La direttiva è di non recarsi di persona in pronto soccorso e ambulatori, in caso di sintomi. Migliaia di italiani chiamano per avere informazioni ed essere rassicurati. Spitch spiega perché, per gestire volumi ingenti di chiamate, è essenziale l’ausilio di soluzioni automatiche basate su AI e Machine Learning. L’esempio di un caso già implementato in Italia, nel settore della sanità. Se per calcolare il reale impatto dell’emergenza Coronavirus sarà necessario ancora diverso tempo, quel che ad oggi è certo è che l’epidemia sta mettendo tutti a dura prova: i cittadini, il governo, il sistema sanitario, le aziende... ed anche i centralini d’emergenza, in queste ore letteralmente sommersi dalle chiamate.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Coronavirus, Spitch: tecnologie vocali aiutano a gestire emergenza?
La direttiva è di non recarsi di persona in pronto soccorso e ambulatori, in caso di sintomi. Migliaia di italiani chiamano per avere informazioni ed essere rassicurati. Spitch spiega perché, per gestire volumi ingenti di chiamate, è essenziale l’ausilio di soluzioni automatiche basate su AI e Machine Learning. L’esempio di un caso già implementato in Italia, nel settore della sanità. Se per calcolare il reale impatto dell’emergenza Coronavirus sarà necessario ancora diverso tempo, quel che ad oggi è certo è che l’epidemia sta mettendo tutti a dura prova: i cittadini, il governo, il sistema sanitario, le aziende... ed anche i centralini d’emergenza, in queste ore letteralmente sommersi dalle chiamate.
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Gruppo Aruba lancia Pratiche.it, burocrazia online 2.0 facile e veloce
Nuovo brand e lancio di una campagna cross-mediale per la società del Gruppo Aruba che offre online il servizio di disbrigo e consegna a domicilio di oltre 130 tipi di pratiche di Enti Pubblici. Aruba S.p.A. (www.aruba.it), leader nei servizi di web hosting, email, PEC e registrazione domini è proprietaria di HomeOnLine.it, società attiva nel recupero di documenti dalla Pubblica Amministrazione e nella fornitura di informazioni commerciali via web: oggi la società annuncia il proprio rebranding in Pratiche.it, un nuovo nome che mette in evidenza la natura del servizio offerto.
Antitrust: multa da 550.000 euro a Ryanair, società ricorre in appello
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una sanzione di oltre mezzo milione alla compagnia aerea a causa dei sovrapprezzi per le chiamate al centralino informazioni. E dopo l'ennesima sanzione da parte dell'Antitrust, la compagnia irlandese annuncia battaglia. Sanzione amministrativa per complessivi 550.000 euro a Ryanair, la compagnia aerea irlandese di voli low cost, per pratiche commerciali scorrette. Sotto accusa, in particolare - spiega una nota dell'Agcm -, le modalità di assistenza fornite ai passeggeri attraverso un servizio di call center raggiungibile esclusivamente tramite numerazioni a sovrapprezzo.
Frodi telefoniche a Telecom, Vodafone e H3G: indagati 40 dipendenti
Militari del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche di Roma e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, insieme ai finanzieri dei Comandi Provinciali di Caserta, Milano e Alessandria, coordinati dalla DDA della Procura della Repubblica di Napoli, hanno smantellato un'organizzazione criminale dedita all'abusiva intromissione nel sistema informatico e telematico di alcuni dei principali operatori telefonici, quali Telecom, Vodafone e H3G.
In particolare, - spiega in una nota la Guardia di Finanza - sono state eseguite su tutto il territorio nazionale circa 40 perquisizioni domiciliari e presso le postazioni di lavoro dei suddetti gestori di telefonia fissa e mobile - da considerarsi le parti lese dell'attività criminosa - nei riguardi di altrettanti soggetti indagati, dipendenti delle stesse società.
Le indagini hanno permesso di delineare il seguente modus operandi illecito: utilizzo/acquisizione fraudolenta delle credenziali di accesso (username e password) riservate agli operatori di Call Center (per mezzo di keylogger e programmi atti al controllo remoto di postazioni informatiche); attivazione di promozioni non autorizzate su utenze di telefonia mobile dei rispettivi operatori, accese in favore di nominativi di fantasia e/o la cui identita' e' risultata utilizzata abusivamente.
Le indagini hanno permesso di delineare il seguente modus operandi illecito: utilizzo/acquisizione fraudolenta delle credenziali di accesso (username e password) riservate agli operatori di Call Center (per mezzo di keylogger e programmi atti al controllo remoto di postazioni informatiche); attivazione di promozioni non autorizzate su utenze di telefonia mobile dei rispettivi operatori, accese in favore di nominativi di fantasia e/o la cui identita' e' risultata utilizzata abusivamente.
E' inoltre stata accertata la 'monetizzazione', pressoche' immediata, del traffico telefonico cosi' illecitamente ottenuto: per diretta vendita 'scontata' del credito stesso, caricato su schede destinate alla consumazione in servizi telefonici ordinari; per riversamento e spendita verso numerazioni a valore aggiunto di societa' compiacenti, per fatturazione a debito degli importi contrattualmente maturati a seguito dei servizi a maggiorazione erogati.
Le condotte contestate vanno dall'associazione per delinquere, all'abusiva introduzione nel sistema telematico dei diversi gestori di telefonia coinvolti, alla truffa informatica ai danni dei gestori. Il tutto per un danno economico ingente, stimato in decine di milioni di euro. Si segnala che all'attività d'indagine hanno prestato proficua collaborazione gli organi di sicurezza aziendale dei citati operatori telefonici.
Via: Guardia di Finanza
Privacy/ vietato spiare i lavoratori, Garante: no a sistemi videosorveglianza
Vietato 'spiare' i lavoratori. Questo il senso della decisione del Garante per la privacy che ha vietato l'uso di un sistema di videosorveglianza in grado di captare anche le conversazioni dei dipendenti. Le telecamere installate presso un call center all'ingresso della sede e nei locali dove sono collocate le postazioni di lavoro sono state 'spente' dall'Autorità che ha dichiarato illecito il trattamento dei dati personali dei dipendenti.
Telemarketing: stop a telefonate 'mute', multe fino a 120 mila euro
‘Stop’ del Garante per la Privacy al fenomeno delle cosiddette telefonate ”mute”, quelle cioe’ nelle quali il destinatario, dopo aver sollevato il ricevitore, non viene messo in comunicazione con alcun interlocutore. Sempre piu’ numerosi, infatti, sono gli abbonati che si rivolgono all’Autorita’ per segnalare la ricezione ripetuta e continua, a volte anche per 10-15 volte di seguito, di chiamate di questo tipo.
Il fenomeno - spiega una nota del Garante - nasce dall’uso da parte delle aziende di sistemi di instradamento automatico di telefonate allo scopo di porre in comunicazione gli utenti contattati con i call center addetti alla promozione di servizi e prodotti di quelle stesse aziende. Questi sistemi se impropriamente utilizzati possono provocare gravi disagi agli utenti. E’ quanto accaduto con una grande societa’ energetica, la prima ad essere finita nel mirino del Garante.
Il sistema utilizzato dalla societa’ prevedeva infatti la possibilita’ dell’inoltro ai vari call center di un numero di telefonate anche molto superiore alla capacita’ ricettiva degli operatori. Questo al fine di evitare tempi morti o inattivita’. La conseguenza pero’ era che non per tutte le chiamate c’era sempre un operatore disponibile. Chi rispondeva si trovava dunque di fronte ad una telefonata ”muta” che, soprattutto se ripetuta, provocava negli utenti fastidi e anche allarme.
L’Autorita’ ha dunque prescritto una serie di misure per evitare di insidiare la tranquillita’ di utenti e consumatori. E’ necessario infatti che chi si dota di sistemi di chiamata di questo tipo utilizzi accorgimenti che impediscano la reiterazione di una telefonata ”muta” ed escludano la possibilita’ di chiamare quel numero per almeno trenta giorni. In caso di mancato adempimento alle misure prescritte la societa’ rischia una sanzione amministrativa che va da 30mila a 120mila euro.
Via: ASCA
Grande Fratello 11: multa da 60.000 euro per televoto irregolare
L'Antitrust ha accolto la denuncia del Codacons relativamente al televoto dell'ultima edizione del Grande Fratello, e ha sanzionato R.T.I. con una multa da 60.000 euro. L'associazione si era infatti rivolta all'Autorità, chiedendo un intervento in merito alle informazioni rese ai telespettatori del programma, e ai mancati interventi della rete per escludere i voti provenienti dai call center.
Nel provvedimento sanzionatorio si legge: "dalle evidenze acquisite nel corso del procedimento risulta che il meccanismo del televoto, così come predisposto da RTI, non prevedeva alcuna forma di limitazione o di filtro al fine di ostacolare, o comunque rendere difficile l'intervento di soggetti professionali, diversi dai meri telespettatori."
"RTI aveva consapevolezza della sussistenza di potenziali alterazioni di un utilizzo improprio del meccanismo del televoto, derivante dalla possibilità di invii massivi di voti da parte di operatori specializzati, finalizzati a - o comunque suscettibili di - alterare gli esiti del reality. Avuto poi specifico riguardo alla contestazione sulla puntata del 7 marzo 2011 si rileva che l'informazione sulla duplicazione della sessione di voto doveva essere fornita ai telespettatori in modo adeguato."
"Infatti la scelta di una doppia sessione di voto ha permesso di incidere significativamente sul risultato parziale del televoto, vanificando il voto già manifestato dagli utenti fino alla prima sessione in quanto ha permesso ai telespettatori e, in particolar modo, ai più appassionati, di superare il limite di 100 voti previsto per singola sessione.". "E' la prova che avevamo ragione - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Le reti televisive devono informare chiaramente i telespettatori circa il rischio di alterazione dei voti da parte dei call center".
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