In passato, si sono visti attacchi SIM jacking, in cui un hacker può impersonare una vittima designata per rubare il numero di cellulare, che può quindi essere utilizzato per accedere alle risorse non protette della vittima. Ma ora i ricercatori dell'azienda di sicurezza informatica irlandese AdaptiveMobile Security hanno identificato una vulnerabilità critica nelle SIM card che potrebbe consentire agli aggressori remoti di compromettere i telefoni cellulari presi di mira e spiare le vittime a loro insaputa semplicemente inviando un SMS. La vulnerabilità è stata denominata "Simjacker". Secondo gli esperti, almeno un miliardo di dispositivi in trenta Paesi del mondo potrebbero essere a rischio.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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SimJacker, bug consente di spiare cellulare via SMS: 1 mld a rischio
In passato, si sono visti attacchi SIM jacking, in cui un hacker può impersonare una vittima designata per rubare il numero di cellulare, che può quindi essere utilizzato per accedere alle risorse non protette della vittima. Ma ora i ricercatori dell'azienda di sicurezza informatica irlandese AdaptiveMobile Security hanno identificato una vulnerabilità critica nelle SIM card che potrebbe consentire agli aggressori remoti di compromettere i telefoni cellulari presi di mira e spiare le vittime a loro insaputa semplicemente inviando un SMS. La vulnerabilità è stata denominata "Simjacker". Secondo gli esperti, almeno un miliardo di dispositivi in trenta Paesi del mondo potrebbero essere a rischio.
Skebby, crescente successo in ambito business guida riscossa Sms
Secondo l’indagine svolta da Skebby.it – digital startup nata in Italia nel 2007 e nota a livello internazionale - oltre alle grandi aziende, sono sempre più anche in Italia le piccole attività commerciali, i professionisti e le organizzazioni non profit, che hanno deciso di sfruttare le opportunità offerte dalle campagne di SMS marketing. Grazie a tassi di apertura più elevati rispetto alle email e agli altri strumenti di messaggistica professionale, nonché alla possibilità di poterli inviare a tutti i tipi di telefoni cellulari, gli SMS stanno vivendo una vera e propria seconda giovinezza nel segmento business (“affaristico”). Gli SMS hanno già superato un quarto di secolo di vita, ma sono in forma più che mai.
Agcom: oltre 2 milioni linee NGA, aumentano sim M2M e addio sms
L’Osservatorio sulle comunicazioni Agcom ha pubblicato un report che conferma prima di tutto un trend: gli italiani vogliono la tecnologia. Gli accessi complessivi alla rete fissa a banda larga superano le 15,4 milioni di unità - con una crescita di 630mila unità su base annua - mentre le linee NGA (Next Generation Access) sono oltre due milioni (+720 mila dall’inizio dell’anno) soprattutto grazie alla crescita di Telecom e Vodafone. Inoltre, secondo i dati dell’Osservatorio sulle comunicazioni pubblicati oggi da Agcom, le linee broadband di velocità superiore ai 10 Mbit (quasi 7,5 milioni di unità) sono il 48,5% del totale, di cui il 12,8% è rappresentato da linee oltre i 30 Mbit.
Agcom: serve accordo tra servizi di comunicazione sociale e reti tlc
L’Agcom pubblica i risultati dell'indagine conoscitiva sui servizi elettronici di comunicazione, evidenziando criticità nel rapporto con le telco. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni pubblica oggi i risultati dell’Indagine conoscitiva concernente lo sviluppo delle piattaforme digitali e dei servizi di comunicazioni elettronica. Al centro dello studio, i cosiddetti consumer communications services, altrimenti definiti “app di comunicazione sociale”, le applicazioni che consentono lo scambio di contenuti vocali, messaggi, foto e video fra due o più utenti, per lo più utilizzate da device mobili, quali ad esempio WhatsApp, Indoona, iMessage, Facebook Messenger, Skype.
Facebook annuncia 800 milioni di utenti attivi al mese su Messenger
Facebook Inc. si trova al momento in una posizione invidiabile: possiede due applicazioni di messaggistica, entrambe le quali si stanno avvicinando velocemente a un miliardo di utenti. Messenger è ora utilizzato da 800 milioni di utenti attivi ogni mese, ha annunciato la società, contro i 700 milioni dello scorso giugno, e 600 milioni a marzo. Si tratta di 200 milioni di utenti aggiunti negli ultimi 10 mesi. Questa non è una sorpresa, dal momento che Messenger è stata l'applicazione più rapida crescita negli Stati Uniti nel 2015, in crescita del 31% nei primi 10 mesi dell'anno. Facebook ritiene che la tendenza numero 1 nel 2016 sarà la scomparsa del numero di telefono.
Google lancia Project Fi e diventa operatore mobile virtuale low cost
Google punta al settore della telefonia e lancia Project Fi, un nuovo servizio di telefonia ibrido fra rete cellulare e wi-fi negli Stati Uniti. Google vende il servizio telefonico di base per 20 dollari al mese e si paga solo se i dati vengono effettivamente usati, mentre ogni gigabyte di dati costa 10 dollari al mese. La configurazione dei prezzi di Google rende Project Fi meno costoso rispetto alla maggior parte dei piani analoghi offerti dai quattro maggiori operatori di telefonia wireless Verizon, T-Mobile, AT & T e Sprint Corporation. Il nuovo servizio, verrà inzialmente limitato ai Nexus 6, ultimo modello dello smartphone prodotto da Motorola Mobility per Google.
Big Data degli operatori telco a servizio dei brand grazie ad Audiens
Il mercato delle telco è uno dei settori che ha subito una sostanziale trasformazione negli ultimi anni. Con l’avvento del mobile internet le comunicazioni sono profondamente cambiate e gli operatori si sono trovati a dover offrire servizi aggiuntivi rispetto ai classici voce e SMS per mantenere quote di mercato. È in questo contesto che si inserisce Audiens, start-up del Gruppo Digitouch, sviluppata da Marko Maras, professionista con oltre 15 anni di esperienza nel mondo internet, una forte specializzazione e comprovate esperienze industriali come il successo e il consolidamento di Onebip.com in 70 Paesi.
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UE: al via nuove tariffe di roaming, costi dimezzati per il traffico dati
Dal 1° luglio 2014 l’UE ha ridotto di oltre la metà le tariffe massime per scaricare i dati in roaming: da 45 a 20 centesimi per MB. È il regalo d’estate della Commissione. Per chi viaggia nell’UE costa ancora meno consultare mappe, guardare video, controllare la posta e aggiornare i contenuti sui social network. Per fare un esempio, per i tifosi che si spostano nell’UE durante i mondiali di calcio il roaming dati costa 25 volte di meno rispetto ai mondiali del 2010. Da quando l’Unione ha introdotto i massimali tariffari, il consumo dei dati è aumentato notevolmente.
Falsa schermata Facebook minaccia dispositivi Android e conti online
Un nuovo malware prende di mira gli utenti di Facebook e minaccia i conti correnti bancari, attraverso un attacco agli smartphone con sistema Android. A scoprirlo - scrive Adnkronos - gli esperti internazionali per la sicurezza digitale di ESET NOD32, che hanno lanciato l’allarme su una schermata fake che potrebbe apparire in fase di accesso a Facebook, chiedendo di inserire per fittizi motivi di sicurezza il proprio numero di cellulare a scopo identificativo. Il messaggio non è generato da Facebook.
Sicurezza IT, Avast Software e partner a lavoro su nuovi trend 2014
Dalla mappa tracciata dall'Avast Virus Lab, tutti i rischi per le reti aziendali e le piattaforme mobile. All'indiretta il compito di tutelare la sicurezza e l’identità digitale delle aziende. Avast Software, società leader a livello globale nella produzione di soluzioni per la sicurezza informatica, ha individuato le principali sfide che le imprese e i privati cittadini italiani dovranno affrontare nel 2014 per preservare la sicurezza e l’integrità dei dati aziendali e proteggere le identità digitali dagli attacchi del cyber crimine.
Le segnalazioni pervenute a inizio anno dall’Avast Virus Lab, il centro mondiale di competenza e ricerca della multinazionale, dotato di oltre 200.000.000 di sensori disseminati in Rete e inseriti nei database delle più importanti organizzazioni clienti, parlano delle piattaforme di mobile computing e delle applicazioni di e-banking come importanti target nel mirino delle minacce informatiche nel nuovo anno.
Laptop, tablet ma soprattutto smartphone: gli esperti di Avast hanno rilevato una media di 1.839 nuovi campioni di malware mobile creati ogni giorno e indirizzati prevalentemente ai nuovi metodi di pagamento tramite tecnologia SMS, WAP e NFC. Il sistema operativo maggiormente vulnerabile allo stato attuale è Android a causa dell’elevata diffusione numerica dei dispositivi che implementano questa piattaforma e della configurazione open source del sistema.
Non solo mobile, però, nel 2014 l’esposizione maggiore ai rischi per la sicurezza è, in particolare, per le aziende che oggi si trovano a dover combattere il cyber crimine sul doppio fronte delle possibili infezioni ai device dei dipendenti e del controllo sulle performance delle reti locali. Avast Software ha scelto di rispondere a questa nuova generazione di minacce del mondo business puntando tutto sulla competenza e sull’esperienza dei propri partner del canale indiretto.
AtSecurity, BI@Work, Milestone Consultants, Multiwire, i quattro distributori a valore aggiunto incaricati di commercializzare le soluzioni della multinazionale, hanno infatti il compito di illustrare e dimostrare agli utenti delle PMI i vantaggi che le nuove release della famiglia avast! Endpoint Protection e avast! Mobile Premium offrono in termini di efficienza e di ottimizzazione delle risorse di rete e del consumo di banda, per via della possibilità di utilizzare una delle due console di gestione disponibili, con livelli di funzionalità differenziati per aziende dotate di reti semplici, fino a 200 postazioni, o con reti complesse, con un numero illimitato di postazioni.
avast! Mobile Premium include la stessa protezione antivirus e anti-malware della versione gratuita, certificata dall'istituto indipendente AV-Test con un'efficacia di massimo livello (99,8%) e un'usabilità del 100%. La prerogativa dei partner dell’indiretta nel corso del 2014 sarà, perciò, il supporto agli utenti di classe business nell’implementazione delle architetture di IT security e nello sviluppo condiviso della strategia di protezione dei dati più adatta alle esigenze dell’azienda e dei singoli professionisti.
“Il ruolo dei nostri distributori a valore aggiunto non si limita alla commercializzazione sul mercato italiano delle soluzioni di sicurezza a marchio avast!. Oggi, infatti, IT security non significa soltanto scaricare sul proprio PC un software antivirus: le minacce informatiche negli ultimi anni si sono moltiplicate e sono diventate più sofisticate, diffondendosi a macchia di leopardo nell’universo del Web” dichiara Christian Cantoro, Global Channel Sales Manager di Avast Software.
“Per Avast Software, dunque, è fondamentale muoversi sul mercato affiancata da partner a valore aggiunto, che siano capaci prima di tutto di coadiuvare gli utenti nell’adozione di atteggiamenti responsabili, basati sulla prevenzione del rischio e sulla tutela del concetto di identità digitale” dichiara Christian Cantoro, Global Channel Sales Manager di Avast Software” conclude Cantoro.
“Per Avast Software, dunque, è fondamentale muoversi sul mercato affiancata da partner a valore aggiunto, che siano capaci prima di tutto di coadiuvare gli utenti nell’adozione di atteggiamenti responsabili, basati sulla prevenzione del rischio e sulla tutela del concetto di identità digitale” dichiara Christian Cantoro, Global Channel Sales Manager di Avast Software” conclude Cantoro.
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NSA, spiate milioni telefonate in Francia e e-mail presidente Messico
Si allarga lo scandalo legato alle attività di spionaggio degli Usa. La National Security Agency (NSA) americana registrò in segreto più di 70 milioni di telefonate in Francia: lo ha rivelato il quotidiano Le Monde, pubblicando i documenti ottenuti da Edward Snowden, la "talpa" che ha rivelato al mondo il pervasivo programma di spionaggio PRISM. Immediata la protesta del governo francese con il ministro dell'Interno, Manuel Valls, che ha parlato di "rivelazioni sconvolgenti" e ha chiesto "spiegazioni" all'Amministrazione Usa.
Vodafone Be, guadagnare i BeDollars giocando con chiamate e SMS
Vodafone Be è il nuovo servizio gratuito di Vodafone Italia, nato all’interno del programma Vodafone xone e dalla collaborazione con Beintoo, la startup italiana di successo internazionale che sfrutta le tecnologie del mondo mobile per generare loyalty e brand engagement. Il meccanismo alla base di Vodafone Be è semplice. Una volta registrati al servizio, tutte le chiamate effettuate o ricevute dal proprio smartphone, così come gli SMS, permettono di conquistare dei “badge”.
I badge sono associati al raggiungimento di obiettivi, riprendendo una logica lanciata con successo da social network e videogames: con una telefonata di 15 minuti si viene promossi “Chatter”, per diventare “Guru” occorre essere chiamati da almeno 5 numeri differenti, se si effettuano chiamate notturne ci si potrà fregiare del titolo di “Insomniac” e così via.
Oltre al divertimento nel raggiungere gli obiettivi, i clienti ottengono anche benefici diretti: ad ogni badge è associato un corrispondente valore in BeDollars - la moneta virtuale di Vodafone Be - che può essere utilizzato per accedere a sconti e promozioni. Si possono quindi acquistare smartphone e tablet a prezzi ridotti e usufruire di condizioni vantaggiose sui servizi Vodafone o sulle offerte di partner commerciali.
Vodafone Be è in continua evoluzione e le offerte vengono aggiornate ogni mese. L’iscrizione al servizio è gratuita e può essere effettuata in pochi semplici passaggi: basta collegarsi al sito voda.it/vf-be (dallo smartphone o anche dal PC) e seguire le istruzioni. Dopo pochi istanti si riceve un SMS di conferma dell’attivazione e si comincia la sfida per raccogliere badge.
Vodafone xone è l’acceleratore di startup, lanciato da Vodafone in California e arrivato in Italia nel 2012, che si pone l’obiettivo di individuare le startup più interessanti, contribuire alla loro crescita e sviluppare insieme nuovi servizi per i Clienti. Beintoo è una community in forte crescita di appassionati di apps che vogliono condividere la loro apps life con i loro amici e scoprire nuovi amici con i loro stessi interessi ed anche geograficamente vicini.
Garante Privacy, nuove regole contro il marketing selvaggio e lo spam
Offerte commerciali a utenti di social network o di servizi di messaggistica come Skype e WhatsApp solo con il loro consenso; no a e-mail e sms indesiderati; maggiori controlli da parte di chi commissiona le campagne promozionali; misure semplificate per le promozioni delle imprese che rispettano le regole. Il Garante vara le nuove "Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam" [doc. web n. 2542348] per combattere il marketing selvaggio e favorire pratiche commerciali "amiche" di utenti e consumatori.
Il provvedimento generale (in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale) definisce un primo quadro unitario di misure e accorgimenti utili sia alle imprese che vogliono avviare campagne per pubblicizzare prodotti e servizi, sia a quanti desiderano difendersi dall'invadenza di chi utilizza senza il loro consenso recapiti e informazioni personali per tempestarli di pubblicità. Una particolare attenzione è stata posta dall'Autorità sulle nuove frontiere dello spamming - come quello diffuso sui social network (il cosiddetto social spam) o tramite alcune pratiche di "marketing virale" o "marketing mirato" - che possono comportare modalità sempre più insidiose e invasive della sfera personale degli interessati. Queste in sintesi le principali regole contenute nelle Linee guida.
Offerte commerciali e spam
• Invio di offerte commerciali solo con il consenso preventivo. Per poter inviare comunicazioni promozionali e materiale pubblicitario tramite sistemi automatizzati (telefonate preregistrate, e-mail, fax, sms, mms) è necessario aver prima acquisito il consenso dei destinatari (cosiddetto opt-in). Tale consenso deve essere specifico, libero, informato e documentato per iscritto.
• Maggiori controlli su chi realizza campagne di marketing. Chi commissiona campagne promozionali deve esercitare adeguati controlli per evitare che agenti, subagenti o altri soggetti a cui ha demandato i contatti con i potenziali clienti effettuino spam.
• Consenso per l'uso dei dati presenti su Internet e social network. E' necessario lo specifico consenso del destinatario per inviare messaggi promozionali agli utenti di Facebook, Twitter e altri social network (ad esempio pubblicandoli sulla loro bacheca virtuale) o di altri servizi di messaggistica e Voip sempre più diffusi come Skype, WhatsApp, Viber, Messenger, etc. Il fatto che i dati siano accessibili in Rete non significa che possano essere liberamente usati per inviare comunicazioni promozionali automatizzate o per altre attività di marketing "virale" o "mirato".
• "Passaparola" senza consenso. Non è necessario il consenso per inviare e-mail o sms con offerte promozionali ad amici a titolo personale (il cosiddetto "passaparola").
Semplificazioni per le aziende in regola
• E-mail promozionali ai propri clienti. Ok all'invio di messaggi promozionali, tramite e-mail, ai propri clienti su beni o servizi analoghi a quelli già acquistati (cosiddetto soft spam).
• Promozioni per "fan" di marchi o aziende. Una impresa o società può inviare offerte commerciali ai propri "follower" sui social network quando dalla loro iscrizione alla pagina aziendale si evinca chiaramente l'interesse o il consenso a ricevere messaggi pubblicitari concernenti il marchio, il prodotto o il servizio offerto.
• Consenso unico valido per diverse attività. Basta un unico consenso per tutte le attività di marketing (come l'invio di materiale pubblicitario o lo svolgimento di ricerche di mercato); il consenso prestato per l'invio di comunicazioni commerciali tramite modalità automatizzate (come e-mail o sms) copre anche quelle effettuate tramite posta cartacea o con telefonate tramite operatore. Le aziende che intendono raccogliere i dati personali degli utenti per comunicarli o cederli ad altri soggetti a fini promozionali, possono acquisire un unico consenso valido per tutti i soggetti terzi indicati nell'apposita informativa fornita all'interessato.
Tutele e sanzioni contro lo spam
• Tutele per i singoli utenti. Le persone che ricevono spam possono presentare segnalazioni, reclami o ricorsi al Garante e comunque esercitare tutti i diritti previsti dal Codice privacy, inclusa la richiesta di sanzioni contro chi invia messaggi indesiderati (nei casi più gravi possono arrivare fino a circa 500.000 euro).
• Tutele per le società. Le "persone giuridiche", pur non potendo più chiedere l'intervento formale del Garante per la privacy, possono comunque comunicare eventuali violazioni. Hanno invece la possibilità di rivolgersi all'Autorità giudiziaria per azioni civili o penali contro gli spammer.
Contestualmente alle Linee guida, allo scopo di semplificare ulteriormente gli adempimenti in materia di marketing diretto, il Garante ha adottato anche un apposito provvedimento generale [doc. web n. 2543820] sul consenso al trattamento dei dati personali, sempre in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Fonte: Garante Privacy
Hackerare un account di Facebook in 60 secondi con invio di un sms
Il ricercatore di sicurezza ha sottoposto la questione al social network che lo ha ricompensato. Facebook ha patchato un difetto che poteva essere sfruttato per violare l'account di qualsiasi utente, utilizzando i messaggi SMS, in meno di 60 secondi. Il social network ha premiato il ricercatore di sicurezza che ha scoperto il bug precedentemente riservato con una ricompensa pari a 20.000 dollari. Il ricercatore di sicurezza britannico Jack Whitton, alias Fin1te, che ha scoperto il bug, ha rivelato di aver segnalato il problema a Facebook il 23 maggio. Appena cinque giorni dopo, Facebook ha riconosciuto il suo rapporto del difetto e gli ha comunicato che la questione era stata fissata con successo.
Kingston: solo 23% degli utenti utilizza lo smartphone per telefonare
Sono lontani i tempi in cui scherzavamo fingendo di utilizzare il telecomando come se fosse un telefonino. Quando erano solo pochi privilegiati a girare per la strada con un “comodissimo” portatile dalle dimensioni di una valigetta ventiquattrore. Nell’anno del suo quarantesimo compleanno, Kingston Technology, il più grande produttore indipendente di memorie al mondo, ha chiesto agli italiani tramite un sondaggio, com’è cambiato in questi ultimi anni l’utilizzo che viene fatto di questo oggetto assolutamente indispensabile.
Spy Phone, come funzionano e riferimenti a nozioni più approfondite
Il Cellulare Spia o Spy Phone è un comune telefono cellulare o smartphone modificato a livello di software. Consente di avere a distanza le informazioni principali che transitano sul cellulare: audio delle chiamate, testo dei messaggi SMS, elenco delle chiamate, rubrica telefonica, ma anche l'audio dell'ambiente circostante quando il telefono non è in uso. Inoltre può fornire anche il testo delle chat Facebook e WhatsApp, la posizione GPS, il testo delle e-mail, i siti web visitati, le foto scattate con il cellulare ed altri dati ancora.
I Cellulari Spia possono essere suddivisi in tre categorie principali: 1) quelli che vengono controllati da un Numero Controllore, quindi con un altro telefono cellulare; 2) quelli che vengono controllati su un pannello Web dedicato oppure su un indirizzo di posta elettronica dedicato; 3) quelli che possono essere controllati in entrambi i modi indifferentemente. Esistono molti tipi di software spia per cellulare ed una miriade di loro varianti.
L'installazione, un tempo semplice, con le evoluzioni recenti dei sistemi operativi si è fatta recentemente più laboriosa. Per esempio, se per un Nokia N95 era sufficiente installare un software ed eseguire poche impostazioni di base via SMS, su un Nokia N8 può essere necessario installare diversi file in sequenza compiendo un numero di operazioni per potere avere un software fruibile in tutte le sue funzioni.
Non tutti i software disponibili sul mercato hanno un funzionamento accettabile e spesso può accadere di incontrare ostacoli anche nell'installazione di software di per se validi, dovuti magari ad operazioni che devono essere preventivamente eseguite sul telefono, come per esempio il Rooting o il Jailbreaking. E' quindi importante scegliere non solo il giusto software, ma il giusto telefono con la giusta versione di sistema operativo e, quando necessario, modificare anche in modo opportuno il sistema operativo stesso (praticamente sempre per i sistemi operativi Android e iOS).
I software veramente efficaci e che danno risultati ottimali per quanto riguarda le funzioni principali sono relativamente pochi. Extra Large Srl testa con continuità da anni le varie offerte del mercato e mette a disposizione del cliente solo le migliori. Per ottenere un risultato soddisfacente sta diventando sempre più importante sia l'installazione del software che la preparazione del telefono. Ecco perchè Extra Large Srl mette a disposizione anche telefoni spia completi già pronti per l'uso.
La scelta può dipendere da molti fattori. Per esempio se si dispone già del telefono cellulare su cui installare il software oppure se deve essere acquistato. Se si dispone di un piano per la navigazione Internet sulla SIM che si intende inserire nel Cellulare Spia, oppure se si intende sottoscriverlo. Per aiutare nella scelta del software e del telefono cellulare più appropriato, Extra Large Srl ha redatto una sezione FAQ che è di seguito riportata. Le funzioni principali del cellulare spia sono le seguenti:
- Intercettazione Chiamate in Tempo Reale
- Registrazione Chiamate - Invio Chiamate Registrate via Internet
- Intercettazione Ambientale in Tempo reale
- Registrazione Ambientale - Invio Registrazioni Ambientali via Internet
- Intercettazione SMS – nvo copia SMS a Numero Controllore
- Registrazione SMS - Invio SMS Registrati via Internet
- Registrazione e-mail - Invio e-mail Registrate via Internet
- Registrazione chat WhatsApp - Invio chat WhatsApp Registrate via Internet
- Registrazione - Spiare Chat Facebook - Invio Chat Facebook Registrate via Internet
- Localizzazione GPS – Invio coordinate GPS via Internet
- Registrazione Video e Foto - Invio Registrazioni Video e Foto via Internet
- Invio Video e Foto Scattate via Internet
- Invio Elenco Siti WEB Visitati via Internet
- Avviso Sostituzione SIM – avviso a Numero Controllore
- Lista Numeri per limitare le registrazioni solo ad alcuni numeri telefonici
- Elenco Chiamate – invio a Numero Controllore e via Internet
- Rubrica Telefonica invio a Numero Controllore e via Internet
- Controllo & Configurazione via SMS da Telefono Controllore
- Controllo & Configurazione via SMS e Pannello di Controllo
- Ricerca per Parole Chiave nei dati registrati sul server Web
- Disinstallazione Remota
- Status Cellulare Spia
Link: Cellulari Spia
Facebook Messenger su Android: attenti al costo rapporto consegna
L’ultima versione di Facebook Messenger, l’app di messaggistica istantanea per smartphone che consente di mandare SMS in maniera completamente gratuita ai contatti in rubrica che hanno un profilo sul social network di Mark Zuckerberg, conterrebbe un fastidioso bug che fa pagare il rapporto di consegna agli utenti che lo abbiano selezionato come client di default per la trasmissione di messaggi.
Il disguido tecnico è stato riscontrato in diverse parti del mondo a partire dallo scorso 12 aprile, giorno in cui sul Play Store di Google è stata rilasciata l’ultima versione di Facebook Messenger: alcuni utenti che usano dispositivi Android (e che si sono visti scendere inspiegabilmente il loro credito residuo) si sarebbero infatti accorti che per ogni messaggio inviato su Facebook Messenger, l’operatore di telefonia mobile fa pagare circa 20 centesimi che corrispondono al cosiddetto rapporto di consegna.
Il che è un inconveniente piuttosto scomodo, considerando che uno dei punti di forza principali di Facebook Messenger, per il quale è scaricato e usato da milioni di persone, è proprio la possibilità di messaggiare illimitatamente e gratuitamente. Per quanto riguarda l’Italia, gli utenti più colpiti dal disservizio sono quelli che hanno sottoscritto un contratto con l’operatore Vodafone, i quali hanno subito provveduto a chiamare il 190 e notificare all’assistenza tecnica il problema riscontrato, in questa maniera si è potuti risalire all’origine del bug.
Anche diversi clienti della Wind hanno segnalato di aver avuto problemi con la storia dell’applicazione del rapporto di consegna. In ogni caso, non c’è nulla di temere: come abbiamo già detto, si tratta di un bug e non di una precisa scelta stragetica da parte di Facebook, mentre dal quartier generale di Menlo Park fanno sapere che i tecnici si sono già messi al lavoro per rimediare al danno ed eliminare il bug nel più breve tempo possibile.
Comunque, ci vorranno diversi giorni prima che gli sviluppatori di Facebook Messenger rilascino il nuovo aggiornamento con la correzione del difetto: nel frattempo, gli utenti dell’app di messaggistica istantanea dovranno metterci una pezza disabilitandolo come programma predefinito per l’invio e la ricezione degli SMS. Una volta aperto Facebook Messenger, andate alla pagina relativa alle impostazioni generali e selezionate quella che regola la trasmissione di SMS ed MMS, mettendo poi la spunta all’opzione che ne disattiva lo scambio.
Dopodiché, non dovrete far altro che attendere che venga rilasciata la nuova versione di Facebook Messenger, in questo modo eviterete di esaurire il credito che vi è rimasto, ma fino ad allora potrete comunicare con i vostri contatti attraverso la vecchia modalità, la quale è soggetta alle tariffe applicate dagli operatori telefonici. Oppure, se proprio non ce la fate ad aspettare, vi consigliamo di usare dei servizi alternativi altrettanto popolari come WhatsApp e Viber.
Fonte: Melascrivi
Via: Assodigitale
Le minacce Mobile di oggi in piena espansione secondo Kaspersky Lab
Oggi gli utenti sono alla ricerca di software che spesso però provengono da fonti sospette. Avviare un programma sconosciuto senza prendere nessuna precauzione rende più facile per i criminali informatici infettare i dispositivi. Questa tendenza è testimoniata anche dalla distribuzione giornaliera di applicazioni nocive attraverso l’app store Google Play, che ha visto la prima applicazione nociva comparire sull’App store ufficiale di Apple.
Queste tendenze nello scenario della sicurezza mobile sono state analizzate da Denis Maslennikov, Senior Malware Analyst di Kaspersky Lab, nell’ultimo rapporto Mobile Malware Evolution pubblicato su Securelist.com. Le previsioni mobile di Kaspersky Lab per il 2012 si sono dimostrate veritiere: i criminali informatici si sono concentrati per lo più sulla piattaforma Android e il numero di minacce mirate ha continuato a salire rapidamente.
A gennaio 2012 il database di Kaspersky Lab aveva meno di 6.000 campioni di malware unici per Android, ma l'anno si è chiuso poi con più di 43.000 programmi nocivi individuati. Oltre il 99% delle nuove minacce individuate nel 2012 erano rivolte a smartphone e tablet Android, meno dell'1% aveva come obiettivo dispositivi con sistema operativo Symbian, BlackBerry o la versione mobile di Java.
Le minacce Android più diffuse possono essere divise in tre grandi gruppi: Trojan SMS, furto di denaro tramite l’invio di testi premium, adware ed exploit attraverso cui ottenere i privilegi forniti dai root che danno pieno accesso al dispositivo e a tutti i dati memorizzati su di esso. Un’altra minaccia che rientra nella famiglia dei malware Android è Foncy: una nuova botnet mobile utilizzata dai criminali informatici per ottenere il controllo dei dispositivi mobile.
A gennaio 2012 il database di Kaspersky Lab aveva meno di 6.000 campioni di malware unici per Android, ma l'anno si è chiuso poi con più di 43.000 programmi nocivi individuati. Oltre il 99% delle nuove minacce individuate nel 2012 erano rivolte a smartphone e tablet Android, meno dell'1% aveva come obiettivo dispositivi con sistema operativo Symbian, BlackBerry o la versione mobile di Java.
Le minacce Android più diffuse possono essere divise in tre grandi gruppi: Trojan SMS, furto di denaro tramite l’invio di testi premium, adware ed exploit attraverso cui ottenere i privilegi forniti dai root che danno pieno accesso al dispositivo e a tutti i dati memorizzati su di esso. Un’altra minaccia che rientra nella famiglia dei malware Android è Foncy: una nuova botnet mobile utilizzata dai criminali informatici per ottenere il controllo dei dispositivi mobile.
I presunti autori di questa botnet sono stati arrestati dalla polizia francese: le vittime colpite verranno ricompensate con un risarcimento superiore a 100.000 euro. Nonostante il numero limitato di nuove applicazioni nocive che colpiscono Symbian e gli smartphone BlackBerry, alcune di esse si distinguono per il fatto di colpire specificamente i conti bancari delle vittime.
Nel 2012 gli esperti di Kaspersky Lab hanno registrato nuove versioni di Trojan come Zeus-in-the-Mobile e SpyEye-in-the-Mobile, che prendono il controllo dei conti bancari online degli utenti. Anche i dispositivi mobile vengono colpiti da attacchi mirati e spionaggio informatico cosi come i PC tradizionali. Un esempio è il modulo nominato FinSpy, sviluppato dall’azienda inglese Gamma International per una controversa procedura chiamata “legal surveillance”.
Un altro caso è la campagna di spionaggio Ottobre Rosso, scoperta proprio da Kaspersky Lab: alcuni dei moduli utilizzati dagli aggressori sono stati progettati per rubare dati da telefoni cellulari tra cui iPhone, BlackBerry e smartphone Nokia. Ci sono prove che indicano la presenza di moduli di Ottobre Rosso anche su altri dispositivi, tra cui Android e BlackBerry. Denis Maslennikov, Senior Malware Analyst di Kaspersky Lab ha dichiarato:
“I criminali informatici stanno prendendo di mira i dispositivi mobile, perché sono quelli che contengono la più alta percentuale di dati personali. Nel 2012 abbiamo registrato migliaia di nuovi programmi nocivi che hanno l’obiettivo di rubare informazioni, sottrarre denaro dai dispositivi mobile e dai conti bancari e spiare gli utenti. La piattaforma Android richiede una protezione immediata e completa e le aziende e i privati devono proteggersi in maniera adeguata”. Il testo completo del report Mobile Malware Evolution è disponibile su Securelist.com.
Fonte: Kaspersky
Fonte: Kaspersky
Vent'anni fa il primo SMS: come ha contribuito a cambiare il mondo
L’SMS ha compiuto 20 anni. Il primo messaggio di testo fu mandato il 3 dicembre 1992 nel Regno Unito ed Ericsson è stato uno dei principali artefici della realizzazione dello standard. Alcuni anni dopo le SIM prepagate hanno fatto decollare la telefonia mobile e gli SMS stessi. Nel 2011 sono stati inviati circa 10.000 miliardi di messaggi di testo ed ora questa tecnologia può cambiare la vita e migliorare la sicurezza.
L’idea dell’SMS risale al 1988, quando l’ETSI (European Telecommunications Standards Initiative) ha introdotto lo standard GSM. Ericsson ha contribuito in modo determinante alla realizzazione di questo nuovo (allora) standard, volto a rendere il sistema e la rete più solida e affidabile. All’inizio, gli SMS erano nati con lo scopo di avvisare i consumatori dell’avvenuta ricezione di un messaggio vocale.
Prima di allora gli abbonati dovevano chiamare la segreteria telefonica. Il 3 dicembre 1992, il primo messaggio di testo - con l’augurio “Merry Christmas” - è stato inviato nel Regno Unito da una persona a un'altra. Nonostante fosse stato sviluppato per l’invio di messaggi tra le persone, il servizio non ebbe subito successo. Nel 1995 infatti un utente inviava in media solo 0,4 SMS al mese.
È stato solo con lo sviluppo e la diffusione delle SIM prepagate che la telefonia mobile e il servizio SMS hanno iniziato a crescere. Ericsson è stata una delle prime aziende a rendere possibile l’addebito dei costi per gli SMS in tempo reale, che divennero così un fenomeno di massa. Questo fattore è stato importante in quanto ha aiutato il consumatore ad avere un maggiore controllo sui costi e ha garantito agli operatori di esser pagati per il servizio.
I primi grandi utilizzatori dei servizi SMS sono stati gli utenti di SIM prepagate a basso reddito dei mercati emergenti. Gli abbonamenti prepagati sono stati il modello di business che ha permesso alla telefonia mobile di diventare un prodotto di massa. Chiunque potesse procurarsi un telefono cellulare poteva rimanere connesso, inviare SMS e telefonare a prezzi accessibili.
Oggi, l’addebito dei costi in tempo reale consente di fare molto altro. Permette infatti ai consumatori di utilizzare qualsiasi tipo di servizio in mobilità e avere allo stesso tempo il controllo sui costi: gli utenti sanno esattamente la quantità di traffico dati residua nel loro pacchetto mensile consentendo loro di acquistare per esempio applicazioni e biglietti per i mezzi pubblici.
Gli SMS e l’addebito dei costi in tempo reale può cambiare e salvare la vita. Ci sono voluti molti anni prima che il settore comprendesse il potenziale dell’SMS ma oggi i consumatori spediscono circa 10.000 miliardi di messaggi ogni anno sulle reti di tutto il mondo. E l’SMS è ancora oggi lo strumento di comunicazione preferito dai giovani.
Secondo uno studio dell’Ericsson ConsumerLab, inviare messaggi di testo è il modo di comunicare preferito dai giovani quando non è possibile incontrarsi di persona. Sono stati infatti i giovani a trainare inizialmente la crescita dell’SMS, con i teenager che per primi hanno adottato questo nuovo servizio.
Oggi, l’addebito dei costi in tempo reale consente di fare molto altro. Permette infatti ai consumatori di utilizzare qualsiasi tipo di servizio in mobilità e avere allo stesso tempo il controllo sui costi: gli utenti sanno esattamente la quantità di traffico dati residua nel loro pacchetto mensile consentendo loro di acquistare per esempio applicazioni e biglietti per i mezzi pubblici.
Gli SMS e l’addebito dei costi in tempo reale può cambiare e salvare la vita. Ci sono voluti molti anni prima che il settore comprendesse il potenziale dell’SMS ma oggi i consumatori spediscono circa 10.000 miliardi di messaggi ogni anno sulle reti di tutto il mondo. E l’SMS è ancora oggi lo strumento di comunicazione preferito dai giovani.
Secondo uno studio dell’Ericsson ConsumerLab, inviare messaggi di testo è il modo di comunicare preferito dai giovani quando non è possibile incontrarsi di persona. Sono stati infatti i giovani a trainare inizialmente la crescita dell’SMS, con i teenager che per primi hanno adottato questo nuovo servizio.
Gli adolescenti hanno iniziato a usare infatti i messaggi di testo perché veloci e poco costosi rispetto ai servizi voce. Attraverso l’ampia diffusione degli SMS i più giovani hanno creato un vero e proprio linguaggio caratterizzato da parole brevi e abbreviazioni che velocizzano ulteriormente la comunicazione sulle piccole tastiere dei dispositivi mobili e che consentono di ottimizzare il numero massimo di 140 caratteri consentiti.
Anche Twitter sfrutta il protocollo SMS e ha un limite di 140 caratteri per ogni tweet diffuso sulla sue rete. Circa 25.000 messaggi di testo sono attualmente inviati ogni secondo a livello mondiale, per un totale di 10.000 miliardi di messaggi all'anno. Ericsson per celebrare il ventennale degli SMS ha pubblicato un'infografica disponibile per il download a questo link:
http://www.ericsson.com/res/docs/2012/20-years-sms-infographic.pdf
Anche Twitter sfrutta il protocollo SMS e ha un limite di 140 caratteri per ogni tweet diffuso sulla sue rete. Circa 25.000 messaggi di testo sono attualmente inviati ogni secondo a livello mondiale, per un totale di 10.000 miliardi di messaggi all'anno. Ericsson per celebrare il ventennale degli SMS ha pubblicato un'infografica disponibile per il download a questo link:
http://www.ericsson.com/res/docs/2012/20-years-sms-infographic.pdf
WhatsApp a pagamento? Bufale e catene anche per applicazioni mobili
Una volta le catene di Sant'Antonio si accontentavano di arrivare via e-mail, o al massimo nei periodi in cui era più di moda attivare promozioni sul cellulare per inviare messaggi gratis. Ma da quando c'è WhatsApp, l'applicazione che consente di scambiare messaggi tramite il proprio smartphone gratuitamente e a tutti i contatti, le catene si sono adeguate e passano anche di qui scatenando il panico in molti utenti.
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