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Prestiti legati a polizze: AGCM indaga su Findomestic, Agos e Cardif


Agos, Findomestic e Cardif nel mirino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) per pratiche commerciali scorrette. I due distinti procedimenti istruttori, avviati anche a seguito di una segnalazione dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), intendono approfondire sulle condotte poste in essere su finanziamenti condizionati a polizze assicurative prive di legame con i finanziamenti stessi, creando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, violando il Codice del Consumo. I funzionari dell’Autorità hanno condotto ispezioni nelle sedi delle società insieme agli uomini del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Antitrust: spot Uliveto e Rocchetta ingannevole, multa per 130mila €


Arriva la mannaia dell'Antitrust sulla pubblicità dell'acqua minerale Uliveto e Rocchetta che ha inflitto una multa di 100 mila euro alla Co.ge.di International in qualità di proprietaria del marchio, mentre con altri 30 mila euro è stata sanzionata la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) "colpevole" di aver supportato con il proprio logo i noti messaggi pubblicitari.

RC auto, Facile.it: in ultimo trimestre aumenti prezzi superiori a 11%


Secondo il periodico focus pubblicato da Facile.it, negli scorsi tre mesi si sono registrati aumenti dei prezzi dell’RC auto che hanno superato l’11%. Palermo è la città dove i premi RC auto sono cresciuti di più (fino all’11,4%), a Torino si sono ridotti anche del 13,8%, mentre Napoli ha fatto registrare diminuzioni che arrivano all’8,5%. Poco cambia per i neopatentati e, in generale, per i giovani automobilisti italiani, eccezion fatta per quelli residenti a Roma; per loro il costo della copertura è aumentato del 2,5%. 

A Palermo i premi RC auto sono cresciuti fino all’11,4%, a Torino si sono ridotti anche del 13,8%, Napoli fa registrare diminuzioni che arrivano all’8,5%; poco cambia per i neopatentati e, in generale, per i giovani automobilisti italiani. Questi, in estrema sintesi, i risultati del Focus trimestrale sui costi RC auto condotto da Facile.it, sito leader nella comparazione di polizze, che ha preso in esame alcuni profili di automobilista* in 8 delle principali città italiane (Milano, Torino, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo) confrontando le tariffe in vigore a maggio con quelle di febbraio 2013. 

"Nell’ultimo trimestre - afferma Mauro Giacobbe, Responsabile business unit assicurazioni di www.facile.it - i premi RC auto si sono mossi con due velocità. In linea generale le variazioni sono state molto più contenute rispetto alla rilevazione precedente, ma evidenziamo da un lato l’inizio di una rimodulazione al ribasso delle tariffe in vigore a Napoli e, dall'altro, un forte aumento per i profili più virtuosi a Palermo". 

L’indagine di Facile.it registra una sostanziale immobilità dei premi riservati al profilo 3, quello di giovani e neopatentati: solo Roma fa segnare un +2,5% nelle tariffe dedicate a questa tipologia di automobilista che, nelle altre città campione, o non ha subito alcuna variazione nel miglior premio disponibile o un ribasso di appena lo 0,3%. Le compagnie, invece, hanno imposto variazioni radicali (in positivo o in negativo in base alla città) sia al profilo maschile sia a quello femminile. 

Nei capoluoghi settentrionali presi a campione, al profilo maschile (profilo 1) sono stati riservati sconti tariffari in percentuali comprese fra il 3,3% di Bologna ed il 5% di Verona, con riduzioni del 4,9% a Milano. D’altro canto, e nonostante si tratti di una categoria virtuosa, i costi della copertura RC auto sono aumentati per loro del 4,2% a Firenze e addirittura dell’11,4% a Palermo. Unica eccezione nel meridione è Napoli, dove il miglior premio disponibile a maggio è inferiore dell’8,4% rispetto a quello acquistabile a febbraio. 

Per quanto riguarda i premi riservati alle automobiliste che rientrano nel profilo campione (profilo 2), Facile.it ha rilevato oscillazioni ancora più ampie. Milano e Verona non hanno registrato alcuna variazione nel miglior prezzo disponibile, mentre lo stesso è diminuito a Firenze (-2,6%), Napoli (-8,5%) e Torino (-13,8%) ed aumentato a Roma (+1,6%) e, ancora una volta, a Palermo (+8,5%). 

Dal Focus di Facile.it (la cui infografica riassuntiva è disponibile a questo indirizzo: http://www.facile.it/infografica/premi-rc-auto-a-due-velocita.html) emerge come la cresciuta età media del parco auto italiano influenzi la scelta di ricorrere o meno a coperture aggiuntive. Quella su furto e incendio, chiaramente più adatta ad auto nuove, arriva quasi a dimezzarsi passando dal 21,18% di febbraio al 12,86% di maggio; quella sull’assistenza stradale, più comune fra i veicoli circolanti da diverso tempo, continua a crescere e viene richiesto oggi da quasi il 49% degli automobilisti che vogliono completare la loro polizza auto con una copertura aggiuntiva.

* Il Focus Facile.it ha preso in esame i prezzi disponibili sul mercato il 27/05/2013 e il 27/02/2013 per i seguenti profili:

1) Uomo/40 anni/Diplomato/Sposato/Guida una Ford Focus 1.6 Diesel/Prima classe di merito/Nessun sinistro denunciato negli ultimi 5 anni.
2) Donna/35 anni/Diplomata/Sposata/Guida una Opel Corsa 1.4 Benzina/Quarta classe di merito/Nessun sinistro denunciato negli ultimi 5 anni.
3) Uomo/19 anni/Studente/Single/Guida una Fiat Punto 1.3 Diesel/Neopatentato quattordicesima classe di merito/prima assicurazione.

Link: Sezione assicurazioni Facile.it
Fonte: Facile.it

Nasce Cloud Object Storage di Aruba, massima sicurezza e semplicità


Aruba S.p.A. (www.aruba.it), leader nei servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, lancia un nuovo servizio di Cloud Object Storage, un’offerta innovativa per creare e gestire degli spazi di storage. Il servizio si rivolge ad utenti business e consumatori che hanno necessità di archiviare e gestire ingenti quantità di dati nel modo più sicuro e semplice possibile e risulta una soluzione particolarmente interessante anche per gli sviluppatori, grazie ad una gestione dei dati attraverso il protocollo standard HTTP. 

Ciò che caratterizza l’Object Storage di Aruba è il peculiare sistema di memorizzazione dei dati: esso infatti avviene all’interno di oggetti (object) che, come normali file, contengono i dati ma che, diversamente da questi ultimi, non sono organizzati in modo gerarchico ma sono presenti tutti allo stesso livello. Ogni object, poi, è individuato da un identificativo unico che permette di recuperare i dati senza bisogno di conoscere la posizione fisica che occupano.

Il processo di gestione dei dati salvati è fortemente semplificato dall’utilizzo del protocollo HTTP che non necessita di alcun particolare software per gestire l’accesso allo storage e che lo rende adatto ad una pluralità di scopi tra i quali, per esempio, l’interfacciamento con i dispositivi mobili. La sicurezza è massima grazie al fatto che il sistema di Cloud Object Storage di Aruba mantiene almeno tre copie di ogni file, distribuite su altrettanti server. 

Anche in caso di corruzione di un dato, grazie al sistema di self-healing, esso sarà replicato immediatamente e automaticamente attingendo da una della altre due copie. Tale livello di sicurezza viene assicurato anche grazie al network di data center Aruba, che garantisce la ridondanza di tutti i sistemi e un monitoraggio 24x7 fornito da amministratori di sistema professionisti. Altra peculiarità dell’offerta realizzata da Aruba è il modello di prezzo su cui si basa, unico nel suo genere. 

Infatti, nel piano tariffario pay-per-use non si paga il servizio né in relazione al numero di richieste fatte, né in relazione al traffico in entrata - che quindi è illimitato - ma solo in base alle reali quantità di spazio disco usato su base oraria e al traffico in uscita. Oltre al modello a consumo, sono disponibili tre soluzioni a pacchetto, basate su un costo complessivo per una data quantità di risorse da utilizzare in 30 giorni e con la possibilità, in caso di esaurimento delle risorse, di acquistare un piano tariffario superiore o di passare al pay-per-use.  Ulteriori caratteristiche dell’offerta prevedono: 

• Interoperabilità: Compatibilità con API S3 che consente al cliente di trasferirsi da un provider ad un altro senza cambiare gli strumenti di gestione del proprio storage.
• Localizzazione: Possibilità di archiviare dati nell’area geografica desiderata, grazie alla presenza del network di data center sia in Italia che all’estero (Francia e Repubblica Ceca presto disponibili)  
• Easy Management: Eventualità di una gestione congiunta dei servizi di Cloud Computing ed Object Storage, il cui funzionamento si basa sul saldo del credito sull’account del cliente. 

Stefano Cecconi, Amministratore Delegato di Aruba S.p.A, commenta così la nuova offerta di Cloud Object Storage: “Creando questo servizio, abbiamo pensato alla migliore soluzione in grado sia di soddisfare le esigenze di semplice archiviazione di dati, che di rappresentare il supporto ideale a modelli di business che hanno una grande necessità di spazio disco, senza tutte le relative complessità di gestione. Ci siamo anche impegnati per offrire il massimo livello di sicurezza, limitando al tempo stesso i costi di utilizzo per il cliente con un modello che non lo penalizza nella gestione del suo storage, ma che anzi possa incentivarlo nell’utilizzo.”





Via: Seigradi

Weconomy, C'era una volta il Retail?: è online il terzo Quaderno Logotel


Potenziali clienti di catene alberghiere che “si mettono in proprio” e affittano a prezzi iper-competitivi i propri alloggi (è il servizio Airbnb, disponibile in 26.000 città di tutto il mondo e con un ufficio aperto in Italia da pochi mesi). Potenziali clienti di catene di librerie che, nel momento in cui Fnac scappa dall’Italia, pubblicano direttamente le proprie opere sul Kindle di Amazon, arrivando a occupare una fetta del 20% del mercato dei best seller. Potenziali clienti di catene di casalinghi o altra oggettistica che preferiscono far da sé e mettono in vendita su piattaforme web come Etsy.com le proprie creazioni “hand-made”.

eCircle, poche aziende italiane usano programmi email marketing evoluti


eCircle, società di Teradata (NYSE: TDC), rende noti i risultati dello studio “Email Marketing su ciclo di vita dell’utente. Sogno o realtà per le aziende italiane?” condotto a livello locale con l’obiettivo di ottenere una visione generale sullo stato di evoluzione delle strategie di email marketing in Italia con particolare focus su quei programmi che prevedono comunicazioni personalizzate per consumatori e clienti. 

La ricerca, che ha coinvolto oltre 240 Responsabili Marketing, Marketing Manager e Online Marketing Manager italiani, rivela in primis come le aziende italiane siano ancora poco focalizzate sull’email marketing: circa il 60% dei marketer coinvolti nell’indagine dichiara che in azienda vi è solo una persona dedicata all’attività di email marketing (nel 41,2% dei casi part-time). 

Le aziende italiane si confermano sicuramente meno attive rispetto ad altri Paesi europei, come Germania o Regno Unito, anche per quanto riguarda la personalizzazione di messaggi e contenuti inviati agli utenti, siano essi clienti o potenziali clienti. Sono già un discreto numero i marketer che raccolgono informazioni sul comportamento relativo alla newsletter (59%), informazioni geo-targetizzate (40%) o legate alla navigazione web (30%). 

Di questi però solo meno della metà le utilizza effettivamente per inviare comunicazioni personalizzate ai singoli utenti o a gruppi con caratteristiche analoghe. Perché i marketer non utilizzano i dati raccolti, seppur preziosissimi, per identificare contenuti e informazioni più rilevanti per i destinatari? 

Questo limite è sicuramente da imputare al fatto che in molti casi le aziende non hanno ancora implementato alcuna integrazione tra la piattaforma utilizzata per l’attività di email marketing e gli altri sistemi tra cui CRM, tool di web analytics, piattaforme di gestione del sito e-commerce, piattaforme di social CRM ecc.  Solo il 34,2% dei marketer coinvolti nell’indagine conferma di beneficiare dell’integrazione tra la piattaforma per email marketing e quella di web analytics, mentre la percentuale delle aziende che la integrano con un sistema CRM è ferma al 23% e al 16,7% per le piattaforme di gestione dello shop online. 


In linea con quanto emerso nelle precedenti domande anche la risposta al quesito chiave dello studio “Avete già implementato un programma di messaggi automatici su ciclo di vita del cliente?”. Solo il 18% degli intervistati dichiara di aver già scelto questa strategia mentre la maggior parte (71%) si affida ad una strategia di email marketing ancora molto “basic”. 

Tra i marketer che hanno implementato questi programmi, il 46% si dichiara soddisfatto e ne conferma l’efficacia, con un 38,5% che dichiara di aver ottenuto un aumento delle performance pari al 50%. Tra i principali vantaggi dei programmi di email marketing su “ciclo di vita” i marketer italiani registrano aumento della fidelizzazione (69%), aumento del ROI (50%) e aumento della customer satisfaction (42%). 

“Questa ricerca che ha coinvolto oltre 240 marketer italiani è stata per noi un ottimo strumento d’indagine che può aiutarci a comprendere meglio lo stato di evoluzione del mercato italiano e a prendere di conseguenza importanti decisioni a livello strategico e di business”, ha commentato Maurizio Alberti, Managing Director di eCircle Italia.

“Nonostante le aziende italiane siano ancora piuttosto indietro in ambito email marketing, sono ottimista per il futuro perché i dati della ricerca dimostrano che i benefici apportati da queste azioni in termini di incremento del ROI, fidelizzazione e customer satisfaction vengono effettivamente riconosciuti dai marketer. Un dato molto interessante - prosegue Alberti - riguarda la propensione verso queste tipologie di programmi di email marketing anche da parte delle aziende che non li utilizzano attualmente: il 33% dei marketer che non le ha ancora implementate dichiara di volerlo fare entro prossimi 12 mesi. 

“La sempre maggiore apertura dei retailer stranieri a queste strategie, con evidenti risultati, offre inoltre una forte spinta alle realtà italiane nel seguire questo percorso. La soddisfazione espressa dalle aziende intervistate è fondamentale per la crescita del nostro business”. L’indagine, condotta da eCircle in collaborazione con Human Highway, è stata realizzata durante il mese di settembre tramite una survey online. Per scaricare l’Executive Summary dell’Indagine “Email Marketing su ciclo di vita dell’utente. Sogno o realtà per le aziende italiane?” cliccare qui.


Fonte: Lewiswire

Apple/ Codacons: speculazioni sui prezzi di iPhone 5, segnalati i primi difetti


Durissimo il Codacons contro i listini italiani dell’iPhone 5 decisi dalla Apple, che risulterebbero i più cari d'Europa. I prezzi ufficiali del nuovo telefonino appaiono esorbitanti – spiega l’associazione - 729 euro per la versione da 16 Gb, 839 euro per quella da 32 Gb e addirittura 949 euro per la versione da 64 Gb.

Ma la cosa davvero grave, è che tali tariffe sarebbero ben più elevate rispetto a quelle praticate in tutti gli altri paesi d’Europa. Rispetto a Germania e Francia, ad esempio, agli utenti italiani verrebbero richiesti 50 euro in più per tutte le versioni del telefonino. Una differenza di prezzo che – secondo gli esperti del settore – sarebbe dovuta ad abili strategie commerciali legate all’elevata propensione degli italiani ad acquistare cellulari.

“E’ una forma di speculazione inaccettabile – afferma il Presidente Carlo Rienzi – gli utenti italiani devono ribellarsi e rifiutare di acquistare l’iPhone 5 fino a che la Apple non diminuirà i listini al pubblico, allineandoli alla media europea”.

In queste ore, intanto, sono state raccolte numerose testimonianze sul Web, incentrate sul fatto che il nuovo iPhone 5, così come è stato ricevuto, presenta una serie di piccoli tagli e graffi che hanno inquietato non poco coloro che si apprestano ad acquistare il modello della mela morsicata. Il primo problema emerso è relativo alla scocca in alluminio.

Alcune prove hanno dimostrato come la superficie posteriore dell’iPhone 5 sia infatti soggetta a graffi e che il colore nero sia in ogni caso più vulnerabile rispetto al colore bianco, tuttavia, sono soprattutto i bordi a preoccupare: alcuni utenti avrebbero estratto l’iPhone dalla confezione trovando già alcune piccole ammaccature a rovinare il profilo spigoloso del device.

Un problema ulteriore è dato dal bagliore viola comparso su alcune fotografie, un alone di distorsione cromatica che sembra identificare un problema nella gestione delle luci (flash compreso). Alle segnalazioni degli utenti sui problemi delle mappe, hanno fatto seguito le scuse da parte di Tim Cook e la promessa di un immediato investimento per rendere le mappe più affidabili e qualitativamente all'altezza della concorrenza.

Fonte: Codacons
Via: Web News

E-commerce italiano sembra la ricetta anticrisi del primo trimestre 2012


Il mercato e-commerce Italiano sembra la vera ricetta anticrisi di questo primo trimestre 2012: crescono dell’11% gli utenti attivi online rispetto all’anno precedente. Cresce anche l’export, 21% in più, soprattutto per quanto riguarda turismo e abbigliamento. Nonostante la crescita, gli shop online italiani sono però decisamente in ritardo rispetto ai colleghi europei, in termini di investimento in information tecnology, spesa online, banda larga. Solo il 15% effettua acquisti online, contro una media europea del 43%.

E-commerce: accordo tra Adiconsum e Netcomm per maggiore trasparenza


Il commercio elettronico rappresenta un’opportunità per il consumatore in termini di risparmio di tempo, di soldi, di trasporto. Ma troppe sono le criticità e i disservizi che ancora subiscono i consumatori che effettuano il loro acquisti tramite internet. Adiconsum e Netcomm-Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, hanno siglato un protocollo di collaborazione volto alla risoluzione delle problematiche del settore nell’ottica di una sempre maggiore trasparenza del mercato, del rafforzamento delle tutele del consumatore e di una maggiore concorrenza corretta tra le aziende.

Apple Care 2012, chiarezza sulle condizioni di garanzia per i prodotti


Apple ha pubblicato sul proprio sito una tabella nella quale viene fatta chiarezza sui termini della garanzia così come previsti ed intesi dal gruppo per l’utenza italiana. L’iniziativa appare come una risposta all’antitrust italiana, la quale ha multato l’azienda con una sanzione da 900 mila euro in seguito confermata anche dal Tar in base ad una sovrapposizione tra Garanzie previste per legge e la cosiddetta AppleCare. 

"Quando acquisti un prodotto Apple, la garanzia legale prevista dall’Unione Europea ti assicura diritti che si aggiungono a quelli previsti dalla Garanzia annuale limitata di Apple e dall’AppleCare Protection Plan", si legge sulla pagina dedicata. Secondo la tabella ufficiale vi sono molte differenze per ciascuno dei tre tipi di garanzia, fra cui l’assistenza telefonica fornita da Apple, che risulta assente nella garanzia del venditore, per passare a 90 giorni dall’acquisto nell’assistenza Apple annuale, ed infine per 3 anni dall’acquisto. 

Altre differenze fra la garanzia del venditore e le garanzie Apple, sono la possibilità di ricevere assistenza quando si è all’estero, compresa nella garanzia annuale e nell’Apple Protection Plan, invece del tutto assente nella garanzia del venditore. Inoltre, in caso di necessità di assistenza nella garanzia del venditore, il cliente è tenuto a contattare solamente il venditore stesso.

Per quanto riguarda invece la garanzia Apple annuale e l’Apple Protection Plan, il cliente può contattare Apple in entrambi i casi, ottenendo in questo modo una riparazione solitamente più veloce. La Garanzia completa è disponibile all'indirizzo http://images.apple.com/it/legal/warranty/additional_warranty_italy.pdf

Per informazioni sulla normativa europea a tutela del consumatore http://ec.europa.eu/consumers/ecc/contact_it.htm. Per informazioni sulla normativa a tutela del consumatore applicabile in Paesi specifici, vi sono le pagine Additional Legal Rights di Apple su www.apple.com/it/legal/warranty. Per contattare Apple collegatevi alla pagina http://support.apple.com/kb/HE57.

Tlc, raggiunto accordo per diminuire tariffe roaming in Unione Europea


Grande notizia per chi è stato colpito da tariffe elevate quando ha cercato di utilizzare il proprio cellulare o un tablet all'estero: i membri del Parlamento europeo e i rappresentanti del Consiglio e la Commissione europea hanno raggiunto oggi un accordo preliminare sulle nuove regole dell'UE sul roaming, dopo la proposta della Commissione europea dello scorso anno (cfr. IP/11/835). 

Queste regole porteranno ad una soluzione strutturale e duratura sull'elevato costo di utilizzo di telefoni cellulari e altri dispositivi intelligenti, mentre si è in viaggio nell'UE. Il Parlamento europeo dovrebbe approvare l'accordo nel maggio 2012 e il Consiglio nel mese di giugno, aprendo la strada alle nuove regole per entrare in vigore il 1° luglio 2012. Vengono imposti nuovi limiti di salvaguardia sui prezzi al consumo, tra cui un nuovo meccanismo di price cap per i dati in roaming, che progressivamente abbasseranno i prezzi dagli attuali alti livelli fino a quando i benefici della concorrenza si assesteranno su livelli decrescenti. 

Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea per l'Agenda digitale, ha dichiarato: "I consumatori sono stufi di essere derubati da alte tariffe di roaming. Il nuovo accordo di roaming ci dà una soluzione strutturale a lungo termine, con prezzi più bassi, maggiore scelta e un nuovo approccio intelligente per i dati e la navigazione Internet. I benefici si faranno sentire in tempo per la pausa estiva - e entro l'estate del 2014, le persone possono guardarsi intorno per l'affare migliore". Le regole creeranno una maggiore concorrenza nel mercato del roaming. 

Dal 1° luglio 2014, i clienti avranno la possibilità di guardarsi intorno per trovare il migliore affare e firmare per un contratto separato di mobile roaming, che può essere diverso dal loro fornitore mobile domestico, mantenendo lo stesso numero telefonico. Ogni volta che il cliente attraversa un bordo, il suo telefono passerà alla rete del provider in roaming, che hanno scelto, senza alcuna ulteriore azione da parte loro. I clienti avranno anche la possibilità di selezionare direttamente una rete locale mobile per il roaming di dati nel paese che stanno visitando (maggiori dettagli qui sotto).


Dal 1° luglio 2012, operatori mobili virtuali e rivenditori, che non dispongono di proprie reti hanno immediatamente il diritto di accedere alle reti di altri operatori a prezzi all'ingrosso regolamentati al fine di fornire servizi di roaming (insieme con i servizi nazionali) ai loro clienti. Questo permetterà di creare una maggiore concorrenza tra gli operatori, e quindi di aumentare gli incentivi per offrire ai loro clienti prezzi più interessanti di roaming e servizi. Questa è la prima volta che l'Unione europea ha affrontato l'alto costo del roaming alla radice, introducendo un cambiamento strutturale nel cuore del mercato.

"Le offerte competitive di dati in roaming saranno aperte dalle nuove norme europee di roaming con l'introduzione di nuovi modi di usare il vostro smartphone, netbook o tablet durante i viaggi all'estero. Dal luglio 2014, gli operatori di telefonia mobile in paesi visitati avranno la possibilità di offrire direttamente servizi di roaming dati sulle proprie reti ai viaggiatori, che i consumatori potranno selezionare in anticipo o sul posto", spiega Neelie Kroes. Gli operatori mobili di rete che operano in altri paesi vavranno un incentivo a offrire tali servizi a prezzi vicini ai prezzi nazionali, sulla base dei propri bassi costi di rete nazionali. Secondo le nuove regole, che entreranno in vigore il 1° luglio 2012, i consumatori non pagheranno più di:

  • 29 centesimi al minuto per effettuare una chiamata,
  • 8 centesimi al minuto per ricevere una chiamata,
  • 9 centesimi per inviare un messaggio di testo
  • 70 centesimi per megabyte (MB) per scaricare i dati o navigare in Internet quando si trovano all'estero (costo per Kilobyte utilizzato).

Questi tetti tariffari regolamentati scenderanno progressivamente in modo che il 1° luglio 2014, i consumatori pagheranno per roaming non più di 19 centesimi al minuto per effettuare una chiamata, un massimo di 5 centesimi al minuto per ricevere una chiamata, un massimo di 6 centesimi per inviare un SMS e un massimo di 20 centesimi a megabyte (MB) per scaricare i dati o navigare in Internet quando si trovano all'estero (costo per Kilobyte utilizzato). Inoltre vengono stabilite regole contro il bill shocking, avvisando in tempo l’utente che si trovasse a consumare traffico a pagamento senza averne consapevolezza.

In base alle nuove regole, i consumatori riceveranno informazioni sulle tariffe di roaming quando viaggiano in paesi fuori dell'Unione europea, che li aiuteranno ad evitare più facilmente di incorrere in bollette esorbitanti per l'utilizzo del dispositivo intelligente all'estero. Le nuove norme prevedono l'estensione del sistema di allarme attualmente in vigore nell'Ue. A decorrere dal 1 ° luglio 2012, le persone che viaggiano al di fuori dell'Ue riceveranno un SMS di avviso, email o finestra pop-up quando si avvicinano a € 50 di download di dati, o il loro livello di pre-concordato. I consumatori dovranno confermare che sono d'accordo di andare oltre questo livello per continuare i propri dati in roaming.

Via: Europarlamento

Riflettori Agcom su bollette tutto incluso di telefonia mobile esagerate


Faro dell'Autorità per le Comunicazioni sui casi di bill shock (shock da contro elevatissimo e inaspettato) per le sempre più numerose offerte dei gestori "tutto compreso" per il mobile, che comprendono traffico voce, dati e in alcuni casi anche internet. A quanto apprende l'Adnkronos a oltre due anni dall'ultima sanzione elevata dall'Agcom per inosservanza della delibera 126 del 2007, che introdusse il principio che l'utente deve essere informato dall'operatore in prossimità del raggiungimento del 'tetto' dell'offerta, si moltiplicano i casi di inadempienza e altre multe sarebbero in arrivo. Anche perché l'impianto normativo messo a punto dall'Autorità nel frattempo si è arricchito.

La delibera 326 10/cons, approvata dall'Agcom nel 2010, prevede infatti che dal primo gennaio dello scorso anno la soglia all'avvicinarsi della quale il gestore debba avvertire l'utente includa anche il traffico in roaming. L'operatore ha l'obbligo di avvertire l'utente con un sms o per posta elettronica o con un pop up che si accende sul terminale. L'obbligo si applica per gli utenti residenziali con una soglia di 50 euro (a meno che il cliente non abbia dato indicazioni per alzarla), mentre per le utenze business la soglia si alza a 150 euro. Comunemente i clienti di telefonia pensano che l'obbligo per il gestore di avvertire il cliente all'avvicinarsi della soglia dell'offerta siglata con un pacchetto tutto compreso si riferisca solo a internet, invece la delibera dell'Agcom del 2007 parla chiaramente di "traffico dati", il che vuole dire che sono inclusi gli sms.

Va sottolineato inoltre che la delibera 126 07/cons non fa distinzione tra telefono mobile e fisso nell'introdurre il principio che l'utente può controllare il proprio profilo: prevede che laddove ci sia un servizio contrattato con il gestore in un arco di tempo (1 mese o un bimestre) e c'è la fruizione di un paniere di servizi (bundle), all'avvicinarsi della soglia l'utente deve essere informato. La delibera prevede che l'operatore possa farlo attraverso un sms, mettendo a disposizione chiamate gratuite nei call center o tramite una pagina internet. Le modalità per segnalare presunte inadempienze alla Direzione Tutela dei Consumatori dell'Autorità sono diverse: la modulistica si trova facilmente sul sito internet dell'Agcom per avviare un procedimento formale. Altrimenti per chiedere di possibili strumenti di tutela o altro ci si può rivolgere al contact center (800-185060) che risponde anche allo 081-750750.

Agcom: nel 2011 chiusi 346 procedimenti, sanzioni per 8,1 mln euro


Nel 2011 l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha portato a termine 346 procedimenti con l’irrogazione di sanzioni per un ammontare complessivo di 8,1 milioni di euro. Lo riferisce l’Agcom in un comunicato. In particolare, sono state 60 le sanzioni approvate dal Consiglio su proposta della Direzione Tutela dei Consumatori per un importo totale di circa 3.900.000 euro.

Le principali violazioni contestate - si legge nella nota - riguardano: l’attivazione di servizi non richiesti dagli utenti (1.334.000 euro); i disservizi relativi alle procedure di passaggio tra operatori (468.000 euro); l’illegittima sospensione del servizio e l’interruzione del collegamento telefonico senza fornire all’utenza il preavviso previsto dalle norme regolamentari (406.000 euro); il ritardo nella gestione delle richieste di cessazione dei servizi (348.000 euro); l’inottemperanza agli ordini e alle informazioni richieste dall’Autorità per verificare le denunce di violazione di norme di settore (€ 315.000).

Nel settore dell’audiovisivo i procedimenti conclusisi con sanzione su proposta della Direzione Contenuti Audiovisivi e Multimediali sono stati 264 per un ammontare di circa 2.450.000 euro, così ripartiti: violazioni in materia di pubblicità (affollamento, posizionamento e segnalazione spot): 1.240.000 euro; violazioni degli obblighi di programmazione (33.360 euro); violazione delle norme a garanzia di minori e utenti (messa in onda di trasmissioni pregiudizievoli dello sviluppo fisico, psichico e morale dei minori, e di trasmissioni di contenuto pornografico in fascia notturna): 920.000 euro; violazioni in materia di diritti sportivi: 258.000 euro.

 A 1.500.000 euro ammontano le sanzioni irrogate dall’Autorità su proposta della Direzione Reti e Servizi di Comunicazione elettronica, per aver impropriamente utilizzato specifiche numerazioni in decade 4 per servizi commerciali e di messaggistica aziendale mobile, anziché per servizi interni di rete, in violazione del Piano Nazionale di Numerazione. Nel 2011, infine, l’Ufficio Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) ha concluso 20 procedimenti per mancate comunicazioni, per un totale di circa 250.000 euro.

Fonte: ANSA

Maxi multa contro cartello LCD a Samsung, Sharp e altri 5 produttori


Samsung Electronics Co, Sharp Corp e altri cinque produttori di display a cristalli liquidi hanno accettato di pagare più di 553 milioni dollari per risolvere le richieste dei consumatori e del Regolatore di Stato, per aver creato un cartello internazionale che fissare i prezzi dei dispaly LCD nei televisori, computer portatili e monitor. 

L'ultimo pagamento deriva dalla creazione di un cartello internazionale progettato per gonfiare i prezzi illegalmente e soffocare la concorrenza nei pannelli LCD tra il 1999 e il 2006, che ha colpito il commercio per miliardi di dollari negli Stati Uniti. L'ultima liquidazione comprende 538,6 milioni dollari per risolvere i reclami da "indiretti" acquirenti che hanno acquistato televisori e computer con display LCD, così come le richieste di risarcimento da otto Stati: Arkansas, California, Florida, Michigan, Missouri, New York, West Virginia e Wisconsin, hanno dichiarato dall'ufficio del procuratore generale di New York Eric Schneiderman. 

"Questo sistema di fissazione dei prezzi ha manipolato il campo di gioco per le aziende che rispettano le regole, e i consumatori che pagano dei costi artificialmente più alti per televisori, computer e altri dispositivi elettronici", Schneiderman ha detto in una dichiarazione Martedì scorso. L'accordo prevede che Samsung dovrà pagare 240 milioni di dollari, Sharp 115,5 milioni dollari e Chimei Innolux Corp con sede a Taiwan 110,3 milioni dollari, come dimostrano le carte del pagamento depositato Venerdì alla US District Court di San Francisco. 

Hitachi Display Srl pagherà 39 milioni di dollari, HannStar Display Corp, 25,7 milioni dollari, Chunghwa Picture Tubes Ltd, 5,3 milioni di dollari, e la Epson Imaging Devices Corp, 2,9 milioni di dollari, mostrano i documenti del tribunale. Le sanzioni di stato da pagare sono 6000 mila dollari da Sharp, 5,7 milioni dollari da Chimei, e piccole quantità da Epson, HannStar e Hitachi, ha detto un portavoce di Schneierman.

Via: Reuters

Tlc: Commissione Ue, procedura contro l’italia per infrazione regole


La Commissione Ue ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per la tardiva applicazione del pacchetto telecom, che prevede tra l’altro la possibilità di cambiare operatore mobile in un giorno senza cambiare numero, maggiore chiarezza sulle offerte e i servizi acquistati e maggiore protezione dei dati. Lo comunica la Commissione in una nota. 

Le nuove regole avrebbero dovuto essere recepite entro il 25 maggio. Ma così non è andata e sono 20 gli Stati membri non in regola. La Commissione ha inviato infatti all’Italia e ad altri 19 Paesi membri (tra cui Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo e Olanda) una ‘lettera di messa in mora’, il primo stadio della procedura d’infrazione che può portare fino al deferimento alla Corte di giustizia. 

Gli stati colpiti dalla procedura hanno due mesi di tempo per rispondere, dopo i quali Bruxelles passerà al secondo passo che é il ‘parere motivato’, con cui li obbliga formalmente ad applicare la legislazione in questione. Il cosiddetto pacchetto telecom, o la maxi-riforma delle tlc europee, è stata approvato a novembre 2009 e gli Stati membri avevano fino al 29 maggio 2011 per recepire le sue regole. 

La riforma, che ha creato un’Authority centrale, rafforzato il controllo di Bruxelles sul settore, ha anche ampliato i diritti dei consumatori. In base alle nuove regole si può infatti cambiare operatore telefonico, fisso o mobile, in un solo giorno conservando il proprio numero, ma non solo. 

I cittadini devono essere meglio informati sui servizi che sottoscrivono e devono avere l’opzione di firmare un contratto con gli operatori di telefonia che non duri più di un anno (a differenza dei 24 mesi attuali). Una rapida applicazione, da parte degli Stati membri, di queste norme e' considerata prioritaria dalla Commissione per raggiungere gli obiettivi al 2020 della cosiddetta agenda digitale.

Fonte: Prima Online
Immagine: Pacchetto Telecom

Carburanti, nuova raffica di aumenti si abbatte sui prezzi raccomandati


L'impennata dei prezzi dei prodotti raffinati registrata mercoledi' sul mercato del Mediterraneo si riversa sui prezzi alla pompa. Tornano a muoversi Eni (+0,5 centesimi sulla benzina, +1 centesimo sul diesel), IP (+1 centesimo su entrambi i prodotti), Q8 (+1 centesimo sulla verde, +1,5 centesimi sul diesel), Shell (+1,5 centesimi sulla verde, +2 centesimi sul diesel) e TotalErg (+1 centesimo sulla verde e +2 centesimi sul diesel). 

Movimenti che si fanno sentire sul territorio dove ci si prepara a un fine settimana con prezzi praticati da record. E' quanto emerge dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it effettuato in un campione di stazioni di servizio rappresentativo della situazione nazionale per la rubrica Check-Up Prezzi QE. A livello Paese, la media dei prezzi praticati della benzina (in modalita' servito) va dall'1,548 euro/litro degli impianti Tamoil all'1,557 dei p.v. Eni e Q8 (no-logo a 1,472 euro/litro). 

Per il diesel si passa dall'1,440 euro/litro delle stazioni di servizio Tamoil all'1,452 rilevato negli impianti Q8 (le no-logo a 1,387). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,789 euro/litro registrato nei punti vendita Eni allo 0,799 euro/litro degli impianti Q8 (0,772 euro/litro le no-logo). 

Quanto all'analisi per macroaree (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud) si segnala, ad esempio, che nel Mezzogiorno la benzina raggiunge punte massime di 1,594 euro/litro e il diesel di 1,467 euro/litro. Situazione diversa al Nord-Est dove, nel caso della verde, le compagnie si mantengono mediamente attorno a 1,54 euro/litro con punte minime anche a ridosso degli 1,5 euro/litro.

Via: Adnkronos