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In estate aumentano rischi di perdita dei dati per server e computer


L’estate entra nel suo momento più intenso per le alte temperature di fine luglio e di agosto e per le repentine variazioni meteorologiche, temporali e maltempo intenso. Anche la tecnologia può risentire di queste condizioni: per pc, server e apparecchiature aziendali il caldo e il tempo avverso possono essere delle vere e proprie sfide. Kroll Ontrack, società leader nel recupero dati, rilascia indicazioni su come affrontare l'estate e prevenire incidenti in azienda che possano compromettere i sistemi di storage e i dati informatici. L'eccessivo surriscaldamento di un computer o di un server è sicuramente una causa in più di perdita di dati che subentra nel periodo estivo.

Kroll Ontrack: top 10 casi che hanno provocato perdita dati nel 2014


Kroll Ontrack - che ha recentemente sligato una partnership strategica globale con NetJapan Ltd, produttore di soluzioni software di backup, recovery e virtualizzazione - ha diffuso la consueta classifica annuale dei primi dieci disastri che hanno causato la perdita di dati. Kroll Ontrack, leader nell’offerta di soluzioni e servizi di recupero dati, cancellazione sicura e computer forensics, ha rilasciato la sua dodicesima classifica annuale dei primi 10 disastri che hanno causato la perdita di dati nel 2014. Negli ultimi 12 anni, Kroll Ontrack ha raccolto e pubblicato un elenco dei più complessi guasti fisici e logici che hanno dovuto affrontare i suoi uffici sparsi in tutto il mondo.

Città della Scienza a Napoli, il giorno dopo il rogo: dubbi dei testimoni


Ecco quello che rimane della Città della Scienza di Napoli dopo il rogo che nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2013 ha distrutto lo Science center della struttura da 12mila metri quadrati; un polo scientifico e museale considerato fiore all'occhiello della città, meta di 350mila visitatori l'anno e nella quale lavoravano 160 persone. Salvatore Fruguglietti è uno dei dipendenti ed è stato testimone di quanto accaduto.

"E' stato molto molto strano - dice - molto rapido, chirurgico. Con questo non voglio dire che l'incidente sia doloso ma, se il caso ci ha messo la mano ce l'ha messa in maniera molto scientifica. Siamo andati via di qua verso le 9 e mezza, perché la struttura vive continuamente: c'era un corso di teatro all'interno del Padiglione Galilei che è uno di quelli che s'è salvato. Alle 10.17 mi è arrivata una telefonata di un'amica: guarda che Città della scienza sta bruciando".

L'ipotesi che possa trattarsi di un episodio doloso è stata presa in considerazione anche dalla Procura di Napoli che ha aperto un'inchiesta sull'accaduto.La Città della Scienza, nell'area dell'ex Italsider, a Bagnoli, era ospitata in gran parte in ex capannoni industriali del Novecento restaurati, 5 dei quali ora sono ridotti a un cumulo di macerie. Vincenzo Lipardi, consigliere delegato della fondazione Idis, l'ente no profit che gestisce la struttura. 

"Città della Scienza - spiega - parla di sviluppo, innovazione, cultura e ottimismo. Non quello stupido ma quello di chi sa che lavorando, facendo sacrifici è possibile affrontare la crisi. Non tutti hanno questa stessa idea e poi non ci dimentichiamo che questa è una terra che vive grandi problemi". Per la ricostruzione, è scesa in campo anche la Commissione europea pronta a dare all'Italia consigli sulla possibilità di avvalersi di appositi fondi europei.

Città della Scienza è stata realizzata dalla stessa Fondazione, nell'area ex Italsider negli anni '90 sul modello de La Villette di Parigi, grazie ad un Accordo di Programma sottoscritto nel 1996 fra Ministero del Bilancio, Regione Campania, Provincia di Napoli e Comune di Napoli e la Fondazione Idis. Negli anni 1992-93 è stato elaborato il progetto di Città della Scienza ed è stato inaugurato il primo insediamento a Bagnoli.  Nel 2001 fu inaugurato il "Science Centre" nella sua configurazione finale. Intanto è partita la raccolta di fondi finalizzata alla ricostruzione di Città della Scienza.



Fonte: TMNews
Via: Wikipedia
Foto dal video

Un incendio blocca il server di Aruba, in tilt migliaia di siti italiani


Un principio d’incendio in una stanza dove sono stati montati i gruppi di continuità ha danneggiato, la notte scorsa, una server farm di Aruba.it, azienda che ha sede in via delle Biole ad Arezzo. Dalle quattro di questa mattina è entrato in funzione il sistema di spegnimento dell'energia, per frenare l'incendio, che per fortuna non ha raggiunto l'area in cui risiedono i dati del provider. Le fiamme hanno coinvolto la zona delle "ups" ovvero le periferiche, senza intaccare la sala dati, creando disagi ai server internet di aziende che fanno capo ad Aruba.it. Disagi si stanno verificando soprattutto con l’ uso della posta certificata di molte aziende. 

Secondo i vigili del fuoco, che sono stati impegnati per circa tre ore, il principio del rogo sarebbe stato causato da un surriscaldamento. I tecnici stanno lavorando per ripristinare la situazione. Non sono stati definiti i tempi in cui la funzionalità tornerà alla normalità. Il principio d’incendio ha causato un black out di migliaia di siti web in Italia. 

"Causa principio di incendio nella server farm principale - ha scritto Aruba in un messaggio su un profilo Twitter attivato per tenere aggiornati gli utenti - si è attivato l’energit power off togliendo energia alla struttura". Aruba ha spiegato che "le macchine server" che contengono i dati siti web dei clienti "non hanno subito alcun danno e che è in corso il ripristino della prima sala dati". 

Su Twitter risultano intanto centinaia di commenti degli utenti su Aruba. Aruba, fondata nel 1994, dichiara di avere 1,5 milioni di domini mantenuti, 3.000 mq di datacenter e oltre 10.000 server gestiti. Per questo l'incidente avvenuto oggi ha un impatto molto forte sul web. La società è al primo posto non solo in Italia, ma anche nella Repubblica Ceca e nella Repubblica Slovacca per numero di siti in hosting e di domini registrati.

Via: La Stampa