Le mamme sono ormai diventate “trendsetter” su Instagram, Facebook e YouTube. Le “mommy influencers” con i loro post su consigli e stile di vita hanno grande influenza sul proprio pubblico social. Secondo l’analisi svolta da Blogmeter, grazie alla Blogmeter Suite, svetta ancora una volta The Pozzolis Family, seguita da Julia Elle e da Eleonora Valli. Il fenomeno delle mamme influencer, ormai non più una novità nel mondo dei social, sembra non essersi esaurito con il passare degli anni ma continua ad evolversi: non sono più solo le mamme a raccontare le gioie (e i dolori) della gravidanza e della maternità, ma sempre più spesso lo fanno intere famiglie – e in alcuni casi solo i papà.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
Visualizzazione post con etichetta Blogger. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Blogger. Mostra tutti i post
BlogMeter, classifica delle mamme influencer italiane: ecco la Top10
Le mamme sono ormai diventate “trendsetter” su Instagram, Facebook e YouTube. Le “mommy influencers” con i loro post su consigli e stile di vita hanno grande influenza sul proprio pubblico social. Secondo l’analisi svolta da Blogmeter, grazie alla Blogmeter Suite, svetta ancora una volta The Pozzolis Family, seguita da Julia Elle e da Eleonora Valli. Il fenomeno delle mamme influencer, ormai non più una novità nel mondo dei social, sembra non essersi esaurito con il passare degli anni ma continua ad evolversi: non sono più solo le mamme a raccontare le gioie (e i dolori) della gravidanza e della maternità, ma sempre più spesso lo fanno intere famiglie – e in alcuni casi solo i papà.
Boom del Fashion su Instagram: un binomio da milioni di interazioni
Instagram, con i suoi 400 milioni di utenti attivi, ha compiuto 5 anni lo scorso 6 ottobre e lanciato la possibilità di fare attività di advertising. La community del social network fotografico posta 80 milioni di foto al giorno, con 3,5 miliardi di like quotidiani. Per l’occasione Blogmeter, istituto leader nella social media intelligence in Italia, ha realizzato una ricerca focalizzata sul mondo del fashion, interamente effettuata con il nuovo modulo per Instagram della piattaforma proprietaria Social Analytics. I risultati sono stati presentati il mese scorso da Vincenzo Cosenza ed Eugenia Burchi, strategist di Blogmeter, durante il webinar “Top Global Fashion Brands on Instagram”.
Bing: Peppa Pig batte tutti, è la parola più cercata del Web nel 2014
Microsoft ha analizzato le parole più ricercate sul suo motore di ricerca in Italia nell’ultimo anno, scoprendo chi e cosa ha catturato maggiormente l’attenzione degli italiani. L’anno sta per volgere al termine, 365 giorni ricchi di accadimenti, all’insegna di celebrity, personaggi del mondo della musica e dello sport, cinema, e-commerce e viaggi. Questo stando alle classifiche stilate da Bing. Il motore di ricerca di Microsoft che ha rivoluzionato il concetto di “search” rendendolo sempre più semplice e smart, ha fatto il bilancio dei termini più ricercati rivelando tutto quello che ha conquistato quest’anno l’interesse degli italiani.
Etichette:
Bing,
Bing Search Trends,
Blogger,
Calcio,
Cartoons,
Cinema,
Classifiche,
Microsoft,
Moda,
Motori di ricerca,
Musica,
Premi Oscar,
Programmi Tv,
Ricerche web,
Sport,
Video cartoon,
Vip
Web: nasce Be Sport il network italiano per federazioni, società e atleti
Dopo un anno in versione beta riservata, parte ufficialmente Be Sport, un ambiente multimediale ed interattivo dove aggregare tutti i driver dello Sport: informazione, federazioni e societa', eventi ma soprattutto persone, dagli atleti ai tifosi, dai medici ai giornalisti passando per allenatori e manager. E' la filosofia di Be Sport che ha presentato al Palazzo dell'Informazione Adnkronos la sua piattaforma con un incontro intitolato: 'Costruiamo insieme il Network italiano dello Sport'.
"E' quello che mancava, uno spazio per condividere le realta' sportive", afferma Emanuela Grussu co-founder di Be Sport.org. "Durante il primo anno abbiamo lavorato con atleti, negli uffici federali, con gli arbitri, e abbiamo costruito per loro degli abiti cuciti sulle loro esigenze - prosegue Grussu -. Ci sono tre sezioni importanti: c'e' 'Be Sport News' che e' un lavoro di raccolta e aggregazione di city partner, attualmente siamo aperti a 50 discipline sportive, a breve ci apriremo a 70, per dare voce alle discipline piu' piccole".
"Ci sono poi le figure professionali; sul nostro network ci si puo' registrare sotto il profilo professionale per trovare opportunita' di lavoro: giornalisti, arbitri, medicina sportiva e utenti tifosi e blogger. In ultimo c'e' lo strumento di punta 'Be Sport Places' che e' un sistema che geolocalizza tutte le societa' sportive con cui lavoriamo che potranno avere un piccolo sito web dove caricare gli eventi, promuoverli e mettere in contatto i professionisti dello sport".
"Quindi un giornalista puo' mettersi a disposizione a copertura di un ufficio stampa per un evento, l'atleta potra' promuoversi ma soprattutto stiamo lavorando con le societa' sportive dove si fa lo sport. L'invito e' avvicinare le persone che per la prima volta vedono 'Be Sport' a fare parte del network per costruire insieme, noi vogliamo costruirle la nostra vetrina con le loro idee, con i loro suggerimenti, sono proprio loro a dare quell'ingrediente in piu' importante per Be Sport".
Via: Adnkronos
Censura: Google introduce domini Blogger specifici per le nazioni
Google ha trovato un sistema interessante per difendere i blog di Blogger contro le leggi locali: reindirizzare i lettori a domini specifici per paese e rimuovere solo quegli URL, se necessario. "Nelle prossime settimane si potrebbe notare che l'URL di un blog che state leggendo è stato reindirizzato ad un country-code top level domain, o ccTLD. Per esempio, se si è in Australia e si visualizza [blogName]. Blogspot.com, si potrebbe essere rediretti a [blogName]. Blogspot.com.au. Un ccTLD, quando appare, corrisponde con il paese di posizione corrente del lettore", spiega Google. "La migrazione a domini localizzati ci permetterà di continuare a promuovere la libera espressione e la pubblicazione responsabile, fornendo una maggiore flessibilità nel rispettare le richieste di rimozione valide ai sensi della legge locale. Utilizzando ccTLD, le rimozioni dei contenuti possono essere gestiti su base nazionale, che limiterà l'impatto al minor numero di lettori. Il contenuto rimosso a causa di leggi di un paese specifico verrà rimosso solo dal Registro del ccTLD rilevante". Ciò significa che [blogName]. Blogspot.com continuerà ad esistere, ma non è chiaro se gli utenti di quel paese specifico saranno ancora in grado di accedervi. Blogger inizierà ad utilizzare i domini specifici per paese, così come molti altri servizi Google. Se siete in Australia e visitate google.com, sarete reindirizzati alla google.com.au, ma è possibile opt-out facendo clic su Google.co.uk o visitando google.com/ncr. La stessa opzione è disponibile per Blogger: "I lettori del blog possono richiedere una versione blogspot specifica di contenuto del paese inserendo un URL appositamente formattato NCR URL. NCR è sinonimo di 'No Country Redirect' e visualizzerà sempre [blogName] blogger.com in inglese..., se siete in India, Brasile, Honduras, Germania, o in qualsiasi paese. Per esempio:.. http:// [blogName] .blogspot.com / NCR - va sempre al blog americano". Google non parla della lista di paesi che sono interessati da questo cambiamento, ma Techdows.com riferisce che l'India è uno di loro. Ovviamente, i proprietari di blog possono utilizzare i domini personalizzati, se non piace la nuova funzione.
Via: Google Operating System
Google sconfigge Mediaset in tribunale su copyright partite di calcio
Il Tribunale di Roma ha stabilito che le piattaforme Web non sono responsabili per il contenuto caricato dai loro utenti e quindi non c’è violazione del diritto d’autore, da parte degli ISP, per lo streaming video. Lo rende noto Google in un post pubblicato sul blog ufficiale: "Rti ci ha citato per violazione del diritto d’autore perchè un portale, ospitato su Blogger, avrebbe effettuato lo streaming di partite di calcio trasmesse dai canali televisivi di Rti.
Il Tribunale di Roma ha respinto le richieste di Rti, perchè, a seguito di notifica a Google, il contenuto che avrebbe violato il diritto d’autore era stato rimosso da Blogger. Il Tribunale ha affermato che una diversa decisione sarebbe stata in contrasto con la direttiva europea sull’e-commerce. Questa decisione è importante in quanto ribadisce le regole della responsabilità online".
Per Google il tribunale di Roma, riferendosi alla sentenza della Corte di giustizia nel caso SABAM, ha emesso un’importante decisione sulla limitazione della responsabilità degli hosting provider al diritto d’autore. Ha affermato che le piattaforme Web non hanno l’obbligo di monitorare i contenuti caricati dagli utenti alla ricerca di violazioni del diritto d’autore, nè di prevenire future violazioni da parte degli utenti.
Mountain View sottolinea che la violazione di diritto d’autore è una questione seria, che investe molto in tecnologia per combattere la pirateria e all'inizio di quest'anno ha lanciato quattro nuove iniziative per affrontare la violazione del copyright online, tra cui una serie di strumenti per rendere più facile e più veloce per i titolari dei diritti di segnalare materiale che li viola - e farlo rimuovere rapidamente dalle proprie piattaforme.
Per Google è importante che i detentori dei diritti e le piattaforme lavorino insieme. Senza questa collaborazione, è impossibile per una piattaforma come Blogger sapere se un elemento sia stato caricato con o senza l’autorizzazione del detentore dei diritti. E la decisione del Tribunale di Roma riafferma questo principio.
Fastweb Academy: migliorare utilizzo di Internet e social network
FASTWEB presenta FASTWEB Academy, una serie di incontri dedicati a chi vuole orientarsi nel mondo dei social media e delle tecnologie e a chi vuole utilizzare Internet per il proprio business. L'obiettivo delle lezioni è quello di migliorare l'alfabetizzazione e l'uso degli strumenti digitali nella vita di tutti i giorni anche per quelle persone che per età e per stili di vita non vi si sono ancora avvicinati.
Le lezioni, tenute da blogger e esperti informatici, si tengono a Milano in corso Vercelli 9 presso il negozio di proprietà FASTWEB e sono fruibili anche in rete sul sito fastwebacademy.it. “Con questa iniziativa FASTWEB vuole dare il proprio contributo all'eliminazione delle barriere di conoscenza che impediscono a parte della popolazione di accedere alla rete” ha dichiarato Danilo Vivarelli, Direttore della Divisione Consumer & Microbusiness di FASTWEB.
“Siamo convinti che Internet sia di tutti e per tutti”. Gli incontri sono articolati su tre diversi livelli. Negli incontri Entry Level si impara a utilizzare l'e-mail e i motori di ricerca, a comparare le offerte in rete e ad acquistare in modo sicuro, a divertirsi e informarsi su Facebook e Twitter, a parlare con parenti lontani utilizzando la videocomunicazione via Internet. Business Level è invece riservato a chi vuole capire come utilizzare la rete per far crescere il proprio business.
Il sito Internet, l'utilizzo dei social media, la videocomunicazione, i sistemi di geolocalizzazione costituiscono strumenti efficaci per trasformare un'idea o una passione in una fonte di reddito. Infine Top Skilled Level è un'occasione, per chi già conosce e utilizza la rete, di incontrarsi e discutere sulle tendenze dei social network. Salgono in cattedra blogger ed esperti, selezionati in base alla loro competenza, capacità di comunicare e accomunati dalla convinzione che le barriere all'ingresso del mondo dell'informatica si possano abbattere. Perchè Internet è come la vita, non si finisce mai di imparare.
Fonte: FASTWEB
World Wide Web compie 20 anni, festeggiamenti a Roma in diretta tv
Il World Wide Web, più noto come “Www” compie 20 anni. Oggi i festeggiamenti al Tempio di Adriano in piazza della Pietra a Roma. A spegnere le candeline il creatore della rete Sir Tim Berners-Lee insieme a molti altri blogger, filosofi, economisti e innovatori italiani e stranieri. L'evento e' suddiviso in 4 sezioni in cui si discute di come il web ha cambiato e cambierà le nostre vite e i nostri modelli di sviluppo. La macchina NeXT - il server web originale - è ancora al CERN. Nell'ambito del progetto di recupero del primo sito web.
Google Picasa e Blogger diventano Google Photos e Google Blogs
Dopo il lancio di Google+, il colosso di Mountain View è in procinto di rinnovare anche i suoi servizi Blogger e Picasa. Come parte del più grande rebranding della sua storia, Google rinominerà il suo servizio di organizzazione e archivio di fotografie digitali e quello di blogging. Picasa diventerà Google Photos, mentre Blogger si chiamerà Google Blog. Google intende rimarchiare i due servizi per renderli più riconoscibili, forse in previsione di una prossima integrazione col social network Google+. Il cambio di nomi avverrà tra sei settimane, in tempo per il rilascio della versione definitiva di Google+, prevista per il prossimo 31 luglio. Picasa e Blogger non saranno gli unici servizi di Big G ad essere ribattezzati. Dietro la scelta di rinominare due fra i suoi servizi più popolari, vi è la volontà di Google di uniformare tutti propri marchi. Alla luce del recente lancio della video chat di Facebook, frutto della collaborazione con Skype, l'approccio adottato da Google, di cercare di sviluppare o fornire ai propri utenti tutti i servizi di cui potrebbe avere bisogno, è in contrasto con quello dell'azienda di Palo Alto che preferisce affidare lo sviluppo di prodotti e servizi ad aziende terze. Alcuni giorni fa, alla presentazione dei nuovi servizi Facebook, il fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg ha sottolineato come "diversamente da altre aziende del settore, Facebook non pretende di sviluppare tutto da sola". Non è la prima volta che Page e Brin decidono di dar vita a importanti operazioni di rebranding, era per esempio già successo in passato Writely, poi rinominato Google Docs, JotSpot divenuto Google Sites e GrandCentral oggi chiamato Google Voice.
Censura Web: la notte della rete, contro stretta Agcom su copyright
''Per una moratoria alle nuove regole per la Rete, finche' il Parlamento non decidera' in maniera esplicita sull'equilibrio tra diritto d'autore, accesso alla conoscenza e pericolo di nuove censure''. Con questo obiettivo si è svolta ieri a Roma la ''Notte della Rete'', organizzata da artisti, politici, intellettuali e blogger per chiedere all'Agcom di ''rimettere la questione nelle mani del Parlamento''.
Come noto, oggi 6 luglio l'Autorita' per le Comunicazioni si appresta a votare la delibera 668 del 2010 ''Consultazione pubblica sui lineamenti di provvedimento concernente l'esercizio delle competenze dell'autorita' nell'attivita' di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica''. Una delibera con cui si arroghera' il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
In rete si trova anche una petizione rivolta agli internauti: ''Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili - si legge -. Su internet oltre 130.000 cittadini hanno espresso il loro dissenso via email all'Agcom e cresce di ora in ora il passaparola su Facebook, una mobilitazione on-line e off-line che ha gia' dimostrato con il referendum quanto possa risultare incisiva. Intanto il clima si e' ulteriormente surriscaldato a seguito delle dimissioni del relatore del provvedimento Gianluigi Magri".
Alla manifestazione che si è tenuta alla Domus Talenti hanno partecipato, oltre a cittadini e associazioni in difesa del web, molti nomi noti della politica, del giornalismo e dell'arte. Tra questi Antonio Di Pietro, Emma Bonino, Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Fabio Granata, Dario Fo, Franca Rame, Margherita Hack, Beppe Giulietti, Olivero Beha, Giulia Innocenzi e tanti altri.
Via: ASCA
Amina non esiste, la blogger rapita in Siria è un fake attivista Usa
Continua a far discutere e suscitare proteste il caso del falso blog 'A Gay Girl in Damascus', che si è rivelato essere gestito non dalla 25enne dissidente omosessuale siriano-americana Amina Abdallah Arraf al-Omari, ma da un 40enne attivista americano, Tom MacMaster. A svelare l'imbroglio è stato lo stesso uomo che in post sul blog A Gay Girl in Damascus ha precisato che "se la voce narrante era fittizia, i fatti raccontati su questo blog sono veri e non fuorvianti rispetto alla situazione". La messinscena ha fatto infuriare i veri blogger siriani. Il sito di Amina, aperto a febbraio, era diventato una importante fonte di informazione sulle rivolte in Siria. Dopo la notizia del suo arresto, sul web in molti si erano mobilitati per la sua scarcerazione. Ma blogger e giornalisti si erano insospettiti perché‚ nessuno aveva mai visto o parlato con la donna. Alcuni internauti avevano scoperto che le email di Amina venivano da un server dell’Università di Edimburgo e che le foto postate sul blog erano le stesse del sito di Britta Froelicher, studentessa di un master in economia siriana. La donna è la moglie di MacMaster, che frequenta anche lui un master a Edimburgo. La storia ha fatto il giro dei media internazionali e MacMaster ha così deciso di cambiare il titolo del blog in "A Hoax", "Una bufala" e ha raccontato di come sia nato il personaggio di Amina, di come la situazione gli sia sfuggita di mano. E soprattutto si è scusato e ha chiesto che l'attenzione torni a quelli che lui voleva raccontare: "i veri problemi, i veri eroi, le persone vere che lottano per portare la libertà nel mondo arabo". E a far sentire la propria voce è stata anche Jelena Lecic, la ragazza le cui fotografie sono state usate sul blog per dare maggiore veridicità alla storia: una ragazza di Londra, assolutamente estranea ai fatti. L'immagine, ha spiegato alla Bbc, è stata scattata un anno fa a Parigi in occasione del suo compleanno e probabilmente è stata presa dal suo account di Facebook.
Blogger siriana Amina: "foto non sue e nessuno l'ha vista", è giallo
Il caso di Amina Abdallah, la giovane omosessuale siriana arrestata a Damasco, in Rete si è trasformato in giallo. Il sequestro della ragazza era stato denunciato sul suo stesso blog A Gay girl in Damascus dalla cugina Rania lunedì sera. Oggi, però, si moltiplicano gli interrogativi sulla vicenda. Così mentre sul Web è già partito un tam tam per chiederne il rilascio, alcuni giornali stranieri sollevano dubbi sulla sua identità. Molti misteri avvolgono le foto apparse sulla pagina Facebook dedicata ad Amina. Una donna londinese ha dichiarato di essere lei la persona ritratta nelle immagini e non la blogger. In effetti nessuno ha mai visto Amina. Nonostante resti possibile che la donna sia effettivamente stata sequestrata e che il suo racconto degli eventi in Siria sia accurato, pare che tutte le interviste siano state condotte via email, il chè è legato alla difficoltà per i giornalisti di entrare in Siria. Il Wall Street Journal scrive che in realtà la giovane degli scatti diffusi sul social network è Jelena Lecic. Un giornalista della radio pubblica americana, Andy Carvin, ha chiesto ai suoi followers su Twitter se qualcuno abbia mai intervistato di persona Amina Abdallah Arraf. Sul suo blog il reporter elenca i motivi che lo porterebbero a pensare che la ragazza sia un personaggio inventato. "Nella comunità LGBT molti credono che lei non esista. Nessuno l'ha mai vista di persona", scrive Carvin. E aggiunge: "Forse, semplicemente, non ho parlato con le persone giuste, quelle che la conosco e potrebbero confermare la sua identità". Il giornalista rimane cauto perchè l'intera storia potrebbe essere reale e Amina potrebbe davvero essere stata "sequestrata" e trovarsi ora in pericolo. Online, però, Carvin cita un precedente blog che la stessa ragazza avrebbe creato nel 2007. Diario in cui la giovane avrebbe detto espressamente di voler raccontare fatti di fantasia e reali, mischiandoli senza distinzione.
Foto: http://www.gaelick.com/
Blogger fuori uso da 30 ore, paura per gli utenti del servizio di Google
Amaro risveglio per milioni di blogger sparsi nel mondo. Tutti i blog ospitati dalla piattaforma Blogger di Google risultano accessibili solo in modalità di visualizzazione e con tutte le funzioni di editing fuori uso: non si possono scrivere né post né commenti (questi ultimi non possono nemmeno essere visualizzati). Sono interessati tutti quei blog il cui dominio termini in blogspot.com, una galassia che Wikipedia quantifica in circa 20 milioni di blog. Da oltre 30 ore Blogger è fuori uso. Già ieri giovedì 12 maggio il blocco aveva colpito alle 10.30 circa (ora italiana). Blogger Status riportava questo sintetico annuncio: "Thursday, May 12, 2011 - Blogger will be in read-only mode while we resolve some maintenance issues. Sorry for the inconvenience" ("Giovedì 12 maggio 2011 - Blogger sarà in modalità “sola lettura” mentre risolviamo alcuni problemi di manutenzione. Ci scusiamo per l’inconveniente"). Alle 12.30 tutto era sembrato tornare nella norma, ma avevamo cantato vittoria troppo presto. Numerosi post e commenti sembrano poi esser finiti nel nulla, non figurando più nelle pagine precedentemente disponibili.
Il problema si è ripresentato sul finire della giornata, tra le 22.00 e le 23.00, e perdura ancora oggi venerdì 13 maggio mentre vi stiamo scrivendo dal nostro blog alternativo su WordPress. Che ricordi si tratta del più grave disservizio di Blogger da almeno 5 anni. Al momento, se si prova ad accedere alle funzioni di editing, appare un messaggio assai vago e perciò per nulla rassicurante: “Blogger non è al momento disponibile. Ci scusiamo per l’interruzione del servizio”. Ancora ignote le cause del problema, nonostante per la data di ieri fosse atteso l’arrivo di un nuovo layout grafico per Blogger. Alcuni ostacoli durante l’introduzione della nuova veste grafica del servizio potrebbero dunque essere la motivazione di un down prolungato da oltre un giorno, ma da Mountain View fanno sapere tramite Twitter che nessun cambiamento grafico è in programma. Al momento, gli ingegneri Google sono all’opera per rimettere in piedi l’infrastruttura che permette a milioni di blogger di avere un proprio spazio nel web. Nessuna informazione, invece, riguardo la possibilità di recuperare i post ed i commenti scomparsi a seguito dell’interruzione dei servizi.
Vatican meeting: Chiesa incontra bloggers per condividere esperienze
Un incontro di bloggers in Vaticano nel pomeriggio del 2 maggio. L'evento, organizzato dai Pontifici Consigli della Cultura e delle Comunicazioni Sociali, ha come obiettivo quello di permettere un dialogo tra bloggers e rappresentanti della Chiesa, per condividere le esperienze di coloro che sono attivi in questo campo e per meglio capire le esigenze di tale comunita'. L'incontro servira' anche a presentare alcune delle iniziative che la Chiesa sta attivando per il mondo dei nuovi media, sia a Roma, sia a livello locale. Nelle due sessioni previste, diversi relatori presenteranno alcuni punti centrali, per avviare una discussione aperta a tutti i partecipanti. Nella prima, cinque bloggers, in rappresentanza delle diverse aree linguistiche, affronteranno temi specifici di importanza generale. Nella seconda, ci sara' la testimonianza di persone impegnate nelle strategie comunicative della Chiesa, che presenteranno le loro esperienze di lavoro con i nuovi media, e anche le iniziative per un incontro efficace tra la Chiesa e il mondo dei bloggers. Tra i partecipanti ci saranno il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Monsignor Claudio Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, e padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede. L’invito è aperto a tutti, ma, per partecipare, bisogna inviare un email a blogmeet@pccs.it con un link al proprio blog. Dato che lo spazio è limitato a 150 posti, e c’è il desiderio di avere una rappresentanza di tutta la blogosfera, i pass e i dettagli per l’evento saranno assegnati secondo criteri linguistici e geografici, la tipologia del blog, le tematiche e la tempestività dell’iscrizione.
Bahrain: liberato uno dei blogger arrestati per aver fomentato rivolta
![]() |
| http://it.peacereporter.net/ |
Le autorita' del Bahrain hanno liberato il noto blogger, Mahmoud al-Youssef, arrestato ieri per aver fomentato la rivolta sciita nel paese attraverso il web. Lo ha riferito l'agenzia d'informazione 'Bna'. Al-Youssef e' stato rimesso in liberta' "dopo essere stato interrogato giovedi' dalle autorita' competenti", ha riferito un portavoce del governo in una breve nota pubblicata dalla 'Bna', in cui non sono precisati i motivi o la durata dell'arresto del blogger, ne' le circostanze che hanno portato alla sua liberazione. L'arresto di al-Youssef era stato denunciato ieri dal portavoce del Dipartimento di Stato americano, Mark Toner, che a nome del governo Usa aveva espresso "preoccupazione". Toner aveva menzionato anche l'arresto di "altri due attivisti di internet" fermati per aver criticato la situazione nel paese. ''Ci auguriamo - aveva aggiunto - che la decisione del governo del Bahrain di arrestare i blogger non complichi l'avvio di un dialogo nazionale". Al-Youssef gestisce importanti siti web nel paese del Golfo, dove sono in corso manifestazioni di massa da parte della maggioranza sciita contro la monarchia sunnita al potere. Tra questi vi e' il sito contro le divisioni settarie 'Just Bahraini', che invita sciiti e sunniti a superare le loro differenze, e 'Mahmood's Den', un portale di informazione.
Twitter, 20mila utenti inviano il 50% di tutti i 'tweet' e sono blogger
Twitter, il sito di micro-blogging che di recente ha festeggiato il suo quinto compleanno, vanta oltre 200 milioni di utenti registrati ma circa il 50% di tutti i 'tweet' inviati e condivisi sul web sono generati da appena 20mila iscritti. E' quanto hanno scoperto i ricercatori di Yahoo! analizzando 260 milioni di messaggi 'postati' su Twitter in poco meno di un anno fra il 2009 e il 2010. “Abbiamo scoperto che l'attività principale su Twitter - circa la metà di tweet - è generata da appena 20mila 'users' e un ruolo importante lo hanno i media; anche vip e 'celebrities' sono fra i più seguiti" ha spiegato un ricercatore di Yahoo!. La ricerca, intitolata “Who says What to Whom on Twitter”, sottolinea alcune particolarità di un servizio che è entrato nelle mappe della comunicazione contemporanea, citato per esempio come strumento che ha reso possibile le rivolte nei paesi nordafricani. Secondo i ricercatori di Cornell e Yahoo!, l’utenza di Twitter può essere suddivisa in alcune categorie abbastanza definite: le celebrità, i blogger, i media tradizionali, le organizzazioni e le persone comuni. Le prime, come è abbastanza prevedibile, sono quelle che attirano il maggior numero di pubblico (i cosiddetti followers). I maggiori alimentatori del servizio non sono però le star. E nemmeno i media tradizionali, che tuttavia stanno rafforzando la loro presenza. La categoria più prolifica è quella dei “blogger”: è lì che vengono individuati i ventimila utenti che da soli sono responsabili del 50% dei contenuti pubblicati su Twitter. La ricerca di Yahoo! e Cornell si sofferma sui tweet che contengono link, ovvero collegamenti a siti Web esterni, e conferma la natura a due tempi della comunicazione su Twitter. Secondo la ricerca, i link segnalati dalla nuova élite dei blogger sono quelli che hanno maggiore successo: ottengono più retweet (repliche), durano più a lungo nel sistema. Più che un social network come Facebook, Twitter si sviluppa dunque come un mezzo d’informazione ibrido e inedito. A questo indirizzo trovate il rapporto completo in formato PDF.
Blogger, annunciato nuovo look per la famosa piattaforma di blogging
Blogger è una delle piattaforme di blogging più famose al mondo, e secondo Alexa Blogger è il sesto sito web più grande al mondo. Mezzo miliardo di post pubblicati, 400 milioni di lettori (soltanto il 25% dei quali proveniente dagli USA), 50 lingue supportate, statistiche di accesso aggiornate in tempo reale, complessi algoritmi per la lotta allo spam e continuità del servizio esente da problemi di downtime. È questa la formula del successo per Blogger, nonostante la crescita delle piattaforme concorrenti e il sempre più diffuso utilizzo dei social network. Su blogger sono state introdotto molte caratteristiche come il design dei modelli, le statistiche in tempo reale, filtro anti spam, modelli mobile, web fonts e molto altro. E Google ha annunciato, attraverso un intervento sul blog ufficiale, l’intenzione di rinnovare il servizio nel corso del 2011.
L'intervento consisterà nell’introduzione di parecchie funzionalità, con l’obiettivo di facilitare la vita dei blogger, consentendo a questi ultimi di scrivere, pubblicare e condividere i post in modo ancora più semplice. La nuova interfaccia avrà un design più moderno e utilizzerà Google Web Toolkit, per offrire agli utenti le tecnologie web più recenti. Anche la dashboard per la consultazione delle statistiche è stata rivista con l’introduzione di una struttura che permetterà un maggior controllo sui dati relativi alle visite ricevute e ai post pubblicati. Per quanto riguarda invece i lettori, Google ha anticipato l’arrivo di funzionalità legate alla fruizione dei siti, layout ottimizzati per i nuovi dispositivi mobile e la possibilità di trovare automaticamente link che portano a contributi inerenti ai loro interessi. L’appuntamento, per chi si trova oltreoceano, è fissato al SXSW di Austin (Texas), dove Google presenterà nel dettaglio le prime novità riguardanti Blogger.
Blogger: una passione che puo' diventare un'attività professionale
Chi apre un blog in Italia forse non potra' aspirare a venderlo un giorno per 315 milioni di dollari, com'e' avvenuto qualche settimana fa negli Usa con la cessione del superblog Huffington Post al colosso del web America Online. Ci sono pero' varie possiblita' di trasformare questa passione in una vera e propria attivita' professionale, a partire da un investimento iniziale consistente, anche solo considerando l'impegno in termini di tempo. I costi di apertura infatti, spiega a LABITALIA (portale del gruppo ADNKRONOS) Vittorio Pasteris, giornalista e docente di Editoria multiemdiale all'universita' di Torino, e ovviamente blogger (autore tra l'altro di 'Pasteris.it'), sono pari a zero o quasi. "Normalmente - racconta - si inizia aprendo un blog su una piattaforma gratuita, come Wordpress, Blogger, o Splinder, siti che offrono gratuitamente pagine dalla grafica preimpostata, su cui e' possibile caricare contenuti testuali, fotografici e multimediali". Per farlo un po' piu' seriamente, secondo Pasteris, "occorre pero' aprire un dominio da personalizzare, installando un software di blogging". "I costi - aggiunge - sono comunque molto contenuti: anche 9 euro l'anno per la registrazione del sito. Occorre poi, se non si ha un amico esperto che puo' aiutarci, acquisire un po' di padronanza dei linguaggi necessari per costruire le pagine, come l'html". Il passo successivo e' guadagnare. Sono due, per Pasteris, le parole chiave per raggiungere quest'obiettivo: numero di accessi e pubblicita'. "In Iltalia - dice - nell'ipotesi peggiore con la pubblicita' si guadagna 1 euro ogni 1.000 pagine viste". Per ottenere molti accessi, prosegue il blogger, non ci sono regole specifiche.
Siria: giovane blogger condannata a 5 anni di carcere per spionaggio
Una ragazza siriana autrice di un blog antigovernativo e' stata condannata a cinque anni di carcere dopo essere stata riconosciuta colpevole di aver divulgato informazioni ad un paese straniero, ovvero gli Stati Uniti. Lo ha reso noto l'Osservatorio per i diritti umani in Siria, con base in Gran Bretagna. Tal al-Mallouhi è stata condannata dalla Corte suprema di Sicurezza dello Stato di Damasco. La giovane, era stata arrestata nel dicembre del 2009 dalle autorità siriane, ed è nipote di un ex ministro, ha ricordato l'Osservatorio, che ha inviato un comunicato sulla vicenda a Nicosia. La ragazza, che all’epoca della carcerazione aveva ancora 18 anni ed era una studentessa liceale, fu interrogata riguardo ai contenuti del suo blog, ritenuto dal governo pericoloso. Successivamente le furono sottratti computer, cd, libri e altri oggetti personali. In ottobre il giornale siriano Al Watan aveva annunciato che Tal al-Mallouhi era stata accusata di spionaggio per conto dell'Ambasciata americana in Egitto. “Chiediamo al governo siriano di liberare immediatamente i prigionieri politici e permettere ai propri cittadini la libertà di esercitare i diritti universali di espressione e associazione senza il timore di punizioni da parte del governo”, ha dichiarato Philip Crowley, portavoce del Dipartimento di Stato statunitense. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, la Corte Suprema è un tribunale speciale che non offre garanzie processuali. La famiglia continua a difendere Tal al-Mallouhi, affermando che la ragazza non appartiene a nessuna organizzazione politica.
Polizia postale oscura sito a Savona di una blogger anti-Berlusconi
La Polizia Postale, su provvedimento della procura della Repubblica di Bologna, ha oscurato il sito di una blogger del ponente savonese savonaponente.com e ha sequestrato tutti i computer della redazione. La responsabile del sito, Valeria Rossi, e' stata accompagnata alla Questura di Savona per essere ascoltata come persona informata sui fatti. Il provvedimento e' stato preso a seguito di un articolo, pubblicato il 4 febbraio, dal titolo "Voglio ammazzare Berlusconi", che descrive il premier nelle vesti di un alieno ipnotizzatore. “Sono allibita: il mio era un pezzo di satira, inserito in chiave chiaramente ironica e in uno spazio che già di per sé lo identificava come tale. Era un articolo surreale, iperbolico, umoristico, senza nessun intento di istigazione. Anzi, paragonavo Berlusconi ad un alieno, facevo il richiamo a pianeti e astronavi per rendere un contesto grottesco”, commenta la blogger e giornalista del ponente savonese, che aggiunge: “Hanno sequestrato il computer di mio figlio, tecnico informatico, che non c’entra nulla con l’attività della testata. Nemmeno mi sogno di volere la morte di qualcuno, tutti mi conoscono per il mio pacifismo”. Le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Bologna sono diffamazione aggravata, minacce e istigazione a delinquere. I pm titolari dell’inchiesta sono i sostituti bolognesi Enrico Cieri e Massimiliano Rossi. La donna, 58 anni, risultava ufficialmente detenere un’arma. Arma che successivamente è risultata essere stata ceduta nel corso degli anni, ma questo era stato uno dei motivi che aveva fatto sì che la perquisizione del domicilio venisse disposta con una certa urgenza. A questo indirizzo trovate la web cache Google dell'articolo.
Iscriviti a:
Post (Atom)


















