Un collettivo di hacker italiani ha avviato un'offensiva contro pedofili e chi pubblica foto hard per vendetta. Alla luce della recente operazione "Revenge Gram" lanciata da Anonymous e Lulzsec Italia, si segnala l'opinione dell'Accademia Italiana Privacy (AIP) pubblicata sul blog dell'associazione. In questi giorni si sono fatti prendere tutti da questioni di privacy che ruotano attorno alla pandemia COVID-19, generando enormi sorgenti di pensieri che si sono evoluti in fiumi di parole, articoli e interviste che hanno inondato il Web e tutti i media. APP si APP no, misurazione della temperatura e trattamento dei dati, informative ai lavoratori dipendenti con consenso scritto o informato.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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AIP, Anonymous contro pedofilia e revenge porn: cosa accade su TW
Un collettivo di hacker italiani ha avviato un'offensiva contro pedofili e chi pubblica foto hard per vendetta. Alla luce della recente operazione "Revenge Gram" lanciata da Anonymous e Lulzsec Italia, si segnala l'opinione dell'Accademia Italiana Privacy (AIP) pubblicata sul blog dell'associazione. In questi giorni si sono fatti prendere tutti da questioni di privacy che ruotano attorno alla pandemia COVID-19, generando enormi sorgenti di pensieri che si sono evoluti in fiumi di parole, articoli e interviste che hanno inondato il Web e tutti i media. APP si APP no, misurazione della temperatura e trattamento dei dati, informative ai lavoratori dipendenti con consenso scritto o informato.
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Tumblr eliminerà contenuti per adulti e pornografici dal 17 dicembre
Dopo lo scandalo dei contenuti pedopornografici che hanno portato alla cancellazione dell'app Tumblr dall'Apple Store, il popolare servizio di microblogging appartenente a Yahoo!, ha iniziato a censurare i nudi. La piattaforma di social media Tumblr ha annunciato il divieto del cosiddetto "contenuto per adulti", una mossa fatta, a quanto pare, in reazione all'app di Tumblr che è stata rimossa dall'app store di Apple. Mentre rendere l'app più disponibile, in teoria, è una buona notizia per gli utenti del social, in pratica, ciò che sta per accadere viene considerata da molti una censura di massa delle comunità che hanno reso Tumblr un'esperienza positiva per così tanta gente.
Cyberbullismo, progetto teatrale itinerante di Polizia e Baci Perugina
E' partita da Cagliari una suggestiva rappresentazione teatrale sul delicato tema del cyberbullismo che va ad integrarsi con la campagna educativa itinerante di “Una vita da social” alla sua 2^ edizione. Ancora una volta la Polizia di Stato scende in campo, questa volta con un marchio storico come Baci Perugina, con un solo grande obiettivo: “rendere la rete sempre più sicura per evitare che i gravissimi episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto della rete”, possano ripetersi.
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Pedofilia online, blitz della Polizia Postale con 3 arresti e 53 denunce
Operazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni che ha condotto all'arresto di tre persone e ritenute responsabili dei reati di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico audio e video. Numerose le perquisizioni. I tre arresti nell'ambito dell'operazione condotta dalla Polizia Postale del compartimento di Roma in collaborazione alti 16 compartimenti d'Italia e con quella criminale tedesca di Hannoover, sono stati effettuati a Roma, Siena e Trapani.
Pedopornografia, Google bloccherà 100mila ricerche connesse e foto
Verranno bloccati i risultati delle ricerche sul web legati all'abuso sui bambini. L’amministratore delegato di Google Eric Schmidt ha annunciato la messa a punto di una nuova tecnologia capace di bloccare le ricerche di materiale pedopornografico su internet. In un intervento pubblicato oggi sul quotidiano britannico Daily Mail, Schmidt ha precisato che le modifiche apportate consentono di cancellare la pedopornografia dai risultati di più di 100.000 tipi di ricerca.
Oggi l’ad parteciperà a un incontro organizzato da Downing Street sulla pornografia sulla rete, che vedrà riuniti Google, Microsoft e altri giganti del web, dopo che lo scorso luglio il premier britannico David Cameron aveva sollecitato un maggiore intervento dei motori di ricerca per ostacolare la diffusione di immagini illegali. Secondo Schmidt, “senza dubbio la società non arriverà mai a eliminare tale depravazione, ma dovremmo fare tutto ciò che è in nostro potere per proteggere i bambini”.
Per questo motivo negli ultimi tre mesi Google ha mobilitato oltre 200 collaboratori per sviluppare una nuova tecnologia per risolvere il problema: “Abbiamo affinato la ricerca su Google per impedire di far apparire tra i nostri risultati link a siti di abusi sessuali dei bambini. Anche se l’algoritmo non è perfetto, e Google non può impedire ai pedofili di aggiungere nuove immagini sul web, i cambiamenti ottenuti hanno consentito di ripulire i risultati di oltre 100.000 richieste potenzialmente correlate ad abusi sessuali sui bambini”.
“Non c'è nessuna soluzione tecnica rapida, quando si tratta di individuare ipotetici abusi sessuali su un bambino. Questo perché i computer non possono distinguere tra immagini di bambini innocenti abusati in un bagnetto e genuine. Così abbiamo sempre bisogno di avere una persona che possa rivedere le immagini. Una volta che è fatto - e sappiamo le immagini sono illegali - ad ogni immagine è data un'impronta digitale unica. In questo modo i nostri computer possono identificare quelle immagini ogni volta che appaiono sui nostri sistemi”.
“E Microsoft si merita molto credito per aver sviluppato e condiviso la sua tecnologia di rilevamento dell'immagine. Ma i pedofili riprendono sempre i loro crimini. Così i nostri ingegneri di YouTube hanno creato una nuova tecnologia per identificare questi video. Stiamo già provandola a Google, e nel nuovo anno speriamo di renderla disponibile ad altre società Internet e organizzazioni di sicurezza per bambini. Ci sono molte organizzazioni che lavorano per combattere lo sfruttamento sessuale dei bambini online - e noi vogliamo garantire a loro il miglior supporto tecnico”.
“L'abuso sessuale dei bambini è una sfida globale, e il successo dipende da tutti coloro che lavorano insieme - forze dell'ordine, società di internet e di beneficenza. Accogliamo con favore l'iniziativa presa dal governo britannico, e speriamo che le tecnologie sviluppate dalla nostra industria faranno la vera differenza nella lotta contro questo terribile crimine”. Ciò aiuterà l'IWF in Gran Bretagna e l'US NCMEC. Le restrizioni varate da Google verranno applicate in un primo momento ai paesi di lingua inglese, ma si estenderanno al resto del mondo e ad altre 158 lingue nell’arco di sei mesi.
Fonte: Daily Mail
Via: TMNews
Pedofilia: adescava minori e li faceva spogliare in webcam, arrestato
Adescava minorenni online e, dopo avere guadagnato la loro fiducia, gli chiedeva di mostrarsi nudi in webcam registrando foto e video. Con quest'accusa gli agenti della Sezione di polizia postale dell'Aquila, a conclusioni di laboriose indagini di polizia giudiziaria dirette dal sostituto procuratore della Repubblica dell'Aquila, Roberta D'Avolio, hanno arrestato un 40enne di Avezzano (L'Aquila) senza un lavoro stabile.
I reati contestati vanno dalla divulgazione e condivisione in internet, attraverso programmi di "file sharing", di file contenenti materiale pedopornografico realizzato mediante lo sfruttamento di minori, alla detenzione di ingente quantitativo di materiale della stessa natura, all'adescamento on line di minori attraverso la creazione di apposite "identità digitali".
In particolare gli adescamenti avvenivano con falsi account su sistemi di messaggistica istantanea, facendosi passare a volte per un ragazzo, altre volte per una ragazza, secondo il sesso dell'interlocutore. L'uomo utilizzava la cosiddetta tecnica del "grooming", ovvero instaurava con le vittime un rapporto di amicizia e di confidenza.
L'arrestato è accusato di aver realizzato una raccolta di oltre 82mila files, tra immagini e video pedopornografici, tutti custoditi in hard disk criptati e protetti da password, alcuni dei quali diffusi in rete. Il quarantenne era solito anche redigere delle note di testo con l'elenco dei minori contattati e da contattare. Le indagini nei confronti dell'uomo, già denunciato nel 2003 per fatti analoghi dalla Polpost di Udine, hanno preso il via alla fine del 2011.
La perquisizione eseguita dalla Polizia Postale dell'Aquila nell'abitazione dell'arrestato ha fornito importanti elementi di riscontro alle ipotesi accusatorie, tuttora al vaglio degli inquirenti. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è state emessa dal gip del Tribunale dell'Aquila, Marco Billi, su richiesta del sostituto procuratore Roberta D'Avolio. Al momento l'uomo si trova rinchiuso nella casa circondariale di Avezzano in attesa dell'interrogatorio di garanzia che si svolgerà al massimo entro cinque giorni.
Via: AGI
Foto pedopornografiche via dal Web con un nuovo sistema di Google
Google ha comunicato che i suoi ingegneri stanno lavorando su una nuova tecnologia che, per la prima volta, consentirà ai motori di ricerca internet e altre aziende di Internet di scambiare informazioni sulle immagini di bambini violentati e abusati. La nuova banca dati, che dovrebbe essere operativa entro un anno, consentirà alle immagini pedopornografiche che sono già state "contrassegnate" da parte delle organizzazioni di tutela dei minori, come la Internet Watch Foundation (IWF) di essere spazzate via dal web in un colpo solo.
"Internet è stata una forza enorme per il crescente accesso alle informazioni, migliorando la capacità delle persone di comunicare e guidare la crescita economica. Ma come il mondo fisico, ci sono angoli bui sul web dove esiste il comportamento criminale. Nel 2011, il Centro Nazionale per bambini scomparsi e sfruttati (NCMEC) di Cybertipline ha ricevuto 17,3 milioni di immagini e video di sospetti abusi", scrive Jacquelline Fuller, direttore di Google Giving.
"Questo è quattro volte più di quello che l'Exploited Children's Division (ECD) ha visto nel 2007. E il numero è ancora in crescita. Dietro queste immagini vi sono reali, bambini vulnerabili che sono sessualmente vittimizzati e vittime ulteriormente attraverso la distribuzione delle loro immagini. E' fondamentale che agiamo come comunità, come i genitori interessati, tutori, insegnanti e società-per contribuire a combattere questo problema. Lo sfruttamento sessuale del bambino è un problema globale che richiede una soluzione globale".
"Più della metà delle immagini e video riferiti a NCMEC sono al di fuori degli Stati Uniti. Con questo in mente, abbiamo bisogno di sostenere e incoraggiare la comunicazione senza confini tra le organizzazioni che combattono questo problema a terra. Ad esempio, CyberTipline di NCMEC è accessibile a 60 paesi, aiutando le forze dell'ordine locali ad eseguire efficacemente le loro indagini. Google lavora per combattere lo sfruttamento dei minori già dal 2006, quando ci siamo uniti alla coalizione tecnologia, collaborando con altre società del settore tecnologico per sviluppare soluzioni tecniche".
"Da allora - spiega Fuller - abbiamo fornito software e hardware per aiutare le organizzazioni in tutto il mondo a combattere le immagini pedopornografiche sul web e aiutare a localizzare i bambini scomparsi. C'è molto di più che si può fare, e Google sta prendendo l'impegno per un altro passo avanti attraverso uno sforzo di 5000 mila dollari per sradicare le immagini di abuso di minori online. Parte di questo impegno andrà a partner globali di protezione dell'infanzia, come il Centro nazionale per bambini scomparsi e sfruttati e la Internet Watch Foundation ".
"Stiamo fornendo un ulteriore sostegno a simili organizzazioni eroiche negli Stati Uniti, Canada, Europa, Australia e America Latina. Dal 2008, abbiamo utilizzato la tecnologia 'hashing' per contrassegnare note immagini di abusi sessuali, che ci permette di identificare le immagini duplicate che possono esistere altrove. Ogni immagine incriminata in effetti ottiene un ID univoco che i nostri computer sono in grado di riconoscere gli esseri umani, senza dover visualizzarla nuovamente".
"Recentemente, abbiamo iniziato a lavorare per incorporare criptate 'impronte digitali' di immagini di abusi sessuali in una base di dati cross-industry. Ciò consentirà alle società, forze dell'ordine e associazioni di beneficenza di collaborare meglio al rilevamento e la rimozione di queste immagini e di agire contro i criminali. Oggi abbiamo anche annunciato un 'Child Protection Technology Fund' di 2 milioni dollari per sviluppare una tecnologia che favorisca lo sviluppo di strumenti sempre più efficaci".
"Il nostro business - conclude Fuller - è di rendere le informazioni universalmente disponibili, ma ci sono certe 'informazioni' che non dovrebbero mai essere create o trovate. Possiamo fare molto per assicurarci che non siano disponibili online e per far si che quando le persone condividono questo tipo di contenuti siano catturati e processati". Il nuovo progetto arriva dopo che le società di ricerca Internet, tra cui la stessa Google, hanno subito forti pressioni politiche per reprimere la pedopornografia online.
Via: Google Blog
Usa: Anonymous attacca pedofili su Twitter, sospesi numerosi profili
Numerosi account Twitter sospesi e una inchiesta per pedofilia in Usa: è il risultato di una campagna del collettivo hacker Anonymous, che ha violato una trentina di account del social network, scovando un traffico di foto di abusi su minori. Gli hacktivisti tornano quindi attivi sul social network che recentemente aveva chiuso l'account @YourAnonNews. La profondità del problema si è rivelata alla vigilia di Natale, quando gli attivisti del gruppo Anonymous hanno iniziato una campagna chiamata "Operation Pedo Hunt".
Alleanza internazionale di 48 paesi per sconfiggere la pedofilia online
Il 5 dicembre la Commissaria europea per gli Affari interni, Cecilia Malmström, e l’Attorney General degli USA, Eric Holder, hanno lanciato l’Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di minori online, un’iniziativa che associa i responsabili politici di tutto il mondo per individuare e assistere meglio le vittime e punire i colpevoli. Hanno presenziato l’evento ministri e alti funzionari dei 27 Stati membri dell’Unione e di altri 21 paesi (Albania, Australia, Cambogia, Croazia, Georgia, Ghana, Giappone, Moldova, Montenegro, Nuova Zelanda, Nigeria, Norvegia, Filippine, Serbia, Repubblica di Corea, Svizzera, Thailandia, Turchia, Ucraina, Stati Uniti d’America e Vietnam).
I paesi che partecipano all’Alleanza si impegnano a realizzare una serie di obiettivi strategici e a combattere in modo più incisivo gli abusi sessuali di minori online intensificando la cooperazione internazionale. “Quando parliamo di materiale pedopornografico parliamo di bambini che soffrono e che subiscono, impotenti, le sevizie dei loro carnefici. Una volta online, questo materiale si perpetua nel tempo. È nostra precisa responsabilità tutelare le giovani vittime e punire i colpevoli dovunque si trovino. L’unico modo per riuscirci è fare fronte comune per coordinare e intensificare meglio la nostra azione in tutto il mondo”, ha affermato Cecilia Malmström.
“Con l’Alleanza mondiale disporremo di mezzi più efficaci per consegnare quanti più colpevoli alla giustizia, individuare le vittime e garantire loro aiuto e sostegno”, ha commentato Eric Holder. “Questa iniziativa ripercorre i successi di precedenti operazioni di polizia internazionali, grazie alle quali sono state sgominate reti di pedofili mondiali, e permetterà di tutelare un maggior numero di minori nel mondo.” Si stima che siano oltre un milione le immagini pedopornografiche attualmente in Rete. Secondo l’UNODC, l’agenzia delle Nazioni Unite contro la droga e la criminalità, ogni anno vengono messe online 50 000 nuove immagini di abusi su minori.
Nessun paese può sconfiggere da solo questo flagello, perché le reti di pedofili online non conoscono confini e prosperano grazie alle falle degli ordinamenti e alla mancanza di scambi di informazioni tra i paesi. Ecco perché la cooperazione internazionale è fondamentale per indagare efficacemente i casi di pedopornografia online e individuare i perpetratori. Le conquiste dell’Unione in questo settore spaziano su più fronti. Di particolare rilievo, le due direttive contro la tratta di esseri umani (direttiva 2011/36/UE) e contro l’abuso, lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile (direttiva 2011/92/UE) che armonizzano l’azione penale contro i perpetratori e rafforzano la protezione delle vittime e la prevenzione.
Per approfondimenti: http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm
Via: Europa
Per approfondimenti: http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm
Via: Europa
Ue, pronta a stringere una Rete di sicurezza a tutela dei minori online
L’Europa ed i suoi 27 governi devono stringere una rete di sicurezza per i minori esposti ai pericoli del Web, che è opportunità di crescita sociale ma anche quel mondo virtuale in cui è alto il rischio di cyberbullismo e pedopornografia tanto che il 15% dei ragazzi di età compresa tra i 10 e i 17 anni riceve qualche tipo di proposta sessuale e il 34% si imbatte in contenuti di cybersex senza averli cercati.
La plenaria del Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza per alzata di mano una relazione sulla «Tutela dei minori nel mondo digitale» preparata dall’eurodeputata Pd Silvia Costa, in cui tra l’altro si richiede un maggior coordinamento tra gli stati membri e si arriva ad auspicare che «la responsabilità sulla tutela dei minori a fronte di cyber-reati sia presidiata dalle forze dell’ordine».
«La penetrazione di Internet tra i bambini e gli adolescenti europei è cresciuta in misura esponenziale, con una velocità che supera la capacità del legislatore, tanto nazionale che europeo, di stare al passo con le problematiche che essa pone» osserva Costa, secondo la quale punto focale della relazione è la collocazione dei diritti del bambino come tema trasversale in tutte le politiche Ue. A favore della iniziativa, tra gli altri, si sono schierati tanto Pdl e Idv.
Per Andrea Zanoni (Idv) per la protezione dei minori nel web «l’Europa sta facendo tanto, ma ci vuole più coerenza generale e strumenti precisi per evitare che i bambini diventino vittime e non fruitori dei nuovi media». E per Marco Scurria (Pdl) con l’approvazione del rapporto «abbiamo posto le basi per adottare una metodologia più efficace, volta a contrastare la diffusione di materiale illecito su internet attraverso il potenziamento degli attuali meccanismi interni, come le hotlines nazionali, per aiutare gli adolescenti in difficoltà, e gli alert per i genitori».
Neelie Kroes scrive: "Proteggere i bambini è una priorità per tutti noi. Siamo tutti consapevoli dei rischi che i bambini devono affrontare on line, tutti noi vogliamo evitarli a loro, e tutti noi vogliamo farlo senza perdere i numerosi vantaggi di un mondo aperto e innovativo online - benefici per grandi e piccini. Sono felice che molte aziende stanno prendendo sul serio, e prepararsi a questa opportunità".
Fonte: ANSA
Via: La Stampa
Pedofilia/ nascosti nel Deep Web: torture e violenze su bimbi, 10 arresti
Si nascondevano nel "deep-web", quella parte della Rete che, per le sue caratteristiche, garantisce l'anonimato perché non indicizzata dai motori di ricerca, rendendo difficilmente rintracciabili sia i contenuti che i navigatori. In questa sorta di limbo senza regole si scambiavano video e foto di bambini, raccontandosi anche lo loro "esperienze", dando vita così a una vera e propria comunità virtuale di pedofili, nella quale si davano consigli sulle tecniche per adescare i minori, le sostanze stupefacenti da somministrare per evitare che si ribellassero o memorizzassero i soprusi subiti.
Al termine dell'operazione "nessun dorma" gli agenti della polizia postale di Salerno hanno individuato e arrestato dieci persone. I poliziotti, agendo come cyber-infiltrati, sono riusciti a carpire i segreti del gruppo, facendo emergere la loro organizzazione e le regole che ne disciplinavano l'appartenenza. Gli agenti hanno effettuato anche decine di perquisizioni in tutta Italia, riuscendo a mettere le mani sul più grande archivio mai scoperto nel nostro Paese: più di 5 milioni di file tra video e foto, molti dei quali inediti.
Tra questi molti ritraggono neonati sottoposti a violenze sessuali e torture. Tra gli indagati anche una donna siciliana che ha realizzato e pubblicato fotografie che la ritraggono mentre, vestita da suora, compie atti sessuali con il proprio figlio di otto anni. Il materiale era ben catalogato e suddiviso in sezioni. Nella parte denominata "soft" erano archiviate immagini di bambini nudi; in quella "hard" c'erano le violenze; nella sezione "hurt" i documenti relativi alle violenze sessuali e torture mentre in quella denominata "death" le apparenti uccisioni dei bambini violentati.
Per entrare a far parte della comunità l'aspirante adepto doveva installare un software dedicato per l'accesso alla rete; una volta entrati potevano creare il proprio spazio solo dopo essere stati invitati dai promotori del gruppo. Infine, per accedere ai contenuti dovevano individuare, attraverso il passaparola con gli altri iscritti, gli indirizzi web dove andare a scaricare il materiale pedopornografico in quanto nella rete i contenuti non sono indicizzati e quindi non rintracciabili dai motori di ricerca.
Se si trasgredivano le rigide regole interne si veniva esclusi dalla comunità. L'indagine della Postale della Campania è stata possibile grazie alle innovative tecniche investigative utilizzate, con la sperimentazione di nuovi software che hanno permesso nuove forme di intercettazioni telematiche. Il ruolo decisivo lo hanno avuto comunque alcuni agenti che, autorizzati ad infiltrarsi nella comunità, hanno acquisito le prove necessarie a identificare i singoli pedofili.
Fonte: Polizia di Stato
Anonymous lancia #OpPedoChat, pubblicati nomi e indirizzi dei pedofili
Il collettivo hacker Anonymous ha annunciato l'inizio di una nuova campagna che vede come bersaglio i forum e i siti che pubblicano e condividono immagini di minori. In un video su YouTube pubblicato l'8 luglio, un programma voice-to-speech legge una dichiarazione sostenendo che Anonymous "ha lo scopo di diminuire se non di eliminare questa piaga da Internet". Il nome in codice di questa nuova operazione è #OpPedoChat. "Recentemente è venuta alla nostra attenzione un'ondata di siti web dedicati ai pedofili per la chat e la condivisione di foto. Questi pedofili sostengono apertamente concetti come 'man-boy love'", spiega Anonymous nel video.
Pedofilia: manca banca dati, 30% adolescenti molestato in chat room
Un "olocausto silenzioso". Così definisce il fenomeno pedofilia Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, nella IV Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, organizzata dall'Associazione presso l'Istituto Tommaso Salvini di Roma. "In Italia manca ancora una banca dati sul fenomeno della pedofilia. Ancora, purtroppo, non sono stati messi in campo quegli strumenti utili ad affrontare concretamente il fenomeno della pedofilia e della pedopornografia", scrive Caffo. Due minori su tre vittime di abusi sessuali.
"Nel 2010 sono 574 i casi di abusi sessuali su minori denunciati. Negli ultimi sei mesi, Telefono Azzurro, tramite le linee telefoniche di ascolto dei minori e la linea d'emergenza 114, è intervenuto su 3.956 casi segnalati dall'intero territorio nazionale", continua Caffo. "Ancor più allarmante il fatto che più di un terzo dei bambini che hanno vissuto un abuso sessuale da parte di adulti lo ha taciuto e ben 4 ragazzi su 5, vittime di abusi da parte di coetanei, lo ha tenuto segreto. Anche la rete può essere un pericolo: il 30% degli adolescenti ammette di essere stato molestato in una chat room".
"Queste cifre ci fanno capire come vi sia un sommerso da far emergere con estrema urgenza. Possiamo parlare di un vero e proprio olocausto silenzioso. E' necessario conoscere, capire, per prevenire e difendersi. E' questo il senso della nostra giornata", aggiunge il presidente di Telefono Azzurro. Durante l'incontro, 100 alunni della scuola hanno incontrato magistrati, rappresentanti del Ministero dell'Istruzione e dell'Interno, delle Forze dell'Ordine e della Polizia Postale, esperti del fenomeno dal punto divista medico scientifico e giornalisti, per conoscere la natura della pedofilia, capire come riconoscere l'abuso, a chi rivolgersi quando se ne intravede la natura.
"Bene hanno fatto il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano e il Ministro della Giustizia, Paola Severino, a ricordare come, oltre alle leggi, è necessaria una concreta opera di educazione e prevenzione per l'effettivo contrasto della pedofilia. Telefono Azzurro, quotidianamente, offre ascolto e supporto, anche attraverso la linea d'emergenza 114, proprio per essere parte integrante di una rete formata da Istituzioni, Associazioni, Società civile, a tutela di bambini e adolescenti", conclude Caffo. Telefono Azzurro, quotidianamente, offre ascolto e supporto, anche attraverso la linea d'emergenza 114.
Web: allarme minori, 1 su 3 ha incontri con gente conosciuta in Rete
Un ragazzo su tre (31%) tra i 16 e 17 anni ammette di avere avuto incontri, anche intimi, con persone conosciute in rete. Sono i dati diffusi da Save the Children in occasione della 'Safer Internet Day', la giornata sulla sicurezza sul web che si celebra oggi. Dati ancora piu' allarmanti sono quelli che riguardano la pedopornografia: il 78% delle vittime ha meno di 12 anni, il 4% meno di 3-4 anni. Rimuovere un sito pedopornografico richiede in media 719 ore, contro le 3,5/4,5 per i siti dediti ad operazione finanziarie illegali.
Op Darknet, Anonymous rivela gli indirizzi IP di 190 presunti pedofili
Circa 190 indirizzi IP di presunti pedofili sono stati pubblicati da Anonymous, nell'ambito dell'Operazione Darknet, accompagnata dalla hashtag Twitter # OpDarknet, che avrebbe lo scopo di censurare la pedopornografia, ma anche di liberare i server che garantiscono l'anonimato da chi li usa "impropriamente". La pubblicazione degli indirizzi IP, che teoricamente permettono di risalire all'identità e all'indirizzo degli utenti a cui corrispondono, è solo l'ultimo atto di questa battaglia moralizzatrice, che ha già prodotto nelle scorse settimane l'oscuramento di una quarantina di siti pedoporno tramite server Freedom Hosting, tra cui quello chiamato Lolita City, via attacco DDoS.
Telefono Arcobaleno: siti pedopornografici aumentano 47% nel 2011
Non si arresta la crescita dello sfruttamento sessuale dei bambini su internet. L’Osservatorio Internazionale di Telefono Arcobaleno ha pubblicato il report di settembre sulla pedofilia on line che, ancora una volta, testimonia le dimensioni e la costante crescita del mercato criminale più fiorente della new economy. Nei primi nove mesi dell’anno 2011, Telefono Arcobaleno ha individuato e segnalato più di 54.000 siti, arrivando a superare il totale dei siti segnalati nell’intero anno precedente.
La maggior parte della pedopornografia parte dall’Europa, in particolare dai Paesi Bassi che, oltre ad ospitare più del 35% dei siti pedofili segnalati da gennaio a settembre (19.107), sono lo Stato che registra l’aumento più significativo di tali materiali rispetto all’anno precedente. A fruire di un’offerta così vasta, sono pedofili tecnologicamente attrezzati ed evoluti: dall’analisi di un campione degli accessi ad uno dei numerosi siti illegali individuati dagli operatori di T.A. emerge che circa 1/3 degli utenti fa uso di smartphone oppure adopera hardware e sistemi operativi di ultima generazione.
Più della metà degli utenti, accede al sito in esame attraverso due Discussion Board, siti di discussione, utilizzati dal pedobusiness come punti assolutamente stabili di promozione e di accesso ai siti pedofili a pagamento e di divulgazione promozionale di materiali pedo-pornografici gratuiti. Queste prime informazioni ricavate dall'analisi dei file di log di un singolo sito - dichiara Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno - evidenziano le potenzialità di tali tecniche e l'impulso che potrebbero dare alla ricerca criminologica e all'attività investigativa in materia di pedofilia".
L’attività di hunting di Telefono Arcobaleno è finalizzata a contrastare con ogni mezzo la produzione, il commercio e la diffusione sul web delle immagini delle violenze sessuali sui bambini in una logica di assoluta priorità della tutela delle vittime. Il rapporto completo è disponibile in PDF a questo indirizzo.
Attacco hacker del gruppo Lulz Security a forum pedopornografico
I cyberattivisti della Lulz Security hanno diffuso su Pastebin oltre settemila user name (comprensivi di indirizzi e-mail) e password di accesso ad un forum densetsu.com, utilizzato dai suoi frequentatori per caricare, condividere e scambiare disegni lolicon ma anche fotografie a carattere pedopornografico. Lo stesso forum è stato "defacciato" dagli hacktivist che, non accontentandosi di sottrarre i dati sensibili dei frequentatori, hanno sostituito molte immagini “incriminate” e diversi post con i propri loghi e le rivendicazioni dell’incursione.
Video choc di violenze su bambini, sgominato giro di pedofili online
Hanno diffuso su Internet centinaia di video che mostravano violenze sessuali compiute su minori, anche bambini in tenerissima età. Quattro le persone arrestate dalla polizia postale di Udine per divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico attraverso internet. L'indagine è nata sulla base di tracce informatiche pervenute dalla polizia criminale tedesca del Baden-Wuettemberg attraverso i canali di cooperazione internazionale.
Il lavoro investigativo, iniziato nel dicembre 2009, ha portato all'identificazione di 257 internauti che hanno diffuso video di violenze sessuali verso minori anche in tenerissima età, utilizzando programmi di file sharing. Tra di loro alcuni recidivi. Il pm titolare dell'indagine, il sostituto procuratore Lucia Baldovin ha quindi emesso i provvedimenti di perquisizione locale e personale nei confronti degli indagati.
Le indagini su tutto il territorio nazionale, che sono state coordinata dal centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia on-line della polizia postale e dagli investigatori di Udine ed effettuate nei mesi di marzo e aprile scorso, hanno permesso di sequestrare diverse centinaia di supporti informatici e numerosi ritagli di articoli di giornali aventi ad oggetto violenze su minorenni, tracce utili per le analisi forensi.
Durante la fase esecutiva dell'operazione, che ha coinvolto 85 uffici provinciali della Polizia Postale e delle Comunicazioni, sono state arrestate 4 persone tra gli indagati e le altre sono state denunciate a piede libero; tra le stesse sono state individuate anche 14 persone che erano già state perquisite poco tempo prima per analoghi reati.
Terza Giornata Nazionale contro la pedofilia, in Italia è ancora tabù
La pedofilia in Italia è un fenomeno sommerso, intriso di silenzio e di scarsa sensibilizzazione e prevenzione. Un fenomeno che nel nostro Paese è ancora un tabù, che spesso è meglio non svelare. Per vergogna, paura o inadeguato sostegno. Non è così negli altri Paesi. Secondo il dossier Child Maltreatment, pubblicato ogni anno, nel 2009 negli Stati Uniti sono stati segnalati circa 65mila abusi sessuali; in Inghilterra, stando ai dati del Department for Education, 2000; in Francia 2800. E in Italia? Solo 492, secondo l'Istat. Un gap troppo grande, che non rende giustizia alla reale incidenza della pedofilia, complici una serie di fattori concatenati. "Non c'è una rete unificata delle varie banche dati, dichiara il Presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo - gli unici dati ufficiali sono quelli che arrivano alle nostre linee di ascolto e al 114, il numero di emergenza per l'infanzia del ministero per le Pari Opportunità". Difficoltà di raccolta dei dati da un lato e mancanze di denunce dall'altro. Perché spesso si preferisce soprassedere, fare finta che non sia successo niente. L'allarme lanciato da Telefono Azzurro è chiaro. Nel triennio 2008-2010, all'associazione sono state riferite 570 situazioni di abuso sessuale, una media di 191 casi all'anno. "Oltre alla parzialità dei dati, siamo costretti a registrare un grave ritardo legislativo - spiega Caffo -. In tal senso, Telefono Azzurro auspica che si concluda quanto prima l'iter di ratifica della Convenzione di Lanzarote, giunto ormai alla fase conclusiva". Già 570 i siti finiti nella black list dei siti internet dai contenuti illeciti, operativa da circa 3 anni e sono tantissimi i casi di adescamento di minori tramite chat line o telefonini di nuova generazione.
Operazione contro la pedofilia on-line, 97 indagati in 28 nazioni
Operazione 'Phantom' contro la pedofilia su Internet compiuta dalla Polizia Postale di Catania in collaborazione con i colleghi brasiliani e il coordinamento del CNCPO di Roma. La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha disposto diverse perquisizioni domiciliari in varie citta' d'Italia nei confronti di 9 soggetti italiani indagati per divulgazione di video pedo-pornografici mediante la rete internet. A Roma, nel corso delle attivita', spiega una nota della Polizia, uno degli indagati e' stato tratto in arresto in flagranza di reato. L'indagine del Compartimento Polizia Postale di Catania, ha riguardato il contrasto della divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet tramite il programma peer-to-peer emule. In particolare, mediante un sofisticato programma, messo a punto dalla polizia brasiliana, sono stati identificati 97 utenti in ventotto Paesi (Germania, Brasile, Italia, Russia, Francia, Stati Uniti, Canada, Spagna, Polonia, Danimarca, Cina, Olanda, Giappone, Argentina, Svizzera, Belgio, Ucraina, Bahrein, Inghilterra, Venezuela, Bulgaria, Egitto, Austria, Slovacchia, Svezia, Messico, Slovenia, Portogallo) che, in un dato periodo, avevano divulgato almeno 20 file pedopornografici. Gli indagati acquisivano e diffondevano sulla rete internet video di pornografia minorile, utilizzando il citato software di file sharing. Le citta' interessate dalle perquisizioni in Italia sono state: Catania, Firenze, Milano, Pesaro, Roma, Sondrio, Teramo, Treviso e Trieste. L'arrestato un 41enne, impiegato, di Roma deteneva oltre 14.000 file, immagini e video, contenenti scene di sesso esplicito tra adulti e soggetti minori tra i 5 ed i 6 anni. Numeroso il materiale informatico sequestrato durante le perquisizioni.
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