Il Gruppo Mondadori ha acquisito da Anobii Ltd. il marchio e gli asset di Anobii, la piattaforma mondiale di social reading che vanta più di un milione di utenti nel mondo e la sua base più forte, con 300mila lettori, proprio in Italia. È quanto si legge in una nota. L'accordo stipulato a Segrate lascerà intatto il team attuale di Anobii (un pò come ha fatto Facebook con WhatsApp).
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Mondadori acquisisce Anobii, piattaforma mondiale di social reading
Il Gruppo Mondadori ha acquisito da Anobii Ltd. il marchio e gli asset di Anobii, la piattaforma mondiale di social reading che vanta più di un milione di utenti nel mondo e la sua base più forte, con 300mila lettori, proprio in Italia. È quanto si legge in una nota. L'accordo stipulato a Segrate lascerà intatto il team attuale di Anobii (un pò come ha fatto Facebook con WhatsApp).
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Apple amplia accesso a contenuti didattico-educativi in tutto il mondo
Apple ha annunciato oggi che i libri di testo iBooks e iTunes U Course Manager saranno disponibili in nuovi mercati in Asia, America Latina, Europa e altri Paesi del mondo. I libri di testo iBooks mettono a disposizione di insegnanti e studenti libri di testo Multi-Touch dinamici, interattivi e sempre aggiornati in 51 Paesi, inclusi Italia, Brasile e Giappone; e con iTunes U Course Manager, disponibile in 70 Paesi, tra cui ora anche Russia, Thailandia e Malesia, gli insegnanti possono creare e distribuire interi corsi per le loro classi o condividerli pubblicamente tramite l’app iTunes U.
“Grazie agli incredibili contenuti e strumenti disponibili per l’iPad, gli insegnanti possono personalizzare l’esperienza di apprendimento come mai prima d’ora,” ha dichiarato Eddy Cue, Senior Vice President Internet Software and Services di Apple. “Non vediamo l'ora di vedere come gli insegnanti, in un numero ancora maggiore di Paesi, creeranno i loro nuovi programmi didattici con libri di testo interattivi, app e contenuti digitali ricchi e coinvolgenti.” I libri di testo iBooks offrono agli utenti iPad un’esperienza a tutto schermo innovativa, con animazioni interattive, diagrammi 3D da ruotare ed esplorare, gallerie fotografiche e contenuti video.
I libri di testo iBooks non pesano come i corrispettivi testi cartacei, si possono aggiornare con nuovi sviluppi e scoperte e non vanno restituiti alla biblioteca. Con quasi 25.000 titoli creati da editori indipendenti, insegnanti e istituti didattici di rilievo, fra cui Cambridge University Press, Oxford University Press e Hodder Education, i libri di testo iBooks trattano attualmente il 100% delle materie basilari affrontate nelle scuole superiori americane, il programma GCSE (General Certificate of Secondary Education) nel Regno Unito.
“Oxford University Press utilizza iBooks Author per Headway, il corso di inglese di Oxford più venduto di sempre, creando libri di testo iBooks coinvolgenti per l’iPad,” ha affermato Peter Marshall, Direttore generale di ELT Division presso Oxford University Press. “Con la pubblicazione di 13 nuovi libri di testo iBooks, fra cui il livello più venduto dell’intera serie, ‘Headway Pre-Intermediate’, contribuiamo ad arricchire l’esperienza di apprendimento della lingua inglese per gli studenti in tutto il mondo.”
“Crediamo che risorse come i libri di testo iBooks rappresentino una vera e propria rivoluzione nell’apprendimento, perché coinvolgono gli studenti a livello individuale e ne stimolano le capacità,” ha dichiarato Miguel Dominguez, Direttore marketing di Imaxina Novas Tecnoloxias in Spagna, sviluppatore ed editore indipendente di contenuti didattici e libri di testo iBooks, fra cui “The Senses”, che integra elementi interattivi come video e immagini animate dell’occhio e dell’orecchio per illustrare il funzionamento del corpo umano.
Con iTunes U Course Manager, gli insegnanti possono condividere facilmente e rapidamente le proprie conoscenze e risorse con le loro classi oppure con utenti di tutto il mondo su iTunes U. Questa app gratuita per iOS consente a milioni di studenti di accedere al più ampio catalogo al mondo di contenuti didattici gratuiti sviluppati dai più importanti istituti, scuole e università.
Grazie ad iTunes U Course Manager, gli insegnanti possono inoltre integrare nel programma didattico i documenti che creano ma anche contenuti presi da internet, centinaia di migliaia di libri direttamente dall’iBooks Store, oltre 750.000 contenuti dalle attuali raccolte di iTunes U oppure qualsiasi app iOS scelta fra l'oltre un milione attualmente disponibili sul rivoluzionario App Store.
“iPad è molto più di un libro di testo o di un modo per prendere appunti: è uno strumento didattico potente, un compagno di studi, una finestra sul passato e una visione del futuro,” ha affermato Sophie Post, insegnante di storia presso la Falkner House School nel Regno Unito. “Prima insegnare storia significava seguire una cronologia statica di eventi. Sfruttando l’intero ecosistema didattico dell’iPad, creando i miei libri di testo iBooks e corsi iTunes U, e sfruttando app come History: Maps of the World, lo studio della storia è improvvisamente diventato un’esperienza creativa, dinamica e davvero coinvolgente per i miei alunni.”
Fonte: Apple
Google Doodle si autocelebra per il 14° anniversario della sua fondazione
Google compie 14 anni e per festeggiare questo anniversario si dedica un Doodle a forma di torta. Ci sono le lettere che compongono il nome "Google" e le candeline che indicano il numero degli anni. Scorrendo il mouse sul logotipo si legge: "14° compleanno di Google" e cliccando sullo stesso si ottengono i risultati della chiave di ricerca Google.
Il termine "Google" fu coniato nel 1938 da Milton Sirotta, nipote allora minorenne del matematico americano Edward Kasner. L'uso della parola riflette proprio la volontà della società Google Inc., di organizzare l'immensa quantità di informazioni che su Internet è disponibile. Il motore di ricerca Google nasce ufficialmente il 27 settembre 1998 (la società viene invece fondata il giorno 4 settembre).
I due fondatori sono gli oramai celeberrimi Larry Page e Sergej Brin. I due ragazzi sono ancora degli studenti presso l'Università di Stanford quando sviluppano la teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull'analisi matematica delle relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate fino a quel momento.
In base a principi di teoria delle reti, convinti che le pagine citate con un maggior numero di link siano le più importanti e meritevoli, decidono di approfondire la loro teoria all'interno dei loro studi, ponendo di fatto le basi per quella che sarà la loro attività futura. Larry e Sergey chiamano il motore di ricerca che avevano sviluppato Google, un gioco di parole con il termine "googol", ossia il termine matematico che indica un 1 seguito da 100 zeri, pari cioè a 10^100.
Il googol in cifre è il seguente: 10.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. Kasner ha utilizzato anche il termine googolplex per denotare l'intero esprimibile con 1 seguito da un googol di zeri. L'alterazione nello spelling fu dovuta a un errore compiuto nella scrittura del termine googol ai tempi della prima registrazione del dominio, come descritto nel libro The Google Story di David A. Vise.
Su un articolo del Corriere della Sera del 30 marzo 2009, scrive Massimo Gaggi: "Alcuni degli storici che fino a ieri sostenevano che il ventesimo secolo è finito l'11 settembre 2001, sepolto sotto le macerie delle Torri Gemelle, ora cominciano a pensare che in futuro la data che verrà scelta come boa che divide il secondo dal terzo millennio sarà quella del 27 settembre 1998: il giorno in cui due studenti di Stanford che avevano affittato per 1700 dollari al mese il garage di una villetta al numero 232 di Santa Margarita Avenue in Menlo Park, nel cuore della Silicon Valley californiana, fondarono Google".
Oslo: su YouTube manifesto dell'assassino, in un forum il suo libro
Anders Behring Breivik ha confessato di essere l'autore delle due stragi che venerdi' hanno insanguinato la Norvegia e ha affermato di aver agito da solo. "E' stato un atto atroce ma necessario", ha dichiarato il 32enne alla polizia, secondo quanto riferito dal suo legale Geir Lippestad. Anders Behring Breivik, compare in un video anti-Islam pubblicato su YouTube sempre il 22 luglio in una insolita mise da subacqueo imbracciando un arma automatica.
Il filmato, dal titolo "Knights Templar 2083" (Cavalieri Templari 2083), dura circa 12 minuti. Alcune immagini del video erano state trasferite da Breivik sul suo account Facebook adesso chiuso. Vi proponiamo il video in allegato come documento, per cercare di penetrare le cause che hanno spinto Breivik al suo gesto sconsiderato. La visione del clip può risultare disturbante.
Un Forum di discussione norvegese, www.freak.no, riporta il link ad un libro di 1.500 pagine intitolato "2083 - A European declaration of independencè" (2083 - Dichiarazione europea d’indipendenza). L’autore del volume risulta essere Andrew Berwick, che spiega che tale nome non è altro che la versione anglicizzata di Anders Breivik. Anders Behring Breivik descrive il suo piano dei dettagli, dal fucile al travestimento da poliziotto e dichiara di preparare gli attentati almeno dal 2009.
Nel manifesto di Brevik si legge una lista di tutti i partiti potenzialmente amici in Europa. Scrive che il terrorismo è un modo per elevare le masse e che vuole essere percepito come il più grande mostro nazista dopo la Seconda Guerra mondiale. Sembra che il documento di 1500 pagine sia stato largamente copiato dal manifesto di Unabomber, il criminale americano condannato per aver inviato pacchi esplosivi per 18 anni.
20 Things I Learned About Browsers and the Web, il libro gratis di Google
Il libro messo online da Google, in occasione dei vent'anni della nascita del World Wide Web, si intitola “20 Things I Learned About Browsers and the Web”. Il libro, scritto in lingua inglese, è composto da diciannove capitoli di consigli, più uno di riepilogo, sui temi più “caldi” della Rete, abbelliti dalle magnifiche illustrazioni del disegnatore tedesco Christoph Niemann. Si parte dalla domanda principale, “che cos’è Internet?”, per spaziare verso il cloud computing e le applicazioni Web come You Tube, Twitter e Facebook.
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