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DeoSpace, piattaforma social mondiale della Nuova Evangelizzazione


E' nato DeoSpace, il social network cattolico. “DeoSpace” – dal latino Deo “Dio” e “space” che sta per“cyberspace” – e’ il social network della Nuova Evangelizzazione, una piattaforma social per connettere tutti i fedeli del mondo. DeoSpace ha annunciato il lancio di un social network cattolico mondiale diretto dal Chairman, Card. Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, S.D.B., Coordinatore del Consiglio di Consulenza di Cardinali e Arcivescovo di Tegucigalpa, e dal Presidente, Rev.ma Eccellenza Kevin Farrell, Vescovo di Dallas. 

Il Direttore Generale di DeoSpace  - spiega in una nota la sala stampa vaticana - é Mario Cappello, Presidente dell’Institute for World Evangelization, Associazione di diritto pontificio, con sede a Roma. DeoSpace é un luogo virtuale per tutti coloro che sono (o erano) cattolici e per chi é semplicemente interessato alla Chiesa cattolica. DeoSpace é unico in quanto funge da via di mezzo tra i social network fisici e virtuali: ora i membri delle comunità parrocchiali possono interagire online tra loro ed anche con altre comunità del mondo cattolico. 

Al momento del lancio, DeoSpace sarà disponibile in italiano, spagnolo ed inglese. Potete iscrivervi a DeoSpace sul sito www.deospace.com, selezionando la lingua preferita. DeoSpace é un universo digitale la cui tempistica é perfetta in quanto giunge come risposta alla richiesta di Papa Francesco di un social network cattolico che sia a servizio di tutta l’umanità con l’amore di Cristo: Internet, in particolare, offre maggiori possibilità di incontro e di solidarietà. “«Questa è una cosa buona, è un dono di Dio” – scrive Papa Francesco nel suo messaggio – ...”Attraverso internet, il messaggio cristiano puo’ viaggiare fino ai confini della terra».” (At 1:8). 

Aprire le porte delle chiese significa anche aprirle nell’ambiente digitale, sia perché la gente entri, in qualunque condizione di vita essa si trovi, sia perché il Vangelo possa varcare le soglie del tempio e uscire incontro a tutti. la comunicazione é un mezzo per esprimere la vocazione missionaria di tutta la Chiesa; e le reti sociali sono oggi uno dei luoghi in cui vivere questa vocazione a riscoprire la bellezza della fede, la bellezza dell’incontro con Cristo. Anche nel contesto della comunicazione serve una Chiesa che riesca a portare calore, ad accendere il cuore. (Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali). 

Al lancio, le caratteristiche di DeoSpace saranno quelle standard, comuni alla maggior parte dei social networks ma adattate ad “uso cattolico.” Gli utenti possono creare la pagina del proprio profilo; cercare amici; creare o far parte di gruppi parrocchiali, diocesani, assistenziali ed ecclesiali; inviare messaggi in modo sicuro; inviare delle richieste di preghiera; condividere foto e video – tutto quanto in un ambito cattolico sicuro. Si usano hashtag per condividere le immagini dei santi e per commentare i passi della Bibbia e del Vangelo. Future edizioni di DeoSpace offriranno delle caratteristiche più all’avanguardia. 


Google Doodle animato per 540° anniversario nascita Niccolò Copernico


La nascita di Niccolò Copernico è il tema del doodle di oggi che Google dedica alla teoria eliocentrica del famoso astronomo e canonico polacco. A 540 anni dalla nascita il colosso di Mountain View ha dedicato il doodle animato alla teoria secondo la quale i pianeti del sistema solare ruotano attorno al sole. Il logotipo, corredato da una lenta animazione dei pianeti che girano intorno al sole, ripercorre lo stile delle antiche stampe di fine '400.

Papa su Twitter: account Pontifex in 8 lingue, tweet dal 12 dicembre


Papa Benedetto XVI sbarca su Twitter con account in 8 lingue (italiano, inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, polacco, arabo e francese). Il primo tweet è previsto per il 12 dicembre e il papa risponderà a domande sulla fede ricevute, naturalmente, su Twitter, con l'hastag #askpontifex. Il pontefice invierà in diretta il primo tweet durante l'udienza generale di mercoledì prossimo. La presenza del pontefice sul sito di microblogging è stata presentata oggi in Vaticano durante una conferenza stampa. 

L'account del papa è @Pontifex in inglese, mentre @Pontifex_it per l'italiane e così via per le altre lingue. Inizialmente i tweet del papa saranno in occasione dell'udienza generale del mercoledì, con passaggi significativi dei suoi discorsi, ma in seguito potranno essere più frequenti. Saranno ''perle di saggezza'' del papa, ha spiegato il numero due del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, mons. Paul Tighe. I tweet del papa saranno comunque preparati dal pontefice stesso: 

''Tutti i tweet del papa saranno parole del papa - nessuno gli metterà delle parole in bocca'', ha spiegato il consulente per la comunicazione della Segreteria di Stato, Greg Burke. Difficile, invece, pensare che il papa possa seguire qualcuno, almeno per il momento. ''La presenza del Papa su Twitter è un'espressione concreta della sua convinzione che la Chiesa deve essere presente nel mondo digitale'', spiega una nota preparata in Vaticano per il lancio. 


''Il papa vuole utilizzare quello che oggi in ambito comunicativo ha un suo particolare significato - ha sottolineato il presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, mons. Claudio Maria Celli -. E' un desiderio di questo papa che non è considerato molto mediatico di incontrare gli uomini e le donne di oggi li' dove sono''. Per Burke, ''Twitter è parte importante del mercato delle idee e la Chiesa vuole stare la''' anche se il pontefice non si metterà, ad esempio, a rispondere alle storie sui media che considera inaccurate.

Alcuni, ha detto ancora mons. Celli, si chiedono come si possa ridurre il pensiero di un Papa in 140 caratteri, quanti sono quelli di un tweet. Per papa Ratzinger, rispettare il limite di 140 caratteri di ogni tweet non dovrebbe essere difficile. Già nel suo messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali di quest'anno aveva osservato che "nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità".


Fonte: ASCA

Chiesa: Cei lancia BeWeb, portale dei beni culturali ecclesiastici italiani


"Un evento di grande rilievo che attesta l'impegno della Chiesa; una Chiesa al passo con i tempi che, grazie alle inedite opportunità offerte dall'ambiente digitale, si mette in dialogo con il mondo attraverso i propri beni culturali". Così monsingor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, ha definito BeWeb, il portale dei beni culturali ecclesiastici italiani, presentato ieri a Roma. 

"Con questa operazione - ha spiegato il vescovo - la Chiesa in Italia testimonia l’interesse verso il proprio patrimonio, che per lo più afferisce alle Diocesi e, nello specifico, alle parrocchie; ne assume direttamente la gestione e la valorizzazione, con un'attenzione specifica alla sicurezza e al rispetto delle leggi dello Stato in materia di tutela e di conservazione dei beni culturali". 

"A questo proposito, è doveroso rilevare come il lavoro di inventariazione informatizzata di tali beni mobili di valore storico artistico - che costituisce la base fondamentale del nuovo portale - sia nato e si sia sviluppato mediante accordi specifici stipulati tra la Conferenza Episcopale Italiana e il Ministero per i beni e le attività culturali fin dal 1996", ha affermato il vescovo.

"Del resto, la cura a custodire e inventariare il proprio patrimonio è un’attenzione che caratterizza da sempre la vita delle comunità cristiane. Va anche riconosciuto che nel periodo tra il dopoguerra e l’inizio degli anni 90, questa attività non sempre è stata oggetto di cura adeguata, almeno rispetto al patrimonio storico artistico, vedendola delegata di fatto allo Stato che l’ha condotta attraverso le Soprintendenze".


"In realtà, - prosegue il vescovo - un'operazione a tappeto come quella realizzata dalle Diocesi e che oggi viene presentata non poteva essere in alcun modo delegata a terzi; poteva essere fatta solo da chi detiene la proprietà di tali beni. Questo non può in alcun modo significare una presa di distanza dalle Istituzioni civili, che anzi sono lieto di salutare con gratitudine nella persona di alcuni suoi rappresentanti". 

"Proprio nell'ambito della collaborazione sancita dagli accordi con esse, le Diocesi italiane, una volta conclusa la campagna di inventariazione, consegnano copia dell’inventario alle Soprintendenze affinché queste possano utilizzarlo nel rispetto delle loro specifiche competenze". BeWeb è la vetrina che rende visibile l'impegnativo lavoro di rilevamento del patrimonio storico e artistico portato avanti delle diocesi italiane sui beni di loro proprietà. 

"In questa occasione - scrive il vescovo - sono contento di ringraziare pubblicamente l'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici per le modalità con le quali ha aiutato le Chiese particolari a rendersi protagoniste responsabili di questa attività, sostenendole in un impegno coerente e uniforme di tutela, conservazione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico, consentendo, a beneficio di tutti, la fruizione di informazioni, immagini e dati come mai nel passato era stato possibile". 

"Questa operazione, portata avanti dalla Chiesa, di fatto costituisce un contributo essenziale alla cultura italiana del nostro tempo, rendendo ancora più evidente al mondo intero il carattere particolare e unico della nostra nazione quanto a giacimenti di beni culturali. Va, infine, riconosciuto come essa sia stata resa possibile anche grazie ai contributi dell''otto per mille' alla Chiesa cattolica", ha aggiunto il vescovo. Gli inventari informatizzati usufruiscono, infatti, del contributo dell'otto per mille.


Via: Adnkronos

Il satanismo corre sul Web e social network, allarme della Chiesa


Un fenomeno sempre più in voga, quello dei gruppi e delle discussioni via internet su tematiche a sfondo diabolico, che sta prendendo piede tra i giovanissimi. "In effetti - spiega don Gabriele Nanni, sacerdote che ha praticato esorcismi per tantissimi anni e in varie parti del mondo - fino a non molto tempo fa questo era un fenomeno di nicchia. Con l'avvento di Internet e soprattutto dei social network, il fenomeno è diventato di piazza e ormai il diavolo viene evocato anche attraverso il web". Il rischio paventato dagli esorcisti è che l'evocazione del diavolo su Internet possa fare finire nella trappola i più indifesi. Anche per questo è stata decisa l'istituzione di corsi, organizzati in varie parti d'Italia e particolarmente a Roma all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dove si radunano di volta in volta i sacerdoti esorcisti con l'obiettivo di sconfiggere le 'demoniache presenzè. Ma chi è il diavolo? "È una persona che genera il male nella società e negli individui perchè è l'omicida fin dal principio", dice don Gabriele Nanni [...]". I più colpiti, come spiega, "sono quelli che lottano contro il maligno perchè chi vive nella fede è anche il maggior antagonista del diavolo". Da qui l'importanza del sacerdote esorcista che deve capire in quali casi una persona è realmente posseduta dal diavolo e in quali casi, invece, si tratti semplicemente di un abbaglio o di malattie psichiche. Il vademecum anti-Satana della diocesi consiglia di "non ricorrere mai a coloro che praticano la magia o si professano detentori di poteri occulti o medianici". Nel dubbio sulla presenza di un influsso diabolico, "è necessario rivolgersi prima di tutto al discernimento dei sacerdoti esorcisti e ai sostegni di grazia offerti dalla Chiesa soprattutto nei Sacramenti".