Expedia denuncia Google alle autorità di regolamentazione della UE


Anche Expedia contro Google con una specifica accusa specifica presso la Commissione Europea. Il watchdog UE sta ora indagando sul motore di ricerca più famoso al mondo dopo i rivali, tra cui Microsoft, che ha accusato Google di abuso di posizione dominante nel mercato dei motori di ricerca web. 

Il Commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia ha dichiarato all'inizio di questa settimana che avrebbe deciso dopo Pasqua se far pagare Google o far cadere formalmente l'inchiesta. Expedia ha detto che aveva i dettagli di attività specifiche e pratiche di ricerca da Google che hanno violato la concorrenza europea e le leggi di tutela dei consumatori. 

"La denuncia offre la prova di come un comportamento di Google danneggia non solo la concorrenza, ma i consumatori", ha detto in un comunicato Brent Thompson, vice presidente senior degli affari di governo. "Expedia è convinta che è necessaria un'azione forte da parte della Commissione Europea per ripristinare un mercato equo e competitivo sulla ricerca on-line che rispetta i diritti dei consumatori", ha detto. 

Google ha detto che non è stato ancora informato della denuncia. "Non abbiamo visto la denuncia ancora, ma stiamo lavorando per spiegare come funziona il nostro business, collaborando con la Commissione europea dal momento di questo accertamento", ha dichiarato in un comunicato il portavoce di Google Al Verney. "Perché c'è sempre spazio per migliorare, siamo felici di discutere di eventuali problemi, che la Commissione potrebbe avere", ha detto. 

Ora ci sono 12 denunce, con il watchdog UE, nelle quali la maggior parte dei suoi concorrenti più piccoli in tutta Europa, sostengono che Google ha declassato i loro siti e promosso i propri servizi. Google ha negato di soffocare la concorrenza. Enforcers statunitensi stanno indagando anche Google, che controlla più dei due terzi del mercato della ricerca globale. L'Autorità di regolamentazione dell'UE sulla privacy stanno inoltre vagliando la nuova politica sulla privacy di Google, che è entrata in vigore il 1° marzo.

Fonte: Reuters

Apple Care 2012, chiarezza sulle condizioni di garanzia per i prodotti


Apple ha pubblicato sul proprio sito una tabella nella quale viene fatta chiarezza sui termini della garanzia così come previsti ed intesi dal gruppo per l’utenza italiana. L’iniziativa appare come una risposta all’antitrust italiana, la quale ha multato l’azienda con una sanzione da 900 mila euro in seguito confermata anche dal Tar in base ad una sovrapposizione tra Garanzie previste per legge e la cosiddetta AppleCare. 

"Quando acquisti un prodotto Apple, la garanzia legale prevista dall’Unione Europea ti assicura diritti che si aggiungono a quelli previsti dalla Garanzia annuale limitata di Apple e dall’AppleCare Protection Plan", si legge sulla pagina dedicata. Secondo la tabella ufficiale vi sono molte differenze per ciascuno dei tre tipi di garanzia, fra cui l’assistenza telefonica fornita da Apple, che risulta assente nella garanzia del venditore, per passare a 90 giorni dall’acquisto nell’assistenza Apple annuale, ed infine per 3 anni dall’acquisto. 

Altre differenze fra la garanzia del venditore e le garanzie Apple, sono la possibilità di ricevere assistenza quando si è all’estero, compresa nella garanzia annuale e nell’Apple Protection Plan, invece del tutto assente nella garanzia del venditore. Inoltre, in caso di necessità di assistenza nella garanzia del venditore, il cliente è tenuto a contattare solamente il venditore stesso.

Per quanto riguarda invece la garanzia Apple annuale e l’Apple Protection Plan, il cliente può contattare Apple in entrambi i casi, ottenendo in questo modo una riparazione solitamente più veloce. La Garanzia completa è disponibile all'indirizzo http://images.apple.com/it/legal/warranty/additional_warranty_italy.pdf

Per informazioni sulla normativa europea a tutela del consumatore http://ec.europa.eu/consumers/ecc/contact_it.htm. Per informazioni sulla normativa a tutela del consumatore applicabile in Paesi specifici, vi sono le pagine Additional Legal Rights di Apple su www.apple.com/it/legal/warranty. Per contattare Apple collegatevi alla pagina http://support.apple.com/kb/HE57.

Google Maps in versione 8 bit per Nintendo Nes, ma è un pesce d'aprile


La società di Mountain View ha festeggiato il primo del mese, annunciando una fantomatica variante delle mappe ispirata ai videogame degli anni 80. E per rendere più credibile la notizia, è stato realizzato e pubblicato sul canale Google di YouTube un video in cui i programmatori spiegano come il servizio di mappe sarà a breve disponibile in versione 8 bit. Questo grazie ad una presunta cassetta da inserire nel Nintendo Nes in grado di portare tutte le potenzialità di Google Maps nella celebre console.  

Il tutto è illustrato in un video in cui gli ingegneri di Mountain View spiegano come funziona la novità. Inoltre, andando sul sito di Google Maps, la versione in 8 bit può essere attivata cliccando su un'apposita finestra, con tanto di indicazioni stradali e street view. 

"Google Maps è ora disponibile per 8-bit Nintendo Entertainment System (NES). Disponibilità in Google Store è TBD, ma si può provare sul vostro browser andando a http://maps.google.com e cliccando su 'Quest' nell'angolo in alto a destra della mappa. Anche ... Buon pesce d'aprile 2012!", scrive Google. 

Il Nintendo Entertainment System (NES) è una console a 8 bit lanciata da Nintendo nel 1983 in Giappone con il nome di Family Computer o con la contrazione Famicom, nel 1985 negli Stati Uniti e nel 1986 nel resto del mondo. È considerato il sistema che risollevò l'industria dei videogiochi dopo la crisi del 1983. 

Questo grazie al successo di titoli come Super Mario Bros., Super Mario Bros. 3, The Legend of Zelda, Excitebike, Metroid, Ninja Gaiden e Castlevania, di livello qualitativo superiore a quello dei giochi per le altre console domestiche del tempo; inoltre ha influenzato il design e gli standard delle console seguenti, partendo dal sistema di controllo. Infine, con il NES la Nintendo ha introdotto un modello lavorativo oggi adottato da tutti, ovvero di licenziatare "terze parti" per lo sviluppo di software.