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Ricercatori americani dimostrano come potrebbe crollare Internet


Un gruppo di giovani studiosi dell'Università del Minnesota avrebbe trovato il punto debole della Rete, in grado di farla crollare interamente. Si tratta di Max Schuchard e i suoi colleghi, laureati in ingegneria informatica presso l'università di Minneapolis e creatori di un nuovo attacco informatico. Il metodo, ipotizzato da Schuchard e soci, cerca in pratica di sfruttare la struttura di Internet contro se stessa. Centinaia di punti di connessione in rete, infatti, vanno offline ogni minuto, ma noi non ce ne accorgiamo perché i dati continuano a viaggiare passando loro intorno. 

Quando cambia un percorso di comunicazione, i router contigui informano i loro vicini di casa attraverso un sistema noto come border gateway protocol (BGP). L'idea di Schuchard e soci è quella di mettere in ginocchio proprio questo protocollo, con una operazione simile ai distributed denial-of-service (DDoS). Lo hanno battezzato Coordinated Cross Plane Session Termination, o Cxpst. "Un normale DDoS è un martello, questa è più un'operazione da bisturi - afferma Schuchard - Se si taglia nei posti sbagliati allora l'attacco non funziona." Si tratta infatti di “scegliere accuratamente le sessioni Bgp da interrompere”. 

In questo modo i router, che si aggiornano tra loro quando un punto di comunicazione viene a mancare, riceverebbero un'ondata di aggiornamenti superiore alla loro capacità di calcolo e, paralizzati, non riuscirebbereo più a “instradare” i dati sui canali di comunicazione giusti, interrompendo le comunicazioni. L'attacco richiederebbe una grande botnet composta da almeno 250.000 PC infettati. Se si pensa che una delle più note reti di pc zombie, la Mariposa, era costituita da 12 milioni di macchine, si può ben capire che non si tratta d'una operazione impossibile. 

Una volta che sia stata creata la botnet, bisogna usare un tipo di attacco informatico già conosciuto, che Schuchard chiama ZMW (l'acronimo riunisce le iniziali dei suoi autori: Zhang, Wang e Mao, un trio di ricercatori che ha documentato questo tipo di tecnica su una rivista specializzata).  "Nessuno sa se è possibile fare cadere il sistema di routing globale di Internet", ha dichiarato Mark Handley, esperto in sistemi di rete presso l'University College London. Egli suggerisce che l'attacco potrebbe causare "problemi significativi" a Internet, con un effetto maggiore di quello, pesantissimo, provocato dal virus noto come Slammer del 2003, ma che è improbabile possa abbattere l'intera Rete.

Gli Stati Uniti finanzieranno programmi contro la censura su Internet


Il Segretario del Dipartimento di Stato, Hillary Clinton, ha annunciato una nuova strategia d’interventi dell’amministrazione americana a favore della "Internet Freedom". Si tratta di un programma di finanziamenti allo scopo di abbattere ogni barriera che tante dittature impongono alla rete nel proprio Paese. Inoltre si cerca di limitare la possibilità che questi regimi controllino e usino il web per reprimere le forze di opposizione. Nell’ambito di questi interventi, la diplomazia americana insegnerà a chi si batte per la tutela dei diritti umani come comunicare tra di loro evitando di essere intercettati, o come «ripulire» i propri computer o cellulari prima di essere arrestati dalla polizia. Nonostante ciò, lo stesso Dipartimento di Stato frena l’entusiasmo di chi pensa che basti liberalizzare i social network per abbattere ogni dittatura nel mondo. Condividere i contenuti sulla rete e metterli a disposizione dei media può dare una spinta a un movimento di liberazione, ma non è «la bacchetta magica». «Troppe persone pensano che le nuove tecnologie siano sufficienti per liberarsi dalle dittature. Non è così. Solo la gente - avverte Michael H. Posner, sottosegretario agli Esteri con la delega ai diritti umani - può assicurarsi la propria libertà». Una certa prudenza che ha fatto irritare l’opposizione repubblicana e alcuni esperti del web che vorrebbero dall’amministrazione Obama interventi molto più radicali a favore della libertà della rete. E c’è chi trova del contraddittorio, da parte del Dipartimento di Stato, come nel caso di Wikileaks: si può difendere la libera circolazione delle informazioni e poi incriminare chi lo ha fatto se quelle informazioni riguardano la propria diplomazia?

Skype protesta contro la limitazione del servizio VoIP di Vodafone


Vodafone ha deciso di bloccare in maniera definitiva l'accesso tramite smartphone al protocollo VoIP da parte degli utenti che hanno sottoscritto determinati abbonamenti per il mobile Internet. Con i piani tariffari di base è ovviamente possibile navigare, ma non utilizzare le applicazioni Voip. In sostanza, adesso è possibile telefonare in VoIP con Vodafone solo se ci si abbona a una speciale offerta, Mobile Internet Plus, a 8 euro alla settimana, con 2 GB di traffico utilizzabili per navigare e chiamare in VoIP con qualsiasi programma VoIP. Spiega Vodafone: “Il servizio è direttamente utilizzabile con applicazioni VoIP che supportano il protocollo WAP o HTTP. In caso l'applicazione prescelta utilizzi un altro protocollo è necessario configurare sul cellulare l'APN (Access Point Name) mobile.vodafone.it. Comunque l’offerta non include il traffico peer to peer”.


“In realtà abbiamo sempre vietato il VoIP sulle offerte per cellulare”, spiegano dall’operatore, “ma alcuni utenti abili nelle configurazioni riuscivano a farlo lo stesso. Abbiamo poi però impedito il servizio anche a questi”. Di qui è scoppiata la protesta a partire dal forum dell'operatore. La polemica è montata al punto dall’arrivare alle orecchie di Skype. “Alcuni operatori di telefonia mobile in diversi paesi Europei tra cui l’Italia hanno messo in atto in modo arbitrario restrizioni contrattuali, tecniche o finanziarie che limitano quello che gli utenti finali e gli innovatori possono fare online”, si legge in una nota inviata oggi. Bloccare il VoIP è infatti una pratica comune in Europa e negli Stati Uniti. Secondo Skype, questa è una violazione della neutralità della rete ed “è inaccettabile in quanto minaccia l'innovazione, la scelta dei consumatori e, più in generale, la loro libertà”.



L'operatore risponde alle accuse di Skype rimarcando la quantità di offerte a disposizione della clientela, con o senza Voip. Dice Vodafone: "La priorità per la nostra azienda è la trasparenza: offriamo tariffe di ogni tipo e per ogni fascia di utenza. Alcune comprendono il Voip, altre no. Naturalmente, il traffico Voip ha un costo, ma è un tipo di servizio che può non interessare a tutti. Per questo tipo di clienti, ci sono offerte che non comprendono l'utilizzo del Voip, a costi inferiori rispetto a quelle che lo comprendono". Secondo Skype, questa è una violazione della neutralità della rete ed “è inaccettabile in quanto minaccia l'innovazione, la scelta dei consumatori e, più in generale, la loro libertà”. Anche altri due operatori, Tim e Wind, al momento pongono limiti al traffico Voip su alcune offerte. L'unico operatore che consente il VoIP è al momento è Tre.

Usa, la Fcc approva le nuove regole per la neutralità della Rete


La Federal Communication Commission (Fcc) ha approvato le nuove regole per la neutralità della rete concedendo, di fatto e per la prima volta, al governo federale l'autorità di regolare il traffico Internet. Le nuove norme, che vietano agli operatori di bloccare selettivamente il traffico e concedono alle società di telefonia mobile di fermare alcune applicazioni, entreranno in vigore all'inizio del prossimo anno ma le polemiche già divampate, con alcuni che ritengono che così facendo si minacci la libertà della rete, e le possibili azioni legali che potrebbero arrivare rischiano di complicare la loro attuazione.