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Video pedopornografici su eMule, 15 indagati ed 1 arresto


La Polizia Postale di Catania ha eseguito diverse perquisizioni domiciliari in varie citta' d'Italia, nei confronti di 15 soggetti indagati per divulgazione di video pedo-pornografici mediante la rete internet. A Bologna, spiega una nota della Polizia, nel corso delle attivita', uno degli indagati e' stato arrestato in flagranza di reato. L'indagine del Compartimento Polizia Postale di Catania ha riguardato il contrasto della divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet tramite il programma peer-to-peer ''eMule''. In particolare, gli indagati acquisivano e diffondevano sulla rete internet video e immagini di pornografia minorile.

Le indagini sono state compiute con attivita' sottocopertura, autorizzata dalla Procura, finalizzata al rinvenimento di filmati pedo-pornografici, con il coordinamento del Centro Nazionale di Contrasto della Pedo-pornografia On-line (Cncpo) di Roma. Le citta' interessate dalle perquisizioni sono state: Siracusa, Messina Bologna, Pistoia, Cagliari, Venezia, Taranto, Roma, Rimini, Brescia, Como e Cuneo. L'arrestato e' un bolognese di 64 anni, nel suo computer gli investigatori hanno rinvenuto migliaia di file pedo-pornografici. Numeroso il materiale informatico sequestrato durante le perquisizioni. Gli inquisiti tramite eMule acquisivano e diffondevano i video, utilizzando il citato software di file sharing.

Via: http://www.asca.it/

Blitz della Polizia contro la pedofilia on-line


Blitz degli agenti della polizia postale e delle comunicazioni su disposizione della Procura della Repubblica di Catania nei confronti di 18 indagati per divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet. Eseguite numerose perquisizioni domiciliari in 17 città italiane. Al centro dell'inchiesta, l'acquisizione e la diffusione sul web di video di pornografia infantile utilizzando il software di file sharing eMule. 

Accertamenti sono in corso per risalire ai luoghi della produzione dei filmati per identificare le vittime degli abusi. Le indagini sono state condotte dal compartimento della polizia postale della Sicilia Orientale di Catania, ed erano state avviate dopo una denuncia dell'associazione Meter. Gli investigatori hanno anche agito sotto copertura su Internet con il coordinamento del Centro nazionale di contrasto della pedo-pornografia on-line (Cncpo) di Roma. 

Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Alessandria, Ancona, Bologna, Brescia, Brindisi, Cremona, Cuneo, Lecco, Macerata, Milano, Napoli, L'Aquila, Reggio di Calabria, Crotone, Rimini, Udine e Vercelli. L'attenzione degli investigatori e della Procura di Catania si è concentrata in particolare su alcuni filmati che sono stati girati nel nostro Paese, con vittime e carnefici italiani. 

La polizia sta cercando di ricostruire le località e il luogo esatti dove sono avvenute le violenze in maniera da identificare i bambini abusati, che sono ben visibile nei filmati, per risalire poi ai violentatori. Durante le perquisizioni la polizia postale ha sequestrato diversi computer e materiale informatico e una notevole quantità di materiale di pornografia minorile, in possesso di alcuni degli indagati. Don Di Noto dice di essere "contento e soddisfatto" della collaborazione con il compartimento della polizia postale e delle comunicazioni di Roma e Catania.

Fonte: TGCom24

Utenti in fuga dal peer-to-peer: streaming e torrent in aumento


I dati dell'osservatorio di ricerca Nielsen confermano che il peer-to-peer, fino a oggi il sistema preferito dagli italiani per scaricare file da internet, è in caduta libera: gli utenti peer-to-peer italiani sono passati dai 6,7 milioni di luglio 2009 ai 4,9 milioni di luglio 2010. La caduta colpisce in particolare il software più usato, eMule, che a luglio 2010 è stato usato da 2,9 milioni di persone, in calo del 43 per cento rispetto all'anno prima. 

Cresce invece uTorrent, altro software peer-to-peer (1,3 milioni di utenti, +50 % anno su anno). Quella in atto è la prima crisi del peer-to-peer dalla fine degli anni Novanta, e segna una svolta importante nel modo di usare internet in Italia, visto che questi software hanno regnato per anni, diventando famosi anche tra i non esperti. 

Quello che succede ora è che gli utenti trovano più comodo accedere a musica e film con sistemi più facili, diretti e sicuri. E anche, spesso, legali: per esempio lo streaming su YouTube, che ha avuto 13 milioni di utenti a luglio 2010 (+30 %). Oppure iTunes (2,7 milioni, +10 %). Com'è noto, il materiale legale su YouTube è in continua crescita, grazie ad accordi con case discografiche (l'ultima, a settembre, è stata la Sugar) e cinematografiche. 

Popolarissimi, inoltre, sono i "cyberlockers", cioè siti di hosting come Rapidshare e Megaupload, da cui gli utenti scaricano direttamente film e album, con un solo clic su un link. Anche questo sistema è più facile, veloce e sicuro rispetto al peer-to-peer. Gli utenti trovano i link per scaricare i file da siti specializzati, blog, forum e community. I detentori di copyright al momento non denunciano gli utenti che scaricano in questo modo (a differenza di eMule) ma si limitano a ottenere la rimozione dei link (che puntano a contenuti illegali).

Fonte: La Repubblica