Google ha fatto un grande cambiamento nelle sue politiche in materia di articoli di notizie e siti web, continuando la guerra in corso contro le "notizie false". Google News non mostrerà i risultati dei siti che "travisano o nascondono il loro paese di origine" o le pubblicazioni che sono "diretti a utenti in un altro paese sotto false premesse". Ciò significa che i siti web che tentano di far passare come notizie legittime da uno Stato non saranno inclusi nella sezione news o nei risultati di ricerca di Google. La mossa servirà a contrastare casi come quello della Internet Research Agency, l'agenzia russa al centro dello scandalo delle presunte interferenze del Cremlino nelle elezioni presidenziali Usa.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Google blocca siti che nascondono origine come lotta a false notizie
Google ha fatto un grande cambiamento nelle sue politiche in materia di articoli di notizie e siti web, continuando la guerra in corso contro le "notizie false". Google News non mostrerà i risultati dei siti che "travisano o nascondono il loro paese di origine" o le pubblicazioni che sono "diretti a utenti in un altro paese sotto false premesse". Ciò significa che i siti web che tentano di far passare come notizie legittime da uno Stato non saranno inclusi nella sezione news o nei risultati di ricerca di Google. La mossa servirà a contrastare casi come quello della Internet Research Agency, l'agenzia russa al centro dello scandalo delle presunte interferenze del Cremlino nelle elezioni presidenziali Usa.
Google respinge le accuse dell'antitrust Ue: infondate e non corrette
Google risponde alle accuse della Commissione Ue sul servizio Google Shopping che sono oggetto di un'indagine dallo scorso aprile. Secondo l'azienda di Mountain View, le accuse del commissario alla concorrenza Ue Margrethe Vestager non tengono neanche in considerazione l'ascesa di gruppi come il sito di e-commerce Amazon e quello delle aste online eBay. Google definisce "infondati e non corretti" i rilievi e le accuse dell'Antitrust Ue secondo cui la società Usa avrebbe abusato del suo potere dominante in Europa. Lo spiega sul suo blog il general counsel di Google, Kent Walker, secondo il quale "migliorare la qualità non è anticoncorrenziale".
Unione Europea apre doppia indagine su Google Shopping e Android
La Commissione europea ha inviato a Google una comunicazione degli addebiti riguardante un presunto abuso di posizione dominante da parte dell'azienda sui mercati dei servizi generali di ricerca online nello Spazio economico europeo (SEE). Google favorirebbe sistematicamente il proprio prodotto per gli acquisti comparativi nelle sue pagine generali che mostrano i risultati delle ricerche. In via preliminare la Commissione ritiene che tale comportamento violi le norme antitrust dell'Unione Europea limitando la concorrenza e danneggiando i consumatori. L'invio della comunicazione degli addebiti non incide sull'esito dell'indagine.
Google: Garante impone più tutele in Italia per la privacy degli utenti
Gli utenti che useranno i servizi o il motore di ricerca di Google in Italia saranno più tutelati. Il Garante privacy ha stabilito che il colosso di Mountain View non potrà utilizzare i loro dati a fini di profilazione se non ne avrà prima ottenuto il consenso e dovrà dichiarare esplicitamente di svolgere questa attività a fini commerciali. Si è conclusa con un provvedimento prescrittivo l'istruttoria avviata lo scorso anno dal Garante italiano a seguito dei cambiamenti apportati dalla società alla propria privacy policy.
Google aggiorna normative su privacy, nuove regole da marzo 2012
Google ha annunciato nuove regole per quanto riguarda le sue politiche di privacy e trattamento dei dati personali dell'utenza. La società renderà più sintetici e leggibili i termini di adesione, ma non solo. Dal primo marzo cambierà anche il modo in cui il motore di ricerca usa le informazioni in suo possesso. "In poco più di un mese faremo alcuni cambiamenti alle nostre politiche sulla privacy e termini di servizio di Google", annuncia Google sul suo blog.
"Questa è materia importante - spiega Google - così abbiamo voluto spiegare cosa sta cambiando, perché e che cosa questi cambiamenti significano per gli utenti. In primo luogo, le nostre politiche sulla privacy. Nonostante taglio le nostre politiche nel 2010, abbiamo ancora più di 70 norme che coprono tutti i documenti di privacy dei nostri diversi prodotti. Questo approccio è un pò complicato".
"E' anche in contrasto con i nostri sforzi per integrare i nostri prodotti diversi più da vicino in modo da poter creare un'esperienza utente meravigliosamente semplice, intuitiva su Google. Quindi stiamo lanciando una nuova principale politica di privacy che copre la maggior parte dei nostri prodotti e spiega quale informazioni raccogliamo e come le usiamo, in modo molto più leggibile".
Google sta consolidando più di 60 norme nella sua PrivacyPolicy. Queste modifiche entreranno in vigore il 1° marzo, e Google sta iniziando a notificarle agli utenti, anche via e-mail e con un avviso sul suo sito. Potete consultare le domande frequenti (FAQ) per ulteriori informazioni sulle modifiche.
Due settimane fa, il motore di ricerca aveva ricevuto dure critiche sul tema della privacy in seguito alla decisione di includere, nei risultati di ricerca, messaggi pubblicati sul social network Google+. Proprio in queste ore, Viviane Reding ha presentato un progetto alla Commissione Europea, per evitare che giganti del Web come Facebook o Google, non raccolgano dei dati personali in Europa e sottraendosi in seguito alla legislazione europea, li stocchino all'estero.
Via: Google
Niente pseudonimi o nomi di fantasia sul social network Goolge Plus
Lo scorso weekend. Google+ ha fatto infuriare alcuni dei suoi oltre 20 milioni di utenti, sopprimendo degli account perché contravvenivano alle sue regole sui nomi. Da Google+, infatti, sono scomparsi - o meglio sono stati "congelati" - migliaia di account, perché associati a nomi di fantasia, a pseudonimi, o a nomi troppo lunghi. Google vuole solo iscritti che utlizzano nomi reali.
Ma questa politica ha portato al congelamento degli account di alcune persone note soprattutto per il loro pseudonimo, come il membro della squadra che sviluppa l'iPhone di Apple, MuscleNerd, o il rapper Doctor Popular o ancora il blogger specializzato in sesso, AV Flox.
L'unico messaggio ricevuto dai proprietari degli account bloccati dice: "Dopo aver esaminato il tuo profilo, abbiamo stabilito che il nome fornito viola le regole della nostra community. Se ritieni che il tuo profilo sia stato sospeso per errore, ti invitiamo a fornirci ulteriori informazioni mediante questo modulo, alla luce delle quali lo esamineremo nuovamente".
E gli utenti sono in rivolta per la poca chiarezza delle regole del social network che impongono agli utenti "di utilizzare il nome con cui famiglia, amici e colleghi ti chiamano normalmente". In una messaggio postato su Google+, Bradley Horowitz vice direttore del social network, ha riconosciuto che per queste persone, il congelamento dell'account poteva essere "frustrante e deludente" e si è scusato per come Google ha trattato le infrazioni, ammettendo che molte erano "ben intenzionate e involontarie".
Nel messaggio, Horowitz ha rassicurato tutti: Google "sta cercando di migliorare il modo in cui tratta casi del genere, in particolare il modo di notificare la contravvenzione delle regole del social network agli utenti e di comunicare loro le alternative a disposizione".
Via: TMNews
Tutti i profili Google privati verranno eliminati a partire dall'1 Agosto
Google obbligherà gli utenti a rendere pubblici i propri profili a partire dall'1 Agosto prossimo. Gli utenti che hanno attivo un account Google, dovranno impostare secondo la nuova politica il proprio profilo altrimenti, sarà inevitabilmente cancellato. "Lo scopo dei Profili Google è consentirti di gestire la tua identità online. Ormai, quasi tutti i Profili Google sono pubblici. Siamo convinti che il miglior uso possibile dei Profili Google consista proprio nell'aiutare le persone a mettersi in contatto fra di loro e a ritrovarsi online.
Dato che i profili privati non possono essere utilizzati in questo modo, abbiamo deciso che tutti i profili devono essere pubblici. Non dimenticare: le uniche informazioni che saranno obbligatoriamente visualizzate nel tuo profilo sono il tuo nome e il sesso. Puoi modificare o rimuovere tutte le altre informazioni che non vuoi condividere. Se hai un profilo privato e non desideri renderlo pubblico, puoi eliminarlo o lasciare semplicemente le cose come stanno.
Tutti i profili privati saranno eliminati dopo il 31 luglio 2011", leggiamo sulle policy di Google+. Chi dispone di un profilo su Google dunque, può scegliere di cancellarlo o di escluderlo dai motori di ricerca entro la data prevista. E’ bene precisare che non verranno eliminati gli account Google quali docs, reader, etc., ma solo i profili finora utilizzati principalmente per accedere a Buzz o condividere post su reader.
E’ ovviamente possibile evitare l’eliminazione del proprio profilo rendendo pubblico almeno il nome e sesso, con la possibilità di rendere private tutte le altre informazioni. Potrete inoltre convertire il vostro vecchio profilo in un account Google Plus e iniziare ad esplorare il nuovo social network di Google.
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