A causa dei metodi usati da Shreateh per convincere Facebook finalmente della minaccia incombente, il social in seguito gli ha negato la ricompensa generalmente concessa ai programmatori che segnalano buchi nella sicurezza della piattaforma. Per prima cosa vuole chiarire che fa il programmatore e non l'hacker. Khalil Shreateh, palestinese di 30 anni, è l'uomo che ha beffato Facebook, portando alla luce un grosso bug che permetteva a chiunque di scrivere sulle bacheche degli altri utenti, anche senza essere fra i loro contatti. "È molto pericoloso - dice - perché consente di pubblicare annunci pubblicitari o altro sulle bacheche personali, senza permesso e senza pagare Facebook".
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
Visualizzazione post con etichetta Facebook Hack. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Facebook Hack. Mostra tutti i post
Hacker mette in imbarazzo Facebook, annunciato update Bug Bounty
A causa dei metodi usati da Shreateh per convincere Facebook finalmente della minaccia incombente, il social in seguito gli ha negato la ricompensa generalmente concessa ai programmatori che segnalano buchi nella sicurezza della piattaforma. Per prima cosa vuole chiarire che fa il programmatore e non l'hacker. Khalil Shreateh, palestinese di 30 anni, è l'uomo che ha beffato Facebook, portando alla luce un grosso bug che permetteva a chiunque di scrivere sulle bacheche degli altri utenti, anche senza essere fra i loro contatti. "È molto pericoloso - dice - perché consente di pubblicare annunci pubblicitari o altro sulle bacheche personali, senza permesso e senza pagare Facebook".
Hackerare un account di Facebook in 60 secondi con invio di un sms
Il ricercatore di sicurezza ha sottoposto la questione al social network che lo ha ricompensato. Facebook ha patchato un difetto che poteva essere sfruttato per violare l'account di qualsiasi utente, utilizzando i messaggi SMS, in meno di 60 secondi. Il social network ha premiato il ricercatore di sicurezza che ha scoperto il bug precedentemente riservato con una ricompensa pari a 20.000 dollari. Il ricercatore di sicurezza britannico Jack Whitton, alias Fin1te, che ha scoperto il bug, ha rivelato di aver segnalato il problema a Facebook il 23 maggio. Appena cinque giorni dopo, Facebook ha riconosciuto il suo rapporto del difetto e gli ha comunicato che la questione era stata fissata con successo.
Hacker che ha violato Facebook si racconta in video: non sono cattivo
Due mesi fa, 26 anni, Glenn Steven Mangham, è stato condannato a otto mesi di carcere per avere hackerato Facebook dalla sua camera da letto a casa dei suoi genitori. All'inizio di questo mese, è stato liberato dopo aver vinto un appello, e la sua pena è stata dimezzata. Questa settimana, Mangham ha deciso di raccontare la sua versione della storia in un blog post intitolato The Hack Facebook - What Really Happened e un video di YouTube con lo stesso titolo.
Mangham inizia dicendo di essere rimasto sorpreso per la difficoltà nel poter "esprimere chiaramente al processo ciò che è accaduto" in un modo che rispecchiasse in pieno il suo intento. Mangham si scusa per l'hacking: "Accetto la piena responsabilità di quello che ho fatto, è stata un'idea mia e la mia sola idea di farlo e vorrei scusarmi per aver permesso alla situazione di degenerare in un'indagine in piena regola e, per ogni disagio che le mie azioni hanno causato a certi individui", ha scritto.
Mangham contrasta poi una dichiarazione di Joe Sullivan, Chief Security Officer di Facebook, in cui viene dipinto come un hacker malintenzionato. Come spiega Graham Cluley di Sophos, "Glenn Mangham, era stato precedentemente era stato ricompensato da Yahoo per la ricerca di vulnerabilità nei propri sistemi". In particolare, Mangham ha violato un server web usato da Facebook per impostare i puzzles dei programmatori software che voglio testare le proprie capacità.
Mangham ha poi ottenuto l'accesso all'account del dipendente di Facebook Stefan Parker, e usato i privilegi del membro del personale per accedere al server Mailman di Facebook (utilizzato per eseguire le liste e-mail interne ed esterne), e il server Phabricator di Facebook utilizzato dagli sviluppatori interni, attraverso uno script PHP. I procuratori hanno affermato che Facebook ha speso 200.000 dollari per far fronte alle conseguenze dell'hack di Mangham.
Il team difesa di Mangham ha sostenuto che è un hacker "etico" o "white-hat", le cui intenzioni - piuttosto che essere dannose - erano quelle di scoprire le vulnerabilità di sicurezza in Facebook con l'intenzione di farli fissare. Mangham non ha nascosto di aver usato un server proxy per ragioni puramente tecniche. E ha sperato che questa buona fede potesse garantirgli un'atto di benevolenza da parte di Facebook dopo la sua cattura. Ma le cose, come è risaputo, sono andate diversamente.
Mangham ha ammesso il reato di accesso non autorizzato a materiale informatico, come contemplato nel Computer Misuse Act 1990 e si è dichiarato colpevole della violazione dei sistemi di sicurezza di Facebok tra il 27 aprile e il 9 maggio dello scorso anno. E' stato arrestato il 2 giugno e rilasciato dal carcere su cauzione dopo aver passato due mesi dietro le sbarre. Quattro condizioni sono state allegate alla sua cauzione, comprese quelle di vivere e dormire al suo indirizzo di casa, non accedere a Internet, e non avere dispositivi in casa che possono accedere al web.
Via: ZDNet
Sitecom: router X2 e X3 integrano Cloud Security contro attacchi hacker
Al fine di offrire agli utenti finali la possibilità di proteggere la propria rete dal cybercrime, durante la navigazione in Internet, Sitecom ha deciso di integrare il Sitecom Cloud Security nel Wireless Router N300 X2 e Wireless Router N300 X3 della nuova linea X-Series 2.0. Mentre la Commissione europea sta attualmente proponendo di istituire un European Cybercrime Centre (Centro europeo per il contrasto alla criminalità informatica) per contribuire alla tutela dei cittadini e delle imprese d'Europa contro minacce informatiche in continuo aumento, crescono le preoccupazioni degli utenti finali che navigano su Internet.
Facebook: assunto giovane hacker che lo ha sfidato con un virus
Infastidisce Facebook e viene assunto dalla società. Non sapendo cosa fare, il 19enne Chris Putnam, studente dell’Università della Georgia, ha creato un virus ‘worm’ in grado di infastidire il social network creato da Mark Zuckerberg. Dopo le lamentele degli utenti, ovvero dopo meno di 24 ore, il giovane, attraverso codici e algoritmi ha attirato l’attenzione del miliardario più giovane del pianeta ed è stato assunto dal colosso di Palo Alto. Ad aiutare il 19enne sono due amici, Marcel Laverdet e Kyle Stoneman, ma il protagonista è lui. Il virus si diffonde su Facebook con il suo nome, una richiesta di amicizia, e la modifica del profilo dell’utente che accetta. Da lì in poi la possibilità di intervenire sul profilo dell’utente. Putnam riesce ad infettare anche i profili di alcuni dipendenti della sede di Palo Alto. Digitando il nome di Chris Putnam su Facebook, appare una foto sfocata, e un "mi piace" sottoscritto da circa 30mila persone. Putnam è un hacker nato nel 1988 che ha sfidato con un virus il grande social network. Il suo scopo non era infastidire Zuckerberg, ma farsi notare. La sua avventura ha inizio nel 2005 quando Chris, allora 19enne, studiava alla Georgia Southern University e insieme ai suoi due amici, decise di creare un worm che si replicava grazie a un exploit XSS (Samy XSS) tramite un campo non trattato correttamente. Il worm era in grado di fare tre cose: chiedeva l'amicizia all'account di Chris, si replicava nel profilo e cambiava la grafica del profilo dell'utente replicando fedelmente quella di MySpace.
Il worm code JS/Spacehero-A si replicava di utente in utente in modo rapido e silenzioso, diffondendosi in modo virale attraverso gli amici che guardavano il profilo di qualcun altro. I tre hacker potevano così modificare rapidamente lo script principale per produrre una serie di effetti a sorpresa sugli account che passavano sotto il loro controllo. "Era un lavoro che faceva molto effetto e riarrangiava tutti i campi del profilo in sgradevoli caselle di MySpace e schemi colorati", ha raccontato Putnam. Questo li rendeva però facilmente rintracciabili. In meno di 24 ore dal rilascio del worm, Putnam venne contattato da Dustin Moscovitz, uno dei co-fondatori di Facebook. Con la diffusione del virus gli utenti contagiati avevano cominciato subito a lamentarsi. Anche numerosi dipendenti di Facebook erano stati infettati, incluso un account interno di prova chiamato The Creator. Il fatto che Moskovitz conoscesse la mia identità non fu una grande sorpresa dal momento che l'interazione del worm con il mio account era scontata. La reazione di Moskovitz fu comunque divertita. In cambio di tanta compiacenza, Putnam iniziò a rivelare il worm nei dettagli insieme ai punti deboli che aveva identificato nel social network. Dopo circa un mese gli fu chiesto se volesse lavorare per Facebook. Oggi lavora insieme al suo amico Marcel Laverdet insieme allo staff del Social Network più famoso del mondo. Trovate il documento in formato PDF dell'intero procedimento e del codice exploit a questa pagina.
Hackerata la pagina ufficiale di Mark Zuckerberg
Anche il creatore di Facebook stesso non è al sicuro, nè immune dagli attacchi di hacker sul social network. Dopo l'attacco hacker subito dalla pagina ufficiale di Nicholas Sarkozy, sulla pagina ufficiale di Mark Zuckerberg su Facebook è apparso uno strano messaggio dell'amministratore delegato. Secondo TechCrunch - e numerosi altri siti di tecnofili online - l'illustre fan page del fondatore di Facebook è stata hackerata, rovinata e, di conseguenza, chiusa. Sulla pagina è apparso ieri uno strano aggiornamento di Status che recitava testualmente:
"Let the hacking begin: If facebook needs money, instead of going to the banks, why doesn’t Facebook let its users invest in Facebook in a social way? Why not transform Facebook into a ‘social business’ the way Nobel Price winner Muhammad Yunus described it? http://bit.ly/fs6rT3 What do you think? #hackercup2011"che tradotto:
"Lasciate che l'hacking cominci: se Facebook ha bisogno di soldi, invece di andare dalle banche, perché non consente agli utenti di Facebook di investire in Facebook in un modo sociale? Perché non trasformare Facebook in un 'business sociale' nel modo in cui il premio Nobel Muhammad Yunus ha descritto? http://bit.ly/fs6rT3 Cosa ne pensi? # hackercup2011"Chi ha scritto un messaggio così strano e apparentemente delirante? Beh, se si credeva che nella pagina, fosse stato Zuckerberg. Infatti, poco dopo la pubblicazione, il post aveva raggiunto più di 1.800 "mi piace" e quasi 500 commenti. Ovviamente, non è stato Zuckerberg a scrivere. Invece, sembrerebbe che la sua fan page sia stata violata. A riprova di ciò, come abbiamo potuto verificare, al momento la pagina risulta irraggiungibile. In realtà, finora, Facebook non ha fornito ancora alcuna spiegazione. Noi non sappiamo come l'hack sia stato perpetrato.
Iscriviti a:
Post (Atom)





