E' stata inaugurata ieri sera dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, e dal premier turco, Recep Tayyip Erdogan, l’edizione 2011 della fiera mondiale del CeBit, che resterà aperta ad Hannover fino a sabato. Oltre 4.200 espositori provenienti da 70 paesi daranno vita all'appuntamento con l'elettronica, dove non manca la presenza italiana con 54 imprese, secondo l’Ice.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
Incubo Gmail, cancellata la posta di 150.000 utenti
Entrare nella propria casella di posta elettronica e trovarla completamente vuota: l'incubo è diventato realtà lunedì per centinaia di migliaia di utenti di Gmail, la casella di posta elettronica di Google. I malcapitati, alcuni dei quali hanno manifestato il proprio malcontento su Twitter rendendo così di dominio pubblico la notizia, dopo essere entrati con nome utente e password hanno avuto la sorpresa di trovare le proprie caselle elettroniche svuotate dei messaggi e degli allegati, in alcuni casi perdendo il lavoro di anni e trovando come unici messaggi quelli di benvenuto da parte di Gmail. Google, tramite un comunicato, ha confermato i problemi e ha riferito che gli utenti colpiti dal bug sono 150.000 (lo 0,08 per cento del totale), mentre secondo le prime stime si trattava di mezzo milione, pari allo 0,3 per cento. Assicura inoltre di essere già al lavoro per rimediare al bug, ma nel contempo avverte: non tutti i messaggi (e i relativi allegati, spesso la cosa più importante) potrebbero essere recuperabili. Google informa gli utenti sullo stato di avanzamento dei lavori tramite una pagina web dell'Apps Status Dashboard. Ben Treynor, vice presidente dell'engineering e responsabile dell'affidabilità del sito, si è scusato per l'inconveniente e ha dichiarato che l'azienda si aspetta di recuperare i dati persi in breve tempo. L'azienda non ha precisato le cause, ma ha detto che il servizio Google Mail è già stato ripristinato per alcuni utenti e che i messaggi mancanti saranno recuperati per tutti gli utenti "nel prossimo futuro", per quanto si tratti solo "di una stima" sui tempi del recupero.
Tlc: Adoc lancia campagna contro la tassa di concessione governativa
A seguito della recente giurisprudenza tributaria, che ha definito impropria l’applicazione della tassa di concessione governativa, l’Adoc lancia la campagna contro la suddetta tassa, illegittimamente prevista per gli abbonamenti privati e business dei telefoni cellulari. Pertanto l’Adoc mette a disposizione dei consumatori una lettera di diffida per richiedere il rimborso di quanto pagato negli ultimi tre anni, calcolando per i contratti privati 5,16 euro al mese moltiplicato per 36 mesi (per un massimo di 185,76 euro), per i contratti business 12,91 euro al mese per lo stesso periodo (per un massimo di 464,76 euro).
La diffida va inviata alla propria compagnia telefonica presso la sede legale a mezzo raccomandata A/R, e per conoscenza all’Adoc anche via fax o posta elettronica. Ricordiamo che è necessario allegare copia delle fatture e delle ricevute di pagamento. Le lettere di diffida sono disponibili online sul sito dell’Adoc o a questo link in formato .pdf e presso le sedi territoriali, dove è possibile rivolgersi per qualsiasi chiarimento in merito. La tassa di concessione governativa è un’anomalia del mercato telefonico italiano. Le associazioni consumatori la chiamano, senza mezzi termini, “assurdità anacronistica”, visto che è stata concepita dallo Stato come tassa di lusso. Già, risale al periodo in cui avere un cellulare era un lusso.
Ora ovviamente non lo è più ma per lo Stato non è facile rinunciare a questa tassa, il cui importo entra interamente nelle sue tasche. Niente va agli operatori, che così non sono tenuti a dare informazioni dettagliate (qui alcuni dettagli tecnici sulla tassa). Si applica solo gli abbonamenti e quindi l’utente non deve pagarla se ha una prepagata (neanche se ha opzioni di ricarica obbligatoria). Da un paio di anni, però, alcuni operatori hanno cominciato a rimborsare la tassa, per sostenere il mercato degli abbonamenti. In Italia, infatti, quest’ultimo è molto ridotto (circa il 15 per cento delle utenze), proprio a causa della tassa.
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