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Coronavirus, una sostanza naturale può ucciderlo: lo studio del Cnr


Una molecola, presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio, sarebbe in grado di inibire il coronavirus. Uno studio internazionale cui partecipa l’Istituto di nanotecnologia del Cnr ha scoperto che la quercetina funge da inibitore specifico per il virus responsabile del Covid-19, mostrando un effetto destabilizzante sulla 3CLpro, una delle proteine fondamentali per la replicazione del virus. Lo studio è pubblicato sull’International journal of biological macromolecules. L’attenzione di tutto il mondo è in questo momento proiettata verso la ricerca di un rimedio farmacologico per combattere il SARS-CoV-2, responsabile del Covid-19.

Medicina, sclerosi multipla e ritmo circadiano: possibile correlazione


Un team di ricercatori del Dipartimento di Scienze biochimiche “A. Rossi Fanelli” ha definito per la prima volta la variazione dell’alternanza luce/buio come fattore scatenante di risposte immunitarie incontrollate, alla base di molte malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, chiamata anche sclerosi a placche. Lo studio, che apre nuove prospettive cliniche, è stato pubblicato nei mesi scorsi sulla rivista Amino Acids. Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato l’esistenza di singolari variazioni nella distribuzione geografica della prevalenza della sclerosi multipla (SM): è ormai accertato che all’aumentare della latitudine aumenti anche la prevalenza di questa malattia autoimmune.

Salute, radiazioni da ripetitori e telefonini: accrescono rischio tumori


Un lieve aumento di tumori al cuore e al cervello, dovuto all'esposizione alle radiazioni a radiofrequenza (RFR), emesse da ripetitori della telefonia mobile e a quelle, più dirette sull'organismo, emesse dai cellulari. Sono i primi dati dello studio appena pubblicato su "Environmental Research" dall'Istituto Ramazzini di Bologna, attraverso il Centro di ricerca sul cancro "Cesare Maltoni" - che ha analizzato gli effetti sui topi dei ripetitori in un lavoro finanziato, tra gli altri, da Arpa e Regione Emilia Romagna - e della ricerca "associata" del National Toxicologic Program (NTP) americano sui telefoni cellulari. Due analisi che hanno riscontrato le stesse tipologie di tumore sugli animali da laboratorio.

D-Link, #ConnettitiResponsabilmente: riscoprire le reali connessioni


Ci siamo lasciati il 2017 alle spalle ed è tempo di fare bilanci e porsi nuovi obiettivi: per il 2018 D-Link, azienda leader nel settore della tecnologia wireless e del networking, invita tutti a condividere i post dell'azienda e taggare un parente o amico a cui si vuole dire #ConnettitiResponsabilmente, perché è giusto essere connessi, ma con responsabilità! I telefoni cellulari hanno cambiato il modo in cui viviamo la nostra vita quotidiana e la quantità di tempo che passiamo a guardare gli schermi è aumentato drammaticamente negli ultimi anni. Secondo recenti studi essere separati dal proprio dispositivo mobile provoca nei consumatori ansia e una serie di effetti psicologici e cognitivi.

Gruppo di ricerca Unipd dimostra come respirano le cellule staminali


Gruppo di medici dell’Unipd dimostra come “respirano” le cellule staminali. Il team di ricerca coordinato da Graziano Martello del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova dimostra per la prima volta in vitro il ruolo giocato dal fattore di trascrizione STAT3* nella respirazione delle cellule staminali embrionali. Lo studio pubblicato su EMBO Journal spiega un particolare meccanismo metabolico legato alla respirazione delle cellule staminali embrionali (ES, ESc, Embryo Stem Cells). Il fattore di trascrizione STAT3, appartenente alla famiglia di proteine STAT, sarebbe in grado di controllare l’attività dei mitocondri, ossia dei “polmoni” delle cellule ES.

Salute: campagna Lilt Nastro rosa for woman contro tumore al seno


Al via la campagna dedicata alla diagnosi precoce del tumore al seno della LILT. A Ottobre ritorna “Lilt For Women - Campagna Nastro Rosa” della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori che, quest’anno, avrà come slogan “Fai prevenzione: proteggilo anche tu!”. E’ lo slogan della XXIII edizione della Campagna - patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute - alla quale darà volto l’artista Anna Tatangelo, testimonial 2015. L’iniziativa, come consuetudine, ha lo scopo di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella.

Cnr: modello matematico spiega la recidiva del tumore alla prostata


Ricercatori dell’Istituto di Chimica Biomolecolare Icb-Cnr e del dipartimento di matematica dell’Università di Portsmouth, confermano che la resistenza tipica del cancro alla prostata potrebbe essere causata dalle stesse terapie ormonali utilizzate per curarlo. I risultati della ricerca, ottenuti tramite simulazioni, se supportati dalla sperimentazione potrebbero dare indicazioni utili per migliorare l’efficacia dei trattamenti. Lo studio, pubblicato su Cancer Research, è stato segnalato su Nature Review Urology. L’elevato tasso di ricaduta che caratterizza il tumore alla prostata potrebbe essere attribuibile anche agli effetti delle terapie ormonali impiegate per contrastarlo.

Medicina, tumore al seno: chemioterapia più lontana con Everolimus


Col farmaco disponibile in Italia, mirato per il carcinoma mammario positivo al recettore per gli estrogeni e HER2 negativo, le pazienti possono essere trattate con una terapia orale posticipando l’approccio chemioterapico a una fase più avanzata della malattia. Ogni anno in Italia si ammalano di tumore al seno circa 45.000 donne: di queste 35.000 guariscono, ma 10-12.000 svilupperanno nel tempo un tumore metastatico. Un vero e proprio “cambio di paradigma” nella terapia del tumore al seno: anche in Italia è adesso disponibile everolimus, primo farmaco mirato per il carcinoma mammario in fase avanzata, positivo al recettore per gli estrogeni e HER2 negativo.

DPS DailyNotes: la nuova app per bambini con malattie neurologiche


Microsoft Italia, Key To Business e l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze presentano un innovativo progetto dedicato ai bambini con malattie neurologiche e fondato su DPS DailyNotes, la prima app su Windows Phone e Windows 8 realizzata in ambito pediatrico-ospedaliero. L’obiettivo è quello di aiutare i piccoli pazienti e le loro famiglie raccogliendo sul servizio di cloud storage SkyDrive dati utili al miglioramento della cura e alla ricerca medica. 

L’applicazione intende offrire un supporto facilitando le famiglie e i medici nella consultazione dell’intera storia clinica e anamnestica dei piccoli pazienti. Il progetto è unico nel suo genere in quanto consente di creare uno storico senza precedenti dei comportamenti e delle manifestazioni cliniche dei bambini rispetto a stimoli ambientali e terapia e quindi di aiutare sia i genitori nel monitoraggio dei piccoli, sia medici e ricercatori nello studio della patologia. 

L’applicazione creata gratuitamente da Key To Business, Partner Microsoft che opera in ambito Systems Integration & Software Development, coniuga l’innovazione della tecnologia Microsoft al rigore scientifico del comitato di ricerca dell’Ospedale Meyer che ha collaborato allo sviluppo del progetto. Con DPS DailyNotes ci si propone di andare oltre gli aspetti psicoeducativi, per affrontare quelli medici e farmacologici, nella consapevolezza che l'estrema complessità delle malattie neurologiche richieda un approccio multidisciplinare.

L’app offre molteplici funzionalità fruibili in modo intuitivo dopo aver compilato la Configurazione Paziente con i dati anagrafici e i dettagli sulla patologia. Nella Scheda Terapia è possibile indicare la terapia assegnata dal medico curante associando uno o più medicinali e posologie. La Gestione Medicinali permette di gestire una serie di farmaci pre-caricati nell’app ed eventuali nuove occorrenze. 

La Scheda Crisi consente di registrare informazioni utili di eventi parossistici al medico curante, quali fattori scatenanti, durata, effetti indesiderati e contenuti multimediali come filmati realizzati nel corso della crisi o precedentemente archiviati. Grazie a un’interfaccia grafica di semplice utilizzo è possibile creare e modificare una Scheda Crisi in modo rapido e condividere automaticamente con un solo touch tutti i dati raccolti con il medico di riferimento per aggiornarlo sulle condizioni del paziente in tempo reale.

Attraverso il Calendario è possibile accedere alle singole Schede Crisi compilate nel tempo. Interessante in termini medico-scientifici è l’area Statistiche, dalla quale è possibile accedere a una reportistica molto dettagliata, consultabile in forma grafica e tabellare, in cui sono riportate dimensioni di analisi, quali crisi per tipologia, per terapia, per fascia oraria e per medicinale. 


“Siamo entusiasti di partecipare a questo progetto poiché coinvolge due fra i principali punti di forza del Meyer: il dipartimento delle neuroscienze e l'attività di ricerca. Inoltre, questo ‘diario quotidiano’ è destinato alle famiglie e le aiuta ad essere sempre più i protagonisti primari nella gestione dei problemi di salute dei loro bambini", commenta il Dottor Tommaso Langiano, Direttore Generale dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.

“Questa iniziativa apre una dimensione innovativa nell’interazione fra le famiglie dei piccoli pazienti e i medici e ricercatori che li seguono, consentendo una raccolta molto puntuale di informazioni cliniche dettagliate, utilizzabili per migliorare le cure ed elaborare dati per la ricerca. Il processo è anche istruttivo per le famiglie, che apprendono quali sono gli eventi che necessitano di maggior attenzione medica distinguendoli da quelli meno rilevanti”, spiega il professor Renzo Guerrini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Aou Meyer.

“Questo progetto conferma uno dei principi chiave alla base dell’impegno di Microsoft per la Sanità, ovvero che la tecnologia può avere un impatto reale sulla salute di ciascuno e fare la differenza per la società ottimizzando il livello di servizio. Le App e i dispositivi mobili possono infatti essere impiegati in molteplici ambiti semplificando e ripensando il dialogo tra i medici e i pazienti. Questa applicazione in sanità sta offrendo un supporto concreto alle moltissime famiglie che in Italia devono affrontare il sempre più diffuso problema dell’autismo, semplificando la raccolta di informazioni tra genitori e medici”, ha dichiarato Paolo Valcher, Direttore mercato Sanità di Microsoft Italia. 

“Siamo molto fieri che dall’expertise di uno dei nostri Partner e dall’impiego della nostra tecnologia sia nato uno strumento grazie a cui i piccoli pazienti del Meyer, e ci auguriamo presto di altre strutture italiane, potranno beneficiare di un’interazione più immediata con i propri medici e grazie a cui i ricercatori potranno fare affidamento su uno storico di dati di valore inestimabile”. 

“La tecnologia negli ultimi anni sta offrendo strumenti al mondo della Sanità che spesso vedono il loro primo utilizzo nella vita quotidiana. DPS Daily Notes è un progetto che permette di rendere un semplice smartphone uno strumento di comunicazione e controllo nella gestione delle patologie neurologiche. Grazie alla piattaforma cloud Windows Azure, siamo riusciti a sviluppare l’app in tempi molto rapidi e abbiamo beneficiato di un’interfaccia uniforme e di una soluzione di condivisione dati che consente di estendere la conoscenza anche ad altri specialisti europei”, ha dichiarato Riccardo D’Alessandri, Partner di Key To Business. 

“Inoltre lavorare con la passione della Fondazione dell'Ospedale Pediatrico Meyer e con l'eccellenza del Dipartimento di Neuroscienze ci ha permesso di maturare nei mesi di progetto un’esperienza a forte impatto umano”. Oltre che per Windows e Windows Phone, in una logica di massima interoperabilità, DPS DailyNotes è anche disponibile per altri sistemi operativi e fruibile su smartphone e tablet basati su iOS e Android. L’app è scaricabile gratuitamente dai marketplace online. Ulteriori dettagli sull’applicazione sono disponibili al link: http://dpsdailynotes.com/


Fonte: Microsoft

Steve Ballmer a Roma per YouthSpark, formati 25mila giovani italiani


Il CEO di Microsoft Steve Ballmer ha visitato l’Italia per incontrare clienti, partner e collaboratori e per tirare le somme dei risultati raggiunti e delle opportunità che si sono aperte in Italia attraverso l’iniziativa YouthSpark lanciata a livello globale a fine 2012 con l’obiettivo di favorire l'occupazione di 300 milioni di giovani in tutto il mondo in un triennio. Attraverso più di 30 programmi e partnership con 186 non profit che operano a supporto dei giovani, solo nel primo anno Microsoft YouthSpark ha creato nuove opportunità lavorative per più di 103 milioni di giovani in oltre 100 Paesi.

L’iniziativa ha avuto un impatto particolarmente significativo nel nostro Paese, dove il livello di disoccupazione giovanile ha superato il 40%, con circa 700.000 giovani tra i 15 e i 24 anni in cerca di un lavoro. E’ in questa cornice che Ballmer, in occasione dell’evento odierno Building the Vision - promosso da World Wide Rome insieme a InnovAction Lab e Codemotion in collaborazione con Microsoft YouthSpark e Fondazione Cariplo - ha inquadrato l’impegno di Microsoft in Italia, partendo da un bilancio di quanto realizzato finora attraverso YouthSpark per arrivare ad annunciare i progetti e gli obiettivi per il 2014, primo fra tutti il nuovo programma con Fondazione Mondo Digitale, partner italiano di Telecentre-Europe in Italia.

“Siamo felici di vedere così tanti giovani italiani prendere in mano il proprio futuro e lasciare un impatto reale nelle rispettive comunità” - ha dichiarato Steve Ballmer, CEO di Microsoft.  “Siamo entusiasti di poter contribuire al loro successo attraverso YouthSpark ed in particolare attraverso opportunità di formazione utili ad accedere al mondo del lavoro, anche attraverso la creazione di una propria impresa. Solo in Italia abbiamo formato oltre 25.000 giovani e continueremo ad investire per permettere a migliaia di ulteriori ragazzi e ragazze di avere le stesse opportunità”.

Dall’inizio del 2013 ad oggi sono stati circa 25.000 i giovani italiani formati gratuitamente grazie a Microsoft ed oltre 500.000 sono stati i ragazzi che hanno partecipato a YouthSpark e a cui sono state offerte competenze specifiche per approcciare il mondo del lavoro e strumenti tecnologici gratuiti per avviare delle nuove realtà imprenditoriali. Nello specifico:

• 4.300 giovani in cerca di lavoro sono stati formati attraverso il progetto “Giovani & lavoro. IT fattore abilitante”, realizzato da Microsoft Italia in collaborazione con CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, con l’obiettivo di aumentare le competenze tecniche (informatiche), relazionali e lavorative attraverso specifici percorsi formativi.

• Oltre 4.500 sono stati gli studenti che hanno ricevuto strumenti innovativi e acquisito le competenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro dalla porta dell’impegno sociale, attraverso Meet no neet, il programma nato da una partnership tra Microsoft Italia, Fondazione Mondo Digitale, Roma Capitale e le scuole del territorio nazionale.

• Oltre 15.000 i giovani talenti italiani che hanno avuto l’opportunità di partecipare alle due fasi di training orientati alla formazione tecnica e di business per trasformare la propria idea in una vera e propria startup grazie a Startup Revolutionary Road, l’iniziativa nata dalla collaborazione con Fondazione Cariplo e Fondazione Filarete e attraverso il lavoro di 5 NGOs: TechGarage, I3P, Polihub, InnovAction Lab e Fondazione Filarete.

• 100 i ragazzi che hanno preso parte ad Innovate4Good, l’iniziativa che si pone l’obiettivo di supportare, grazie alla tecnologia, i giovani che vogliono sviluppare idee imprenditoriali, realizzata in collaborazione con l’organizzazione non profit Junior Achievement Italia.
• 400 le giovani donne formate attraverso il progetto Nuvola Rosa, realizzato in partnership col comune di Firenze con l’obiettivo di colmare il divario di genere nella scienza, nella tecnologia e nella ricerca


L’incontro, moderato da Riccardo Luna, è stato occasione di confronto per riflettere sulle opportunità per le startup: come costruirle, finanziarle, lanciarle, alla presenza di referenti istituzionali e numerosi protagonisti del mondo delle startup innovative. In questo contesto, la testimonianza di un player internazionale come Microsoft ha contribuito a far luce sulle opportunità concrete per le startup, attraverso una panoramica sulle attività realizzate e i next step del programma YouthSpark.

“Da 2 anni Asset-Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma delegata allo sviluppo dell’Innovazione sul territorio, organizza iniziative e realizza progetti proponendo Roma come attrattore e propulsore della cultura del cambiamento. Il mondo nuovo, infatti, è innanzitutto un’economia nuova con nuovi attori economici. Tra i nostri obiettivi: continuare a diffondere la cultura dell’innovazione e della creatività, costruire a Roma le condizioni affinché nascano acceleratori d’impresa innovativa, e che l’innovazione sia la cifra nuova con cui si guarda alla Capitale. Vogliamo concorrere, insieme ad altri soggetti istituzionali, a creare un ecosistema in grado di accogliere e allevare le migliori star up del paese. Sono allo studio la creazione di un fondo di venture capital per sostenere le start up e la realizzazione di una palestra dell’innovazione.” – spiega Stefano Venditti, Presidente di Asset-Camera.

La centralità dell’Italia nel quadro delle iniziative di YouthSpark è emersa con chiarezza in occasione dell’annuncio del nuovo programma che partirà nel 2014 con Telecentre-Europe, attraverso cui Microsoft donerà a 10.000 ragazzi europei altrettanti voucher per la propria formazione del valore totale di mercato di oltre 300.000 euro: ebbene 1.000 di questi voucher, cioè il 10% del totale, saranno destinati a Fondazione Mondo Digitale, partner di Telecentre-Europe in Italia, per aiutare altrettanti ragazzi italiani in cerca di lavoro ad ottenere le competenze ICT necessarie per cogliere le opportunità di lavoro “digitali”. 

Questa collaborazione è parte integrante dell’iniziativa YouthSpark e rappresenta il frutto di una lunga partnership tra Microsoft e Telecentre-Europe volta a supportare l’occupazione giovanile e indirizzare la carenza di competenze tecnologiche nella forza lavoro. Le certificazioni saranno offerte ai giovani tramite il programma Microsoft IT Academy, che solo negli scorsi 12 mesi ha erogato 1.4 milioni di certificazioni ad altrettanti studenti di tutto il mondo.

“Attraverso Telecentre-Europe siamo costantemente impegnati nel contrasto alla disoccupazione giovanile, che raggiunge tassi drammatici in molti Paesi europei. In particolare, grazie alla nostra iniziativa ‘Local Coalitions for Digital Jobs’, stiamo già attivando collaborazioni con Istituzioni, imprese private ed associazioni per la diffusione più capillare delle competenze digitali in 10 Paesi europei. La donazione odierna di 10.000 certificazioni effettuata da Microsoft attraverso YouthSpark ci consentirà di avere un potente strumento in più per raggiungere i nostri obiettivi” –  spiega Gabriel Rissola, Direttore Generale, Telecentre-Europe.

“In un Paese, il nostro, con ancora troppa incertezza sul miglioramento del contesto economico e produttivo, la tecnologia continua a rappresentare una leva di crescita economica e occupazionale senza pari. Le opportunità di lavoro offerte dalle tecnologie informatiche e di comunicazione sono enormi: si stima che entro il 2015 il 90% delle professioni in tutti i settori richiederà competenze tecnologiche. E’ pertanto fondamentale che questa domanda trovi una risposta nella nostra società e che non manchino le persone qualificate per ricoprire i ruoli richiesti dal mercato” - ha dichiarato Carlo Purassanta, Amministratore Delegato, Microsoft Italia. 


Via: Microsoft

Tlc: da Agcom i risultati della campagna Misura Internet Mobile 2013


Agcom ha avviato, con la delibera n. 25/11/CONS, un percorso regolamentare volto a tutelare il diritto dell’utente finale ad avere la più ampia trasparenza informativa sulle prestazioni delle reti e sulla qualità fornita dagli operatori per le applicazioni internet a più diffuso utilizzo. 

Nel corso di una prima fase attuativa, concretizzata con l’approvazione della delibera n. 154/12/CONS, sono state definite le attività e la strumentazione per la rilevazione e la valutazione della qualità dei servizi in mobilità, basata su campagne di misure sul campo (drive test) il cui svolgimento è stato affidato alla Fondazione Ugo Bordoni.

Ha percorso quasi 6000 km nell’arco di quattro mesi spostandosi lungo tutto il  territorio nazionale ed effettuando , in totale, circa 500 mila singoli test, l’autoveicolo che ha permesso di valutare la qualità del servizio di accesso ad internet a larga banda da postazione mobile. La prima campagna di misurazione effettuata dall’Agcom e preceduta da una sperimentazione tenutasi nel 2012, ha interessato infatti 20 città, scelte, di norma, con il criterio di essere le più popolose della regione di appartenenza. 

Obiettivo delle campagne, in considerazione della veloce crescita del mercato legato ai servizi e alle applicazioni su banda larga mobile, è quello di rendere disponibili agli utenti finali dati indicativi delle prestazioni delle reti degli operatori mobili H3G, Telecom Italia, Vodafone e Wind con riferimento alla qualità del servizio di trasmissione dati. 

Oggetto della valutazione le reti 2G e 3G (la tecnologia di rete LTE (4G), ancora in fase di parziale diffusione, non è rientrata nello Scope of Work di questa campagna) con gli operatori che hanno predisposto le loro reti secondo le migliori condizioni operative e avvalendosi delle migliori tecnologie possibili dei rispettivi equipaggiamenti di rete, sia come hardware sia come software. 


I risultati complessivi indicano anche un ritardo medio di trasmissione di un pacchetto pari a 54,6 millisecondi e una variazione media del ritardo di trasmissione di un pacchetto di 5,9 millisecondi. Tornando alla velocità di download, che è poi quella a cui guardano i consumatori quando effettuano la loro scelta, dal risultato emerge una sostanziale distanza rispetto a quanto promesso nei pacchetti tariffari (fino a oltre 40 mega), ma questo, secondo gli addetti ai lavori, non deve stupire, perché il dato è flessibile e dipende dalla quantità di persone che stanno usufruendo del servizio. 

Guardando ai risultati, emerge che l'operatore che assicura la velocità media più alta (calcolata sull'insieme delle 20 città) è Vodafone, con 7,26 mega, seguita da H3G (6,66 mega), Telecom (6,45 mega) e Wind (4,69 mega). Nella velocità di upload, invece, prima risulta Telecom (1,83), seguita da Vodafone (1,82), H3G (1,46) e Wind (1,16). I valori, però, variano sensibilmente da città a città. 

Le USIM usate per le rilevazioni facevano riferimento ai contratti: 3 B.Unlimited, TIMTutto Internet 42.2, Vodafone Internet Fly e Wind Mega Unlimited. Per le sole prove relative all’indicatore HTTP WEB Browsing, sono stati riscontrati alcuni problemi tecnici, che non hanno consentito la pubblicazione di una parte dei risultati delle relative misure. 

Una prima campagna preliminare, di carattere esclusivamente sperimentale, si è svolta dal 18 giugno 2012 al 26 ottobre 2012. I risultati conseguiti e le relative elaborazioni statistiche sono oggetto di studio e valutazione da parte dell’Autorità e dei quattro operatori mobili le cui reti sono state interessate alla sperimentazione.

Le campagne ufficiali sono state programmate, a partire dal 2013 e per circa 3-4 anni, al ritmo di due all’anno (una per semestre). La prima campagna del 2013 si è svolta dal 28 gennaio al 24 maggio 2013. Il resoconto dettagliato dei risultati delle rilevazioni, comparati per le singole reti degli Operatori, sia a livello complessivo che per singola città, è consultabile sul sito dell'Agcom nella sezione Risultati comparativi.



Fonte: Agcom
Via: Televideo

Google Street View approda alle isole Galapagos sulle orme di Darwin


Questa settimana segna il 178° anniversario della prima esplorazione di Charles Darwin delle isole Galapagos. Per celebrare questo anniversario Google ha deciso di mandare in missione il suo Trekker di Street View, e mappare l'arcipelago dall'ecosistema più celebre e particolare al mondo. "Questo arcipelago di origine vulcanica - si legge in un post sul blog - è uno dei luoghi più ricchi di biodiversità e unici sul pianeta, con specie che sono straordinariamente adattati al loro ambiente". 

"Attraverso l'osservazione degli animali, Darwin fece intuizioni fondamentali che informato la sua teoria dell'evoluzione. Oggi, in collaborazione con la Direzione del Galapagos National Park e Charles Darwin Foundation, stiamo lanciando le immagini a 360 gradi dalle isole Galapagos che abbiamo raccolto a maggio con lo Street View Trekker. Ora, è possibile visitare le isole da ovunque voi siate, e vedere molti degli animali che Darwin sperimentò nel suo viaggio storico e rivoluzionario nel 1835". 



Oltre ad esplorare le isole, il team di Google ha anche collaborato con il Catlin Seaview Survey e utilizzando una macchina fotografica subacquea SVII ha catturato anche immagini della vita marina. "Grazie al nostro partner, Catlin Seaview Survey e alla loro macchina fotografica subacquea SVII, siamo stati in grado di raccogliere le immagini subacquee di alcuni leoni marini particolarmente energici e curiosi, usciti fuori per vedere se i sub volevano giocare!", ha spiegato Raleigh Seamster, Project Lead, Google Earth Outreach.



Catlin Seaview Survey è una importante spedizione scientifica che consente a tutti di sperimentare immagini mozzafiato panoramiche delle barriere coralline, documentandone la composizione e la loro la salute. Le immagini dovrebbero svolgere anche "un ruolo fondamentale a sostegno della ricerca sull'ambiente, la conservazione, i modelli di migrazione degli animali e l'impatto prodotto dal turismo su queste isole". In auto o in barca, sono state catturate tutte le bellezze naturali e gli animali che abitano le isole. 

Oltre alle tartaruge marine giganti, nella sua escursione attraverso le zone umide di Isabela Island, gli "esploratori" di Mountain View hanno individuato alcune iguane marine, tra cui questa che si espone al sole dopo una nuotata mattutina. Non è la prima volta che Google organizza simili iniziative per mettere a disposizione le immagini di luoghi difficilmente accessibili o remoti come la foresta amazzonica, le principali cime montane del pianeta e la barriera corallina. Di seguito un breve documentario che cattura la spedizione di 10 giorni. Per iniziare l'esplorazione cliccare qui.


Telecom Italia: nasce E-White, un app su smartphone per non vedenti


Nel Parco dell’Appia antica il primo percorso testato dall’Unione Italiana Ciechi di Roma. Una app per smartphone e tablet che diventa un sistema di guida ed orientamento per i non vedenti. Realizzato con tecnologie esistenti, a basso costo ed espandibile su larga scala. Applicazioni potenziali per stazioni, metro, aeroporti, musei e tutti i luoghi aperti o chiusi. Si chiama e-white. Non è un prodotto, né un brevetto, ma la realizzazione di un sistema che potrebbe migliorare la qualità della vita ai non vedenti. Il tutto con tecnologie già esistenti e a basso costo.

È un’audioguida - si legge in un comunicato di Telecom Italia -, con funzioni di orientamento, pensata per non vedenti e ipovedenti, che potrebbe facilmente essere realizzato su larga scala e diventare utile a tutti i cittadini: dalle applicazioni turistiche e culturali alle semplici indicazioni stradali e logistiche, tanto all’aperto quanto nei locali chiusi (aeroporti, stazioni, metropolitane…). Un pò navigatore, un pò audio-guida (simile a quelle dei musei) ecco cosa diventa il telefono nelle nostre mani.

In sostanza si potrebbe riassumere così: lo smartphone, diventa un terminale che si connette con centraline wi-fi, le quali indicano con precisione distanze ed orientamento.  Ogni centralina wi-fi, una volta “agganciata”, può trasmettere anche altre informazioni, in modalità audio o video (per gli ipovedenti). Un meccanismo semplice, utile all’aperto in una passeggiata piacevole, ma utilissimo anche al chiuso, nelle stazioni, negli aeroporti, nei musei ed in qualsiasi luogo pubblico nel quale cui “direzione e informazioni” siano importanti.

E-white nasce da un’idea di HQuadro, adottata da Fondazione Kambo e finanziata da Fondazione Telecom. La caratteristica del prototipo è l’utilizzo di prodotti economici, disponibili facilmente sul mercato ed a prezzi accessibili. Nessun brevetto esclusivo, quindi, con la conseguenza di bassi costi di realizzazione. Un sistema cucito addosso alle esigenze dei non vedenti. Per realizzare il prototipo, infatti, l’interazione è stata piena e costante in tutte le fasi. Fin dalla progettazione gli esperti ergonomi HQuadro hanno lavorato con gli istruttori per la mobilità dei non vedenti dell’istituto S. Alessio e con la consulenza dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, sezione provinciale di Roma.

Il principio base è quello dell’inclusive design, ovvero la realizzazione di un progetto per tutti e non un ausilio discriminante, destinato solo ad una specifica categoria. L’energia necessaria al suo funzionamento è fornita da pannelli solari, a basso impatto ambientale e senza necessità di particolari manutenzioni.Nella fase di avvio, l’app è dedicata al solo Sistema Operativo Android, non si esclude la realizzazione per altre piattaforme, in base ai risultati di utilizzo. L'app è scaricabile dal seguente link: http://www.hquadro.it/ewhite/caffarella.apk

La sperimentazione parte da Roma, dal Parco Regionale dell'Appia Antica. Luogo ideale perché ha un ingresso raggiungibile in autonomia dai non vedenti, dato che nel quartiere Appio Latino sono già presenti percorsi attrezzati. e-white permette una passeggiata nel parco di circa 2 km, con indicazioni direzionali, botaniche e di contesto. La Valle della Caffarella, consente di testare il progetto ad un livello di massima complessità, poiché si tratta di un’area protetta di pregio sia dal punto di vista naturalistico che storico archeologico.



Via: Telecom Italia

Microsoft, Startup Revolutionary Road gira Italia a caccia di innovatori


È partito da Milano il Tour Startup Revolutionary Road, promosso da Microsoft Italia, Fondazione Cariplo e Fondazione Filarete, all’interno dell’iniziativa “Startup Revolutionary Road”, che girerà in 20 tappe tutta l’Italia alla ricerca delle migliori idee da trasformarsi in imprese, con lo scopo di offrire concrete opportunità di formazione tecnica e di business a migliaia di giovani italiani. Obiettivo del progetto è quello di individuare e far nascere sul territorio italiano nuove imprese innovative ad elevato impatto.

Città della Scienza a Napoli, il giorno dopo il rogo: dubbi dei testimoni


Ecco quello che rimane della Città della Scienza di Napoli dopo il rogo che nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2013 ha distrutto lo Science center della struttura da 12mila metri quadrati; un polo scientifico e museale considerato fiore all'occhiello della città, meta di 350mila visitatori l'anno e nella quale lavoravano 160 persone. Salvatore Fruguglietti è uno dei dipendenti ed è stato testimone di quanto accaduto.

"E' stato molto molto strano - dice - molto rapido, chirurgico. Con questo non voglio dire che l'incidente sia doloso ma, se il caso ci ha messo la mano ce l'ha messa in maniera molto scientifica. Siamo andati via di qua verso le 9 e mezza, perché la struttura vive continuamente: c'era un corso di teatro all'interno del Padiglione Galilei che è uno di quelli che s'è salvato. Alle 10.17 mi è arrivata una telefonata di un'amica: guarda che Città della scienza sta bruciando".

L'ipotesi che possa trattarsi di un episodio doloso è stata presa in considerazione anche dalla Procura di Napoli che ha aperto un'inchiesta sull'accaduto.La Città della Scienza, nell'area dell'ex Italsider, a Bagnoli, era ospitata in gran parte in ex capannoni industriali del Novecento restaurati, 5 dei quali ora sono ridotti a un cumulo di macerie. Vincenzo Lipardi, consigliere delegato della fondazione Idis, l'ente no profit che gestisce la struttura. 

"Città della Scienza - spiega - parla di sviluppo, innovazione, cultura e ottimismo. Non quello stupido ma quello di chi sa che lavorando, facendo sacrifici è possibile affrontare la crisi. Non tutti hanno questa stessa idea e poi non ci dimentichiamo che questa è una terra che vive grandi problemi". Per la ricostruzione, è scesa in campo anche la Commissione europea pronta a dare all'Italia consigli sulla possibilità di avvalersi di appositi fondi europei.

Città della Scienza è stata realizzata dalla stessa Fondazione, nell'area ex Italsider negli anni '90 sul modello de La Villette di Parigi, grazie ad un Accordo di Programma sottoscritto nel 1996 fra Ministero del Bilancio, Regione Campania, Provincia di Napoli e Comune di Napoli e la Fondazione Idis. Negli anni 1992-93 è stato elaborato il progetto di Città della Scienza ed è stato inaugurato il primo insediamento a Bagnoli.  Nel 2001 fu inaugurato il "Science Centre" nella sua configurazione finale. Intanto è partita la raccolta di fondi finalizzata alla ricostruzione di Città della Scienza.



Fonte: TMNews
Via: Wikipedia
Foto dal video

Tumori: da molluschi marini nuovo farmaco elimina macrofagi corrotti


Alcune cellule dell'immunità, in particolare i macrofagi presenti in grande quantità nei tumori, non solo non svolgono il proprio ruolo di difesa, ma al contrario aiutano lo sviluppo e la diffusione del cancro, come poliziotti corrotti che, anziché arrestare i malviventi, li aiutano coprendone le malefatte Da queste osservazioni - che 30 anni fa sembravano un'eresia ma ormai sono universalmente accettate - è nata un'attenzione crescente al microambiente infiammatorio che circonda la cellula tumorale, nel quale e grazie al quale essa prolifera e dissemina metastasi a distanza. Queste cellule furono riconosciute per la prima volta da Elia Metchnikoff nel 1882 nelle larve delle stelle marine.

Usa, delfino in pericolo chiede aiuto a sub per liberarsi da amo (video)


Alle Hawaii, un gruppo di sommozzatori ha soccorso e salvato un delfino selvatico Bottlenose che gli si era avvicinato per quella che è sembrata proprio una richiesta di aiuto. La scena è stata filmata in un video che dura otto minuti e che contiene immagini straordinarie: il delfino ha raggiunto la zona in cui nuotava un gruppo di istruttori sub, al largo di Kona Coast, l'11 gennaio scorso, e si è accostato a uno di loro, Keller Laros. Egli va spesso a fare immersioni con operatori video subacquei professionali. Ciò che ha colpito Laros immediatamente del delfino è che lui fosse da solo.


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"Abbiamo visto cinque di questi delfini in questo sito durante l'immersione la sera prima. Sono animali molto curiosi e intelligenti", ha detto Laros. Laros, che ha fatto più di 10.000 immersioni, subito ha notato che qualcosa non andava. Quando il delfino lo ha circondato, Laros ha notato che nuotava male perchè aveva una lenza di pesca agganciata alla sua pinna. Il subacqueo ha compreso la richiesta di aiuto e lo ha soccorso: prima ha tagliato la lenza e poi ha estratto un amo che si era infilato in una pinna pettorale.


A conferma di come fosse consapevole dell'aiuto di cui aveva bisogno, dopo che è stata rimossa la lenza il delfino è risalito in superficie per respirare e poi è tornato per farsi rimuovere l'amo. Alla fine, a operazione completata, si è allontanato.  Durante i tre minuti che Laros è stato faccia a faccia con il delfino, e gli otto minuti stimati in totale con cui ha interagito, il sub era preoccupato che potesse spaventare l'animale. "Il delfino era grande - forse fino a dieci metri di lunghezza", ha detto. Era preoccupato che potesse fargli del male durante la rimozione dell'amo.

"Ero preoccupato quando ho effettuato la rimozione del filo da pesca, se gli avessi fatto del male poteva inavvertitamente farmi del male. Ero preoccupato, ma non spaventato". Laros, il fondatore del Manta Pacific Research Foundation, ha rimosso molti ami da pesca da mante e tartarughe che hanno inghiottito l'esca, ma ha detto che non aveva mai aiutato un delfino. "E 'un emozione enorme poter aiutare un animale che sa chiaramente cosa sta succedendo", ha detto. "Ha fatto lo sforzo di venire a noi... Il delfino è davvero intelligente. E' stato un rapporto. E' venuto per noi perché aveva un problema".



Fonte: NBC
Via: AGI
Foto 1 dal Web rappresentativa
Foto 2 dal video

Addio a Rita Levi Montalcini: Nobel per la medicina '86, aveva 103 anni



E' morta oggi nella sua casa di Roma Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina nel 1986. Nominata senatrice a vita nel 2001 dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, aveva 103 anni. Nata a Torino nel 1909, si è laureata in Medicina all'Istituto di Anatomia umana della stessa Università. Fin dai primi anni universitari si dedica agli studi sul sistema nervoso.

Google Doodle per celebrare fine del calendario Maya oggi 21-12-12


Anche Google cede alla seduzione dei Maya con un Doodle dedicato alla fine del famoso calendario.  Il logotipo rappresenta una scultura in pietra mesoamericana, decorata dei tipici glifi di questa antica cultura. I glifi, posti uno accanto all'altro, formano la parola Google. Passando il mouse sul disegno si legge: "Fine del Calendario Maya" e cliccando su di esso si ottiene la relativa chiave di ricerca.

Il 21 dicembre 2012 è la data del calendario gregoriano nella quale secondo alcune credenze e profezie si dovrebbe verificare un evento catastrofico, quale la fine del mondo. L'evento atteso viene collegato temporalmente proprio alla fine di uno dei cicli del Calendario Maya. Nessuna di queste leggende ha alcun fondamento scientifico e sono state smentite ultimamente dalla comunità astronomica.

Il programma GNU Emacs contiene la funzione di calcolo del calendario maya e di altri calendari. Il calendario maya veniva utilizzato dai Maya e da altri popoli dell'America centrale (Aztechi e Toltechi). Si tratta di un calendario molto elaborato, basato su più cicli di durata diversa: il ciclo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni; il ciclo Haab aveva una durata di 360 giorni, più i "cinque giorni fuori dal tempo".

I Maya non contavano gli anni, tuttavia, le date di questi due calendari erano combinate tra loro per dare luogo a cicli di 18.980 giorni per un totale di 52 cicli diversi ricorrenti. Un ulteriore calendario, il Lungo computo, calcolava, invece, il tempo trascorso dalla data della creazione del mondo secondo la mitologia maya che corrisponderebbe all'11 agosto 3114 a.C. del calendario gregoriano.

La credenza in catastrofi nel giorno 21 dicembre 2012 è una supposizione considerata errata dalla corrente principale degli studiosi degli antichi Maya. Secondo Sandra Noble, executive director di Famsi, "considerare il 21 dicembre 2012 come un giorno del giudizio o un momento di cambiamento cosmico è un'invenzione assoluta ed un'opportunità per molte persone di fare profitto".

In astronomia, il 21 dicembre 2012 è il giorno del Solstizio d'Inverno, cioè il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione minima. Il solstizio d'inverno è considerato come la notte più lunga dell'anno. In questa data il Sole resta sull'orizzonte circa 9 ore, variando ovviamente con la latitudine. Dopo il solstizio d'inverno le giornate iniziano ad allungarsi.


Scienza, nanoparticelle a caccia di proteine sulla superficie dei batteri


La resistenza agli antibiotici costituisce un problema generale, sul quale l'Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un allarme globale. Finora la minaccia della resistenza dei batteri agli antibiotici è stata sottovalutata, ma se non si corre ai ripari, la situazione potrebbe aggravarsi fino a un punto di non ritorno. Uno studio multidisciplinare, coordinato da un gruppo del Dipartimento di Bioscienze della Statale, mette a punto una nuova tecnologia per "catturare" le proteine sulla superficie dei batteri, molto promettente per lo sviluppo di nuovi antibiotici e vaccini.