Una vecchia vulnerabilità appena scoperta nel kernel di Linux, permetteva potenzialmente agli hacker di ottenere i privilegi, o causare un denial of service. La falla è stata rapidamente risolta e non ci sono stati segni di essa in natura, anche se questo non significa necessariamente che sia rimasta inosservata. Il bug di sicurezza scoperto da un ricercatore di Positive Technologies, la stessa società che ha rivelato un debug nei processori Intel, esisteva da sette anni. L’azienda raccomanda agli utenti di installare gli ultimi aggiornamenti di sicurezza e di bloccare manualmente il modulo difettoso per salvaguardare l'uso del sistema operativo sia nelle aziende che in casa.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Positive Technologies scopre bug presente nel kernel Linux dal 2009
Una vecchia vulnerabilità appena scoperta nel kernel di Linux, permetteva potenzialmente agli hacker di ottenere i privilegi, o causare un denial of service. La falla è stata rapidamente risolta e non ci sono stati segni di essa in natura, anche se questo non significa necessariamente che sia rimasta inosservata. Il bug di sicurezza scoperto da un ricercatore di Positive Technologies, la stessa società che ha rivelato un debug nei processori Intel, esisteva da sette anni. L’azienda raccomanda agli utenti di installare gli ultimi aggiornamenti di sicurezza e di bloccare manualmente il modulo difettoso per salvaguardare l'uso del sistema operativo sia nelle aziende che in casa.
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Red Hat annuncia disponibilità Fedora 25 con supporto a Wayland
La versione più recente del sistema operativo open source gratuito supporta il display server Wayland e una nuova piattaforma specifica per container Linux® per gli ambienti basati sul cloud computing. The Fedora Project, progetto di collaborazione open source community-driven promosso da Red Hat, Inc., ha annunciato la disponibilità generale di Fedora 25, la più recente release del sistema operativo fully-open Fedora. Come nelle sue versioni precedenti, anche Fedora 25 comprende una serie di pacchetti base che costituiscono il fondamento di tre edizioni distinte: Fedora 25 Workstation, Fedora 25 Server e, in sostituzione di Fedora Cloud, Fedora 25 Atomic Host.
Fedora 23 Beta porta aggiornamenti di sicurezza e migliore usabilità
Il Fedora Project Team ha annunciato la disponibilità in beta di Fedora 23, versione più recente del sistema operativo Fedora. Sistema gratuito, basato su Linux, sviluppato e curato dalla comunità globale del Fedora Project, la beta di Fedora 23 conferma la mission di Fedora come sistema operativo open source di riferimento per tutti i casi di utilizzo, con il rilascio di tre diverse edizioni: Fedora 23 Cloud Beta, Fedora 23 Server Beta e Fedora 23 Workstation Beta. A partire dal mese di novembre, gli sviluppatori di Fedora concentreranno i loro sforzi sulla prossima major release della distribuzione, Fedora 24, che dovrebbe vedere la luce giorno 17 maggio 2016.
Fedora 22 porta ulteriori innovazioni per cloud, server e workstation
A poco più d'un mese dal rilascio della versione Beta di Fedora 22 arriva la versione stabile piena di novità. The Fedora Project, una collaborazione guidata dalla comunità e sponsorizzata da Red Hat, Inc., ha annunciato la disponibilità di Fedora 22, la più recente release del sistema operativo aperto e gratuito. Ancora una volta la nuova versione va a completare l’iniziativa Fedora.next che aveva stabilito tre distinte edizioni di Fedora – Fedora Cloud, Fedora Server e Fedora Workstation. Dopo aver lavorato per mettere a punto la prima distribuzione per abbracciare Fedora.next (Fedora 21), Fedora 22 segna il ritorno alla usuale cadenza semestrale.
Rilasciato Fedora 22 beta version con supporto per AArch64 e Power
La versione beta di Fedora 22 per AArch64 e Power Architectures è stata da poco rilasciata, con un'anteprima delle più recenti tecnologie free e open source in via di sviluppo. La versione beta contiene tutte le caratteristiche interessanti dell'edizioni di Fedora 22 in una forma che chiunque può testare. Questo test, guidato dal Fedora QA team, aiuta gli sviluppatori a individuare e identificare i bug. Quando questi difetti saranno corretti, il team renderà disponibile una nuova Beta. La versione beta diventerà una caratteristica completa e sarà molto simile alla terza e conclusiva release. La versione finale di Fedora 22 è prevista entro il mese di maggio.
Rilasciato GNOME 3.16 con oltre 33.000 modifiche e grafica migliore
L'ultima versione del desktop GNOME non è un semplice rilascio di bug fix, ma offre un sistema di notifica rinnovato con miglioramenti visivi, applicazioni aggiornate, e un trio di nuove anteprime delle applicazioni. GNOME Project ha rilasciato GNOME 3.16, l'ultima versione di GNOME 3. La nuova release è il risultato di sei mesi di lavoro, e comprende 33.525 modifiche provenienti da 1.043 autori. GNOME 3.16 porta un nuovo sistema di notifica in risposta al feedback degli entusiasti utenti GNOME. La grafica di GNOME 3 ha ricevuto anche un update, e la sua suite di applicazioni è stata aggiornata, con miglioramenti a file, musica, foto, mappe e altro ancora.
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Heartbleed, milioni di password a rischio per grave falla in OpenSSL
Per milioni di utenti di internet carte di credito, password e dati sensibili sono a rischio da due anni. La colpa è di una falla nel sistema di crittografia "OpenSSL", utilizzato da due terzi dei server per proteggere le transazioni commerciali, le comunicazioni riservate e altri contenuti che dovrebbero rimanere inaccessibili. La minaccia è stata denominata "Heartbleed" (cuore sanguinante), e potrebbe essere stata sfruttata dagli hacker per impadronirsi di una gigantesca mole di dati senza lasciare alcuna traccia.
Il mal funzionamento è stato scoperto da un gruppo di ricercatori finlandesi che lavorano per Codenomicon, società che produce sistemi di sicurezza di Saratoga, California. Insieme a loro anche due ingegneri di Google hanno individuato l'errore. Heartbleed apre una falla nel sistema SSL/TLS (protocolli Transport Layer Security), la cui presenza è identificata da un lucchetto nella barra degli indirizzi del browser e dalla scritta "HTTPS", cioè i simboli che indicano all'utente che la connessione è sicura.
Il bug Heartbleed consente a chiunque su Internet di leggere la memoria dei sistemi protetti dalle versioni vulnerabili del software OpenSSL. Questo compromette le chiavi segrete utilizzate per identificare i fornitori di servizi e per crittografare il traffico, i nomi e le password degli utenti e il contenuto effettivo. Ciò consente agli aggressori di spiare le comunicazioni, rubare dati direttamente da servizi e utenti, nonché di impersonare servizi e utenti. Nelle loro mani potrebbero essere finiti anche dati sanitari.
Il bug avrebbe messo a rischio soprattutto Yahoo! Mail, Tumblr e Flickr, ma non è escluso che potrebbero esser stati presi di mira anche Google, Facebook, Amazon e Twitter. L'aspetto più curioso è che si tratta di una falla non recente: risale infatti al 2011, ma è stata scoperta solo Lunedì. E' possibile controllare se un sito è vulnerabile inserendo l'indirizzo Web a questa pagina. Anche se la falla può essere chiusa con un update software, secondo gli esperti ci sono motivi per continuare ad essere preoccupati.
"Credo che nessuna persona che abbia usato questa tecnologia si trovi in una posizione tale da poter dire con certezza che i suoi dati non sono stati compromessi", afferma David Chartier, amministratore delegato della società di sicurezza informatica Codenomicon. Lunedì i ricercatori della società hanno invitato le aziende a cambiare le loro chiavi private di criptazione e chiesto agli utenti della Rete di inserire nuove password, soprattutto per i siti in cui si conservano informazioni sensibili.
"Credo che nessuna persona che abbia usato questa tecnologia si trovi in una posizione tale da poter dire con certezza che i suoi dati non sono stati compromessi", afferma David Chartier, amministratore delegato della società di sicurezza informatica Codenomicon. Lunedì i ricercatori della società hanno invitato le aziende a cambiare le loro chiavi private di criptazione e chiesto agli utenti della Rete di inserire nuove password, soprattutto per i siti in cui si conservano informazioni sensibili.
"Se avete bisogno di restare anonimi o di avere privacy, fareste meglio a non usare Internet per i prossimi giorni", ha avvertito in un messaggio Tor Project, il sistema di comunicazione anonima. Come spiega Electronic Frontier Foundation (EEF), Heartbleed non è un bug nella progettazione di HTTPS in sé, ma piuttosto il risultato di un semplice errore di programmazione nel software OpenSSL. EEF consiglia di implementare Perfect Forward Secrecy, che protegge i dati cifrati, anche nel caso siano stati intercettati.
Red Hat rilascia Enterprise Linux 7 beta version basata su Fedora 19
Dal suo lancio avvenuto oltre 10 anni fa, Red Hat Enterprise Linux è diventata la principale piattaforma Linux del mercato e ha contribuito a determinare gli standard in termini di prestazioni, capacità, potenzialità e sicurezza. Oggi, Red Hat Enterprise Linux è presente nei principali data center del mondo, in aziende di tutti i settori industriali e si è evoluto per diventare il sistema operativo principale degli ambienti cloud. Con l’annuncio della disponibilità di Red Hat Enterprise Linux 7 beta, i clienti, e i partner possono dare un feedback su quella che riteniamo sia la release più innovativa di tutti i tempi.
Red Hat, progressi alla roadmap OpenStack Enterprise e Community
Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato una serie di novità portate alla roadmap ed alle tecnologie - enterprise e community - di OpenStack, tra cui l’evoluzione della propria offerta enterprise Red Hat OpenStack in un programma Early Adopter e la disponibilità di RDO, una distribuzione OpenStack supportata dalla community che opera su sistemi Red Hat Enterprise Linux, Fedora e sui loro derivati.
Inoltre, Red Hat ha anche presentato il Red Hat OpenStack Cloud Infrastructure Partner Network, un ecosistema globale di partner tecnologici e di servizio, teso ad accelerare l’adozione di soluzioni Red Hat Cloud Infrastructure.
Il programma Early Adopter di Red Hat OpenStack
Lo scorso agosto, Red Hat ha annunciato la disponibilità della preview release della sua distribuzione Red Hat OpenStack, basata sul noto framework OpenStack, per la creazione e la gestione di cloud IaaS (Infrastructure-as-a-Service) private, pubbliche e ibride.
Con questo, Red Hat ha concretizzato il suo primo passo verso l’unica distribuzione OpenStack del mercato pronta per l’enterprise, grazie al suo supporto commerciale, all’ecosistema certificato di vendor hardware e applicativi ed alla consolidata leadership nella realizzazione di solide cloud open source per organizzazioni di tutto il mondo, impegnate nella ricerca di soluzioni e supporto di livello enterprise.
Oggi, Red Hat annuncia l’evoluzione della sua distribuzione Red Hat OpenStack, passata dalla versione di preview ad un programma Early Adopter.
La Preview di Red Hat OpenStack era basata sulla release comunitaria Essex. Oggi, il programma Early Adopter di Red Hat OpenStack si basa sulla release comunitaria Folsom, di cui Red Hat è il secondo principale contributor aziendale a livello di codice. Nella più recente release della comunità OpenStack.org di questo mese, chiamata Grizzly, Red Hat è diventata il primo contributor aziendale per il codice.
Red Hat OpenStack offre una base su cui le aziende possono creare una cloud IaaS privata o pubblica per carichi di lavoro cloud-enabled.
Red Hat OpenStack permette ai clienti di sfruttare le tecnologie OpenStack mantenendo le caratteristiche di sicurezza, stabilità e funzioni enterprise di una piattaforma costruita su Red Hat Enterprise Linux.
La presentazione della comunità open source RDO
Accessibile a partire da oggi, RDO è una distribuzione OpenStack liberamente disponibile e supportata dalla community che opera su sistemi Red Hat Enterprise Linux, Fedora e sui loro derivati. Offre una pura esperienza di OpenStack con la più recente release stabile di Openstack.org, pacchettizzata, integrata e facile da implementare su piattaforme Red Hat.
La community openstack.redhat.com offre la possibilità di interagire con altri utenti di OpenStack sulle piattaforme Red Hat, per condividere conoscenza e creare capacità.
RDO porta con sé le principali componenti di OpenStack - Nova, Glance, Keystone, Cinder, Quantum, Swift e Horizon - oltre ai progetti di incubazione Heat, per l’orchestrazione delle applicazioni cloud, e Ceilometer, per il monitoraggio e la misurazione delle risorse. L’installazione è resa semplice grazie al tool PackStack, sviluppato da Red Hat.
Oltre ad offrire un set di pacchetti software, RDO rappresenta anche uno spazio in cui gli utenti di piattaforme elaborative cloud basate sui sistemi operativi Red Hat possono ottenere aiuto e confrontarsi sul funzionamento di OpenStack. Gli utenti di Red Hat Enterprise Linux e dei sistemi derivati possono ora ottenere pacchetti ufficiali dei software più recenti rilasciati nell’ambito del progetto OpenStack per la loro piattaforma di riferimento.
“OpenStack rappresenta l’esempio ideale di un’innovazione nel cloud guidata dalla community. e Red Hat ha il preciso impegno di portare sulla tecnologia OpenStack un modello community-to-subscription che punta a ridefinire l’IT”, spiega Brian Stevens, CTO e vice president Worldwide Engineering di Red Hat.
“Sosteniamo l’ecosistema OpenStack con lo sviluppo di software ed il nostro coinvolgimento nella comunità, ed annunciamo con piacere il nostro ulteriore supporto verso la comunità con il lancio di RDO e verso i nostri clienti aziendali con le novità della nostra distribuzione Red Hat OpenStack.” “Man mano che i progetti open source maturano, uno dei fattori chiave per una loro più ampia diffusione diventa la pacchettizzazione”, aggiunge Stephen O’Grady, principal analyst di RedMonk.
“Con la sua distribuzione RDO, Red Hat intende chiaramente migliorare il processo di implementazione di OpenStack, estendendo in questo modo il mercato del progetto.”
Disponibilità
RDO è immediatamente disponibile per il download. I clienti interessati al programma Early Adopter di Red Hat OpenStack possono contattare i loro commerciali di riferimento Red Hat. Il codice Red Hat OpenStack Early Adopter è disponibile per una valutazione gratuita della durata di 90 giorni.
Fonte: Axicom
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