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Sicurezza, e-Security per prevenzione crimini: Ict con mappe rischio


Prevedere i reati e aiutare le forze dell'ordine a gestire disordine e insicurezza in città: è quanto si propone il progetto "eSecurity", il progetto pilota a livello nazionale finanziato con 448 mila euro dalla Ue che consentirà di disporre di innovativi strumenti digitali per la prevenzione del crimine. Contro il "disordine urbano" sarà sperimentata la "predictive policing" (polizia predettiva), un insieme di algoritmi matematici gestiti da un apposito software - anche condiviso on-line - e voluto dal Questore, Giorgio Iacobone, dalla neo Rettrice dell'Università di Trento, Daria de Pretis, e dal sindaco, Alessandro Andreatta.

Londra, riconoscimento facciale per identificare autori degli scontri


Qualche giorno fa, uno studio della Carnegie Mellon University aveva dimostrato come si potesse risalire all'identità di una persona semplicemente correlando, grazie a un software di riconoscimento facciale, il volto di una persona al suo profilo Facebook. Dopo i tumulti che hanno messo a fuoco e fiamme Londra, un gruppo di persone ha pensato di realizzare qualcosa di simile per identificare i responsabili degli scontri.

27 Maggio 2010 - L’orco passeggia sul filo, convegno contro pericoli in rete


Convegno su: “L’orco passeggia sul filo” (ovvero i pericoli on-line per gli adolescenti: analisi e proposte). Il cavo ritratto nel manifesto del convegno promosso dal centro studi psicosociali Calvani è quello di un mouse, annodato intorno ai polsi di due mani giunte, come in un sequestro. 

E difatti l’immagine evocata dagli esperti è quella di ragazzi che finiscono, spesso inconsapevolmente, ostaggio di estranei dapprima contattati virtualmente in qualche social network come Facebook o Twitter e poi magari incontrati fisicamente nella vita reale. 

«L’idea di bruto che tendiamo ad avere in mente - ha spiegato il criminologo Francesco Sidoti, presidente del corso di laurea in scienze dell’investigazione dell’università dell’Aquila - è ancora quella del mostro che se ne sta acquattato in qualche vicolo buio delle nostre città». 

«In verità ora i malintenzionati hanno a disposizione piazze elettroniche ben più ampie e oscure, in cui possono nascondersi dietro l’anonimato o sotto false identità, per sconfinare nella pedopornografia se non addirittura nell’omicidio. In letteratura sono citati serial killer che hanno agito così».


Via: Corriere della Sera
Foto: Ministero dell'Istruzione Treviso