccanismi di protezione" - afferma Vicente Diaz, Senior Malware Analyst di Kaspersky Lab che sintetizza - "la sicurezza è tanto forte quanto l’anello più debole, ed in questo caso l’anello più debole è costituito da Java". Per ulteriori informazioni visualizzare l'articolo di Vicente Diaz «Exploit kits attack vector - mid-year update» sul sito www.securelist.com.

Fonte: Kaspersky