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Forniture non richieste: sanzioni per 6 mln a 7 imprese di luce e gas


Multe per oltre 6 milioni di euro complessivi dall’Antitrust a sette imprese di luce e gas per l'attivazione di forniture non richieste. E’ quanto ha annunciato la stessa Agcm dopo che nel corso del mese di novembre, ha chiuso sette procedimenti sulle modalità di offerta e conclusione dei contratti a distanza di energia elettrica e gas naturale nel mercato libero, ovvero quelli raccolti attraverso la rete degli agenti porta-a-porta e attraverso il canale telefonico (il cosiddetto teleselling). Le imprese interessate sono: Enel Energia, Eni, Acea Energia, Hera Comm, GdF Suez Energie, Green Network e Beetwin. Nel complesso, sono state irrogate sanzioni per oltre sei milioni di euro.

Telemarketing: sul sito Asstel una tutela contro chiamate indesiderate


Un modulo di facile compilazione, messo in evidenza sull’home page del sito di Assotecomunicazione-Asstel, l’associazione delle imprese della filiera delle Tlc, consente agli utenti telefonici iscritti al registro delle opposizioni di indirizzare direttamente al gestore telefonico responsabile segnalazioni su eventuali chiamate indesiderate. E’ la novità messa in campo dal Comitato di Garanzia, organismo preposto all’osservanza del Codice di autoregolamentazione delle attività di telemarketing che è stato sottoscritto dai principali operatori di Tlc e del settore dell’energia. 

Il form è disponibile all’indirizzo http://www.asstel.it/asstel/reclami.php. Con quest’iniziativa, che rafforza l’impegno del Comitato di Garanzia a tutela dei diritti degli utenti telefonici, si conclude il mandato biennale del primo presidente Ciro Favia, responsabile antitrust Italia e supporto regolatorio dell’Enel, al quale subentra Riccardo Logozzo, responsabile Licencing, Consumer Affairs and Privacy di Wind Telecomunicazioni. Dichiara Riccardo Logozzo: 

“Accetto con piacere la nomina alla Presidenza del Comitato con l’impegno di assicurare una ancora più attenta attività di monitoraggio tra le società operanti nel telemarketing al fine di ridurre quanto più possibile l’eventuale fenomeno delle chiamate indesiderate da parte dei nostri clienti rafforzando i già avviati rapporti con il Garante della privacy e valutando possibili forme di collaborazione con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e l’Autorità per l’Energia sotto il profilo dei contratti conclusi a distanza”. 

Il Codice di autoregolamentazione sul telemarketing, varato da Asstel nel febbraio 2011, costituisce un vincolo di filiera, giacché gli Operatori che lo sottoscrivono si impegnano a far rispettare le norme anche ai rispettivi ousourcer, inclusi i call center. In esso è ribadito che i numeri utilizzabili per il telemarketing sono esclusivamente quelli presenti negli elenchi abbonati non iscritti al Registro delle Opposizioni, vengono stabiliti le fasce orarie e i giorni in cui è escluso il contatto, il periodo di rispetto in cui non possibile contattare nuovamente la stessa numerazione, l’obbligo a chi effettua il contatto di identificarsi e fornire una serie di informazioni sui diritti dell’utente. 

Il Comitato di Garanzia, a sua volta, si è dotato di un regolamento interno, che prevede la possibilità di emettere raccomandazioni agli aderenti, allo scopo di garantire il rispetto del codice. In caso di reiterato mancato rispetto delle raccomandazioni di cui al comma precedente, il Comitato identifica l’azienda eventualmente inadempiente e procede per ottenere il corretto rispetto delle previsioni del Codice. Ad oggi il Codice è stato sottoscritto dalle seguenti Società: Advalso, Almaviva Contact, Brennercom, Businessfinder, Colt, Comdata, Edison, Enel, Fastweb, H3G, Sky Italia network service, Telecom Italia, Telecontact, Teletu, Tiscali, Visiant, Vodafone, Welcome, Wind Telecomunicazioni.

Fonte: Asstel

Telemarketing: stop a telefonate 'mute', multe fino a 120 mila euro


‘Stop’ del Garante per la Privacy al fenomeno delle cosiddette telefonate ”mute”, quelle cioe’ nelle quali il destinatario, dopo aver sollevato il ricevitore, non viene messo in comunicazione con alcun interlocutore. Sempre piu’ numerosi, infatti, sono gli abbonati che si rivolgono all’Autorita’ per segnalare la ricezione ripetuta e continua, a volte anche per 10-15 volte di seguito, di chiamate di questo tipo. 

Il fenomeno - spiega una nota del Garante - nasce dall’uso da parte delle aziende di sistemi di instradamento automatico di telefonate allo scopo di porre in comunicazione gli utenti contattati con i call center addetti alla promozione di servizi e prodotti di quelle stesse aziende. Questi sistemi se impropriamente utilizzati possono provocare gravi disagi agli utenti. E’ quanto accaduto con una grande societa’ energetica, la prima ad essere finita nel mirino del Garante. 

Il sistema utilizzato dalla societa’ prevedeva infatti la possibilita’ dell’inoltro ai vari call center di un numero di telefonate anche molto superiore alla capacita’ ricettiva degli operatori. Questo al fine di evitare tempi morti o inattivita’. La conseguenza pero’ era che non per tutte le chiamate c’era sempre un operatore disponibile. Chi rispondeva si trovava dunque di fronte ad una telefonata ”muta” che, soprattutto se ripetuta, provocava negli utenti fastidi e anche allarme. 

L’Autorita’ ha dunque prescritto una serie di misure per evitare di insidiare la tranquillita’ di utenti e consumatori. E’ necessario infatti che chi si dota di sistemi di chiamata di questo tipo utilizzi accorgimenti che impediscano la reiterazione di una telefonata ”muta” ed escludano la possibilita’ di chiamare quel numero per almeno trenta giorni. In caso di mancato adempimento alle misure prescritte la societa’ rischia una sanzione amministrativa che va da 30mila a 120mila euro.

Via: ASCA

Garante privacy: no al tele marketing, gli utenti saranno informati


Le societa' telefoniche dovranno informare i nuovi e i vecchi abbonati sulle nuove modalita' da utilizzare per non ricevere telefonate pubblicitarie. Lo ha stabilito il Garante per la privacy con provvedimento, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. La nuova normativa sul telemarketing prevede, infatti, che gli abbonati che non desiderano ricevere telefonate promozionali debbano iscrivere la loro utenza telefonica nel cosiddetto "Registro delle opposizioni", entrato in funzione il 1 febbraio scorso e gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni

E' dunque necessario che gli operatori informino gli utenti della nuova modalita' da attivare per non essere disturbati. A tale scopo il Garante ha messo a punto i due modelli di informativa che le societa' dovranno utilizzare e nei quali vengono specificati i cinque modi per potersi iscrivere al Registro (per posta, tramite numero verde, via e-mail, via fax, direttamente sul sito web della Fondazione Bordoni). 

Il primo modello riguarda i nuovi abbonati alla telefonia, fissa e mobile, e coloro che cambiano operatore richiedendo la cosiddetta "portabilita' del numero". Il modulo dovra' essere fornito al momento della stipula del contratto, oltre che inserito nei siti web degli operatori telefonici. Consentira' anche di decidere se comparire negli elenchi telefonici ed eventualmente con quali dati (ad esempio, solo con il cognome e l'iniziale del nome). 

Il secondo modello e' relativo ai vecchi abbonati e dovra' essere inviato alla prima occasione utile di contatto (rendiconti, fatture, altre comunicazioni di servizio) oltre che essere inserito nei siti web degli operatori. Il modello dovra' specificare che l'abbonato ha sempre diritto di cancellarsi in ogni momento dagli elenchi telefonici. Rispetto a quelli attuali, i prossimi elenchi telefonici non recheranno piu' il simbolo grafico della cornetta con il quale venivano individuati gli abbonati che avevano acconsentito a far utilizzare la loro utenza per chiamate commerciali. 

D'ora in poi, infatti, non dipendera' dal simbolo la possibilita' per le aziende di usare i numeri telefonici per fare marketing telefonico, ma dalla iscrizione o meno delle utenze al Registro delle opposizioni. Il mancato rispetto delle prescrizioni del Garante comporta sanzioni da un minimo di 30mila ad un massimo di 180mila euro, che potranno raggiungere, nei casi piu' gravi, i 300mila euro.

Fonte: AGI

Telemarketing: Garante della Privacy, dal primo febbraio nuove regole


A partire da martedì prossimo chi vorrà opporsi al diluvio di chiamate con cui le aziende offrono servizi e prodotti di tutti i tipi, non solo di telecomunicazioni, potrà farlo con una semplice telefonata o un clic sul computer. Entra infatti in vigore il primo febbraio la legge che cambia radicalmente la gestione del servizio abbonati e che consente di negare il consenso in via definitiva. 

A gestire le richieste del cosiddetto 'opt out', vale a dire la cancellazione dagli elenchi del telemarketing, è il Dipartimento comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico, insieme alla Fondazione Bordoni: da lunedì sarà attivo il sito per 'scollegarsi' e nel mese di febbraio partirà la campagna promozionale del Registro delle Opposizioni, in cui é coinvolto anche il Dipartimento dell'editoria di Palazzo Chigi, per informare le famiglie di questa possibilità. 

Il Registro Pubblico delle Opposizioni è un servizio progettato per raccogliere le utenze degli abbonati presenti negli elenchi telefonici pubblici che non desiderano più essere contattati per scopi commerciali, promozionali o per il compimento di ricerche di mercato tramite l'uso del telefono. 

Lo scopo del Registro Pubblico delle Opposizioni è quello di regolamentare e normalizzare l'attuale gestione del telemarketing e salvaguardare la privacy degli abbonati. Le informazioni con le modalità per l'opposizione verranno distribuite anche attraverso le bollette degli operatori telefonici. Chi deciderà di non opporsi al telemarketing potrà essere chiamato solo a orari predefiniti e con una frequenza ridotta di chiamate.

Via: ANSA