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Sophos, Glupteba: infido malware che elude sistemi di rilevamento


Sophos ha  pubblicato un report su una famiglia di malware i cui numeri di infezione sono in costante aumento dall'inizio dell'anno. Il report si è immerso profondamente in ciò che rende distintivo Glupteba. Questo malware ha ricevuto aggiornamenti regolari e miglioramenti delle funzionalità che sembrano concentrarsi sulla sua capacità di nascondersi dal rilevamento su computer infetti. Il malware principale è, in sostanza, un dropper con funzionalità backdoor estese, ma che fa grandi sforzi per mantenere se stesso e i suoi vari componenti, nascosti alla vista dall'operatore umano di un computer infetto o dal software di sicurezza incaricato della sua protezione.

Android, bluetooth a rischio hacker con falla BlueFrag: verifica patch


Un difetto nell'implementazione Bluetooth® sui dispositivi Android™ potrebbe consentire agli aggressori di lanciare attacchi per l'esecuzione di codice in modalità remota (RCE), senza alcuna interazione da parte dell'utente. La vulnerabilità critica, identificata come CVE-2020-0022 e rinominata "BlueFrag", era stata scoperta a novembre 2019 da ERNW, società tedesca specializzata in sicurezza, ma solamente lo scorso febbraio è stato possibile ottenere la patch di correzione. Il pericolo, tuttavia, non può considerarsi risolto, dato che non tutti gli smartphone ricevono gli update. Quindi, la possibilità di essere oggetto di un cyberattacco sul proprio dispositivo non è del tutto scongiurata.

Sophos, iPhone a rischio fleeceware: 30 app attivano costi nascosti


Sophos, leader globale nella sicurezza informatica di ultima generazione, ha pubblicato il nuovo rapporto dei SophosLabs, “Don’t Let Fleeceware Sneak into Your iPhone”, che rivela come gli utenti di device Apple siano il nuovo bersaglio di applicazioni che addebitano agli utenti costosi abbonamenti. Per definire questo tipo di app, Sophos ha coniato il termine fleeceware, perché la caratteristica primaria è quella di spennare (to fleece) gli utenti in cambio di funzionalità disponibili in applicazioni gratis o molto più economiche. I ricercatori ne hanno individuate più di 30 sull’App Store e secondo i dati disponibili, queste app sembrano essere state installate circa 3,6 mln di volte.

Sophos, campagna phishing sfrutta Coronavirus: Italia sotto attacco


Agli utenti italiani viene recapitata una e-mail fasulla con incluso un link a un presunto documento informativo dedicato alle precauzioni da adottare per prevenire l’infezione SARS-COV-2 (COVID-19). Ma il collegamento contiene un malware Trickbot, un trojan bancario modulare che prende di mira informazioni sensibili e funge da dropper per altri malware. Nelle ultime 24 ore, i SophosLabs hanno scoperto un nuovo attacco spam che colpisce gli utenti italiani sfruttando l’emergenza coronavirus. La mail incriminata include un link a un presunto documento informativo dedicato alle precauzioni da adottare per prevenire l’infezione COVID-19, ma in realtà contiene un malware Trickbot.

Sophos lancia Intercept X for Mobile per Android, iOS e Chrome OS


Nonostante il costante impegno di Google per rimuovere le app malevoli dal proprio Play Store, ci sono ancora molte minacce per gli utenti. Sophos, leader globale nella sicurezza degli endpoint e della rete, ha presentato Sophos Intercept X per Mobile con nuove funzionalità di sicurezza per dispositivi Chrome e una protezione ottimizzata per Android e iOS. Contestualmente al lancio di questa nuova soluzione, Sophos ha presentato la ricerca relativa al pericolo app Fleeceware su Play Store, che ha rilevato come questa tipologia di app addebiti ad ignari utenti costi elevati per l’utilizzo di servizi che sono invece normalmente disponibili gratuitamente o a prezzi notevolmente ridotti.

Sophos: cloud, machine learning e 5G nel mirino dei cybercriminali


Il panorama della sicurezza IT è stato attraversato da importanti cambiamenti nel corso del 2019 e Sophos, leader globale nella security, ha identificato quattro principali tendenze che dovranno essere tenute d’occhio con attenzione nel corso di quest’anno. Nel 2020, il ransomware diventerà ancora più aggressivo, modificando o aggiungendo alcune delle sue caratteristiche, al fine di ingannare alcuni sistemi di protezione. Mark Loman, Director of engineering for next-generation tech di Sophos spiega: “Dovremo aspettarci attacchi ransomware attivi ed automatici che sfrutteranno la distrazione degli utenti con strumenti automatizzati per causare il maggior danno possibile”.

Sophos: Mobile Control 5 semplifica la gestione dei dispositivi mobili


Lo strumento è stato progettato per l’Enterprise Mobile Management con un approccio user-centrico. La soluzione è disponibile come soluzione SaaS in hosting o tramite Sophos Managed Service Provider (MSP) partner. L'ultima versione di Sophos Mobile Control offre la gestione dei dispositivi basata su policy attraverso iOS, Android e Windows Phone. Sophos ha presentato Sophos Mobile Control 5 (SMC 5), applicazione volta a semplificare ulteriormente la gestione dei device mobili grazie all’impostazione dei parametri di sicurezza e delle policy per la tutela dei dati da parte dell’utente coprendo le tre principali piattaforme mobili con un’unica soluzione.

Kaspersky scopre CozyDuke, minaccia collegata al famoso MiniDuke


Il Global Research and Analysis Team di Kaspersky Lab ha pubblicato un report relativo ad una nuova campagna di cyber spionaggio avanzato (attacchi di tipo APT) che utilizza un malware per colpire organizzazioni specifiche di alto profilo. La lista degli obiettivi a cui mirano gli attacchi del gruppo criminale include organizzazioni governative ed enti commerciali in Germania, Corea del Sud e Uzbekistan, mentre tra quelli individuati negli Stati Uniti crediamo siano inclusi la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato. La strategia dei criminali, di puntare a vittime di alto profilo, non è l’unico dato allarmante che è stato rilevato.

Sophos rivoluziona protezione dei dati con SafeGuard Encryption 6.1


La nuova soluzione Sophos SafeGuard Encryption garantisce prestazioni più elevate e gestione multi-piattaforma per la protezione trasversale dei dati su qualunque dispositivo. Sophos annuncia il rivoluzionario approccio alla protezione dei dati con la nuova release Sophos SafeGuard Encryption 6.1. Consentendo l’implementazione su larga scala, Sophos risponde alle due più importanti problematiche in ambito encryption: le prestazioni e la fruibilità.

Come? Facendo leva sull’encryption del sistema operativo nativo e fornendo una gestione multi-piattaforma trasversale su tutti i dispositivi e in ambiente Cloud. Sophos è l’unico vendor in grado di fornire native encryption dei dispositivi, così come cifratura a livello cloud, mobile, dei device rimovibili e della condivisione dei file in un’unica soluzione gestita centralmente che fornisce sicurezza e prestazioni senza confronti ed un’esperienza d’uso estremamente intuitiva.

“Siamo lieti di lanciare sul mercato SafeGuard Encryption 6.1 con un approccio diverso che consente agli utenti di lavorare secondo le modalità preferite, raggiungendo nuovi livelli di produttività senza dover fare sacrifici in termini di prestazioni o funzionalità” commenta Dan Schiappa, Senior Vice President e General Manager, Enduser Protection Group, Sophos. “Con questo annuncio, garantiremo alle aziende la possibilità di adottare un approccio data-centrico all’encryption, di raggiungere la conformità agli standard e di mantenere ottimi livelli di credibilità e un buon posizionamento sul mercato attuale”.


Sophos SafeGuard Encryption: prestazioni e fruibilità senza paragoni

Prestazioni
Con Sophos SafeGuard per Microsoft BitLocker per Windows o Mac FileVault 2 , il tempo necessario per cifrare un disco e avviare il sistema operativo sarà sensibilmente ridotto, se confrontato a motori di cifratura di terze parti. Il tempo di cifratura del disco è fino a 7 volte più rapido e i tempi di avvio fino a 3 volte più veloci. Terry Myerson, Executive Vice President, Microsoft, commenta:

“Sin dall’inizio, abbiamo sviluppato BitLocker per fornire livelli di encryption in grado di dare agli utenti la migliore integrazione possibile oltre alla massima affidabilità e capacità di provisioning. Sophos Safeguard offre il meglio dei due mondi prendendo tutto ciò che rende fantastico BitLocker e aggiungendo funzionalità di conformità e gestione innovative. Questo è l’esempio perfetto di come i partner possano aggiungere valore alla piattaforma Windows”.

Fruibilità
La nuova versione di Sophos SafeGuard offre anche la soluzione alla sfida nata dall’esigenza di gestire l’encryption attraverso diverse tipologie di piattaforme, dispositivi e ambienti cloud. Gli utenti e i responsabili IT saranno adesso in grado di condividere in modo sicuro i dati tra Windows, Mac e i device mobili, proteggendoli al meglio ovunque si trovino e ovunque vengano inviati. Gestire più dispositivi non implica più la gestione di molteplici console e consente ai responsabili IT di adottare l’encryption in modo completo, supportando così al meglio le esigenze delle aziende sempre più multi-piattaforma.

L’approccio di Sophos all’encryption consente di lavorare nel modo migliore e più sicuro possibile, tramite la condivisione di file tra gli utenti, i partner e i clienti attraverso il cloud e i vari device. Un utente Windows, per esempio, può archiviare in un sistema di cloud storage i propri dati, che poi potranno essere consultati e modificati da un utente che utilizza un sistema Mac sul proprio laptop o device mobile: tali dati saranno completamente cifrati e resi accessibili solo a determinati utenti, in modo da fornire una protezione dei dati completa con un sistema di encryption semplificato su una singola console.

“Alla luce della tendenza odierna a spostare i dati al di fuori dei device aziendali e poiché la durata dei dati è molto più lunga rispetto a quella di qualsiasi laptop o smartphone, la necessità di introdurre la cultura dell’encryption appare evidente”, commenta Charles Kolodgy, Research Vice President, Security, IDC. “Sophos SafeGuard Encryption è una novità importante sul mercato della cifratura e offre alle aziende un approccio unico per portarla a termine nel modo corretto”. Per maggiori informazioni: Novità di Sophos SafeGuard Enterprise 6.1



Fonte: Sound PR

Cyber criminali più astuti costringono mercato a mutamento radicale


Sophos presenta il nuovo “Security Threat Report” che illustra i cambiamenti più significativi avvenuti nel corso dell’ultimo anno nell’ambito del crimine informatico e svela che tipo di attacchi ci si dovrà aspettare nel 2014. Nel 2013, i cyber criminali hanno continuato nel percorso di “professionalizzazione” del loro campo d’azione, offrendo servizi semplici da comprare ed utilizzare, amplificando così la portata degli attacchi fino a raggiungere livelli mai visti prima. 

“Molti esperti di sicurezza sono consapevoli del livello di complessità di questi trend, ma pochi si sono davvero resi conto del loro significato intrinseco”, spiega James Lyne, global head of security research di Sophos. “Il 2013 ci ha insegnato che i controlli tradizionali di sicurezza sono insufficienti. Le nuove tendenze costringono il settore ad adattarsi, cambiare e a rivedere le modalità e le tattiche di protezione tradizionali”. 

Il Threat Report sottolinea i nuovi problemi di sicurezza: dagli attacchi malware che sfruttano il camuffamento dinamico fornendo agli hacker accesso a lungo termine ai dati degli utenti, fino alla diffusione dilagante di dispositivi mobili che rappresentano un nuovo target, spesso non protetto adeguatamente. I dispositivi IoT (“Internet of things”) sono sempre più diffusi nelle case e nella vita di ogni giorno, e rappresentano per i cyber criminali un enorme potenziale di accesso alla vita e ai dati di chiunque.


“Queste tendenze continueranno nel 2014 e le minacce diventano ancora più complesse, astute e preoccupanti”, continua Lyne. Nel 2014, Sophos prevede la concentrazione dei cyber criminali, sulle tecniche di social engineering e phishing di alta qualità, per cercare di compensare la difficoltà di sfruttare sistemi operativi come Windows 8.1. I dispositivi embedded (come i sistemi POS, sistemi medici e le nuove infrastrutture ‘smart’) apriranno vecchie ferite quando errori di sicurezza ormai eliminati nell’ambiente PC si ripresenteranno. 

Gli attacchi ai dati personali e aziendali in ambito cloud continueranno a crescere nel 2014 se gli operatori del settore non implementeranno tempestivamente nuove strategie di sicurezza, mentre i malware che colpiranno i device mobili diventeranno sofisticati come quelli in ambito PC. “Nel 2014 dovremo seguire attentamente l’evoluzione di attacchi esistenti ma soprattutto dovremo essere preparati ad affrontare nuove minacce emergenti sempre più complesse ed aggressive”, dichiara Gerhard Eschelbeck, CTO a Sophos. 

“Mentre gli esperti del mercato si adattano e migliorano i meccanismi di protezione per affrontare le nuove esigenze di sicurezza, è necessario che tutti i componenti della società, non solo governi e aziende, prendano reale consapevolezza di questa problematica”. La versione completa del “Threat Report 2014: Smarter, Shadier, Stealthier Malware”, con informazioni dettagliate, statistiche sul cyber crime nel 2013, consigli e previsioni sui trend emergenti è scaricabile qui. Un approfondimento sul Threat Report 2014 è consultabile sul blog di Sophos.


Fonte: Sound PR

Sicurezza IT, Sophos presenta Cloud managed solution for business


Sophos presenta il suo nuovo approccio strategico al cloud, volto a fornire soluzioni cloud-managed ideali per le aziende in cerca di un approccio semplice alla sicurezza IT. Sophos Cloud è un servizio semplice da implementare e in grado di proteggere dalle minacce informatiche sempre più avanzate. La prima versione di Sophos Cloud fornisce protezione a livello di endpoint. 

Facile da implementare e semplice da gestire, Sophos Cloud offre ai partner di Sophos e agli IT manager di aziende di qualunque dimensione la possibilità di gestire e aggiornare costantemente il livello di sicurezza di tutti gli utenti, a prescindere da dove essi si trovino, attraverso il servizio basato su cloud. Il lancio di Sophos Cloud è il primo passo della strategia aziendale volta a portare sul cloud tutto il suo portafoglio. 

Inoltre, Sophos continuerà a innovare ed ampliare la modalità on premise del suo software di sicurezza, fornendo così ai professionisti IT la scelta di come gestire nel migliore dei modi la sicurezza all’interno della propria infrastruttura. Kris Hagerman, chief executive officer di Sophos, commenta: “Sophos Cloud è la risposta al problema che i team IT devono affrontare relativamente alla protezione delle aziende”.

“Spesso questi team sono in realtà composti da una sola persona che si trova ad affrontare minacce che manderebbero in crisi un’intera armata di esperti! Per aiutarli, abbiamo sviluppato Sophos Cloud, che riteniamo una delle nostre priorità strategiche. Il nostro obiettivo è infatti di diventare i migliori al mondo nel fornire soluzioni complete e potenti per la sicurezza di aziende di piccole e medie dimensioni ma al contempo anche per realtà più grandi, semplificando al massimo le operazioni per la sicurezza IT”. 

Sulla base della premiata tecnologia di Sophos, Sophos Cloud offre una protezione di classe mondiale per fermare tutte le minacce che attaccano i computer. Grazie alla console di gestione ospitata da Sophos Cloud, non vi è necessità di alcun settaggio del server e il servizio può essere implementato immediatamente, fornendo così sicurezza completa ovunque….e semplicemente.


Sophos Cloud garantisce la protezione dell’endpoint necessaria per ogni azienda senza che si renda necessaria la complessità che viene tradizionalmente associata al tema della gestione della sicurezza. Il servizio è inoltre in perfetta sintonia con lo scopo di Sophos, che vuole essere un’azienda basata sull’importanza prioritaria del Canale.

“La capacità di amministrare la nostra sicurezza con Sophos Cloud ci consente di gestire meglio le nostre risorse e di utilizzare in modo efficiente il nostro tempo e il nostro denaro. Il servizio è stato davvero semplice da implementare e si è integrato immediatamente nei nostri sistemi” commenta David Fox, IT Consultant di Neptune Terminals. 

“Le piccole e medie imprese vedono la sicurezza informatica come una delle sfide più difficili da affrontare. Devono essere in grado di rispondere ai requisiti di sicurezza rispettando risorse spesso limitate” aggiunge Charles Kolodgy, Research Vice President di IDC. “Sophos Cloud è una novità davvero gradita, le sue caratteristiche consentono di ovviare ad alcune delle complessità tipiche della gestione della sicurezza, consentendo alle PMI di migliorare la tutela dei dati e dei sistemi IT senza inficiare le risorse disponibili”. 

“In qualità di azienda specializzata in servizi e soluzioni per la sicurezza IT, M3Corp ha trovato in Sophos, 4 anni fa, un Partner di grande valore. Sophos Cloud ci aiuterà ad ampliare ulteriormente questa collaborazione al fine di fornire sicurezza in modalità cloud semplice da implementare e gestire, e fornendo al tempo stesso le soluzioni più efficienti ed economicamente competitive a tutti i nostri clienti in Brasile. 

Insieme a Sophos, M3Corp potrà assicurare ai propri clienti massima protezione da tutti i tipi di minacce” conclude Antonio Mocelim, Sales Director di M3Corp. Disponibilità: Sophos Cloud è attualmente disponibile e una versione trial è consultabile visitando il sito www.sophos.com/cloud

CryptoLocker, pericoloso ransomware blocca il PC a scopo di riscatto


Un pericoloso malware chiamato "CryptoLocker"  che ha iniziato a circolare intorno a Settembre 2013 si sta diffondendo a macchia d'olio sulla scena internazionale, e può paralizzare il computer. Si tratta di un ransomware che crittografa il proprio disco fisso, inclusi i file personali, come documenti, immagini e fogli di calcolo nei computer. Alcuni esperti informatici hanno detto che questo è uno dei peggiori virus che abbiano mai visto e colpisce solo i PC Windows, ma tiene essenzialmente vostro ostaggio computer. L'unico modo per poter riutilizzare i file criptati sarebbe quello di pagare un riscatto, ma èimprobabile che i cybercriminali possano inviare la chiave di decriptazione.

Sophos parteciperà insieme ai suoi partner allo Smau di Milano 2013


Sophos, società leader a livello mondiale nel settore della sicurezza informatica partecipa, insieme ai suoi Partner Computerlinks, Exclusive Networks e VValley a Smau Milano 2013 (Pad 1; Stand D80). Mobilità, Unified Threat management (UTM), Managed Service Provider (MSP) e nuovi obiettivi di business: questi i temi principali alla base della partecipazione di Sophos all’evento milanese. 

L’attenzione ai Partner è uno dei punti di forza della strategia di Sophos, che si presenta a Smau insieme a Computerlinks, Exclusive Networks e VValley per offrire ai partecipanti tre “Open Doors” dedicati a specifiche tematiche ed esigenze legate alla sicurezza informatica. Mercoledì 23, giovedì 24 e venerdì 25 a partire dalle ore 10.30, rispettivamente V-Valley, Computerlinks ed Exclusive Networks illustreranno i benefici derivanti dalla semplicità e dalla completezza delle soluzioni Sophos e i vantaggi di poterle proporre ai clienti anche in modalità “as a service”. 

SMAU Milano rappresenta inoltre una grande opportunità di incontro con potenziali nuovi Partner locali ai quali Sophos illustrerà i vantaggi per i fornitori di servizio gestito (MSP) che, diventando Partner di Sophos, potranno offrire una sicurezza completa, ovunque si trovino i loro clienti. Inoltre, il Sophos Partner Program garantisce numerosi benefici tra cui: 

- Gestione più facile: i prodotti Sophos sono appositamente studiati per semplificare le attività che oggi come oggi portano via troppo tempo 
- Prezzi agevolati per MSP dalle competenze tecniche certificate 
- Maggiore flusso di cassa, con l’opzione di fatturazione mensile 
- Supporto di prima categoria, grazie ai servizi certificati e a cura di esperti, che sono operativi 24 ore su 24, 7 giorni su 7; senza costi aggiuntivi 

I pomeriggi di SMAU Milano saranno invece dedicati ad approfondimenti tecnici volti ad offrire una panoramica sul portafoglio di soluzioni per la complete security di Sophos, con particolare attenzione al tema della mobility e dell’UTM. Mercoledì a partire dalle ore 15.00 Sophos presenterà “Sophos UTM e Sophos Mobile Control & Security”, la risposta di Sophos alle esigenze di sicurezza perimetrale e al fenomeno del BYOD. 

Giovedì a partire dalle 15.00 Sophos affrontare invece il tema dell’ “UTM in action: sicurezza Wi-Fi semplice, immediata, efficace ed economica per tutti i tipi di utenza”, ovvero come implementare ed utilizzare la rete wireless all'interno della struttura aziendale, garantendo il giusto livello di sicurezza agli utenti. Nel corso di questo intervento verrà dedicata particolare attenzione alle funzionalità specifiche per rispondere alle esigenze peculiari di alcuni settori come la sanità, il retail e l'alberghiero. 

“Abbiamo scelto di rinnovare la partecipazione all’edizione 2013 di Smau Milano per confermare la nostra strategia di approccio al mercato esclusivamente attraverso il canale. I partner sono la nostra principale risorsa e SMAU Milano è il momento ideale per entrare in contatto con nuove realtà che vogliano rivendere ed investire su soluzioni di security complete, semplici e affidabili”, spiega Marco D’Elia, Country Manager Sophos Italia.

“La kermesse milanese - prosegue D’Elia - sarà l’occasione per mostrare al pubblico la nostra risposta a tematiche come il BYOD e il networking con particolare attenzione, per quest’ultimo, a mercati verticali come la sanità, il retail e l’hospitality. Inoltre, insieme ai nostri distributori, presenteremo le diverse modalità di partnership possibili con una particolare attenzione ai vantaggi di offrire le nostre soluzioni in servizio gestito (Managed Service Provider)”.


Fonte: Sound Pr

Gruppo hacker Rustle League viola un account Twitter di Anonymous


Anche nel mondo degli hacker possono verificarsi dei paradossi. Il gruppo di pirati Rustle Leauge (il cui account Twitter è stato sospeso) ha  infatti violato l'account @Anon_Central di Anonymous su Twitter che conta oltre 166.000 seguaci. Negli ultimi giorni sono stati hackerati alcuni profili di Twitter - compresi gli account di Burger King, Jeep e quello del presentatore della BBC Jeremy Clarkson. Gli esperti avvertono che gli utenti hanno bisogno di rafforzare le proprie password. "La ragione per cui  Anonymous è rimasto vittima è probabilmente la debolezza umana", ha detto Graham Cluley, consulente senior della società di sicurezza  Sophos.

Microsoft: dispositivi Android usati per spam botnet, Google smentisce


Un ricercatore Microsoft ha scoperto una botnet di smartphone e tablet Android in grado di spedire enormi quantità di spam. Si tratterrebbe del primo caso di botnet che coinvolge dispositivi mobili ed in particolare Android. Terry Zink, program manager per Microsoft Forefront Security on-line, autore della scoperta, ha spiegato tutto in un post sul blog MSDN e racconta che l’intuizione è arrivata grazie alla lettura degli header dei messaggi.

Il ricercatore scrive di aver ricevuto un messaggio di spam con la seguente intestazione: Message-ID: <1341147286.19774.androidMobile@web140302.mail.bf1.yahoo.com>. Il responsabile sembra un virus in grado di accedere agli account Yahoo!, ompostati sugli smartphone e tablet Android. Il dispositivo si collega all'account Yahoo! dell'utente (se attivo) e lo utilizza per inviare spam alle caselle di posta di utenti completamente ignari.


Dall'analisi degli indirizzi Ip da cui lo spam sarebbe partito, il ricercatore dice che riconduce a paesi come Cile, Libano, Filippine, Russia, Indonesia, Oman, Arabia Saudita, Venezuela, Ucraina, Tailandia. L'Europa e gli Usa non sembrano essere coinvolti. Zink non ha indicato con precisione le app o il malware impiegato per costruire la botnet Android in ogni caso ritiene che la diffusione sia dovuta al download di app gratuite per evitare l'acquisto su Google Play.

Anche se in passato sono state individuate app contenenti malware sullo store ddi Google, con l'acquisto e il download ufficiali il rischio di infezione è limitato. E dopo tali affermazioni, Google ha smenitito nettamente le affermazioni  dell'ingegnere Microsoft. ''Le prove che abbiamo non confermano la presenza di una botnet Android'', ha dichiarato Google. Le affermazioni di Zink sono state in parte confermate dagli analisti della Sophos.

Nè l'ingegnere della Microsoft, nè Sophos però sono stati in grado di fornire prove definitive dell'esistenza della botnet Android, che sarebbe la prima del genere, in un sistema mobile. Google dal canto suo sostiene che le mail indesiderate sono state inviate con una ''firma digitale falsa'': ''La nostra analisi indica che gli spammer stanno usando pc infetti che fingono di essere dispositivi mobili per superare le barriere elettroniche allo spam''.


Fonte: Sophos
Via: CNet

LinkedIn, vittima di attacco hacker: rubate 6,5 milioni di user password


Un gruppo di hacker è riuscito a rubare le password di 6,5 milioni di utenti iscritti a LinkedIn che erano state criptate in maniera leggera. Successivamente sono state postate su un forum russo a completa disposizione di tutti. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, è stata confermata poi da LinkedIn. Le password rubate rappresentano circa il 4% del totale, visto che a LinkedIn sono iscritti circa 150 milioni di utenti.

LinkedIn ha subito bloccato gli account che hanno subito il furto delle password, annullando la validità delle stesse. Gli iscritti stanno inoltre ricevendo da Linkedin alcune informazioni su come cambiare le proprie password. Un passaggio che gli esperti di sicurezza online hanno invitato ad effettuare da subito: anche perché LinkedIn, vista la sua natura professionale, contiene informazioni sulle strutture aziendali e progetti di impresa.

LinkedIn ha confermato che alcuni degli hash delle password che sono stati inseriti online non corrispondono agli utenti del suo servizio. Essi hanno inoltre dichiarato che le password resettate saranno ora memorizzate in formato hash salt. Si tratta di una stringa che viene aggiunta alle password prima che venga generato un hash crittografico. Ciò significa che le liste di password non possono essere pre-calcolate sulla base di attacchi dizionario o tecniche analoghe.



Questo è un fattore importante per limitare gli attacchi di tipo brute force alle password. Anche per guadagnare tempo e purtroppo gli hash pubblicati da LinkedIn non contenevano il salting. Dopo aver rimosso gli hash duplicati, SophosLabs ha determinato che ci sono 5,8 milioni gli hash delle password uniche nel dump, di cui 3,5 milioni sono già stati attaccati da forza bruta. Ciò significa che oltre il 60% degli hash rubati sono ora di pubblico dominio.

Sophos ha fatto anche alcuni test supplementari per le password comunemente usate che non dovrebbero mai essere utilizzate. Sophos ha iniziato con l'elenco delle password che il worm Conficker ha utilizzato per diffondersi attraverso le reti Windows. Tutte tranne due delle password Conficker sono state utilizzate da qualcuno nel dump dei 6,5 milioni user password. Le due password che non sono state trovate sono "mypc123" e "ihavenopass".

Risolti, invece, i problemi di trasmissione dati non autorizzata ai server dell'azienda delle app. Di recente il social network ha avuto problemi con l’applicazione per iOS che trasmetteva informazioni collegate all'agenda in formato testo libero direttamente ai server online. Su Google Play Store adesso la situazione è tornata sotto controllo, mentre Apple sta approvando la revisione dell'applicazione.

Hacker che ha violato Facebook si racconta in video: non sono cattivo


Due mesi fa, 26 anni, Glenn Steven Mangham, è stato condannato a otto mesi di carcere per avere hackerato Facebook dalla sua camera da letto a casa dei suoi genitori. All'inizio di questo mese, è stato liberato dopo aver vinto un appello, e la sua pena è stata dimezzata. Questa settimana, Mangham ha deciso di raccontare la sua versione della storia in un blog post intitolato The Hack Facebook - What Really Happened e un video di YouTube con lo stesso titolo.

Mangham inizia dicendo di essere rimasto sorpreso per la difficoltà nel poter "esprimere chiaramente al processo ciò che è accaduto" in un modo che rispecchiasse in pieno il suo intento. Mangham si scusa per l'hacking: "Accetto la piena responsabilità di quello che ho fatto, è stata un'idea mia e la mia sola idea di farlo e vorrei scusarmi per aver permesso alla situazione di degenerare in un'indagine in piena regola e, per ogni disagio che le mie azioni hanno causato a certi individui", ha scritto.

Mangham contrasta poi una dichiarazione di Joe Sullivan, Chief Security Officer di Facebook, in cui viene dipinto come un hacker malintenzionato. Come spiega Graham Cluley di Sophos, "Glenn Mangham, era stato precedentemente era stato ricompensato da Yahoo per la ricerca di vulnerabilità nei propri sistemi". In particolare, Mangham ha violato un server web usato da Facebook per impostare i puzzles dei programmatori software che voglio testare le proprie capacità.


Mangham ha poi ottenuto l'accesso all'account del dipendente di Facebook Stefan Parker, e usato i privilegi del membro del personale per accedere al server Mailman di Facebook (utilizzato per eseguire le liste e-mail interne ed esterne), e il server Phabricator di Facebook utilizzato dagli sviluppatori interni, attraverso uno script PHP. I procuratori hanno affermato che Facebook ha speso 200.000 dollari per far fronte alle conseguenze dell'hack di Mangham.

Il team difesa di Mangham ha sostenuto che è un hacker "etico" o "white-hat", le cui intenzioni - piuttosto che essere dannose - erano quelle di scoprire le vulnerabilità di sicurezza in Facebook con l'intenzione di farli fissare. Mangham non ha nascosto di aver usato un server proxy per ragioni puramente tecniche. E ha sperato che questa buona fede potesse garantirgli un'atto di benevolenza da parte di Facebook dopo la sua cattura. Ma le cose, come è risaputo, sono andate diversamente.

Mangham ha ammesso il reato di accesso non autorizzato a materiale informatico, come contemplato nel Computer Misuse Act 1990 e si è dichiarato colpevole della violazione dei sistemi di sicurezza di Facebok tra il 27 aprile e il 9 maggio dello scorso anno. E' stato arrestato il 2 giugno e rilasciato dal carcere su cauzione dopo aver passato due mesi dietro le sbarre. Quattro condizioni sono state allegate alla sua cauzione, comprese quelle di vivere e dormire al suo indirizzo di casa, non accedere a Internet, e non avere dispositivi in casa che possono accedere al web.



Via: ZDNet

Flashback, i tool per verificare e rimuovere l'infezione dal proprio Mac


Flashback, il virus che ha attaccato la mela, ha colpito circa 670 mila Mac a livello globale e si tratta della più grande infezione ai danni dei computer Apple mai riscontrata fino a oggi. Tanto da costringere la stessa Apple a scendere in campo riconoscendo la minaccia e promettendo il rilascio di una soluzione gratuita entro breve. Da Cupertino è arrivata quindi una risposta ufficiale: "Apple sta sviluppando un software per individuare e rimuovere il malware Flashback". Apple nei giorni scorsi ha rilasciato un aggiornamento Java per risolvere il problema del trojan Flashback.

"Il malware - spiegano da Cupertino - sfrutta una vulnerabilità di Java e una volta preso il controllo del sistema attiva una connessione con un host remoto restando in attesa di ordini ulteriori". Flashback attualmente rappresenta, secondo uno studio Kaspersky, un problema per l’1 per cento dei Mac, un totale di circa 670 mila computer: poco meno della metà negli Stati Uniti (300mila). Ma in rete è già possibile trovare un’applicazione per individuare il malware autonomamente, così come un servizio analogo viene offerto da Kaspersky stessa.


Lo strumento è denominato Kaspersky Removal Tool Flashfake e permette in pochi passi di rimuovere l’infezione e ripristinare il Mac utilizzato. Per verificare se si è tra gli utenti colpiti da Flashback, è possibile visitare l’apposita pagina Web all'indirizzo http://flashbackcheck.com/, inserire il proprio UUID ed effettuare un check. A questa pagina, invece, trovate un’applicazione on-line creata da Dr.Web (gli stessi esperti che hanno individuato il malware) in grado di verificare se il proprio Mac è compromesso, sempre comunicando l’UUID del computer.

Oltre l’aggiornamento, comunque, anche Apple intende fornire uno strumento per individuare e rimuovere il malware nei dispositivi già infettati. Nessuno di questi tool si occupa dell’eventuale rimozione del malware. Nella remota ipotesi che siate affetti dal problema, il consiglio è quello di scaricare la versione gratuita di Sophos Anti-Virus for Mac: questo software include di serie gli strumenti che consentono di identificare ed eventualmente rimuovere il malware. La soluzione completa "made in Apple" a Flashback potrebbe arrivare quindi per il 17 di aprile.

Via: Blitz Quotidiano

Anonymous OS: giallo sul sistema operativo per hacker basato su Ubuntu


Alcuni componenti di Anonymous, o sedicenti tali, hanno sviluppato una distribuzione di Linux, denominata Anonymous-OS, appositamente dedicata all'hacking e al cracking spiccioli. Ma la voce ufficiale del collettivo smentisce di aver rilasciato la versione personalizzata di Ubuntu e piuttosto avvisa che si tratta d'una versione piena di trojan, malware virus e backdoor. Nel caso specifico, Anonymous-OS viene presentato come un'edizione basata su Ubuntu 11.10, una delle distribuzioni più popolari di Linux, che è a sua volta una variante della Debian e dotata di MATE desktop, un fork di Gnome2 creato per riproporre l'interfaccia precedentemente adottata da Ubuntu.

Sophos, svelate le 5 persone che compongono la Koobface Gang


Mentre Facebook annuncia di aver scoperto le cinque persone responsabili del worm Koobface, Sophos, società leader a livello mondiale nel settore della sicurezza informatica, rende nota la sua ricerca indipendente individuando gli stessi criminali identificati dal social network: Anton Korotchenko, Alexander Koltyshev, Roman Koturbach, Syvatoslav Polinchuk e Stanislav Avdeiko. L’esperto malware dei SophosLabs Dirk Kollberg e il ricercatore indipendente Jan Droemer hanno lavorato a tale scopo con un team di esperti. Droemer e Kollberg hanno rivelato molte informazioni strategiche inclusi i nickname degli hacker, le loro attività online, la loro posizione e le loro transazioni. Koobface (anagramma di “Facebook”), si diffonde attraverso i siti dei social network, infettando i PC e costruendo una botnet di computer compromessi. Il worm è così sofisticato da essere in grado di creare propri account, e postare in maniera aggressiva link che contribuiscano a diffonderlo ulteriormente. I creatori di Koobface, i cui nomi non erano ancora stati resi noti, guadagnano milioni di dollari ogni anno compromettendo computer in tutto il mondo.  La ricerca di Droemer e Kollberg si è svolta tra ottobre 2009 e febbraio 2010, ma le autorità hanno chiesto che le informazioni rimanessero confidenziali per dare loro il tempo necessario ad aprire un caso. “È un’incredibile storia di investigazione senza sosta, che ha implicato l’esplorazione di Internet alla ricerca di dati aziendali, sfruttando i passi falsi commessi sui social network da presunti criminali, dai loro amici e dalle loro famiglie. Conosciamo i nomi di chi faceva parte della gang, i loro numeri di telefono, l’indirizzo del loro posto di lavoro, il loro aspetto, le loro auto, addirittura i loro numeri di cellulare”, afferma Graham Cluley, Senior Technology Consultant di Sophos. “Ora non ci resta che aspettare e vedere se e quali azioni intraprenderanno le autorità contro la Koobface gang”. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito http://nakedsecurity.sophos.com/koobface.

Fonte: Corriere della Sicurezza