Da maggio saranno istituiti il Dpo e un registro delle attività, ma arriveranno anche norme più restrittive per le aziende. La sicurezza e la privacy dei dati personali sono ancora una volta causa di preoccupazione e discussione per le aziende. A distanza di poche settimane dall’entrata in vigore del Regolamento GDPR, gli ultimi studi sulla cyber security rivelano che gli incidenti in merito al furto dei dati continuano ad aumentare, con una media di 122 dati salvati compromessi al secondo. La cosa peggiore, però, se si guarda alle statistiche sulla violazione dei dati a partire dal 2013, è che il numero di informazioni trafugate o perse negli ultimi quattro anni è al di sopra dei 9.740.567.988.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Panda Security, grande violazione dati e GDPR: a che punto siamo?
Da maggio saranno istituiti il Dpo e un registro delle attività, ma arriveranno anche norme più restrittive per le aziende. La sicurezza e la privacy dei dati personali sono ancora una volta causa di preoccupazione e discussione per le aziende. A distanza di poche settimane dall’entrata in vigore del Regolamento GDPR, gli ultimi studi sulla cyber security rivelano che gli incidenti in merito al furto dei dati continuano ad aumentare, con una media di 122 dati salvati compromessi al secondo. La cosa peggiore, però, se si guarda alle statistiche sulla violazione dei dati a partire dal 2013, è che il numero di informazioni trafugate o perse negli ultimi quattro anni è al di sopra dei 9.740.567.988.
Google: Garante impone più tutele in Italia per la privacy degli utenti
Gli utenti che useranno i servizi o il motore di ricerca di Google in Italia saranno più tutelati. Il Garante privacy ha stabilito che il colosso di Mountain View non potrà utilizzare i loro dati a fini di profilazione se non ne avrà prima ottenuto il consenso e dovrà dichiarare esplicitamente di svolgere questa attività a fini commerciali. Si è conclusa con un provvedimento prescrittivo l'istruttoria avviata lo scorso anno dal Garante italiano a seguito dei cambiamenti apportati dalla società alla propria privacy policy.
Google lancia servizio per la rimozione dei link dai risultati di ricerca
Da oggi, chi vorrà cancellare da Google informazioni che, a suo giudizio, sono obsolete, irrilevanti o inadeguate, potrà farne richiesta. Google ha infatti messo a disposizione dei cittadini in Europa un formulario che consente all'utente di chiederne la cancellazione. E' la risposta alla recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che il 13 maggio ha riconosciuto il diritto dei cittadini a esse "dimenticati" su internet, a poter chiedere cioè a Google e agli altri motori di ricerca di cancellare i collegamenti a informazioni che possono creare loro un danno o che non sono più pertinenti.
Ue, Google deve rimuovere link su richiesta e rispettare diritto a oblio
Google è responsabile dei risultati di altri siti prodotti da una ricerca sul suo motore. A sancirlo è una sentenza della Corte europea, la più alta istituzione in materia di giustizia in Europa, che ritiene "il gestore di un motore di ricerca su Internet responsabile del trattamento effettuato dei dati personali che appaiono su pagine Web pubblicate da terzi". Questo significa che se un qualsiasi utente ritiene le informazioni prodotte dalla ricerca lesive della propria privacy può rivalersi su Google e chiedere la rimozione di quel link.
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