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Astronomia, modello spiega la longevità della Grande Macchia Rossa


Uno dei misteri più affascinanti del pianeta Giove è la sua Grande macchia rossa (GRS), la grande tempesta anticiclonica (abbastanza potente da inglobare la Terra e altri due pianeti simili) che durerebbe da centinaia di anni. La Grande macchia rossa simile a un uragano sulla Terra, ruota in senso antiorario e fa una rotazione completa ogni sei giorni terrestri. Ciò che si domandano i ricercatori è proprio perché la tempesta è ancora in atto, dato che avrebbe dovuto placarsi alcuni decenni dopo il suo inizio. 

Pdram Hassanzadeh, un ricercatore di Harvard, e Philip Marcus, un professore della Berkeley, California, avrebbero sviluppato un modello per spiegare il mistero che da anni interroga la comunità scientifica, e lo presenteranno all’American Physical Society’s Division of Fluid Dynamics il prossimo 25 novembre. Molti processi creano vortici come la Macchia Rossa. Hassanzadeh ha spiegato che le turbolenze e le onde limitrofe alla Grande macchia rossa fiaccano l’energia dei suoi venti. 

Il vortice perde molta energia anche dal calore radiante e, se non bastasse, la Macchia Rossa si trova tra due forti correnti a getto che scorrono in direzioni opposte. Tutto questo non l’ha fermata nel corso dei secoli, anzi. Alcuni ricercatori credono che sono proprio questi piccoli vortici ad alimentare la grande tempesta. “Alcuni modelli computerizzati hanno dimostrato che i grandi vortici sopravvivono più a lungo se sono circondati da altri di più piccole dimensioni, anche se questo non accade così spesso da poterne trarre una teoria”, ha spiegato Marcus. 


I due ricercatori, allora, hanno sviluppato un nuovo modello per provare, sperano, la loro teoria una volta per tutte. I due esperti sostengono che è diverso dagli altri perché è a 3 dimensioni e ad altissima risoluzione e questo cambierebbe le carte in gioco. Molti modelli si concentrano solo sui venti orizzontali del vortice, dove risiede la maggior parte dell’energia. I vortici, però, hanno anche dei flussi verticali, ma questi hanno molta meno energia e, in passato, sono stati ignorati proprio per questo motivo. 

Eppure il movimento verticale si rivela la chiave per la persistenza della Grande macchia rossa. Mentre il vortice perde energia, il flusso verticale trasporta gas caldi dall’alto e gas più freddi dal basso verso il centro, ripristinando parte della sua energia perduta. È come una batteria che si rigenera. Il modello prevede anche un flusso radiale, che risucchia venti dalle correnti esterne ad alta velocità verso il centro del vortice: questo porta moltissima energia nuova nel vortice che gli consente di durare più a lungo. 

Non si sa esattamente che cosa causa il colore rossastro della Grande Macchia Rossa. La teoria più popolare, che è supportata da esperimenti di laboratorio, sostiene che il colore può essere causato da molecole complesse organiche, fosforo rosso, o altri composti solforati. Il GRS varia notevolmente in tinta, da quasi mattone a rosso pallido, salmone e bianco. Il 9 ottobre scorso, la sonda spaziale della NASA Juno ha effettuato il suo gravity assist della Terra, ricevendo così la spinta necessaria a raggiungere Giove nel 2016. 



Via: INAF
Foto: NASA

Google Doodle interattivo per il 66° anniversario incidente di Roswell


Google oggi ricorda il 66esimo anniversario dell'incidente di Roswell, con un Doodle particolare, interattivo e animato, con protagonista un alieno, caduto con il proprio Ufo sulla Terra. Lo sfondo è doverosamente in bianco e nero: una delle "O" di Google si è trasformata in un piccolo Ufo, con a bordo un extraterrestre, che punta sulla Terra. L'incidente del luglio 1947 è ancora molto controverso e Google lo ha trasformato in un'avventura grafica in cui gli utenti devono aiutare l'alieno con gli occhi enormi a recuperare i resti della sua navicella in un contesto di campagna. 

Cliccando sul Doodle interattivo si deve aiutare un alieno "caduto" sulla Terra a compiere la sua avventura. L'8 luglio 1947 il quotidiano "Roswell Daily Record" pubblica un comunicato della Roswell Army Air Field (Raaf) del Nuovo Messico, in cui viene descritto il recupero di un oggetto volante non identificato in un ranch vicino Roswell. Il primo comunicato pubblicato dalla base aerea di Roswell l'8 luglio 1947 parlava di un "disco volante", tuttavia la prima dichiarazione ufficiale delle autorità Usa fu che si trattava di un semplice pallone sonda. 

La teoria della caduta di un'astronave aliena è divenuta popolare presso i media e tra gli ufologi, secondo i quali tra il 2 giugno e il 3 luglio 1947 sarebbero accaduti dei fenomeni di carattere ufologico in questa città e nella vicina Corona (Nuovo Messico), culminati il 2 luglio con lo schianto nel deserto di un velivolo alieno. In risposta al "caso Roswell", e dopo indagini del Congresso degli Stati Uniti, il General Accounting Office ha avviato un'inchiesta e imposto all'Ufficio del Segretario dell'Air Force statunitense di condurre un'indagine interna. 

Il risultato è stato riassunto in due relazioni. La prima, uscita nel 1995 e denominata "The Roswell Report: Fact versus Fiction in the New Mexico Desert" (http://bit.ly/cnWpcn), ha concluso che i materiali recuperati nel 1947 erano detriti di un programma segreto del governo chiamato "Progetto Mogul", che utilizzava particolari microfoni collegati a palloni sonda posti ad alta quota destinati a rilevare le onde sonore generate da missili balistici sovietici o test di esplosioni nucleari nell'atmosfera. Il pallone sonda caduto a Roswell fu il "Mogul numero 4", lanciato dalla Holloman Air Force Base di Alamogordo. 

Il secondo rapporto, "The Roswell Report: Case Closed" (http://1.usa.gov/11X2DAf), pubblicato nel 1997, ha concluso che i presunti corpi alieni recuperati fossero manichini antropomorfi usati nei programmi militari come il "Project High Dive" condotto nel 1950, e gli effetti psicologici sulla vicenda avrebbero creato una confusione degli eventi temporali dando origine alla storia del recupero di corpi alieni o astronavi nel 1947. Tornando al videogioco di Google, compiuta la missione, l'Et tornerà sull'Ufo per i cieli dell'universo e apparirà la prima pagina del Roswell Daily Record dell'8 luglio 1947.



Fonte: AGI
Via: TMNews