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Blogger siriana Amina: "foto non sue e nessuno l'ha vista", è giallo
Il caso di Amina Abdallah, la giovane omosessuale siriana arrestata a Damasco, in Rete si è trasformato in giallo. Il sequestro della ragazza era stato denunciato sul suo stesso blog A Gay girl in Damascus dalla cugina Rania lunedì sera. Oggi, però, si moltiplicano gli interrogativi sulla vicenda. Così mentre sul Web è già partito un tam tam per chiederne il rilascio, alcuni giornali stranieri sollevano dubbi sulla sua identità. Molti misteri avvolgono le foto apparse sulla pagina Facebook dedicata ad Amina. Una donna londinese ha dichiarato di essere lei la persona ritratta nelle immagini e non la blogger. In effetti nessuno ha mai visto Amina. Nonostante resti possibile che la donna sia effettivamente stata sequestrata e che il suo racconto degli eventi in Siria sia accurato, pare che tutte le interviste siano state condotte via email, il chè è legato alla difficoltà per i giornalisti di entrare in Siria. Il Wall Street Journal scrive che in realtà la giovane degli scatti diffusi sul social network è Jelena Lecic. Un giornalista della radio pubblica americana, Andy Carvin, ha chiesto ai suoi followers su Twitter se qualcuno abbia mai intervistato di persona Amina Abdallah Arraf. Sul suo blog il reporter elenca i motivi che lo porterebbero a pensare che la ragazza sia un personaggio inventato. "Nella comunità LGBT molti credono che lei non esista. Nessuno l'ha mai vista di persona", scrive Carvin. E aggiunge: "Forse, semplicemente, non ho parlato con le persone giuste, quelle che la conosco e potrebbero confermare la sua identità". Il giornalista rimane cauto perchè l'intera storia potrebbe essere reale e Amina potrebbe davvero essere stata "sequestrata" e trovarsi ora in pericolo. Online, però, Carvin cita un precedente blog che la stessa ragazza avrebbe creato nel 2007. Diario in cui la giovane avrebbe detto espressamente di voler raccontare fatti di fantasia e reali, mischiandoli senza distinzione.
Foto: http://www.gaelick.com/
Scomparse studentesse 15enni, rimosso uno dei profili su Facebook
Da sabato mattina non si hanno più tracce delle due 15enni, Tatiana e Esmeralda, una italiana e una albanese, scomparse rispettivamente da Sabbioneta (Mantova) e Casalmaggiore (Cremona). Svanite nel nulla. Ma con un messaggio inviato a un'amica: "Andremo a Reggio, o in alternativa a Roma". Probabilmente avevano studiato tutto nei giorni precedenti. Poi, l'allontanamento. Sono state diffuse a tutti i comandi territoriali delle forze dell’ordine le foto delle due 15enni. I carabinieri hanno avviato le indagini allertando tutte le stazioni d'Italia. Di Esmeralda si sa che aveva un profilo Facebook rimosso nella notte tra sabato e domenica. Entrambe le ragazze sabato mattina sono state accompagnate dai genitori verso le 8 all'Istituto tecnico commerciale Sanfelice di Viadana (Cremona), ma una volta giunte a scuola hanno consegnato le schede sim dei loro telefonini a un'amica così da non poter essere rintracciate. Quest'ultima ha poi consegnato il tutto a un insegnante che li ha dati al preside. "Volevano evitare di essere rintracciate, sapendo che con le Sim è possibile individuare la posizione dei cellulari" commenta la madre. Secondo le prime indiscrezione che emergono in un'indagine che potrebe diventare delicatissima, le due giovani sarebbero state spinte dalla voglia di abbandonare la scuola. La stessa mamma di Tatiana Goi cerca di spiegare la fuga: "Siamo andate insieme a fare compere venerdì pomeriggio - racconta la madre della ragazzina - era tutto normale, mia figlia era tranquilla. Non va benissimo a scuola, ma niente di tragico; nessun problema nemmeno in famiglia. Non riusciamo a spiegarci quanto successo. Vorrei solo che ci tranquillizzasse, che ci dicesse che sta bene, noi andremmo a prenderla ovunque si trova".
Yara: Facebook, scoppia la rabbia tra gli utenti del social network
Non appena i mezzi di informazione hanno diffuso la notizia del ritrovamento del corpo senza vita di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni scomparsa da Brembate di Sopra, nel bergamasco, il 26 novembre scorso, gli utenti si sono riversati su Facebook, pronti a sfogarsi sulle bacheche delle pagine dedicate alla ragazzina. Dopo i primi commenti gonfi di commozione: “Ciao piccola Yara...Come una stellina sei salita in cielo, ora illumina noi, che abbiamo bisogno di luce e chiarezza. Ciao Angelo”, scrive Giuseppe S., sulla pagina di Facebook 'Yara Gambirasio', “Consola la tua mamma e il tuo papà...ora per loro comincia un dolore senza fine”, è il pensiero di Daniela Z., sul social network è affiorata la rabbia. Sul muro del gruppo 'Yara Gambirasio', 2mila iscritti, Gina Pina scrive “Pena di morte a chi uccide gli angeli”. E non è certo l'unica. Antonia, ad esempio, due minuti più tardi dice: “Se si trova l'assassino bisogna darlo in pasto alla popolazione”. E poi Angela: “Sei volata lassù perché qualcuno maledetto ha voluto così”, e ancora, Francesco S., che afferma: “Spero che chi ti ha fatto questo muoia di una lunga malattia”. Sul 'Gruppo per ritrovare Yara Gambirasio', oltre 50mila iscritti, Roberto B urla: “Vi prego ripristinate la pena di morte. E un deterrente a queste barbarie”. Gli fa eco, due minuti dopo, Massi C. “Gli infami pagheranno tutto prima poi”. “In questi casi nemmeno la tortura renderebbe giustizia, che mostri schifosi, datelo a noi” aggiunge Matteo D.
Via: Adnkronos
Rimossa l'inquietante pagina sulle gemelline svizzere scomparse
Immediatamente dopo la scomparsa da oltre due settimane delle due gemelle, Livia e Alessia, avvenuta dopo il suicidio del padre Matthias, il popolo di Facebook si è mobilitato con tantissimi link e soprattutto con la pagina ufficiale. Ma se moltissimi iscritti al social network si adoperano per avere qualche notizia delle due piccole, c'è anche chi ha creato su Facebook una pagina inquietante e macabra dedicata alle gemelle scomparse. "Scommesse aperte: gemelle sotto terra o cibo per pesci?", questo il titolo della pagina, frutto di persone che non hanno la minima considerazione della dignità umana e del dolore. Nel frattempo la pagina è stata rimossa dal social network, grazie alla segnalazione di migliaia di utenti e segnalata all'Osservatorio sui Diritti dei Minori. "Siamo davanti all'ennesima riprova - dice Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio e consulente della Commissione parlamentare per li'Infanzia - di cio' che il social network, fra le cose mirabili, puo' rappresentare, ovvero un contenitore di pattume sociale privo di sensibilita' e lesivo delle dignita' personali. ''Una fenomenologia, questa - continua il sociologo - da stigmatizzare anche perche' pervasiva al punto da registrare adesioni. La pagina dedicata alle sventurate piccoline ne conta 256. E' necessario - conclude - che gli inquirenti individuino i fautori anche per aiutarli a rivedere se stessi, partendo dalla presa d'atto di un sentimento che potrebbe assisterli nel processo di reinserimento al contesto sociale corretto, cioe' la vergogna". Ancora una volta l'idiozia umana ha trovato una valvola di sfogo sul social network.
Liberato Wael Ghoneim l’uomo marketing di Google in Egitto, il video
Anche Wael Ghonim, responsabile marketing di Google in Medio Oriente, si stava recando a piazza Tahir il 27 gennaio 2011, luogo simbolo della rivolta antigovernativa che da giorni infiamma l'Egitto. In una rivoluzione in cerca di una guida, una mano può darla Google. Forse è anche per questo che a Il Cairo i manifestanti si sono riuniti attorno al dirigente di Google rilasciato lunedi scorso, nella speranza di tener viva la partecipazione alla mobilitazione anti Mubarak. Wael Ghoneim, capo del settore Marketing di Google per il Medio Oriente, era stato arrestato il 27 gennaio durante le proteste antigovernative. Dopo conferme e smentite sulla sua liberazione, un suo messaggio è apparso sul suo profilo Twitter, in cui confermava di essere di nuovo libero. "La libertà è una benedizione per cui vale la pena lottare", scriveva in un 'tweet'.
Sulla liberazione di Ghoneim si erano attivati il Dipartimento di Stato USA, migliaia di blogger e utenti di Facebook e Twitter, che avevano prontamente denunciato la sua scomparsa chiedendo informazioni sul suo conto agli altri utenti del web. In uno degli ultimi messaggi sulla seguitissima pagina Twitter @ghonim, il dirigente di Google aveva alimentato un certo timore: "Pregate per #Egitto. Molto preoccupato perché sembra che il governo stia programmando crimini di guerra per domani contro la popolazione. Siamo pronti a morire #25 Gen.". Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto che in Egitto 'si sta facendo la storia. Una nuova generazione leva la voce per essere udita'. Obama ha aggiunto che gli Usa faranno 'tutto cio' che possono' per garantire 'una transizione ordinata' verso la 'democrazia' e che punti a 'libere elezioni'.
Arrestato il manager di Google della pagina anti Mubarak di Facebook
Wael Ghonim, il marketing executive di Google per il medio oriente, era stato arrestato il 28 gennaio durante le manifestazioni anti-governative al Cairo. Per questo motivo Google non aveva più avuto notizie di lui e ne aveva annunciato la scomparsa il 1 febbraio scorso. Ritenuto dalla polizia il gestore anonimo della pagina di Facebook da cui è partito l'invito a scendere in piazza, di lui non si sa più niente: sarebbe rinchiuso in un carcere. Wael Ghonim, marketing executive in terra d’Egitto per conto del colosso americano del web, è stato visto essere bloccato e portato via da uomini in borghese nel quartiere di Mohandessin. L’episodio è stato reso noto da Amnesty International, che ha anche lanciato l’allarme: “Corre il rischio di subire torture e altri maltrattamenti”. L'organizzazione per la difesa dei diritti umani cha chiesto alle autorità egiziane di svelare dove il manager sia stato portato e di rilasciarlo o di contestargli specifici capi di accusa.”Non sappiamo chi lo stia detenendo né dove: non ha accesso al mondo esterno -ha insistito Amnesty International- e queste sono le condizioni che favoriscono il ricorso alla tortura”. L’uomo d'affari Naquib Sawiris, che oggi ha partecipato agli incontri tra governo e opposizione sulla crisi politica in Egitto, ha detto che Ghonim verrà rilasciato a breve. Durante un’intervista televisiva, Sawaris di avere ottenuto assicurazioni dal vicepresidente egiziano Suleiman che il rilascio del manager Google avverrà domani alle 16 locali.
Gemelline scomparse: si cerca in tutta Italia, pagina su Facebook
Si chiama 'Missing Alessia and Livia' la pagina Facebook creata dopo l'allontanamento volontario dalla citta' svizzera nella quale viveva, Losanna, dell'uomo di 40 anni, Matthias, con le due gemelline di sei anni, dopo un ennesimo litigio con la moglie. Il padre - che soffriva per la separazione dalla moglie - aveva preso in affidamento le piccole per il week end il 28 gennaio scorso ma poi, invece di riportarle a casa dalla madre a Losanna, era fuggito senza più dare notizie. L'uomo e' stato trovato l'altra sera morto sotto un treno nei pressi della stazione di Cerignola; delle bambine per ora non si hanno notizie. Il messaggio su Facebook compare in italiano, inglese e francese. Chi vedesse, si dice, puo' chiamare il +41 79 77 23 648, la polizia locale oppure mandare un email a liviaealessia@gmail.com''. La pagina e' stata aggiornata con la notizia del ritrovamento del corpo dell'uomo. In inglese e' detto che ''il corpo di Matthias e' stato trovato a Cerignola (Foggia), in Italia meridionale. Noi speriamo e preghiamo che le piccole siano salve. Abbiamo bisogno del vostro aiuto attorno ad Ascoli, nel Sud Italia, per cercare ed aiutarci a trovare le carissime ragazzine''. Ascoli sarebbe - a quanto si e' saputo - la citta' di origine della mamma delle bambine, dove tuttavia non vivrebbero parenti della donna. Non si sa per ora se Ascoli debba intendersi, come e' piu' probabile, Ascoli Satriano, cittadina di circa 6.500 abitanti, nel Subappennino dauno, a pochi chilometri da Cerignola, o la citta' marchigiana di Ascoli Piceno.
Fonte: http://www.ansa.it/
Disperso Wael Ghonim il top manager di Google al Cairo
Google ha reso noto che il suo marketing executive per il Medio Oriente è disperso in Egitto. La società americana che gestisce il principale motore di ricerca su internet ha precisato che non si hanno notizie di Wael Ghonim da giovedì scorso. Il colosso di Mountain View, che ha precisato che il dirigente si trovava nella capitale egiziana, ha pregato i mezzi di informazione di dare notizia di un numero verde inglese da contattare per segnalazioni: 0044 20 7031 3008. Oppure è possibile mandare un'e-mail all'indirizzo infoaboutwael@google.com. Ghonim è responsabile del marketing di Google per l'area del Medio Oriente e del Nord Africa. Il dirigente è stato visto per l'ultima volta nel centro del Cairo, giovedì, mentre nella capitale egiziana regnava il caos per le proteste dei manifestanti contro il regime di Hosni Mubarak. Wael Ghonim aveva annunciato la volontà di unirsi ai manifestanti scesi in piazza per protestare contro il presidente Hosni Mubarak. "Nonostante tutti gli avvertimenti, mi unisco ai miei familiari e amici, sarò lì per protestare il 25 gennaio", annunciava su Twitter alcuni giorni fa Ghonim. Il suo ultimo tweet dal profilo di Twitter, in cui chiede a tutti di pregare per l'Egitto, risale al 27 gennaio. Ghonim, noto per i suoi numerosi interventi sul canale satellitare al-Jazeera, aveva anche scritto, riferendosi al blocco imposto a Internet dalle autorità: "Un governo che ha paura di Facebook e Twitter dovrebbe governare Farmville, non un paese come l'Egitto".
Facebook: Usa, i bimbi scomparsi si cercano attraverso il social network
Anche Facebook contribuirà alle ricerche dei bambini scomparsi negli Stati Uniti. A partire da oggi infatti gli utenti del social network potranno chiedere di ricevere i bollettini relativi a casi che interessano lo Stato in cui risiedono e che vengono diffusi da Amber Alert, il sistema istituito a seguito dell'uccisione di una bimba di nove anni - Amber Hagerman, da cui ha appunto preso il nome - per favorire le ricerche dei minori scomparsi (il suo nome ufficiale e' "America's Missing: Broadcasting Emergency Response"). Amber Alert nasce da una partnership volontaria tra forze di sicurezza, media, trasporti e diffonde per il tramite dell'Emergency Alert System (EAS) alle emittenti e ai responsabili dei Trasporti dei diversi stati i bollettini relativi ai diversi casi di bambini sequestrati. L'annuncio dell'ingresso di Facebook nella partnership e' stato dato dal presidente del National Center for Missing and Exploited Children, (NCMEC) Ernie Allen nel corso di una conferenza stampa tenuta nella sede dell'organismo a Alexandria, in Virginia, con il Dipartimento di Giustizia e la polizia di stato della Virginia nel 15mo anniversario della morte della piccola Amber. Gli utenti Facebook che ne faranno richiesta riceveranno i bollettini Amber per i loro stati e seguire le notizie relative ai diversi casi di scomparse nella zona in cui sono oltre a poter condividere i contenuti delle alert con gli amici. "Cerchiamo di essere innovatori in materia di sicurezza cosi' come lo siamo in altri aspetti della nostra attivita'", ha spiegato Andrew Noyes, manager delle comunicazioni di Facebook.
Ragazze scomparse ritrovate dai carabinieri grazie a Facebook
Sabato sera due ragazze minorenni di Francavilla Fontana (Brindisi) avevano fatto perdere le loro tracce e la loro scomparsa era stata denunciata dai familiari nelle ore successive. Avviate sin da subito incessanti attività di ricerca su tutto il territorio della provincia di Brindisi e delle provincie limitrofe. Attività di ricerca che si sono protratte per tutta la notte e che hanno impegnato numerose pattuglie dei carabinieri sino alla felice conclusione della mattinata successiva quando, verso le ore 12.30, una pattuglia del Nucleo Radiomobile del Comando Compagnia di Francavilla Fontana le rintracciava a Latiano, nelle vicinanze di un distributore di benzina. Ancora da vagliare i motivi che hanno spinto le due giovanissime ragazze ad allontanarsi da casa ed a tenere col fiato sospeso tutti. Decisivi per il loro rintraccio sono stati gli approfondimenti e l’analisi del profilo fecebook delle giovani: indagine che ha permesso di individuare amicizie e presumibili “punti di appoggio”. Sembra infatti che le due ragazze siano state ospitate da coetanei conosciuti proprio tramite fecebook. Le ragazze, dopo l’accompagnamento presso il comando stazione di Francavilla Fontana, e l’ultimazione delle formalità di rito, sono state affidate dal Comandante della Stazione ai rispettivi familiari.
13enne scomparsa nel Bergamasco, nasce gruppo su Facebook
Sono riprese le ricerche di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate Sopra, in provincia di Bergamo, sparita nel nulla venerdì pomeriggio. Di lei non si hanno più notizie dalle 18,30 di quel giorno quando, dopo aver lasciato il palazzetto dello sport del paese, non è più rientrata a casa. Intanto sono stati ascoltati parenti e amici della ragazza, ma non sono emersi elementi in grado di aiutare gli inquirenti. Per ritrovare la ragazza si mobilita anche Facebook, dove si è formato un gruppo intitolato "Gruppo per trovare Yara Gambirasio" proprio per cercare Yara, che sta ricevendo tantissime adesioni. Si invita chiunque abbia notizie sulla tredicenne a postarle e vi si trovano i link ad alcuni articoli che raccontano la vicenda. Intanto, la fotografia della ragazzina è stata diramata a tutte le forze dell'ordine in Italia. Si sa che la traccia del suo telefono cellulare si perde intorno alle 18,50 di venerdì; in quel momento, secondo i riscontri tecnici degli inquirenti, la ragazzina era ancora nei pressi di Brembate Sopra. I familiari di Yara Gambirasio stanno vivendo ore d'angoscia: giovane promessa di ginnastica ritmica, Yara è una ragazzina tranquilla e brava a scuola. Il palazzetto dello sport, dove Yara è stata vista l'ultima volta, e l'abitazione della ragazza distano circa 700 metri; quando è uscita di casa la 13enne indossava un paio di fuseaux e un giubbino di colore nero.
Via: http://www.tgcom.mediaset.it/
Ragazzina ritrovata grazie ad indagini tecniche su Facebook
Era scappata perché aveva paura che la mamma non accettase la sua relazione con un uomo di 31 anni. Chiara C., l’adolescente di 14 anni scomparsa da casa da mercoledì, è stata trovata ieri dai carabinieri in un’abitazione di Rivarolo. I militari sono arrivati al nascondiglio della giovane attraverso un’attività tecnica sulla base di chat ed amicizie su facebook ed il diario della ragazza.
A finire nei guai sono stati il fidanzato delle giovane più vecchio di lei di 17 anni, Bruno, operaio di 31 anni, il fratello Cristian di 25, ai domiciliari per una serie di rapine e Alessandro, studente di 18, anche lui già noto alle forze di polizia. Tutti e tre dovranno rispondere del reato di sottrazione di minore. Secondo quanto è stato ricostruito, l’adolescente sarebbe fuggita da casa perché aveva paura che la mamma potesse ostacolare la sua relazione sentimentale con un ragazzo tanto più grande di lei.
La studentessa si trovava proprio in casa di Cristian quando i carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento di Rivarolo. Era seduta sul divano e stava guardando la televisione. Alla vista delle divise ha tentato di fornire un’identità fasulla dicendo di chiamarsi Daniela. «Non ti preoccupare. Ti perdoniamo. La cosa importante è che ora sei tornata a casa sana e salva e che stai bene. Affronteremo d'ora in poi tutte le cose insieme».
Con queste parole la mamma ha abbracciato la figlia ritrovata dopo la fuga da casa per amore. L'incontro è avvenuto nei corridoi della compagnia dei carabinieri di Sampierdarena. «Scusa per i brutti giorni che ti ho fatto passare» ha detto la studentessa di 14 anni, ma la mamma l'aveva già perdonata: «Non dire più niente, la cosa più importante è che stai bene».
Fonte: Leggonline
Scompare minore da casa, carabinieri cercano contatti su Facebook
La stanno cercando tramite il social network Facebook: contatti, “post” e messaggi potrebbero dare ai carabinieri di Genova uno spunto investigativo per riuscire a capire dove si trovi Chiara Cavaleri, la quattordicenne scomparsa da casa lo scorso mercoledì mattina, come raccontato questa mattina dal Secolo XIX. “CHIARA CAVALERI, 14 ANNI, GENOVA PRA, SCOMPARSA DA 2 GIORNI, ULTIMAMENTE TIFOSA DELLA ROMA (potrebbe essere utile anche questo particolare). CONDIVIDETE PIU’ CHE POTETE, GRAZIE.” Così recita l’appello di una cugina di Chiara Cavaleri, scomparsa Mercoledì 24 Novembre 2010. Alta 1.55, peso 53 kg circa, vestita con un maglione bianco lungo, un paio di jeans e un paio di scarpe da tennis, al momento della scomparsa. Sul caso stanno indagando congiuntamente sia i carabinieri della compagnia di Arenzano che i colleghi del commissariato Sestri. A presentare la denuncia di scomparsa è stata la madre dopo che la minore non è tornata a casa da scuola. Il cellulare di Chiara, attualmente spento, è stato localizzato l’ultima volta nella zona di Sestri Ponente. I carabinieri di Arenzano hanno anche sentito l’ex fidanzatino della giovane che ha spiegato di non averla sentita in queste ore. E’ stato sentito anche l’ex fidanzatino della ragazza che però ha dichiarato di non averla sentita nelle ultime ore. La madre ha lanciato ieri un appello invitando la figlia a tornare a casa. La madre ha lanciato ieri un appello invitando la figlia a tornare a casa. Chi vedesse Chiara può avvertire Il Secolo XIX, anche con un sms al 3351981919.
Sarah, spunta terza scheda telefonica
Nelle ultime ore, i carabinieri del Ros si sono concentrati sul telefonino della ragazza: è venuto fuori che la ragazza aveva utilizzato nell´ultimo periodo almeno tre schede telefoniche con tre numeri diversi sempre nello stesso apparecchio. Un fatto questo spiegato dai familiari di Sarah come una normale abitudine dei ragazzi che cercano di sfruttare le offerte migliori delle compagnie telefoniche. Dai tabulati potrebbero però venire fuori particolari interessanti. Così come particolari quelli che stanno venendo fuori dai computer, in attesa di trovare la chiave decisiva. Inoltre, le attenzioni si sono spostate su un nuovo profilo Facebook quello di Regen. Dietro Regen probabilmente si nasconde la cugina di Sarah, Sabrina. I messaggi si sono interrotti da quando le hanno sequestrato il computer ma sono rimasti i vecchi messaggi, che fanno pensare a una cosa ben chiara, e cioè la scomparsa di Sarah. Un´immagine efficace la regala un investigatore: «Questa storia è come un negozio di coperte troppo corte: ovunque ti muovi, da qualsiasi parte provi a tirare c´è sempre un pezzo che rimane scoperto. «Per tutto lo sforzo che stiamo mettendo in campo - continua uno degli uomini in questo momento più vicini all´indagine - e per la professionalità delle persone che stanno lavorando, la vicenda doveva essere già conclusa. E invece c´è ancora qualcosa che ci sfugge, un particolare, un piccolo pezzo e il puzzle è risolto».
Fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca/
Fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca/
Sarah: via libera da Google per risalire alle chat
Dagli interrogatori dei Carabinieri emergerebbe che Sarah entrava nel mondo delle chat ed accendeva la webcam per mostrarsi a perfetti sconosciuti e parlare con loro. Esattamente come ha fatto con Antonio, il cuoco di Mottola. A lui Sarah aveva raccontato di voler scomparire, dopo aver cambiato look per rendersi irriconoscibile. Un dettaglio inquietante, confidato al cuoco: «Vedrai sparirò per 20 giorni, poi riapparirò da famosa. Le mie amiche sanno tutto». Nel mondo virtuale Sarah si presentava in maniera diversa da come la conoscevano in famiglia. Per questo gli specialisti del Rac, il reparto analisi crimonologiche, stanno analizzando tutti i contatti per tracciare il profilo psicologico della ragazza. Si stanno setacciando i profili, sdoganati dal via libera di Google.
Grazie a quel semaforo verde sono cadute le barriere dietro le quali ci sono le persone con cui Sarah ha dialogato. E ai quali potrebbe aver confidato i suoi propositi di fuga e di voler diventare famosa, offrendosi così come preda ideale per spregiudicati navigatori della rete. Di qui la necessità di scavare in una marea di cronologie, raffrontando gli esiti di quella ricerca con il traffico telefonico e sms partito dal cellulare della ragazza. Apparecchio sul quale Sarah aveva registrato anche un altro numero. Lo aveva ottenuto grazie ad una promozione del suo operatore. Dieci euro da consumare che aveva scaricato da tempo. Il numero era diverso, ma il cellulare era sempre lo stesso. Proprio quello che è spento dalle 14.42 del 26 agosto.
Fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca/
Sarah, il mistero del calendario e dei 5 profili su Facebook
Proseguono senza sosta nella zona di Taranto le ricerche di Sarah Scazzi, la 15enne sparita lo scorso 26 agosto da Avetrana. Gli investigatori continuano a sentire parenti e amici della giovane per trovare qualche dettaglio che possa fare luce sulla scomparsa. L'ipotesi è sempre quella del rapimento, ma senza una vera pista le indagini vanno avanti a 360 gradi. Un particolare strano e per questo degno di attenzione per gli investigatori è un calendario, trovato in camera di Sarah, con tutti i giorni del mese di agosto cancellati con un pennarello nero. La ragazzina non l'aveva mai fatto. Sembra un conto alla rovescia fino al 26 agosto. Data in cui Sarah, un pantaloncino e una magliettina rosa, Avril Lavigne nelle cuffie e uno zaino sulle spalle, è stata inghiottita nel nulla.
La risposta migliore alle domande, forse, può arrivare proprio da Sarah. Dai suoi tre diari sequestrati pieni zeppi di a senza h e di sogni di fuga, di xché e xdonare, oppure da quei ciondoli esoterici appesi al muro accanto al pupazzo di Winnie the Pooh. Ci sono i cinque profili di Facebook e le chat conservate nel computer della biblioteca da dove Sarah parlava con pseudonimi diversi, ci sono i film con i dvd dei vampiri e quello di Titanic. E c'è anche quello strano miscuglio musicale che parte dal pop-rock di Avril Lavigne passa per i poster di Merilyn Manson e finisce per le canzoni di Tiziano Ferro. Sarah ha copiato "Alla mia età" ovunque. È quella che fa "sono un grande falso mentre fingo l'allegria", "come un terremoto in un deserto, crolla tutto ed io son morto e nessun se n'è accorto".
Fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca/
Foto 1: La Repubblica
Gruppo su Facebook per trovare Sarah, 15enne scompare da Avetrana
"Sarah Scazzi è scomparsa da Avetrana, in provincia di Taranto, il 26 agosto alle 14.30. Se avete informazioni scrivete in bacheca". Questa è la descrizione, su Facebook, del "Gruppo per cercare Sarah Scazzi", creato da Antonella Lostina Spinelli la cugina della 15enne. Sarah, quel pomeriggio di giovedì, doveva andare al mare con sua cugina, ma nel tragitto per raggiungere la casa degli zii la giovane è svanita nel nulla.
Le due cugine erano d'accordo che non appena Sarah fosse stata nei pressi dell'abitazione degli zii avrebbe fatto uno squillo ad Antonella, e così è stato ma poi non è mai arrivata a destinazione. Chiamata più volte al cellulare Sarah non ha mai risposto e dopo alcuni tentativi il telefono risultava irraggiungibile.
I genitori, che ne hanno denunciato la scomparsa, sono preoccupati perché la minorenne non sarebbe fidanzata e ha poche frequentazioni. Decine di carabinieri della Compagnia di Manduria con l'ausilio delle unità cinofile hanno controllato i casolari e le campagne ma anche le numerose cave di Avetrana.
La minorenne, che frequenta l'istituto alberghiero, è descritta come una persona timida e molto riservata. Gli investigatori, che non escludono alcuna ipotesi, hanno diffuso la foto e le generalità della ragazza su autorizzazione dei genitori.
Via: TGCom
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