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idealo, ritorno a scuola ha un costo: e-commerce aiuta a risparmiare


Quest’anno sono oltre 8,6 milioni gli studenti che tornano fra i banchi di scuola. A partire da oggi, lunedì 11 settembre, le lezioni si aprono ufficialmente, secondo i calendari regionali. Entro il 15 di settembre gli studenti di tutta Italia ritorneranno sui banchi di scuola. Per loro le giornate che precedono questo momento coincidono con la fine dell’estate e dei compiti delle vacanze, ma per i genitori si tratta di una fase delicata, caratterizzata da una serie di spese da affrontare per il ritorno in aula. Tra libri, cartelle, diari e articoli di cancelleria, l’investimento per il corredo scolastico del “back to school” rappresenta infatti una voce significativa nel bilancio delle famiglie di tutto il nostro Paese.

Tlc: Antitrust indaga su servizi sms a pagamento di Tim e Vodafone


Prima offerti gratis dalle due compagnie, ora sono a pagamento. Per il roaming che scende, un servizio che sale. Dopo le polemiche da parte dei consumatori, ora arriva anche l'Antitrust. Nel mirino dell'Agcom le modifiche introdotte da Tim e Vodafone per i servizi informativi di chiamata. L'Authority ha avviato una verifica per assicurare che l'introduzione di un pagamento per i servizi informativi di chiamata "LoSai" e "ChiamaOra" di Tim e "Chiamami" e "Recall" di Vodafone, adesso a pagamento, avvenga senza arrecare pregiudizio agli utenti.

Consumi natalizi: peggio delle previsioni, regge solo la tecnologia


L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (ONF), ha elaborato i dati sui consumi relativi alle festività natalizie, pervenuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e Sud Italia (sia nelle piccole che nelle grandi città). Purtroppo, le previsioni negative dello stesso osservatorio sono risultate sottostimate. Infatti, in pressoché tutti i settori, si è verificata una forte contrazione rispetto ai consumi natalizi dello scorso anno. L'unico trend positivo è dato dall'elettronica di consumo. La spesa totale si è attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati.

Poste in tilt: a lavoro tecnici Ibm e Hp, accolte richieste associazioni


Il guasto al server che dal 1° giugno sta mettendo in ginocchio Poste Italiane, sta provocando ancora non pochi disagi ai cittadini in fila per bollette e tasse in scadenza o per la pensione da ritirare da quasi una settimana. 

Ieri, nonostante le rassicurazioni dell’azienda che garantiva una ripresa normale del servizio, un nuovo black out ha gettato nel caos la maggior parte dei 14 mila uffici postali sul territorio nazionale. Inevitabili allora le polemiche sul disservizio, condannato dalle associazioni dei consumatori, come Codacons, Adoc e Federconsumatori che hanno ottenuto un tavolo di conciliazione per i risarcimenti, e dal Garante per le comunicazioni. 

"Non è accettabile il perdurare di tale incredibile disservizio - ha denunciato il commissario dell’Agcom, Gianluigi Magri - è necessario individuare le specifiche responsabilità. Nell’era della tecnologia simili episodi minano la credibilità di chi dovrebbe garantire il servizio pubblico". 

Poste italiane si è scusata, assicurando: "Siamo vicini alla completa normalità, tecnici italiani e statunitensi di Ibm e Hp stanno eseguendo test sulla regolare efficienza del sistema. Ieri gli uffici sono rimasti aperti dopo l’orario di chiusura garantendo nella media 6 milioni di prestazioni". L'azienda ha intanto accolto la richiesta delle associazioni dei consumatori di aprire un tavolo di conciliazione finalizzato a risarcire gli utenti danneggiati dai disagi informatici dei giorni scorsi. 

E comunque, per rimediare ai rallentamenti, anche oggi gli uffici postali sono stati aperti oltre il normale orario di chiusura, fornendo "un volume di servizi nella media delle attività abitualmente svolte": sono stati garantiti i servizi a tutti i clienti in attesa, garantendo così oltre 6 milioni di transazioni; sono state pagate più di 250 mila pensioni e sono state eseguite oltre 1,5 milioni di operazioni di pagamento di bollettini.