MarkMonitor, azienda specializzata nella protezione del brand online, ha scoperto un gran numero di siti che vendono la "pillola dimagrante" 2, 4-dinitrofenolo (Dnp). Di questo farmaco si è ampiamente parlato sui media nelle ultime settimane, definita come pillola killer, a seguito dei numerosi e tragici casi dove il Dnp era stato acquistato attraverso internet. L'Interpol ha successivamente emesso un'allerta per la salute mondiale sulla minaccia rappresentata da questo farmaco. La polizia internazionale, su richiesta della Francia, ha emesso un "allarme arancione" ai 190 paesi aderenti sulla circolazione globale del Dnp che viene distribuito su Internet.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Farmaci, MarkMonitor: molti siti web vendono pillole al dinitrofenolo
MarkMonitor, azienda specializzata nella protezione del brand online, ha scoperto un gran numero di siti che vendono la "pillola dimagrante" 2, 4-dinitrofenolo (Dnp). Di questo farmaco si è ampiamente parlato sui media nelle ultime settimane, definita come pillola killer, a seguito dei numerosi e tragici casi dove il Dnp era stato acquistato attraverso internet. L'Interpol ha successivamente emesso un'allerta per la salute mondiale sulla minaccia rappresentata da questo farmaco. La polizia internazionale, su richiesta della Francia, ha emesso un "allarme arancione" ai 190 paesi aderenti sulla circolazione globale del Dnp che viene distribuito su Internet.
Droghe, CNR: 54mila giovani consumano sostanze senza conoscerle
Sono le sostanze ‘sconosciute’ usate da oltre cinquantamila mila ragazzi, assieme agli psicofarmaci assunti senza prescrizione medica, soprattutto dalle ragazze, la preoccupante novità del consumo di droghe, che coinvolge circa 700 mila studenti italiani di 15-19 anni. A dirlo, lo studio dei ricercatori dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ESPAD®Italia 2014 (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs). Cresce il consumo di cannabis, che resta la sostanza psicoattiva più diffusa e per la quale aumentano i consumatori abituali, la cocaina è meno usata e l’eroina è stabile.
Salute: fumare cannabis da adolescenti abbassa il quoziente intellettivo
La dipendenza da marijuana o il suo uso continuato prima dei 18 anni provoca danni durevoli a carico di intelligenza, attenzione e memoria. A dirlo, una ricerca della Duke University pubblicata sulla rivista Pnas. Sulla base dei dati relativi a oltre 1.000 neozelandesi, nati fra il 1972 e il 1973 in Nuova Zelanda, i soggetti che cominciano a usare cannabis nell'adolescenza e la consumano per anni hanno mostrato una riduzione di 8 punti nel quoziente intellettivo, confrontando il Qi a 13 e a 38 anni.
"Smettere di far uso di cannabis non riusciva a rimediare ai danni causati", ha dichiarato Madeline Meier, che ha condotto lo studio. Gli scienziati ritengono che il punto cruciale stia nell'età in cui si comincia a far uso di marijuana e nella fase di sviluppo in cui si trova il cervello: prima dei 18 anni, il cervello si sta ancora organizzando e rimodellando per diventare più efficiente, e potrebbe essere molto vulnerabile ai danni provocati da queste droghe.
"La marijuana, per gli adolescenti, non è innocua", ha dichiarato Meier, che ha seguito, per la precisione, un gruppo di 1037 soggetti di Dunedin, Nuova Zelanda, nati nel 1972-1973, dalla nascita fino ai 38 anni di età. Circa il 5 per cento del gruppo era considerato marijuana dipendente, oppure ne faceva uso per più di una volta alla settimana prima dei 18 anni. All'età di 38 anni, le persone che facevano un uso persistente della cannabis durante l'adolescenza conseguivano punteggi peggiori nei test su memoria, velocità di ragionamento e elaborazione visuale, oltre a perdere 8 punti di Qi.
"Calare dalla media di 100 a 92 significa ritrovarsi dal 50esimo percentile di popolazione al 29mo percentile, una caduta non indifferente", ha concluso Meier. All'età di 38 anni, tutti i partecipanti allo studio sono stati sottoposti ad una serie di test psicologici per valutare la memoria, la velocità di elaborazione, il ragionamento e l'elaborazione visiva. Le persone che hanno usato marijuana con costanza hanno ottenuto dei punteggi significativamente scarsi sulla maggior parte dei test.
Via: AGI
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