Le mamme sono ormai diventate “trendsetter” su Instagram, Facebook e YouTube. Le “mommy influencers” con i loro post su consigli e stile di vita hanno grande influenza sul proprio pubblico social. Secondo l’analisi svolta da Blogmeter, grazie alla Blogmeter Suite, svetta ancora una volta The Pozzolis Family, seguita da Julia Elle e da Eleonora Valli. Il fenomeno delle mamme influencer, ormai non più una novità nel mondo dei social, sembra non essersi esaurito con il passare degli anni ma continua ad evolversi: non sono più solo le mamme a raccontare le gioie (e i dolori) della gravidanza e della maternità, ma sempre più spesso lo fanno intere famiglie – e in alcuni casi solo i papà.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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BlogMeter, classifica delle mamme influencer italiane: ecco la Top10
Le mamme sono ormai diventate “trendsetter” su Instagram, Facebook e YouTube. Le “mommy influencers” con i loro post su consigli e stile di vita hanno grande influenza sul proprio pubblico social. Secondo l’analisi svolta da Blogmeter, grazie alla Blogmeter Suite, svetta ancora una volta The Pozzolis Family, seguita da Julia Elle e da Eleonora Valli. Il fenomeno delle mamme influencer, ormai non più una novità nel mondo dei social, sembra non essersi esaurito con il passare degli anni ma continua ad evolversi: non sono più solo le mamme a raccontare le gioie (e i dolori) della gravidanza e della maternità, ma sempre più spesso lo fanno intere famiglie – e in alcuni casi solo i papà.
Anno 2020: attacco hacker al potere, nuova Web serie di IT security
Nuova ricerca su un “apocalittico” futuro cyber criminale, presentata da Europol, ICSPA e Trend Micro, che crea anche una webserie di IT security. Vi siete mai chiesti come sarà la società fra 10 anni? E quali sono i rischi che potrebbe correre una realtà sempre più connessa, dove le innovazioni tecnologiche precorrono e sfuggono alle legislazioni e regolamentazioni governative? Trend Micro, leader globale nella sicurezza per il cloud, l’ha fatto.
Il risultato è stata la creazione di un white paper, realizzato in collaborazione con l’Europol e nato sotto il patrocinio della ICSPA – la International Cyber Security Protection Alliance - che racchiude tutti i dati e le considerazioni fatte emergere da quello che è stato denominato il “Progetto 2020”. “Progetto 2020: scenari cyber criminali dal futuro” offre un’ipotesi sul panorama futuro del cyber crimine, per permettere ai governi, alle aziende e ai cittadini di prepararsi per le sfide e le opportunità del prossimo decennio.
Il progetto 2020 è articolato in una vasta gamma di attività, che hanno compreso l’analisi dei report sulle minacce attuali, elaborazioni dei trend tecnologici correnti e svariate esercitazioni di scenari probabili. Il risultato finale è la descrizione di un possibile futuro, dove l’impatto di un grande attacco cyber criminale viene valutato da diverse prospettive: quella di un utente internet ordinario, delle aziende e del governo.
L’intero progetto è stato condotto e vagliato da numerosi e autorevoli membri della ICSPA e dell’Europol. I dati sono stati completati anche da due workshop esterni che hanno coinvolto importanti stakeholder. Trend Micro, basandosi sul progetto di ricerca, ha prodotto “2020 – la serie” una webserie di 9 episodi, che rappresenta e sviluppa in video le considerazioni e lo scenario emerso dal Progetto 2020. La serie è disponibile presso il Mini-sito http://2020.trendmicro.com/it/home e su Youtube http://tinyurl.com/qdnn2xl. Il white paper qui http://2020.trendmicro.com/Project2020.pdf
Trama
Trama
Corre l’anno 2020. Nel paese della Silvania del Sud i cittadini sono diventati completamenti dipendenti da internet e non possono farne a meno. Tutte le attività quotidiane, come ad esempio la socializzazione o gli acquisti e persino le operazioni burocratiche e i pubblici uffici, vengono gestite online. La tecnologia è anche indossabile e i cittadini della Silvania del Sud usufruiscono di contenuti anche attraverso occhiali digitali o speciali lenti a contatto.
Ogni settore, dalle banche agli ospedali, è dipendente dalla rete e supporta un “internet del tutto”, ovvero una rete di milioni di dispositivi interconnessi che offrono servizi efficienti e innovativi. Il 2020 è anche l’anno delle prime elezioni digitali di tutti i tempi. Questo evento sarà l’occasione per scatenare un grande attacco cyber criminale che metterà in ginocchio l’intera infrastruttura nazionale generando caos e panico.
“Ciò che risulta chiaro da questo progetto è che bisogna focalizzarsi maggiormente sulla protezione delle vite digitali delle persone comuni, che spesso si articolano in diversi profili, ognuno con il suo punto debole – ha dichiarato Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia – Dobbiamo imparare a mettere in sicurezza l’internet delle cose a livello di rete, di pari passo con la sua crescita, per cercare di scoraggiare da subito eventuali progetti cyber criminali. Ma in ogni caso è bene ricordarsi che l’aspetto fondamentale è proteggere gli utenti, piuttosto che i dispositivi in sé, nonostante la crescita di quest’ultimi sia irrefrenabile”.
Lost in Google, arriva il primo episodio del nuovo webserial interattivo
In Rete è approdato il primo episodio del nuovo webserial Lost in Google. Lost in Google è una web serie, ma una web serie come - in Italia - non se ne sono mai viste. Non è un racconto compiuto che si snoda sullo schermo mentre gli spettatori, passivi, assorbono ed elaborano delle informazioni. Stavolta i fan dei Jackal non sono chiamati soltanto a seguire, commentare, criticare… Sono chiamati ad agire in prima persona nella costruzione della storia che, da oggi in poi, vedremo prendere forma. Molto tempo è passato da quando gli sciacalli hanno lanciato la prima videofollia sul web senza chiedersi né aspettarsi troppo, solo per gusto di divertirsi e stare a guardare l’ “effetto che fa” ma, ormai, i Jackal possono essere considerati a tutti gli effetti dei giovani film maker, e d’indubbio talento per di più.
Competenti, estrosi, mai scontati, capaci di emozionare fino alle lacrime e di produrre attacchi di incontenibile ilarità, i Jackal hanno pian piano costruito una fortissima identità di gruppo, uno stile riconoscibile e allo stesso tempo inimitabile, e ora hanno voglia di fare ancora un passo oltre: creare qualcosa che non occupi più lo spazio di un singolo evento, ma sia in grado di configurarsi come racconto vero e proprio, racconto seriale, ovvero: Lost in Google. Le regole di Lost in Google sono molto semplici: i migliori commenti ad ogni puntata, quelli più originali, verranno utilizzati per scrivere gli episodi successivi. Non ci sono limiti. Va bene ogni tipo di suggerimento, anche non direttamente inerente alla trama.
Anche i commenti che non verranno utilizzati direttamente per scrivere la trama verranno menzionati alla fine della puntata per creare la sigla di chiusura. L’episodio “zero” della web serie vedeva il protagonista, Simone Ruzzo, venire risucchiato da Google per aver avuto l’ardire di cercare la parola “google” sull’omonimo motore di ricerca, generando una sorta di collasso sistemico che si materializzava in un vortice capace di strapparlo alla realtà per trasportarlo in una non meglio specificata dimensione alternativa. Da questa puntata pilota, in base ai centinaia di commenti ricevuti dagli utenti, è nata la prima vera puntata della web-fiction disponibile su YouTube nel canale ufficiale dei The Jackal. Il successo di produzioni come Lost In Google, sono l'unico possibile stimolo ad una produzione italiana di livello.
Via: Pivari
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