Dopo la retata del 9 novembre che aveva portato alla chiusura di 152 siti web che permettevano lo streaming illegale di film e partite di calcio, le Fiamme Gialle hanno sequestrato 50 siti che diffondevano giornali illegalmente. Il Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria, nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha eseguito il sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale di Roma, di 50 domini web monitorati sulla rete, che rendono disponibile, gratuitamente ed integralmente, un vastissimo quanto aggiornato catalogo digitale di quotidiani e periodici nazionali ed esteri, in evasione dei diritti patrimoniali spettanti agli editori.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Espresso e Itedi: accordo per fusione dei gruppi, Fca uscirà da Rcs
Gruppo Editoriale L’Espresso e ITEDI hanno annunciato di aver firmato un memorandum d’intesa finalizzato alla creazione del gruppo leader editoriale italiano nonché uno dei principali gruppi europei nel settore dell’informazione quotidiana e digitale mediante fusione per incorporazione di ITEDI con il Gruppo Editoriale L’Espresso. Il memorandum è stato siglato anche da CIR, azionista di controllo del Gruppo Editoriale L’Espresso, da FCA e Ital Press Holding S.p.A. (famiglia Perrone), azionisti di ITEDI. Le due società editoriali nel 2015 hanno registrato complessivamente ricavi pari a circa 750 milioni di euro, con la più alta redditività del settore, e non sono gravate da debiti.
Sequestrati siti web che diffondevano illegalmente copie di quotidiani
Nuovo colpo alla pirateria digitale con sequestro di siti web e denuncia dei responsabili. Lo rende noto la Guardia di Finanza. Il Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria ha portato a termine un’ attività di contrasto di portata nazionale sviluppata mediante l’analisi sul web della diffusione illecita di contenuti editoriali. Nel tempo, lo stesso Nucleo Speciale è già stato delegato a svolgere innumerevoli indagini volte ad individuare i responsabili della pubblicazione di quotidiani e periodici, nazionali ed internazionali, disponibili gratuitamente ed integralmente agli utenti del web attraverso piattaforme illegali che non versavano i compensi spettanti ai titolari.
GdF, operazione Black press review: chiuse 19 edicole online illegali
Nell’ambito di una strategia sistematica di contrasto alla pirateria digitale, l’azione del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza questa volta si è rivolta al fenomeno delle numerose edicole “on line”, allocate su server nazionali ed esteri (tra cui Repubblica Ceca, Russia, Moldavia, Svizzera e Stati Uniti), che consentono a migliaia di utenti del web, illegalmente, sin dalle primissime ore della giornata, di avere la disponibilità, completa e gratuita, di tutti i quotidiani e periodici nazionali ed esteri, senza corrispondere alcun compenso agli editori.
Mondadori acquisisce Anobii, piattaforma mondiale di social reading
Il Gruppo Mondadori ha acquisito da Anobii Ltd. il marchio e gli asset di Anobii, la piattaforma mondiale di social reading che vanta più di un milione di utenti nel mondo e la sua base più forte, con 300mila lettori, proprio in Italia. È quanto si legge in una nota. L'accordo stipulato a Segrate lascerà intatto il team attuale di Anobii (un pò come ha fatto Facebook con WhatsApp).
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Ict: Istat, in 2013 sei famiglie su 10 hanno accesso a internet in casa
Nel 2013 aumenta rispetto all'anno precedente la quota di famiglie che dispone di un accesso ad Internet da casa e di un personal computer (rispettivamente dal 55,5 percento al 60,7 percento, dal 59,3 percento al 62,8 percento). Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l'87,8 percento possiede un personal computer, l'85,7 percento ha accesso ad Internet da casa.
All'estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, appena il 14,8% di esse possiede il personal computer e soltanto il 12,7% dispone di una connessione per navigare in Internet. Se si confronta la disponibilità di personal computer e di un accesso ad Internet da casa, il divario tra le famiglie in cui il capofamiglia è un operaio e quelle in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista risulta di circa 19 punti percentuali a favore di questi ultimi.
Anche la distanza nel possesso di un cellulare abilitato alla connessione ad Internet è ampia, circa di 23 punti percentuali. Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un personal computer sono il 65,4% e rappresentano il 63,3% quelle che dispongono di un accesso ad Internet da casa a fronte del 57,2% e del 55% registrati nel Sud-isole. Il Mezzogiorno registra un forte ritardo nel possesso del cellulare con connessione ad Internet (il 36,1% contro il 47,6% del Centro-nord).
Nel 2013, oltre la metà delle persone con almeno 3 anni di età (il 54,3%) utilizza il personal computer e oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (il 54,8%) naviga su Internet. Tra i piccoli di 3-5 anni l'uso del pc registra gli incrementi maggiori passando dal 17,4% del 2012 al 23,3%. L'uso di Internet cresce tra gli adulti di 35-44 anni (73,4% contro il 68,9% del 2012) e le persone di 60-64 anni (36,4% contro il 30,9% del 2012). Sono ancora forti le differenze di genere e generazione.
Utilizza il personal computer il 59,7 percento degli uomini, a fronte del 49,3 percento delle donne, e naviga su Internet il 60,2 percento degli uomini e il 49,7 percento delle donne. Come pure i maggiori utilizzatori del personal computer e di Internet restano i giovani tra i 15-19 anni (rispettivamente, oltre l'88 percento e oltre l'89 precento). Non presentano più difficoltà soltanto le operazioni di base con il personal computer (83,8 percento) o, nel caso di Internet, usare i motori di ricerca (96,2 percento).
Solo i nativi digitali (15 e 24 anni) hanno competenze nettamente al di sopra della media nazionale. L'evoluzione di Internet ha condotto ad una spiccata crescita della interazione con gli altri attraverso i social network, sia di consultare un wiki (+5 punti percentuali) o effettuare telefonate in rete (+3 punti percentuali). Inoltre, tra le persone di 6 anni e più che hanno usato Internet negli ultimi 12 mesi, il 20,9% lo ha fatto per esprimere opinioni su temi sociali o politici e il 10% per partecipare a consultazioni o votazioni.
Nel 2013 si rileva un forte incremento dell'utilizzo di Internet per la ricerca di informazioni sanitarie (dal 45,1 percento del 2011 al 49,6 percento). Le donne sono le più attive nel manifestare interesse per queste informazioni (54,8 percento rispetto al 45 percento degli uomini). Il web è utilizzato per leggere giornali, informazioni, riviste (63 percento contro il 50,5 percento del 2012), per leggere o scaricare libri online o e-book (17,3 percento), per sottoscrivere abbonamenti (3,9 percento).
Un terzo degli utenti di Internet si è relazionato online con la Pubblica Amministrazione. Le motivazioni principali riguardano il pagamento delle tasse (26,8 percento), l'iscrizione a scuole superiori o all'università (20,7 percento) e l'accesso alle biblioteche pubbliche (18 percento). Il 67,2 percento si dichiara soddisfatto per la facilità di reperimento delle informazioni e una quota ancora maggiore, il 71,7 pecento, per la loro utilità.
Cresce anche l'e-commerce: nel 2013, il 31,5 percento degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato. I settori che denotano una crescita maggiore sono i servizi finanziari e/o assicurativi (+7,6 punti percentuali) e l'ordine o l'acquisto di libri, giornali, riviste, e-book (+5,3 punti percentuali). Ai primi posti degli acquisti si confermano le spese per vacanze e viaggi nonché l'acquisto di abiti e articoli sportivi.
Fonte: Istat
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Agcom: approvato nuovo regolamento sul copyright, la Siae ringrazia
Via libera al regolamento per la tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica. Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Angelo M. Cardani, relatori Francesco Posteraro e Antonio Martusciello, ha adottato con voto unanime, nella riunione del 12 dicembre, il regolamento per la tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica. Lo riferisce una nota. "Il testo - sottolinea l'Agcom - tiene conto delle osservazioni emerse nel corso di un'ampia consultazione dei soggetti interessati e nell'ambito di una proficua interlocuzione con la Commissione europea".
L'Agcom ha ritenuto "proprio dovere contribuire all'azione di contrasto svolta dai pubblici poteri nei confronti della pirateria digitale". Il provvedimento, viene ancora spiegato, "provvedimento assegna pertanto carattere prioritario alla lotta contro le violazioni massive e non riguarda gli utenti finali, per cui non incide in alcun modo sulla libertà della rete". L'Agcom evidenzia che il procedimento "è caratterizzato dal pieno rispetto del principio del contraddittorio. Per avviarlo, è richiesta la presentazione di un'istanza da parte del titolare del diritto".
L'Autorità "non agirà d'ufficio, il che esclude che i provider siano chiamati a svolgere un'attività di monitoraggio della rete". Non solo i provider, ma anche l'uploader e i gestori della pagina e del sito internet "possono far concludere la procedura attraverso l'adeguamento spontaneo e presentare controdeduzioni" e "gli atti vengono archiviati se il titolare del diritto si rivolge all'Autorità giudiziaria", precisa l'Agcom, che aggiunge "le misure inibitorie - che sono quelle previste dal decreto legislativo n. 70 del 2003 - saranno improntate a criteri di adeguatezza, gradualità e proporzionalità".
"L'intervento dell'Agcom si fonda inoltre sulla convinzione che la lotta alla pirateria non possa limitarsi all’opera di contrasto, ma debba essere accompagnata da una serie di azioni positive volte a creare una cultura della legalità nella fruizione dei contenuti. In questo senso potrà operare l'apposito Comitato tecnico, formato da rappresentanti di tutti gli stakeholder e delle istituzioni interessate, che avrà il compito di favorire forme di autoregolamentazione finalizzate all'educazione degli utenti e alla promozione dell'offerta legale".
"Un primo risultato nel segno della legalità, dell'educazione dei consumatori, della valorizzazione dell'industria culturale italiana". Così il Presidente della Siae, Gino Paoli, saluta l'approvazione del regolamento Agcom. "Una misura necessaria - aggiunge Paoli - per arginare il dilagante fenomeno della pirateria online che continua a depredare gli autori e gli editori dei contenuti creativi con gravi conseguenze economiche, sociali, culturali. L'obiettivo del regolamento è la lotta alla pirateria digitale massiva, effettuata a scopo di lucro". "Una battaglia che non colpisce gli utenti finali che potranno continuare a scaricare legalmente ma solo i grandi portali illegali.
Il prodotto italiano - in campo musicale, letterario e audiovisivo - ha grandi potenzialità, sia in termini di qualità dell'offerta sia come capacità innovativa. E proprio Internet e le nuove tecnologie rappresentano un'opportunità importante per ampliare la diffusione di opere creative a beneficio del sistema Paese e dell'intera collettività", conclude Gino Paoli. In una lettera inviata al Presidente dell'Agcom Angelo Cardani, Gino Paoli ringrazia, a nome di tutta la base associativa Siae, per l'efficacia del Regolamento Agcom nella difesa delle opere create dagli autori. Il regolamento entrerà in vigore il 31 marzo 2014.
Fonte: Agcom
Via: SIAE
Goolge News, accordo con gli editori belgi apre a nuove collaborazioni
Accordo annunciato tra gli editori belgi di lingua francese, le associazioni di autori e Google. In questo modo, si potranno favorire partnership commerciali e porre fine ai procedimenti legali in corso. Lo annuncia la stessa societa' americana. In base all'accordo, gli editori belgi di lingua francese collaboreranno con Google per generare nuove opportunita' di business legate ai contenuti online. Obiettivo: convogliare traffico sui siti degli editori e incrementare il fatturato per i siti degli editori.
Censis: italiani meno teledipendenti e ancora più digitali, stampa out
Secondo il 46esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del nostro paese, la televisione ha un pubblico che coincide con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9% rispetto al 2011), con aggiustamenti che dipendono dalla progressiva sostituzione del segnale analogico con quello digitale, dal successo consolidato delle tv satellitari (+1,6%), dalla maggiore diffusione della web tv (+1,2%) e della mobile tv (+1,6%).
Sono cambiati e aumentati i modi per guardare la tv. Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (24,2%) ha l’abitudine di seguire i programmi dai siti web delle emittenti televisive e il 42,4% li cerca su YouTube per costruirsi i propri palinsesti di informazione o di intrattenimento su misura. Queste percentuali aumentano nel segmento di popolazione più giovane, salendo rispettivamente al 35,3% e al 56,6% tra gli internauti 14-29enni.
Anche la radio resta un mezzo a larghissima diffusione di massa: la ascolta l’83,9% della popolazione (+3,7%). Ma cresce la radio via web tramite il pc (+2,3%) e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%). I cellulari (utilizzati dall’81,8% degli italiani) aumentano ancora la loro utenza complessiva (+2,3%), anche grazie agli smartphone (+10% in un solo anno), la cui diffusione è passata tra il 2009 e il 2012 dal 15% al 27,7% della popolazione e oggi si trovano tra le mani di più della metà dei giovani di 14-29 anni (54,8%).
E questi ultimi utilizzano il tablet (13,1%) più della media della popolazione (7,8%). La penetrazione di Internet ha guadagnato 9 punti percentuali nell’ultimo anno e oggi l’utenza si attesta al 62,1% degli italiani (erano il 27,8% solo dieci anni fa, nel 2002). Il dato sale nettamente nel caso dei giovani (90,8%), delle persone più istruite, diplomate o laureate (84,1%), e dei residenti delle grandi città, con più di 500.000 abitanti (74,4%). E continua la forte diffusione dei social network.
È iscritto a Facebook il 66,6% delle persone che hanno accesso a Internet, che corrispondono al 41,3% dell’intera popolazione e al 79,7% dei giovani. YouTube arriva a un’utenza del 61,7% delle persone con accesso a Internet (pari al 38,3% della popolazione complessiva). Al tempo stesso, prosegue l’emorragia di lettori della carta stampata: i lettori di quotidiani (-2,3% tra il 2011 e il 2012), che erano il 67% degli italiani cinque anni fa, sono diventati oggi solo il 45,5%.
Al contrario, i quotidiani online contano il 2,1% di lettori in più rispetto allo scorso anno, arrivando a un’utenza del 20,3%. Perdono lettori anche la free press, che si attesta al 25,7% di utenza (-11,8%), i settimanali (-1%) e l’editoria libraria (-6,5%). E proprio tra i giovani la disaffezione per la carta stampata è più grave: tra il 2011 e il 2012 i lettori di quotidiani di 14-29 anni sono diminuiti dal 35% al 33,6%, quelli di libri dal 68% al 57,9%.
Tra gennaio e giugno del 2012 il traffico dati registrato sulle schede sim è cresciuto del 12,3% confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente. Le sim in uso che hanno effettuato traffico dati sono state 21 milioni. E il volume di traffico che in media si può attribuire a ogni singola sim ha registrato un incremento del 21% rispetto al primo semestre del 2011. Negli ultimi dodici mesi il 37,5% dei possessori di mobile device ha scaricato applicazioni gratuite o a pagamento: il 16,4% frequentemente, il 21% qualche volta.
In cima alla classifica delle app più scaricate ci sono i giochi (ricercati dal 63,8% di chi ha scaricato applicazioni), poi il meteo (33,3%) e le informazioni stradali (32,5%), con un utilizzo prevalente da parte del pubblico maschile (40,6%) rispetto a quello femminile (21,5%). A seguire, il 27,4% degli utenti mobile che hanno scaricato applicazioni si è orientato su app che portano i social network sul display, il 23,8% app multimediali, il 23,2% app per telefonate e messaggistica istantanea via Internet, il 25,8% app per le news.
Oggi meno di un italiano su due (il 49,7% della popolazione) legge almeno un libro all’anno, con un calo rispetto all’anno precedente del 6,5%. I lettori forti, che leggono almeno dieci libri all’anno, erano nel 2007 il 25,6%, ma nel 2012 sono scesi al 13,5%. I lettori occasionali, che leggono al massimo due libri all’anno, erano l’11,2% nel 2007 e sono vertiginosamente saliti al 41,1% nel 2012. C’è stato un incremento degli e-book letti dell’1% rispetto al 2011, ma sono pochi 2,7 lettori di e-book ogni 100 abitanti.
Aumenta però il numero di e-book immessi sul mercato dalle case editrici: 37.662 titoli a settembre del 2012. Il 37% delle novità italiane viene pubblicato anche in versione elettronica. Oggi si presenta una nuova sfida editoriale: il self publishing. Nel 2011 sono stati rilasciati 1.924 codici Isbn (International Standard Book Number) direttamente ad autori per auto-pubblicazioni. Si stimano in circa 40.000 i titoli auto-pubblicati attualmente in catalogo, pari a circa il 5% dei titoli in commercio.
Via: Censis
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Audiweb pubblica i dati di audience online del mese di settembre 2012
Audiweb rende disponibili i dati di audience online del mese di settembre 2012, Audiweb Database, distribuendo il nastro di pianificazione che presenta la stima dell’utilizzo di internet da parte degli Italiani dai 2 anni in su che si collegano attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi. Sono inoltre disponibili, su Audiweb Database e su Audiweb View (report mensile), anche i nuovi dati Audiweb Objects Video sulla fruizione dei contenuti video online di settembre 2012.
Editoria, ricerca Aie: universitari preferiscono i libri di carta agli e-book
Leggono e studiano su libri di carta, hanno pc e dotazioni tecnologiche ma le usano per socializzare più che per studiare o per leggere. E' quanto emerge dall'indagine "Passare la notte sull'eBook? Studenti universitari, manuali per lo studio e nuove tecnologie" a cura dell'Ufficio studio dell'Associazione Italiana Editori (AIE), realizzata in base ai 2.196 questionari compilati dagli studenti universitari che hanno partecipato al concorso è-book e presentata questa mattina a Roma nella Giornata nazionale per la promozione della lettura.
Questi giovani, età media 23 anni, leggono certo, ma il 22% non legge più di 4 libri all'anno diversi da quelli di studio. In media leggono - oltre a quelli universitari - circa un libro al mese. Pressoché tutti (il 99,5%) hanno e usano il pc. La metà (circa) utilizza uno smartphone (è il 48,9% degli intervistati). Solo uno su dieci invece ha un tablet (è il 13,5%) o un e-reader (è l'11,5%). Per studiare scelgono ancora libri (universitari) di carta, anche se carta e digitale per loro convivono tranquillamente.
Usano Facebook più che le tecnologie: praticamente tutti sono su Facebook (l’86,9%); già meno della metà hanno invece un profilo Twitter (il 40,8%) o un accesso a Google+ (29,1%). Solo uno su dieci (l’11,4%) è iscritto ad Anobii, il più importante e noto social network dedicato a libri e lettura. Scelgono ancora libri (universitari) di carta, anche se carta e digitale per loro convivono tranquillamente. Le tecnologie sono un’integrazione dei tradizionali manuali di carta (utilizzati in modo continuo dall’81,4%).
Il 30,9% utilizza anche testi reperiti online, e - ad oggi - solo il 19,9% usa ebook. Il 63,8% integra lo studio con gli appunti di lezione, percentuale quasi identica a chi utilizza materiali online forniti dal docente nelle piattaforme d’ateneo (59,9%). Anche in questo caso analogico e digitale convivono. Le tecnologie sono un'integrazione dei tradizionali manuali di carta (utilizzati in modo continuo dall'81,4%): il 30,9% utilizza anche testi reperiti online, e - a oggi - solo il 19,9% usa ebook.
Il 63,8% integra lo studio con gli appunti di lezione, percentuale quasi identica a chi utilizza materiali online forniti dal docente nelle piattaforme d'ateneo (59,9%). "Dall'indagine - ha spiegato la presidente del Gruppo Accademico professionale di Aie Mirka Giacoletto Papas - emerge come la varietà dell'offerta non scalfisca, negli studenti, la centralità del libro di carta, sia per quanto riguarda lo studio che la lettura non destinata all'esame". Con il digitale ci si aspetta che i prezzi si riducano alla metà rispetto alla carta.
Google Currents, nuova piattaforma di publishing per editori e utenti
A seguito di un lungo periodo di beta testing e di miglioramenti, un nuovo prodotto di Google è pronto per il debutto. Si tratta di Google Corrents, una piattaforma di pubblicazione dedicata ad editori ed utenti.
"Ci sforziamo di dare un modo bello e semplice per provare tutti i contenuti che il web ha da offrire, come la condivisione di foto su Google +, guardare i video di YouTube e la scoperta di libri, film e musica da Android Market. Oggi stiamo ampliando la nostra offerta di contenuti con l'introduzione di Google Currents, una nuova applicazione per dispositivi Android, iPad e iPhone che ti permette di esplorare le riviste online e altri contenuti con l'impronta digitale", scrivono Mussie Shore, Product Manager, e Sami Shalabi, Technical Lead sul blog di Google Mobile.
Google ha lavorato con oltre 150 partner editoriali per offrire articoli completi da più di 180 edizioni tra cui CNET, AllThingsD, Forbes, Saveur, PBS, Huffington Post, Fast Company e altro ancora. Il contenuto è ottimizzato per smartphone e tablet, permettendo di navigare intuitivamente tra parole, immagini e video su schermi grandi e piccoli, anche se si è offline.
Per iniziare, è sufficiente scaricare l'applicazione e scegliere le pubblicazioni che si desidera sottoscrivere gratuitamente. È inoltre possibile aggiungere feed, video e foto feed, pubblici Google + streams e abbonamenti Google Reader si sta già seguendo. Oltre ai file multimediali preferiti, è anche possibile utilizzare la scheda di tendenza per scoprire i contenuti correlati che corrispondono ai propri gusti.
Insieme a Corrents, Google sta lanciando una piattaforma self-service che offre agli editori la flessibilità di design, marchio e personalizzare i propri contenuti web. Per esempio, se si ha un sito con notizie regionali, una organizzazione non-profit, senza accesso a un team di sviluppo mobile, o una rete televisiva nazionale con contenuti web, è possibile creare semplicemente pubblicazioni digiatali hands-on per Google Corrents.
Google ha sottolineato che alla base del progetto vi è HTML5, rendendo così Currents uno strumento che si adatta a qualunque piattaforma. Google Corrents è disponibile per il download su Android Market e Apple App Store per il momento solo gli utenti degli Stati Uniti.
Marcia indietro di Apple, condizioni più flessibili per gli acquisti In-App
Nel timore di una opposizione degli editori online, la Apple ha fatto una parziale marcia indietro, rendendo meno stringenti le regole di vendita applicate agli acquisti in-app, le stesse che avevano attirato le attenzioni dell'Antitrust. La casa di Cupertino ha deciso di lasciare agli editori la possibilità di stabilire prezzi e vendere i contenuti digitali, destinati soprattutto a iPad e iPhone, senza passare per il Newsstand, l'edicola elettronica presentata lunedi scorso a San Francisco da Steve Jobs. Fino a oggi la transazione per chi voleva scaricare un libro o giornale su un dispositivo marchiato dalla Mela doveva passare obbligatoriamente attraverso l’App Store, così facendo Apple tratteneva il 30% da ogni operazione. Alcuni commentatori hanno affermato che questo cambio di direzione di Apple sia in qualche modo una conseguenza imposta dal mercato. La casa di Cupertino, infatti, deve far fronte alla concorrenza di Google, che offre condizioni migliori sui tablet Android, e Amazon, che vende contenuti con prezzi aggressivi su ambedue le piattaforme. L’unico limite ancora fissato dalla Apple è quello di proibire agli editori di installare un pulsante virtuale “Buy” a partire dalla App, evitando così di pagare attraverso il sistema messo a punto dal gruppo. La Apple ha stipulato accordi con due grossi gruppi Usa, la Condé Nast e la Hearst Corp. Non hanno ancora aderito all’offerta né il New York Times né il Wall Street Journal. Per il Financial Times, che guida l'opposizione degli editori, la marcia indietro della Apple non è sufficiente. Il quotidiano del gruppo Pearson intende continuare a lavorare attraverso la sua web App appena lanciata, che le garantisce il 100% degli introiti e il controllo dei dati sugli abbonamenti.
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