Apple si trova ad affrontare cause legali riguardanti le rivelazioni secondo cui rallenta volutamente i vecchi iPhone senza l'autorizzazione dell'utente. L'azienda americana, fondata da Steve Jobs, ha ammesso lo "slowdown" intenzionale degli iPhone più vecchi quando le prestazioni delle batterie diminuiscono o presentano problemi in modo da evitare "shutdown" improvvisi. Un rallentamento indotto con gli aggiornamenti del software. L'azienda ha detto di voler "prolungare la vita" di dispositivi dei suoi clienti. Tre azioni legali collettive separate sono state depositate giovedì, portate da attori in California e Illinois, sostenendo che Apple non ha il consenso di rallentare il loro iPhone.
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Apple, vecchi iPhone rallentati deliberatamente: partite class action
Apple si trova ad affrontare cause legali riguardanti le rivelazioni secondo cui rallenta volutamente i vecchi iPhone senza l'autorizzazione dell'utente. L'azienda americana, fondata da Steve Jobs, ha ammesso lo "slowdown" intenzionale degli iPhone più vecchi quando le prestazioni delle batterie diminuiscono o presentano problemi in modo da evitare "shutdown" improvvisi. Un rallentamento indotto con gli aggiornamenti del software. L'azienda ha detto di voler "prolungare la vita" di dispositivi dei suoi clienti. Tre azioni legali collettive separate sono state depositate giovedì, portate da attori in California e Illinois, sostenendo che Apple non ha il consenso di rallentare il loro iPhone.
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Energia, bollette in calo dal primo aprile: elettricità -5% e gas -9,8%
Dal 1° aprile in forte riduzione le bollette dell'energia. Lo ha stabilito l'Autorità per l'Energia, nell'abituale decisione trimestrale. Per la famiglia-tipo la bolletta dell'elettricità registrerà infatti un calo del 5,0%, mentre per la bolletta gas la diminuzione sarà ancor più consistente, con un -9,8% (solo in parte attesa per la stagionalità estiva), per risparmi complessivi nei 12 mesi dell'anno scorrevole di 67 euro. Per l'elettricità, la spesa per la famiglia-tipo nell'anno scorrevole (1 luglio 2015-30 giugno 2016) sarà di circa 502 euro, con un calo dell'11,6% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente (1 luglio 2014-30 giugno 2015), corrispondente ad un risparmio di circa 8 euro.
Ora legale: risparmio per 90 milioni e disagi emotivi per 15% italiani
Durante il periodo di ora legale, che partirà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, con lo spostamento delle lancette degli orologi un’ora in avanti, Terna prevede, nei prossimi 7 mesi, un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 555,8 milioni di kilowattora. Si tratta di una quantità di energia corrispondente al fabbisogno annuo medio di circa 200 mila famiglie. In termini economici, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 16,21 centesimi di euro al netto delle imposte, la stima del risparmio economico relativo all’ora legale per il 2015 è pari a circa 90 milioni di euro.
Antitrust: multa 5 mln a gestori Tlc per servizi premium mai richiesti
L’Antistrust ha comminato sanzioni ai principali operatori del settore delle comunicazioni mobili, quali Telecom, Wind, Vodafone e H3G, per pratiche commerciali scorrette. L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha irrogato ai principali operatori del settore delle comunicazioni mobili (Telecom, Wind, Vodafone e H3G) una sanzione pari a 1.750.000 euro ciascuno per Telecom e H3G e a 800.000 euro ciascuno per Wind e Vodafone, per aver adottato pratiche commerciali scorrette nell’ambito della commercializzazione dei servizi premium utilizzati via Internet da terminale mobile.
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Ora solare: Terna, quella legale ha fatto risparmiare all'Italia 91 mln
Dopo sette mesi di ora legale, nella notte fra sabato 25 e domenica 26 ottobre tornerà l’ora solare: alle ore 03.00 si dovranno spostare un'ora indietro le lancette degli orologi. L’ora legale sarà di nuovo in vigore dal prossimo 29 marzo 2015. Secondo quanto rilevato da Terna, durante il periodo di ora legale, iniziato il 30 marzo 2014, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 549,7 milioni di kilowattora (568,2 milioni di kWh il minor consumo del 2013), un valore pari al consumo medio annuo di elettricità di circa 205 mila famiglie.
Wind in down, società si scusa ma pronta maxi richiesta risarcimenti
Venerdì nero per Wind. Blackout in tutta la Penisola per la rete telefonica di Wind Infostrada, fuori uso anche la posta elettronica di Libero. Alla rete mobile dell'operatore sono abbonati 22,3 milioni di clienti, pari a circa il 25% del mercato. Ripristinato il servizio dopo un venerdì nero, l'azienda chiede scusa: Oggi è stata una brutta giornata. Per tutti voi che ogni giorno affidate le vostre comunicazioni a Wind, e per tutti noi che in questa azienda mettiamo ogni giorno passione, impegno ed orgoglio per darvi sempre il meglio. Un'anomalia sulla nostra rete, un evento eccezionale, vi ha coinvolto per alcune ore".
"Ci dispiace molto, ma ci teniamo a ribadire che abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per ripristinare i servizi nel più breve tempo possibile. Continueremo a lavorare per voi con ancora maggiore determinazione". La società telefonica, dopo le prime rassicurazioni generiche, è costretta a parlare di "anomalia eccezionale". I disagi causati agli utenti fino al pomeriggio sono stati tali da giustificare anche un intervento in sede istituzionale. Il Pd con Lorenza Bonaccorsi ha chiesto l'intervento dell'Antitrust per avere "spiegazioni per il pesante blackout che ha colpito la rete internet e della telefonia fissa e mobile".
La giornata di ieri, scandita anche su twitter da una raffica di denunce e commenti amari raccolti sotto l'hashtag #Windown, può essere sintetizzata attraverso la progressiva presa di coscienza della portata del problema da parte della compagnia telefonica. "Riscontriamo difficoltà di accesso ad Internet da fisso e da mobile. Stiamo lavorando per risolvere il problema. Ci scusiamo per il disagio". Con queste parole, l'azienda di telefonia comunicava il crash della sua rete internet mobile.
Di fronte alle prime rimostranze dei clienti, un portavoce interpellato dall'Adnkronos puntava a minimizzare: "Stiamo facendo verifiche ma per il momento possiamo dire di avere registrato anomalie nelle trasmissione dati che sono in via di soluzione e qualche disservizio sulla rete mobile". Pochi minuti più tardi, una nota più circostanziata. "Abbiamo ancora difficoltà generalizzate sulla rete: i nostri tecnici sono a lavoro. Comprendiamo e ci scusiamo per il grosso disagio". Poi un'ulteriore precisazione, in agenzia.
"Stiamo facendo verifiche ma per il momento possiamo dire di avere registrato anomalie nelle trasmissione dati che sono in via di soluzione e qualche disservizio sulla rete mobile". Immediata la reazione delle associazioni dei consumatori, pronte a promuovere azioni per risarcire i clienti. Sono stati "pesantissimi" i disagi per gli utenti a causa del "black out" che ha colpito la rete di telefonia Wind-Infostrada, afferma il Codacons che sottolinea di avere ricevuto "segnalazioni dei cittadini da tutta Italia. Chi lavora con la mail di Libero ha subito ripercussioni non indifferenti, a causa dell'impossibilità di utilizzare la posta elettronica".
L'azienda, chiede l'associazione, "deve subito predisporre indennizzi automatici in favore di tutti i propri clienti", ferma restando "la possibilità, per chi ha subito danni maggiori, di rivalersi in tribunale sulla compagnia telefonica. Se non verranno accolte le nostre richieste, sarà inevitabile un'azione collettiva contro Wind Infostrada alla quale potranno aderire tutti gli abbonati della società e tutti gli utenti della mail Libero". Sulla stessa posizione anche Altroconsumo, che non esclude la class action.
"Ci sono giunte molte richieste di assistenza da parte di utenti rimasti senza linea a causa del black out che ha colpito la rete Wind, sia sul fisso sia sul mobile - segnala l'associazione - Si tratta di un evento gravissimo, con impatto notevole su moltissimi consumatori, se consideriamo la numerosità dei clienti Wind. La compagnia non ha fornito informazioni sulla causa che ha scatenato il disservizio di massa" ed è questo che l’associazione chiede di approfondire. "In ogni caso ci riserviamo di agire a tutela degli utenti per ottenere un adeguato risarcimento per il disagio subito. Senza escludere alcuna via, compresa una class action".
Salute/ medicinali contraffatti: Nas ai cittadini, non usare Ozopulmin
I Nas hanno sequestrato tre lotti di supposte di Ozopulmin dell'azienda farmaceutica Geymonat, pari a 35mila confezioni in tutto, usato prevalentemente per i lattanti e i bambini: dovevano curare la tosse ma non lo facevano perché privi di principio attivo. "Non usate il farmaco per l'influenza Ozopulmin, controllate le confezioni di farmaci in supposte per la tosse che avete in casa. Non usatelo e portate le confezioni di Ozopulmin nelle farmacie, nelle stazioni dei carabinieri o al comando dei Nas".
E' allarme sigarette elettroniche: nei liquidi piombo, cromo e arsenico
Negli ultimi anni gli esperti di salute pubblica studiano gli effetti delle e-cigarette. Questi prodotti sono ormai la forma più comunemente usata di fumo tra i giovani negli Stati Uniti, superando i prodotti di tabacco convenzionali, comprese sigarette, sigari, tabacco da masticare e narghilè. Ma arriva un nuovo allarme sulle sigarette elettroniche: piombo, cadmio, cromo e arsenico sono alcuni dei metalli pesanti, tossici o peggio cancerogeni, presenti nei sei liquidi per le sigarette elettroniche che il settimanale "Il Salvagente" ha fatto analizzare dal dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II di Napoli e che denuncia in un ampio dossier sul settimanale da ieri in edicola.
Cassazione: cellulare 6 ore al dì per 12 anni, ok a invalidità da tumore
La Corte di Cassazione ha convalidato una pensione di invalidità all'80% ad un ex manager bresciano che per circa dodici anni aveva utilizzato il cellulare dell'ufficio per una media di 5/6 ore al giorno fino a quando nel 2002 gli venne diagnosticato un "neurinoma del Ganglio di Gasser", cioè un tumore benigno al trigemino sinistro - nervo misto somatico costituito prevalentemente da fibre sensitive somatiche e da un piccolo contingente di fibre motorie.
Secondo la sezione Lavoro (sentenza n. 17438 redatta da Gianfranco Bandini), l'Inail dovrà risarcire Innocente M. perché, nonostante la "situazione del tutto particolare", si è verificata "un'esposizione alle radiofrequenze per un lasso temporale continuativo molto lungo (circa 12 anni), per una media giornaliera di 5-6 ore e concentrata principalmente sull'orecchio sinistro dell'assicurato che, com'è di piana evidenza, concretizza una situazione affatto diversa da un normale uso non professionale del telefono cellulare".
A dare ragione all'ex manager, una consulenza medico legale che aveva tenuto conto di 679 casi che in un anno si sono verificati nel nostro Paese. La Ctu viene definita dalla Cassazione di "maggiore attendibilità vista la posizione di indipendenza di tali studi, per non essere stati cofinanziati, a differenza di altri, anche dalle stesse ditte produttrici di cellulari".
Inutilmente l'Inail ha tentato di ribaltare la decisione della Corte d'appello di Brescia del 2009. Nel dettaglio, piazza Cavour spiega che "nel caso di malattia professionale non tabellata, la prova della causa di lavoro, che grava sul lavoratore, deve essere valutata in termini di ragionevole certezza, nel senso che, esclusa la rilevanza della mera possibilità dell'origine professionale, questa può invece essere ravvisata in presenza di un rilevante grado di probabilità".
Per il Codacons si tratta di una ''sentenza molto importante e innovativa che apre la strada ai risarcimenti. Si tratta, infatti, di un verdetto che stabilisce un rapporto diretto tra uso del telefonino e insorgenze dei tumori.
Se ci sono, quindi, consumatori che usano per molte ore al giorno il telefonino e ritengono che ci possa essere un collegamento con la malattia contratta, ora hanno la possibilità di intraprendere un'azione legale".
Ma Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, all'Adnkronos Salute spiega che "allo stato attuale non ci sono ragioni per dire che ci sia un rapporto diretto causa-effetto tra telefoni cellulari e tumori. Alcuni dati sono stati contraddittori, è vero, ma gli ultimi lavori scientifici vanno nella direzione contraria rispetto a quella di un rapporto diretto".
"Le risultanze dello studio di un'agenzia dell'Organizzazione mondiale della sanità", che parlavano di possibili rischi legati alle radiofrequenze dei telefoni cellulari e di altri apparati di comunicazioni wireless, "sono in seguito state smentite da altri lavori. Insomma, dal punto di vista strettamente scientifico, allo stato attuale non ci sono evidenze che l'uso del telefonino dia luogo al tumore". Dunque "nel dubbio, evidentemente la Corte ha preso una decisione a favore del malato".
Codacons, connessione Wi-Fi a bordo dei treni dannosa per la salute
Sui treni italiani dotati di Wi-Fi l'esposizione alle onde magnetiche ed elettromagnetiche ''supera complessivamente i limiti fissati dalla legge, e rappresenta pertanto un potenziale pericolo per la salute dei passeggeri''. La denuncia arriva dal Codacons, che riferisce di avere effettuato delle rilevazioni all'interno delle carrozze di Trenitalia e di Ntv, invitando quindi chi di competenza a disattivare i servizi wireless.
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iPhone 5: problemi e critiche per le mappe, Codacons valuta class action
Il nuovo iPhone 5 è in vendita solo da pochi giorni, ma il nuovo sistema operativo iOs 6, installabile anche sul modello 4s del melafonino e sull'iPad di terza generazione, fa già discutere. Sotto accusa è l'accuratezza del sistema di mappe di Apple. Molti utenti, infatti, lamentano indicazioni completamente sballate.
"Se cerco il quartiere Queens a New York - spiega un giovane utente - mi segnala tutt'altra zona, questo non è il Queens, è un altro posto. Non lo trova mentre il vecchio sistema non aveva nessun problema". "Google Maps era perfetto - aggiunge quest'altro ragazzo - mi indicava ogni cosa, addirittura se i mezzi pubblici erano in ritardo. Con Apple maps invece devo aprire un'altra App per avere le stesse informazioni, mi sembra tutto un po' di scarsa qualità".
Anche in Italia il Codacons, l'associazione che tutela i consumatori, ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di utenti insoddisfatti dopo aver aggiornato il sistema operativo dei propri iPhone e iPad e valuta una class action. "Da più parti – spiega l’associazione – giungono segnalazioni da parte di possessori di iPhone, iPad e iPod Touch che hanno effettuato l’aggiornamento del software, delusi dalle novità introdotte dall’azienda di Cupertino."
In particolare le proteste più vibranti riguardano le mappe messe a disposizione dalla Apple, che con tale scelta ha voluto prendere le distanze da Google. "Appare assurdo che una società all’avanguardia come la Apple si renda protagonista di errori così imbarazzanti – spiega il Codacons – Ancor più assurdo se si considerano gli elevati prezzi pagati dagli utenti per prodotti che dovrebbero rappresentare la perfezione tecnologica e che invece, come nel caso delle nuove mappe, creano confusione e delusione."
Abbiamo provato a fare la stessa ricerca scoprendo che, in alcuni casi, la chiave sta nel fare la domanda giusta. Digitando Queens Nyc come il nostro amico americano l'iPhone trova Manhattan... Ma se togliamo Nyc... ecco apparire il vero quartiere Queens, ora la risposta è giusta. In ogni caso secondo gli esperti si tratterebbe solo di un normale assestamento, che verrà risolto nel giro di qualche settimana anche grazie al supporto di sviluppatori locali esterni.
Fonte: TM News
Via: Codacons
Salute: scarichi diesel cancerogeni, Codacons chiede sequestro veicoli
La notizia dei giorni scorsi, secondo la quale, per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i gas di scarico dei motori diesel causano certamente il tumore ai polmoni negli essere umani, ha indotto il Codacons a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Milano per chiedere il sequestro di tutti i veicoli diesel esistenti sul territorio della città di Milano e provincia.
Così si legge nell'esposto già depositato: "si chiede, inoltre, che l’Ill.mo Procuratore della Repubblica adito voglia accertare il pericolo che la libera disponibilità dei veicoli diesel possa aggravare o protrarre le conseguenze di cui in narrativa e, quindi, voglia ordinare il sequestro preventivo ex artt. 321 c.p.p. di tutti i veicoli alimentati a diesel presenti sul territorio della città di Milano e provincia".
L'associazione di consumatori chiede anche alla Procura di "accertare la responsabilità del Sindaco pro tempore di Milano e del Presidente della Lombardia per le ipotesi di violazione di legge che si evincono in narrativa", in particolare rispetto ai reati di omissione di atti d'ufficio (328 c.p.) e getto pericoloso di cose (674 c.p.). La decisione del Codacons di presentare un nuovo esposto deriva dalle conclusioni a cui è giunta il 12 giugno u.s. l'Oms.
In precedenza, infatti, i gas di scarico dei diesel erano definiti solo "probabilmente" cancerogeni. La mancanza di una prova certa della correlazione tra smog e patologie aveva reso difficile in questi anni poter procedere penalmente nei confronti dei sindaci e dei presidenti di regione eventualmente inadempienti. Ma ora questo studio apre nuovi scenari e rende possibile procedere con maggior successo sia per il reato di getto pericolose di cose che per quello di omissione d'atti d'ufficio.
Oggi, infatti, come ha dichiarato il presidente del Circ Christopher Portier, "le prove scientifiche sono inconfutabili e le conclusioni del gruppo di lavoro sono state unanimi: le emanazioni dei motori diesel causano il tumore del polmone". Per questo i gas di scarico sono stati classificati nel “gruppo 1”, quello appunto delle sostanze cancerogene certe, mentre in precedenza erano annoverati nel “gruppo 2” delle sostanze “probabilmente” cancerogene per l’uomo.
"La prova inconfutabile del legame tra i gas di scarico dei motori diesel e la diffusione del cancro rende necessario un intervento straordinario da parte della Procura, a tutela della salute dei cittadini. Da qui la richiesta di sequestro dei veicoli diesel, dato che sono una fonte di morte certa" ha dichiarato il presidente del Codacons, avv. Marco Maria Donzelli.
Foto dal Web
Imu: scade oggi il termine per pagare la prima rata, il 40% non la verserà
E' oggi la data ultima per pagare la prima rata della rediviva imposta sulla casa (c'è tempo fino a mezzanotte), dopodiché scatteranno le sanzioni. Il gettito atteso da governo e enti locali è di 21 miliardi di euro e sono in totale 17,5 milioni che italiani che dovranno mettere mano al portafogli. Tanti sono, infatti, i proprietari di immobili o chi esercita un altro diritto reale, come usufrutto, uso, abitazione e godimento su un fondo o una proprietà altrui. Pagano anche le persone giuridiche e in caso di separazione il pagamento spetta all'affidatario della casa anche se non ne è proprietario.
E per le multiproprietà, l'imposta deve essere versata separatamente da ciascun proprietario o titolare dell’abitazione, in proporzione alla quota posseduta. Per pagare l'Imu bisogna compilare il modello F24, scaricabile sul sito dell'Agenzia delle entrate e su Poste Italiane. Il modello va poi pagato in banca, alla posta, presso Equitalia o anche online, sul sito dell'Agenzia delle entrate o della propria banca. Quest'ultima è al momento la soluzione più indicata dal momento che oggi tutti i ritardatari prenderanno d'assalto gli sportelli.
Sono massimo tre e minimo due le rate stabilite dal governo per pagare l'Imu. Entro oggi, quindi, va versato il 33 o il 50% a seconda della soluzione adottata. Per chi paga il tre rate, la prossima scadenza è il 17 settembre, e l'ultima il 17 dicembre. La terza rata è un conguaglio basato sulle aliquote stabilite dai singoli Comuni, che fino al 30 settembre possono aumentare o diminuire le aliquote dello 0,2% per l’abitazione principale e dello 0,3% per gli altri immobili. Intanto, nell'ultimo giorno utile per pagare l'Imu senza incorrere in more, arriva anche la polemica del Codacons: secondo l’associazione dei consumatori i contribuenti italiani sono confusi e disorientati.
Non sono positivi i dati emersi da un sondaggio realizzato da Unimpresa nella rete dei Caf, secondo il quale circa il 40% dei contribuenti non verserà la rata in scadenza domani. Un altro 25% non avrebbe intenzione di pagare l'Imu quest'anno per aspettare il prossimo. Le sanzioni a cui si va incontro sono una maggiorazione dello 0,2% per ogni giorno atteso se si corrisponde il dovuto entro 14 giorni dalla data di scadenza, se il ritardo va tra i 15 e i 30 giorni la sanzione sarà del 3% più gli interessi. Infine, per ritardi di un anno la maggiorazione è del 3,75% più mora, e se non si pagherà affatto la multa arriverà al 30%.
Per calcolare l'Imu si moltiplica la rendita catastale maggiorata del 5% per il coefficiente moltiplicatore (pari a 160 per abitazioni, box, cantine e solai; 55 per negozi; 80 per uffici), che varia in base alla tipologia catastale. Il risultato di questa moltiplicazione costituisce la base imponibile dell’Imu, che a sua volta dovrà essere moltiplicata per l’aliquota che, per la prima rata, ammonta allo 0,4% per la prima casa, 0,76% per gli altri immobili e 0,2% per i fabbricati rurali strumentali. Per ottenere l’importo netto da versare, bisogna, infine, sottrarre all’imposta lorda le detrazioni previste per la prima casa (200 euro e, solo per il 2012 e il 2013, 50 euro per ogni figlio fino a 26 anni che risiede nell’abitazione principale).
Via: Prima Da Noi
Farmaco killer: eBay annuncia blocco vendite del sorbitolo nel mondo
Il più grande sito di compravendite on line, dopo il caso della donna morta a Barletta per aver assunto del sorbitolo acquistato proprio su eBay, ha bloccato le vendite del farmaco in tutto il mondo. Lo ha annunciato con un comunicato: "eBay è profondamente addolorata da quanto accaduto a Barletta sabato 24 marzo - si legge - Ci sentiamo vicini alla famiglia della vittima. Le indagini sono in corso e quindi non possiamo commentare sul caso.
L’azienda sta cooperando con le autorità locali e internazionali ed è impegnata a fornire tutto il supporto necessario affinché sia fatta chiarezza sulla vicenda". "Il sorbitolo è un sostituto dello zucchero molto diffuso e una sostanza legalmente vendibile, sia online che attraverso canali di vendita tradizionali si legge ancora - Detto questo, come precauzione, eBay ha immediatamente cancellato tutte le vendite di sorbitolo, che resteranno interdette fino a ulteriori chiarimenti".
Intanto si è tenuta stamane la riunione operativa alla Procura di Trani tra gli investigatori che stanno accertando le cause della morte della donna di 29 anni. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il sorbitolo somministrato fosse stato adulterato o se avesse subito qualche contaminazione. I controlli si stanno svolgendo in tutta Europa perché il sorbitolo sotto accusa è stato venduto via internet in altri Paesi della comunità europea.
Il caso della donna morta dopo aver assunto un farmaco acquistato online dimostra che sui medicinali comperati illegalmente su Internet occorre "un giro di vite. Non basta procedere a sequestri delle sostanze contraffatte. Gli acquisti via web di prodotti che richiederebbero ricetta medica, infatti, stanno registrando un boom nelle vendite". Per questo il Codacons chiede, in una nota, di oscurare i siti Internet che consentono queste vendite illegali con la stessa procedura seguita per i siti pedopornografici.
Quanto accaduto "richiede un potenziamento della vigilanza e del controllo", ha affermato il ministro della Salute, Renato Balduzzi. La vicenda allarma ancora di più "perché risulta - ha ricordato il ministro - che anche l'ambulatorio dove il farmaco è stato assunto, non fosse autorizzato".
Dalle notizie finora disponibili, dunque, tutto si è svolto in "un circuito parallelo al sistema sanitario nazionale, che quindi in qualche misura richiede un potenziamento della vigilanza e del controllo". Infatti "è chiaro che tutto quanto fuoriesce dal circuito normale della dispensazione del farmaco va attentamente monitorato". In merito alla vicenda pugliese, Balduzzi confida che "sia la Regione sia le autorità inquirenti possano fare luce su questo episodio". In generale, il consiglio ai cittadini che assumono medicinali e' di "fare molta attenzione", specie alle insidie del web.
Via: Adnkronos
Antitrust: maximulta a Telecom, Wind, Vodafone e H3g per servizi preattivi
L'Antitrust ha multato i principali operatori di telefonia mobile, in particolare Telecom Italia per 300mila euro, Vodafone per 250mila, Wind per 200mila e H3g per 120mila. In tutto, fanno 870mila euro. Il procedimento, secondo quanto emerge dal bollettino settimanale dell'autorità, riguarda il comportamento posto in essere dagli operatori, consistente "nell'aver omesso di informare in maniera adeguata gli acquirenti delle SIM dell'esistenza di servizi accessori già attivati, fra i quali, in particolare, la navigazione in internet e il servizio di segreteria telefonica.
La fruizione di tali servizi comporta il pagamento di tariffe specifiche, computate in modalità flat o a consumo, addebitate in bolletta ai titolari di abbonamento, o scalate dal credito per i titolari di sim prepagate". La decisione è arrivata al seguito di un procedimento aperto sulle segnalazioni arrivate da Adiconsum, Altroconsumo e Codacons. Le associazione dei consumatori hanno denunciato l'omissione dell'informazione.
"Nel settore della telefonia mobile, - scrive l’Autorità - caratterizzato dal proliferare di aspetti tecnologici complessi, come nella fattispecie in esame, riconducibili alle sempre maggiori funzionalità connesse all’utilizzo di una SIM, la previsione di adeguati strumenti volti a garantire scelte economiche consapevoli si caratterizza come un onere minino del professionista al fine di consentire la percezione delle caratteristiche dei servizi utilizzati e attenuare, per quanto ragionevolmente possibile, gli effetti associati all’asimmetria informativa del consumatore medio".
"A fronte dell’eterogeneità di servizi associati all’acquisto di una SIM, che non sono più circoscritti al servizio voce tradizionale, il generale principio di correttezza e obbligo di protezione del consumatore impone, quindi, che all’utente sia consentito di scegliere consapevolmente, al momento dell’attivazione della SIM, i servizi di cui intende fruire oltre al traffico voce sulla base di un adeguato spettro informativo."
"Tali considerazioni valgono con riferimento a servizi innovativi quanto rispetto a servizi accessori e a prescindere da valutazioni circa l’assenza di eventuali specifici interventi regolatori o dell’evoluzione del contesto merceologico. La circostanza che tali servizi siano già attivati al momento dell’acquisto - prosegue l'Autority - e possano essere disattivati soltanto su richiesta (meccanismo di opt-out) espone i consumatori, in assenza di adeguati meccanismi di scelta consapevole, al rischio di utilizzare un servizio a pagamento non richiesto consultando la segreteria telefonica od interagendo con le funzionalità internet dell’apparecchio".
"Va, inoltre, osservato che nell’ipotesi di smart-phone always on, in virtù delle applicazioni presenti sul terminale che necessitano di un permanente collegamento in rete, tale servizio potrebbe essere attivato senza alcuna richiesta da parte dell’utente, anche se la SIM è stata acquistata per la fruizione del solo traffico voce".
Via: Adnkronos
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Grande Fratello 11: multa da 60.000 euro per televoto irregolare
L'Antitrust ha accolto la denuncia del Codacons relativamente al televoto dell'ultima edizione del Grande Fratello, e ha sanzionato R.T.I. con una multa da 60.000 euro. L'associazione si era infatti rivolta all'Autorità, chiedendo un intervento in merito alle informazioni rese ai telespettatori del programma, e ai mancati interventi della rete per escludere i voti provenienti dai call center.
Nel provvedimento sanzionatorio si legge: "dalle evidenze acquisite nel corso del procedimento risulta che il meccanismo del televoto, così come predisposto da RTI, non prevedeva alcuna forma di limitazione o di filtro al fine di ostacolare, o comunque rendere difficile l'intervento di soggetti professionali, diversi dai meri telespettatori."
"RTI aveva consapevolezza della sussistenza di potenziali alterazioni di un utilizzo improprio del meccanismo del televoto, derivante dalla possibilità di invii massivi di voti da parte di operatori specializzati, finalizzati a - o comunque suscettibili di - alterare gli esiti del reality. Avuto poi specifico riguardo alla contestazione sulla puntata del 7 marzo 2011 si rileva che l'informazione sulla duplicazione della sessione di voto doveva essere fornita ai telespettatori in modo adeguato."
"Infatti la scelta di una doppia sessione di voto ha permesso di incidere significativamente sul risultato parziale del televoto, vanificando il voto già manifestato dagli utenti fino alla prima sessione in quanto ha permesso ai telespettatori e, in particolar modo, ai più appassionati, di superare il limite di 100 voti previsto per singola sessione.". "E' la prova che avevamo ragione - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Le reti televisive devono informare chiaramente i telespettatori circa il rischio di alterazione dei voti da parte dei call center".
Poste in tilt: a lavoro tecnici Ibm e Hp, accolte richieste associazioni
Il guasto al server che dal 1° giugno sta mettendo in ginocchio Poste Italiane, sta provocando ancora non pochi disagi ai cittadini in fila per bollette e tasse in scadenza o per la pensione da ritirare da quasi una settimana.
Ieri, nonostante le rassicurazioni dell’azienda che garantiva una ripresa normale del servizio, un nuovo black out ha gettato nel caos la maggior parte dei 14 mila uffici postali sul territorio nazionale. Inevitabili allora le polemiche sul disservizio, condannato dalle associazioni dei consumatori, come Codacons, Adoc e Federconsumatori che hanno ottenuto un tavolo di conciliazione per i risarcimenti, e dal Garante per le comunicazioni.
"Non è accettabile il perdurare di tale incredibile disservizio - ha denunciato il commissario dell’Agcom, Gianluigi Magri - è necessario individuare le specifiche responsabilità. Nell’era della tecnologia simili episodi minano la credibilità di chi dovrebbe garantire il servizio pubblico".
Poste italiane si è scusata, assicurando: "Siamo vicini alla completa normalità, tecnici italiani e statunitensi di Ibm e Hp stanno eseguendo test sulla regolare efficienza del sistema. Ieri gli uffici sono rimasti aperti dopo l’orario di chiusura garantendo nella media 6 milioni di prestazioni". L'azienda ha intanto accolto la richiesta delle associazioni dei consumatori di aprire un tavolo di conciliazione finalizzato a risarcire gli utenti danneggiati dai disagi informatici dei giorni scorsi.
E comunque, per rimediare ai rallentamenti, anche oggi gli uffici postali sono stati aperti oltre il normale orario di chiusura, fornendo "un volume di servizi nella media delle attività abitualmente svolte": sono stati garantiti i servizi a tutti i clienti in attesa, garantendo così oltre 6 milioni di transazioni; sono state pagate più di 250 mila pensioni e sono state eseguite oltre 1,5 milioni di operazioni di pagamento di bollettini.
Poste Italiane: server centrale in tilt, code a sportelli e polemiche
Proseguono i disagi per gli utenti di Poste Italiane: il disservizio iniziato mercoledì si è trascinato, dopo la pausa festiva del 2, a venerdì mattina ed è tuttora in corso per una parte di uffici postali in tutta la Penisola. Il black out che sta interessando Poste Italiane è iniziato mercoledì 1 giugno e ha bloccato in quella giornata di inizio mese gran parte dei 14 mila uffici postali della penisola lasciando poi nel corso della giornata una situazione a macchia di leopardo con un ripristino delle attività molto lento.
Il problema però era tutt’altro che risolto e dopo la pausa festiva è ricomparso interessando migliaia di uffici. Sugli sportelli sono comparsi fin dalla prima mattinata cartelli con su scritto: “Causa problemi di linea i servizi non sono disponibili”. Tra i servizi più difficilmente erogati quello di Posatmat e pagamento bollettini. Il black out che sta creando problemi a Poste Italiane è attribuito ai problemi del nuovo server centrale che introdotto da pochi mesi ha già causato in passato black out improvvisi.
A causare il problema è stato un aggiornamento del software della piattaforma informatica centrale nazionale. Il disservizio ha causato numerose proteste, in particolare da parte degli utenti pensionati e di chi non riesce ad accedere al proprio conto postale. Bloccata ovviamente anche la grande utenza delle bollette in scadenza (sono un milione al giorno gli utenti delle Poste). Alla protesta degli utenti si è aggiunta infine anche quella del Codacons.
"Il Codacons, - comunica in una nota - venuto a conoscenza dell’accaduto, ha preso subito contatto con i vertici di Poste Italiane s.p.a ed e’ tuttora in attesa di chiarimenti e maggiori informazioni. L’associazione comunque invita, in attesa di conoscere le ragioni e la durata degli inconvenienti, tutti i cittadini che hanno subito dei danni dai disservizi a contattarla, e segnalare l’accaduto sul blog del presidente Codacons, l’avv. Carlo Rienzi, per ottenere un risarcimento proporzionato all’accaduto".
L'uso eccessivo dei cellulari e Wi-Fi favorisce l'insorgenza di tumori
Dopo lo studio condotto dai ricercatori del National Institutes of Health di Bethesda, che dimostra che una telefonata lunga 50 minuti cambia il livello di attivazione di certe aree neurali in corrispondenza dell'antenna del telefono, ariva quello dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo cui l'uso dei telefoni cellulari e di altri apparati di comunicazioni wireless "potrebbe causare il cancro negli essere umani".
Aruba risarcisce i clienti con sconti dopo l'incendio alla server farm
Aruba, accogliendo le richieste del Codacons, provvederà ad indennizzare i clienti coinvolti nei disagi del 29 aprile scorso provocati dall’incendio nella server farm. Come si ricorderà, l’incendio provocò il black out dei servizi forniti da Aruba e danni per migliaia di utenti e aziende che si ritrovarono per diverse ore nell’impossibilità di utilizzare posta elettronica e Internet.
Il Codacons, sommerso dalle proteste dei cittadini, annunciò la possibilità di intentare una class action in favore dei clienti del provider danneggiati dal disservizio. Class action che sarà evitata, dal momento che l’azienda, accogliendo le richieste dell’associazione, ha comunicato la decisione di risarcire i propri clienti. Alle scuse ufficiali di Aruba, arrivate con un comunicato stampa, sono arrivate quelle ufficiali inviate ai clienti.
Preceduto da una mail che informava la volontà di Aruba di risarcire l’incidente, è seguito l’annuncio ufficiale con la proroga della scadenza dei server dedicati di 15 giorni, attivazione di servizi mail business, buoni sconto del valore di 5 euro per l'acquisto di prodotti Fotoaruba, oppure il prolungamento gratuito del contratto stabilito con l’azienda, di circa due settimane, a seconda dei pacchetti acquistati dai clienti.
In questo modo ha evitato una Class Action ventilata dalla Codacons nelle prime ore dell’incidente. Ora, invece, con una spesa probabilmente minore ed un'iniziativa che è stata da più parti lodata, Aruba pare aver riguadagnato punti nella considerazione dei media, degli utenti e delle associazioni di consumatori ricevendo anche un'importante credito d'immagine.
"Siamo soddisfatti per la saggia decisione dell’azienda di indennizzare spontaneamente i propri clienti - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Tuttavia resta la possibilità, per utenti e aziende che hanno subito danni ingenti che a causa del disservizio, di intentare causa di risarcimento in Tribunale".
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