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Web, operazione antimafia su scommesse illecite: 33 siti sequestrati


Le mani della della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese sul mercato delle scommesse online. È quanto emerso al termine di tre diverse indagini delle Procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo che hanno portato all'arresto di 68 persone e al sequestro di beni in Italia e all'estero per oltre 1 miliardo, oltre a quello di 23 società estere, 15 società italiane operanti nel settore dei giochi e delle scommesse,  33 siti nazionali e internazionali di “gambling on line”. Il volume delle giocate, riguardanti eventi sportivi e non, scoperto dagli investigatori di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, supera 4,5 miliardi.

Blogmeter mostra migliori brand su Facebook e Twitter a novembre


Nella classifica di Blogmeter spicca anche la pagina Facebook della Polizia di Stato, mentre tra i profili che crescono di più svetta Ovs. La pagina Twitter di IKEA Italia consolida la sua posizione, mentre quella del Ministero della Difesa ottiene nuovi seguaci. Se in campionato all’inizio ha stentato a ingranare (ma ora è tornata ai suoi livelli abituali), sui social la Juventus continua a non sbagliare un colpo. La tradizionale classifica Top Brands di Blogmeter che misura le performance dei brand sui due social più significativi, la pone ancora una volta in cima al rating di Twitter sia per la capacità di coinvolgere gli utenti, sia per la forza che dimostra nel conquistare nuovi follower.

Polizia blocca 17 falsi siti Enel, inviavano mail con virus Cryptolocker


Falsi avvisi spediti via email da parte dell’ente principale di forniture elettriche italiane. La Polizia Postale ha eseguito un’operazione che ha portato alla chiusura di 17 falsi siti dell’Enel all’interno del quale si celava un pericoloso malware che aveva mietuto vittime tra privati cittadini e soggetti pubblici. Nelle ultime settimane si era assistito ad un massiccio incremento della campagna di diffusione del malware noto come “Cryptolocker”. CryptoLocker è un trojan comparso intorno alla fine del 2013 ed è una forma di ransomware che infetta i sistemi Windows, criptando i dati della vittima e richiedendo un pagamento per la decriptazione, in genere non meno di 300 euro.

Polizia: presentati a Expo nuovi servizi hi-tech e app a tutela cittadini


Durante il convegno tenutosi nell'Auditorium di Palazzo Italia a Expo Milano 2015, sono stati illustrati dalla Polizia Postale i nuovi derivati della tecnologia informatica che permetteranno di difendersi dalle più recenti fenomenologie di attacco criminale alle infrastrutture informatiche. Tecnologia e sicurezza alleate per facilitare la vita dei cittadini, così la segnalazione di un abuso o la richiesta del passaporto passano per il Web o tramite app. La Polizia di Stato ha presentato a Expo le nuove tecnologie a tutto campo nel convegno "La tecnologia al servizio della sicurezza": si va dalla app del commissariato di polizia online alla rilevazione rapida degli incidenti stradali.

Polizia di Stato: Maturità al sicuro, campagna contro le bufale online


Ogni anno in occasione della Maturità si rincorrono puntualmente voci incontrollate sulle anticipazioni delle tracce ministeriali provenienti da Internet. Ed ogni anno si diffondono le consuete leggende metropolitane secondo cui sarebbe possibile venire a conoscenza dei compiti d’esame prima della fatidica apertura delle buste provenienti dal Ministero dell’Istruzione. Leggende che assumono il carattere di certezza per molti ragazzi che perdono ore intere in Rete alla ricerca di anticipazioni sulle tracce. La conferma si trova nella ricerca realizzata da Skuola.net, per la Polizia di Stato, su un campione di circa 2.500 studenti del quinto anno.

Cyberbullismo, progetto teatrale itinerante di Polizia e Baci Perugina


E' partita da Cagliari una suggestiva rappresentazione teatrale sul delicato tema del cyberbullismo che va ad integrarsi con la campagna educativa itinerante di “Una vita da social” alla sua 2^ edizione. Ancora una volta la Polizia di Stato scende in campo, questa volta con un marchio storico come Baci Perugina, con un solo grande obiettivo: “rendere la rete sempre più sicura per evitare che i gravissimi episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto della rete”, possano ripetersi.

Telecamere IP di Axis aiutano Polizia a identificare un tifoso violento


Le telecamere di rete del palazzetto in aiuto alla Polizia Scientifica nell’individuare un tifoso che ha ferito una hostess con una monetina. Le telecamere di rete Axis Communications si rivelano il partner ideale della Polizia di Stato, nel gestire la sicurezza all’interno del PalaWhirlpool di Varese. Grazie all’impianto di videosorveglianza progettato da Trium Security Consulting, partner installatore di Axis, è stato infatti possibile per la Polizia Scientifica, individuare un tifoso che dagli spalti ha lanciato in campo una monetina ferendo ad un occhio una hostess.

Polizia Postale: attenzione alle false proposte di lavoro offerte online


La Polizia Postale invita i cittadini a diffidare dalle proposte lavorative che promettono facili guadagni o che provengono via email da società estere sconosciute prive di specifici riferimenti. Nell’ottica dell’attività finalizzata alla prevenzione dei reati commessi a mezzo internet, la Polizia di Stato ritiene opportuno rendere edotti gli utenti del Web sul modus operandi intrattenuto dai cyber-criminali in alcuni episodi fraudolenti. Nel caso specifico, la Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Molise vuole mettere in guardia i cittadini sulle proposte di “lavoro da casa” che alcune sedicenti aziende offrono agli utenti della rete per arrotondare lo stipendio che, in tempo di crisi, spesso non basta.

Sicurezza, Privacy: ok dal Garante per le telecamere su divisa Polizia


La polizia potrà fare uso di piccole telecamere indossabili nel corso di manifestazioni pubbliche, ma solo in caso di effettiva necessità. Lo ha stabilito il Garante privacy che ha fornito il suo parere sul nuovo sistema di ripresa avviato in via sperimentale dal Dipartimento di pubblica sicurezza in quattro città, Torino, Milano, Roma e Napoli.Il sistema prevede l'assegnazione agli agenti di polizia di telecamere indossabili di ridotte dimensioni, da attivare nei casi in cui si verifichino situazioni di criticità in occasione di manifestazioni pubbliche.

Chiusa a Roma la campagna Una vita da Social della Polizia di Stato


"Si deve insistere sul potere delle parole, sull'uso del linguaggio e sulla forza della comunicazione. Voglio che la storia di mio figlio giri perché il suo compagno più perfido è stato il silenzio, tutto ciò che non è stato capace di dire". E' il desiderio espresso con le lacrime agli occhi ad oltre mille studenti della Capitale, che ascoltavano composti ed in silenzio, dalla mamma di Andrea Spaccacandela dopo la presentazione del format teatrale del giornalista Luca Pagliari dal titolo "Like, storie di vita online". Lo spettacolo si ispira alla vicenda del quindicenne romano schernito sui social network come il ragazzo "dalle unghie rosa", suicidatosi il 12 novembre 2012.

Sicurezza Web, progetto della Polizia contro rischi su social network


Con "Una Vita da Social" è partito un progetto di sicurezza nell'uso della Rete rivolto agli utilizzatori dei social network e in particolare agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, ai loro insegnanti e ai loro familiari. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina a Roma, alla presenza del capo della Polizia Alessandro Pansa, del direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato Santi Giuffrè e del direttore della Scuola superiore di polizia Roberto Sgalla.  

La Scuola superiore di polizia, per l'evento, ha ospitato circa 300 studenti delle scuole medie e superiori della Capitale; testimonial del progetto il conduttore televisivo Amadeus e il comico Maurizio Battista. Durante la cerimonia, sono stati proiettati il trailer del film "Disconnect" sulle relazioni pericolose che nascono in Rete e un video-contributo di Fiorello. "È un progetto ovviamente indirizzato ai giovani - ha affermato il prefetto Alessandro Pansa - che sono i principali consumatori della Rete". 

"L'iniziativa - ha sottolineato Pansa - vuole fare in modo che Internet possa essere vissuto da tutti, a partire dai banchi di scuola, come un'opportunità e non come un pericolo".  "Il divario fra la conoscenza digitale dei giovani e degli adulti - ha continuato il Prefetto - è enorme e così per i giovani i genitori non possono essere né modelli né maestri, perché in rete il più delle volte non sanno andarci. In rete ci si relaziona con un mondo intangibile, ci sono tante insidie e i genitori devono comunque rimanere un punto di riferimento, una guida".


"L'iniziativa nasce principalmente contro il cyberbullismo - ha spiegato Pansa - ovvero contro forme di bullismo esasperate che, allargandosi a un numero indeterminato di soggetti, rendono la vittima più debole e possono portare spesso a gesti inconsulti". La seconda più importante minaccia "È l'adescamento - ha aggiunto il capo della Polizia - che può avere soltanto fini economici e commerciali, essere finalizzato alla truffa o al furto di denaro, ma che altre volte serve ad attrarre giovani e ragazze a incontri o appuntamenti che poi possono finire in maniera tragica". 

"Una Vita da Social - ha concluso il capo della Polizia - è un esempio positivo di collaborazione fra pubblico e privato. Mette insieme tante competenze e conoscenze, da oggi a disposizione dei ragazzi". Fatti di cronaca legati al cyber bullismo, alcuni finiti in suicidi di adolescenti, ed il generalizzato uso distorto della Rete e dei social network, sono fenomeni che la Polizia di Stato, con la collaborazione del ministero dell'Istruzione vuole portare all'attenzione anche dei genitori e degli insegnanti. 

Ci si può difendere da queste forme virtuali di pericoli conoscendoli. La campagna di educazione alla legalità su Internet ha, per questo motivo, un carattere itinerante su tutto il territorio nazionale: all'interno di un autocarro gli specialisti della Polizia postale illustreranno a tutti i visitatori, studenti e famiglie, le principali insidie della Rete, fornendo consigli per una navigazione sicura. La prima tappa è iniziata ieri con gli studenti invitati alla presentazione. Fiorello e gli amici dell'edicola presentano il progetto "Una vita da social".



Carte credito clonate, sgominata banda internazionale degli skimmer


La Polizia postale di Perugia ha stroncato un giro di carte di credito clonate, smantellando un'organizzazione criminale internazionale. Era andato al bancomat per fare un prelievo e si è accorto che c'era uno skimmer, l'apparecchio utilizzato dai criminali per sottrarre i codici di sicurezza delle carte elettroniche. L'uomo era un agente della polizia postale di Perugia e dopo aver denunciato la cosa ai suoi superiori è subito scattato l'appostamento, che ha portato all'arresto in flagranza di tre romeni. 

I criminali sono stati bloccati proprio mentre cercavano di rimuovere l'apparecchio elettronico da uno sportello bancomat di Poste Italiane, a Santa Maria degli Angeli, una frazione del comune di Assisi, in provincia di Perugia. L'episodio risale al settembre 2012 ed è stato l'inizio dell'operazione "Medusa", che ha portato gli agenti del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni del capoluogo umbro a fare luce su un'organizzazione criminale di matrice romena, arrivando a indagare 22 persone, per le quali il Tribunale ha emesso altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere. 

Nove appartenenti al gruppo sono stati arrestati, mentre un'ordinanza è stata notificata nel carcere di Frosinone. Altre quattro sono state comunicate a persone detenute all'estero, e per la precisione due in Romania e altrettanti in Danimarca. Sono tuttora ricercati sul territorio romeno gli altri otto membri della banda. Per tutti l'accusa è di associazione per delinquere, finalizzata all'installazione di apparecchiature atte a catturare i codici delle carte di credito/debito e alla successiva falsificazione delle carte stesse. 

L'indagine - spiega una nota della Polizia di Stato - si è svolta tramite l'analisi di tabulati telefonici, intercettazioni telefoniche, messaggistica istantanea e caselle di posta elettronica. Alla fine gli specialisti della postale hanno individuato l'attività della banda che installava gli skimmer in numerosi sportelli bancomat di vari istituti di credito in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Puglia e Calabria. 

I criminali, capeggiati da uno dei romeni detenuto in Danimarca, erano organizzati in quattro sottogruppi, in base alle aree di azione: Torino, Milano, Ravenna e il gruppo di Roma, che in realtà agiva a Latina e Frosinone. Gli investigatori hanno attribuito all'organizzazione più di 50 attacchi ai bancomat, ma potrebbero essere molti di più. È stato accertato che l'organizzazione ha fatto prelievi illeciti per almeno 150mila euro, ma il danno complessivo derivante dall'interruzione del servizio e dal danneggiamento degli sportelli bancomat è stato quantificato in circa 500mila euro. 

Gli arresti sono stati eseguiti in Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e nelle Marche in collaborazione con i Compartimenti della polizia postale presenti in queste regioni. Per alcuni degli indagati si è dovuto ricorrere all'Interpol per localizzarli ed arrestarli in Romania e Danimarca. L'importante risultato investigativo si è raggiunto anche grazie alla collaborazione con la struttura di tutela aziendale di Poste Italiane. Postamat è il nome del circuito domestico di prelievo e pagamento gestito da Poste italiane. 

Kaspersky Lab, ricerca su sicurezza Internet in Europa: Italia indietro


Gli italiani passano indubbiamente molto tempo online. Sono utenti molto attivi nella comunicazione mobile, ma quando si tratta di operazioni delicate come quelle bancarie o gli acquisti online, sono più reticenti rispetto agli utenti degli altri paesi. “Solo” l’88% degli utenti Internet italiani dichiara di effettuare transazioni finanziarie sensibili sui propri dispositivi mobile, mentre negli altri paesi questa percentuale è molto più alta. In Francia, ad esempio, è pari al 97%. 

Gli italiani non risultano particolarmente interessati ad installare applicazioni di sicurezza su smartphone e tablet e il 40% degli utenti che utilizzano smartphone Android e che hanno partecipato al sondaggio, hanno ammesso di non avere installato applicazioni di sicurezza sui propri dispositivi. In Italia, anche i tablet non sono adeguatamente protetti, con il 47% dei proprietari di tablet Android che non hanno installato software di sicurezza. Anche in tema di crittografia, gli italiani tendono ad essere indietro rispetto ad altri paesi. 

Mentre in media il 33% degli utenti nel mondo protegge gli smartphone con sistemi di crittografia, solo il 10% degli italiani lo fa e le percentuali relative ai dispositivi Apple e ai tablet non sono migliori. Installare una soluzione di sicurezza adeguata è fondamentale, dal momento gli utenti italiani non eseguono il backup di file quali film, musica e giochi per computer sui propri dispositivi (con un valore medio di 398 dollari). Gli hotspot pubblici sono molto popolari in Italia, con il 71% della quota di utenti che è comunque inferiore rispetto ad esempio alla Spagna (84%). 

E’ importante notare come il 59% degli italiani non assuma particolari misure per proteggere i propri dispositivi quando accede ad Internet attraverso hotspot pubblici. Il 37% degli italiani intervistati da Kaspersky Lab, infatti, ha dichiarato di essere stata vittima di un attacco malware nel corso dell’anno precedente. La ricerca ha rilevato che in Italia vengono colpiti un numero di profili online superiore rispetto alla media, in particolare quelli dei siti di social networking come Facebook. 

Il 12 percento degli italiani ha infatti dichiarato che persone non autorizzate hanno avuto accesso ad account online nel corso dell’anno passato. La percentuale è superiore solo nel Regno Unito (14 percento), mentre quella più bassa è stata rilevata in Francia (5 percento). Nonostante ciò, gli italiani custodiscono gelosamente il proprio smartphone, con solo il 4 percento che ha dichiarato di aver perso un dispositivo mobile (o aver subito un furto) negli ultimi 12 mesi. 

Quando un dispositivo viene perso o rubato, la ricerca rivela che il 55% degli utenti blocca la SIM Card, mentre il 56% lo comunica alla polizia. Gli utenti italiani sottovalutano la pericolosità delle password e l’11% utilizza la stessa per tutti gli account personali. Questa cifra è la più alta d’Europa, mentre in Germania ad esempio solo il 3% degli utenti è cosi poco previdente. Gli utenti italiani tendono inoltre a gestire le password con un metodi poco sicuri, con il 19% che le scrive su un foglio e il 40% che utilizza password che possono essere indovinate facilmente.


Fonte: Kaspersky

Razzismo online: operazione Stormfront II, perquisizioni in tutta Italia


Blitz della polizia di Roma contro il razzismo sul web. Dalle prime ore di ieri mattina gli agenti hanno eseguito 35 perquisizioni nei confronti di altrettante persone residenti in 22 diverse province italiane, tra cui Roma e Milano, per identificare gli autori e i componenti di un nuovo forum nazista nato sulla scia di "Stormfront", sito già in passato oscurato. Ventiquattro le persone indagate per diffusione sulla rete di idee fondate sull'odio razziale ed etnico e di incitamento a commettere atti di discriminazione e di violenza per motivi razziali ed etnici. 

L'attività investigativa è stata incentrata sull'identificazione degli autori della diffusione sulla rete internet, attraverso canali di condivisione video, di un filmato, denominato "Il nemico occulto - un documentario sulla questione ebraica", realizzato da utenti della sezione italiana del forum "Stormfront", dagli evidenti contenuti antisemiti che riproduce immagini finalizzate ad accusare gli ''ebrei'' della crisi economica mondiale, indicando alcuni di loro come titolari di ruoli apicali all'interno di banche ed altre istituzioni. 

Nello stesso contesto sono stati condotti approfondimenti per risalire agli autori di "post", pubblicati sempre sul forum italiano Stormfront, istigatori all'odio ed alla violenza per motivi razziali, etnici nazionali ed al contempo fortemente diffamatori nei confronti di alcuni personaggi pubblici, quali il sindaco di Lampedusa, Giuseppina Maria Nicolini, Carla Di Veroli, già assessore alla politiche culturali, giovanili e pari opportunità di un Municipio di Roma ed il noto scrittore Roberto Saviano

I ''post'' in argomento, sono stati pubblicati da utenti coperti nell'identità personale da pseudonimi, alcuni dei quali palesemente echeggianti una cultura della discriminazione. "Si tratta di un'organizzazione pericolosa sotto il profio ideologico e che trova radici in un'epoca storica che sembra apparentemente lontana. Dobbiamo fare i conti con l'estremismo ideologico che si muove in Europa. E' impressionante leggere quello che scrivono questi soggetti", ha detto il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, nel corso della conferenza stampa sull'operazione. 

Le nuove indagini sono state avviate alcuni mesi fa dalla Digos di Roma in collaborazione con la Polizia Postale. Nel corso delle perquisizioni, ha spiegato il dirigente della Digos di Roma, Diego Parente, è stato "sequestrato materiale informatico che serviva per mettere in rete i messaggi. Ma anche altro materiale come documenti, bandiere, magliette e riviste dai contenuti neonazisti e antisemiti. In un caso sono state trovate anche armi: due moschetti con munizionamento".

"Tra i 24 indagati - ha poi aggiunto - c'erano persone tra i 17 e i 51 anni. Si tratta di studenti, disoccupati e lavoratori. Alcuni avevano anche precedenti specifici mentre due persone avevano contatti con ambienti anarchici". Per uno di loro, un 51enne individuato a Mantova, sono scattate le manette. L'uomo è stato trovato in possesso di 2 moschetti "94" completi di munizionamento, un involucro di bomba a mano, 7 baionette e una bandiera con svastica. Da qui l'arresto per il possesso di porto abusivo di armi, oltre alla denunci per istigazione all'odio razziale. 

L'indagine fa seguito all'operazione "Stormfront", culminata nel novembre 2012, nell'arresto di quattro persone, tra cui Daniele Scarpino, promotore dell'associazione e moderatore del forum www.stromfront.org/forum/f148, Diego Masi e Luca Ciampaglia, moderatori del forum, e Mirko Viola, utente del forum particolarmente attivo nella pubblicazione di post ''tematici''. Il processo relativo alla prima indagine si è concluso, per i quattro arrestati, con la condanna a pene che variano da 3 anni a 2 anni e 6 mesi di reclusione.


Fonte: Adnkronos

Cybercrime, parte progetto OF2CEN contro attacchi a home banking


La Polizia di Stato attraverso una sua specialità, la polizia postale e delle comunicazioni, ha presentato "OF2CEN" (On-line fraud cyber centre and expert network), un progetto europeo di contrasto avanzato ai crimini informatici. Lo ha fatto ieri, al Polo Tuscolano di Roma, mediante una piattaforma di information sharing, sviluppata grazie a un consorzio di organizzazioni del settore privato e pubblico, con il finanziamento dell'Unione europea, attraverso il programma Prevenzione e lotta contro la criminalità (ISEC).

Sicurezza, il Commissariato online si rinnova e approda su Facebook


Un portale al passo coi tempi, dei social network e delle nuove generazioni. In grado di ottenere risposte immediate, in tempo reale, per evitare di cadere nelle tante trappole della rete internet. Queste le finalità del nuovo commissariato di polizia online il cui "nastro" è stato tagliato, sempre telematicamente, ieri mattina dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, alla presenza del capo della Polizia Alessandro Pansa durante una cerimonia che si è svolta presso il Polo Tuscolano di Roma. 

Il nuovo commissariato di Ps online (www.commissariatodips.it), gestito dalla polizia postale e delle comunicazioni, si avvale di investigatori, tecnici ed esperti, con 10 postazioni di lavoro per 24 ore al giorno, che garantiranno un servizio su materie giuridiche e sociali. Tra le novità anche l'istituzione dell'innovativa pagina Facebook (http://on.fb.me/16xaZ53) dove verranno "postate" tutte le iniziative della Polizia Postale e gli eventuali allarmi di frodi di nuova generazione.

Il nuovo commissariato online sarà raggiungibile su tutto il territorio nazionale attraverso 20 compartimenti e 80 sezioni della specialità, con un punto di contatto. Il portale del "Commissariato di P.S. online" è un punto di riferimento ove trovare informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, scaricare modulistica e presentare denunce. Un lavoro intenso e prezioso, quello già svolto dal commissariato online, che al 30 settembre di quest'anno ha visto dare risposte a oltre 10 mila richieste ricevendo oltre 9.600 segnalazioni e quasi 4.500 denunce.


A ribadire l'importanza di questa nuova struttura telematica, il capo della Polizia Alessandro Pansa che ha sottolineato, parlando di contrasto al cybercrime, come di un ''settore complesso, articolato e in continua evoluzione nel quale si accumulano di continuo, nuove problematiche''. Secondo il prefetto Pansa, inoltre, quello del cybercrime è un ''settore spesso sconosciuto ma che trova giusta risposta in una realtà come quella, appunto, del commissariato online''.

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano nel suo intervento conclusivo ha voluto ricordare, che "la criminalità informatica non ha barriere d'accesso nè frontiere e la polizia è la forza del bene che oggi si contrappone alla forza del male anche dalle postazioni informatiche, con la creazione del portale del nuovo Commissariato online". Vi è una nuova frontiera della polizia di prossimità, dopo il poliziotto di quartiere: oggi c'è il poliziotto informatico, che risponde al clic del cittadino al computer". 

A illustrare le novità del portale era stato, poco prima, il direttore delle Specialità della polizia Santi Giuffrè, definendo il Commissariato "una storia di successo" e spiegando come attualmente sia diviso in tre sezioni: quella dedicata alle informazioni, quella riservata alle domande e quella per inviare segnalazioni e denunce. Come per il prefetto Pansa anche per il dirigente della polizia postale, Antonio Apruzzese, "il web e' una piazza virtuale del Commissariato Online rappresenta la presenza fisica della polizia in questo ambiente virtuale, sempre operativa e pronta a dare una risposta di sicurezza all'utenza".


Fonte: Polizia di Stato
Foto archivio

Anonymous attacca sito sindacato Polizia Siulp, violati 16mila account


Il sito del più grande sindacato italiano di polizia, il Siulp, è stato attaccato da Anonymous, il collettivo di hacker che proprio una settimana fa aveva visto quattro suoi esponenti finire agli arresti della polizia postale. Su Facebook la pagina di Operation Payback Ita un post annuncia l'attacco e, come spiega l'AGI, l'azione che avrebbe portato anche alla violazione di ben 16mila account email degli iscritti è stata rivendicata da Anonymous sul suo blog http://anon-news.blogspot.it/

Truffe online, estorsione via Skype e Facebook: raggiri in tutta Italia


Una nuova truffa realizzata sulla rete è stata smascherata dagli uomini del commissariato di Rovereto dopo la segnalazione di un giovane italiano minorenne caduto nelle trame dei malfattori. Il sistema ingegnoso prevedeva un adescamento attraverso un sito di chat dove il ragazzo, dopo essersi collegato, era stato contattato da una persona che fingendosi una ragazza lo aveva prima convinto a dargli l'amicizia su Facebook e poi a collegarsi via webcam sul sito Skype

Durante il collegamento via Skype dell'altra parte il ragazzo aveva trovato una donna che denudatasi lo aveva invitato a fare altrettanto e ad iniziare del petting virtuale. Dopo qualche minuto di collegamento improvvisamente l’interlocutore si è mostrato per quello che era in realtà, ovvero un uomo. Da qui le minacce di mettere in rete il filmato che ritraeva il giovane e di girarlo anche a tutte le sue amicizie Facebook se non avesse pagato 500,00 euro. 

Per dimostrare che non stava scherzando e che effettivamente aveva registrato l'incontro, gli aveva inviato un link su Youtube, che poteva essere visto solo dal ragazzo. Una volta date le indicazioni anche sulle modalità di pagamento al giovane non è rimasto altro da fare che pagare. Scattata la denuncia i poliziotti hanno accertato che questo non è stato il primo caso e che dal mese di novembre 2012 fino al gennaio 2013 altre persone hanno effettuato rimesse di denaro dall'Italia in favore del truffatore H.H. residente in Marocco per un totale complessivo di circa 3.000,00 euro. 

Le successive verifiche hanno poi permesso di constatare che tutte le rimesse di denaro in Marocco sono state riscosse sempre dalla stessa persona che ha sempre esibito lo stesso documento di identità. Ora i poliziotti di Rovereto lavorano in collaborazione con l'Interpol e con le Squadre Mobili ed i Commissariati di Pubblica Sicurezza dei luoghi dove le altre truffe si sono consumate per assicurare il truffatore alla giustizia. Attenzione dunque alle videochat, webcam chat, come Chatroulette, si potrebbe incappare in qualche ricatto cosi com'è è successo in questi mesi in tutta Italia.


Fonte: Polizia di Stato
Foto archivio

Sicurezza, e-Security per prevenzione crimini: Ict con mappe rischio


Prevedere i reati e aiutare le forze dell'ordine a gestire disordine e insicurezza in città: è quanto si propone il progetto "eSecurity", il progetto pilota a livello nazionale finanziato con 448 mila euro dalla Ue che consentirà di disporre di innovativi strumenti digitali per la prevenzione del crimine. Contro il "disordine urbano" sarà sperimentata la "predictive policing" (polizia predettiva), un insieme di algoritmi matematici gestiti da un apposito software - anche condiviso on-line - e voluto dal Questore, Giorgio Iacobone, dalla neo Rettrice dell'Università di Trento, Daria de Pretis, e dal sindaco, Alessandro Andreatta.

Pedofilia/ nascosti nel Deep Web: torture e violenze su bimbi, 10 arresti


Si nascondevano nel "deep-web", quella parte della Rete che, per le sue caratteristiche, garantisce l'anonimato perché non indicizzata dai motori di ricerca, rendendo difficilmente rintracciabili sia i contenuti che i navigatori. In questa sorta di limbo senza regole si scambiavano video e foto di bambini, raccontandosi anche lo loro "esperienze", dando vita così a una vera e propria comunità virtuale di pedofili, nella quale si davano consigli sulle tecniche per adescare i minori, le sostanze stupefacenti da somministrare per evitare che si ribellassero o memorizzassero i soprusi subiti. 

Al termine dell'operazione "nessun dorma" gli agenti della polizia postale di Salerno hanno individuato e arrestato dieci persone. I poliziotti, agendo come cyber-infiltrati, sono riusciti a carpire i segreti del gruppo, facendo emergere la loro organizzazione e le regole che ne disciplinavano l'appartenenza. Gli agenti hanno effettuato anche decine di perquisizioni in tutta Italia, riuscendo a mettere le mani sul più grande archivio mai scoperto nel nostro Paese: più di 5 milioni di file tra video e foto, molti dei quali inediti. 

Tra questi molti ritraggono neonati sottoposti a violenze sessuali e torture. Tra gli indagati anche una donna siciliana che ha realizzato e pubblicato fotografie che la ritraggono mentre, vestita da suora, compie atti sessuali con il proprio figlio di otto anni. Il materiale era ben catalogato e suddiviso in sezioni. Nella parte denominata "soft" erano archiviate immagini di bambini nudi; in quella "hard" c'erano le violenze; nella sezione "hurt" i documenti relativi alle violenze sessuali e torture mentre in quella denominata "death" le apparenti uccisioni dei bambini violentati. 

Per entrare a far parte della comunità l'aspirante adepto doveva installare un software dedicato per l'accesso alla rete; una volta entrati potevano creare il proprio spazio solo dopo essere stati invitati dai promotori del gruppo. Infine, per accedere ai contenuti dovevano individuare, attraverso il passaparola con gli altri iscritti, gli indirizzi web dove andare a scaricare il materiale pedopornografico in quanto nella rete i contenuti non sono indicizzati e quindi non rintracciabili dai motori di ricerca. 

Se si trasgredivano le rigide regole interne si veniva esclusi dalla comunità. L'indagine della Postale  della Campania è stata possibile grazie alle innovative tecniche investigative utilizzate, con la sperimentazione di nuovi software che hanno permesso nuove forme di intercettazioni telematiche. Il ruolo decisivo lo hanno avuto comunque alcuni agenti che, autorizzati ad infiltrarsi nella comunità, hanno acquisito le prove necessarie a identificare i singoli pedofili.