Facebook ha annunciato il Beta Program per Android che consentirà agli utenti di provare in anteprima le versioni beta delle future applicazioni ufficiali del social network per segnalare eventuali bug o per consigli agli sviluppatori di Menlo Park. La sperimentazione consentirà a Facebook di ottenere un quadro più chiaro su come si comporta la sua app in una vasta gamma di supporti, dispositivi e sistemi operativi. La parte migliore è che si tratta di un programma opt-in, in modo che solo gli utenti che vogliono affrontare problemi e bug si troveranno tipicamente l'app in beta build. In tal caso, assicurarsi di utilizzare lo stesso account Google che si utilizza per il Google Play Store.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Facebook introduce un nuovo programma di beta testing per Android
Facebook: nuovo caso mostra lacune su segnalazione di contenuti violenti
Facebook sotto accusa dopo un caso di oltraggio online. Come riporta Euronews, una donna islandese racconta la sua brutta esperienza sul social network: in risposta a un gruppo sulla superiorità degli uomini ne crea uno intitolato le donne sono migliori degli uomini. Qualcuno reagisce male e manipola la sua immagine aggiungendo dei lividi e incitando allo stupro. Facebook si è poi scusato con una email inviata a Wired per aver tollerato l’immagine violenta.
“Mi piacerebbe sapere da Facebook quali immagini considera pubblicabili e quali no, vorrei capire quali sono le loro regole”, si chiede Thorlaug Agustsdottir. Nelle sue “Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità” Facebook sostiene di non ammettere messaggi che hanno l’obiettivo di intimidire e molestare. Nonostante questo, Thorlaug Agustsdottir ha dovuto segnalare l’immagine offensiva numerose volte a Facebook e si è dovuta rivolgere a gruppi di sostegno per vedere rimossa la foto.
“Ho segnalato a Facebook - aggiunge - e qualcuno dal vostro servizio clienti in India (il posto peggiore al mondo per essere una donna, secondo nuovi studi) ha detto che non c'era motivo di fare qualcosa al riguardo. Presumibilmente perché il testo era in islandese e nessuno si preoccupa di tradurre e vedere cosa sta succedendo - o perché i valori culturali del vostro luogo non corrispondono ai valori che dovrebbero essere sotto materia di lavoro”.
“Ci sono persone che esaminano questo tipo di problemi”, spiega l’esperta Trine Maria Kristensen, bocciando la reazione di Facebook. “Ma dove siano, quanto tempo dedichino a questo lavoro, quanti rapporti compilino al mese, è difficile saperlo”. Offese, diffamazione e messaggi violenti online sono finite nelle aule di tribunali, dando da fare agli esperti di giurisprudenza. Facebook declina la propria responsabilità civile e penale, pur dichiarandosi titolare dei contenuti.
"Prendiamo la nostra Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità molto seriamente e reagiamo rapidamente per rimuovere i contenuti segnalati che violano le nostre norme. In generale, i tentativi di umorismo, anche quelli disgustosi e di cattivo gusto, non violano le nostre norme. Quando le minacce reali o dichiarazioni di odio sono fatti, tuttavia, provvederemo a rimuoverlo. Incoraggiamo le persone a riferire tutto ciò che pensano violare le nostre norme con i link per i rapporti situati in tutto il sito".
Fonte: Euronews
Via: Wired
Facebook riaggiunge accidentalmente utenti ai gruppi privati o lasciati
Un errore del software di Facebook ha fatto si che molti utenti si sono ritrovati membri di vecchi gruppi, anche quelli che avevano lasciato tempo fa o al momento della migrazione. Più a disagio, alcune persone si sono improvvisamente ritrovate anche iscritte a gruppi dai quali erano stati cacciati, anche in quelli la cui privacy è impostata su "Chiuso". Nel forum italiano della comunità vi sono numerose segnalazioni, con gruppi cresciuti a dismisura.
In un'altro thread sul forum statunitense della comunità un utente segnala 50 notifiche su Mobile per gruppi nei quali si è ritrovato iscritto. Alcuni sono gruppi alle quali era iscritto mentre altri non lo sono. Facebook ha rilasciato una dichiarazione che conferma i dettagli. "Un bug emerso ieri sera ha determinato che alcuni utenti sono stati riaggiunti ai gruppi ai quali in precedenza appartenevano", ha detto un portavoce di Facebook a BBC News.
"Stiamo lavorando per risolvere il problema ora. Nel frattempo, stiamo lanciando una correzione a breve termine per tutti i gruppi chiusi che renderanno il contenuto di tali gruppi inaccessibile ai membri riaggiunti". In un primo momento, questo difetto può sembrare una semplice seccatura, che porta sostanzialmente a un notevole numero di notifiche indesiderate. Tuttavia, ci potrebbero essere degli effetti collaterali piuttosto sgradevoli.
"Stiamo lavorando per risolvere il problema ora. Nel frattempo, stiamo lanciando una correzione a breve termine per tutti i gruppi chiusi che renderanno il contenuto di tali gruppi inaccessibile ai membri riaggiunti". In un primo momento, questo difetto può sembrare una semplice seccatura, che porta sostanzialmente a un notevole numero di notifiche indesiderate. Tuttavia, ci potrebbero essere degli effetti collaterali piuttosto sgradevoli.
Infatti, prima del rilascio della correzione da parte di Facebook, gli utenti che sono stati aggiunti ai gruppi "chiusi" (o "segreti") sono stati in grado di visualizzare tutti i contenuti non-pubblici in tali gruppi, nonché l'elenco degli attuali membri. Questo ha di nuovo alzato molti punti interrogativi su come il social network resti efficiente nella gestione della privacy. In ogni caso, è abbastanza chiaro che questo è involontario da parte di Facebook.
Al momento non è chiaro se gli utenti aggiunti automaticamente ai gruppi verranno rimossi o vi resteranno iscritti. Nel frattempo che gli ingegneri di Facebook applicano una patch definitiva, è possibile verificare la propria iscrizione ai gruppi andando al link facebook.com/bookmarks/groups e, cliccando sull'ingranaggio in alto a destra, dal menu che si apre scegliere "Abbandona gruppo", se si vuol rimuovere l'iscrizione involontaria.
Via: NBC News
Facebook: bug sulla privacy, messaggi privati visibili sulla bacheca Timeline
Messaggi privati inviati agli amici su Facebook sarebbero diventati pubblici per errore sul profilo di migliaia di utilizzatori. Bug o violazioni della sicurezza? In Metrò, hanno scoperto che dalle 14:30 di ieri pomeriggio i messaggi più vecchi degli utenti, risalenti al 2007, 2008 e 2009, sono apparsi direttamente sulla loro Timeline, come se si trattasse di aggiornamenti di stato o di commenti ad altri post. Al momento non è chiaro se il problema sia delimitato a pochi utenti o è globale.
Questi scambi di messaggi fra due persone o membri di un gruppo anche privato sono accessibili a tutti gli amici e conoscenti, senza che il proprietario dell'account abbia fatto alcuna regolazione delle funzionalità per accettare questo tipo di cambiamento. Ci possono essere messaggi nella posta in arrivo interna o conversazioni di chat su Facebook.
L'Huffington Post francese, riposta che il bug rende visibili i messaggi fino al 2011. Sembra che il problema non sia sistematico, ovvero succederebbe solo a determinati profili. La notizia è stata rilanciata da Le Monde. Il quotidiano francese ha pubblicato l'articolo sulla propria pagina Facebook chiedendo conferma agli utenti, che hanno confermato la segnalazione.
La risposta della filiale francese di Facebook non si è fatta attendere. "Un piccolo numero di utenti ha espresso preoccupazioni sulla presenza di messaggi privati pubblicati sui loro diari", ha spiegato un portavoce di Facebook France, dopo centinaia di commenti postati sul Web sulla esistenza di un "problema" nella privacy del social network.
"Ma i nostri ingegneri hanno studiato il caso e hanno constato che questi messaggi, in realtà, erano messaggi vecchi postati sulle pagine visibili a tutti. Facebook afferma che non c'è stata alcuna violazione della privacy degli utenti", ha spiegato il portavoce. Per risolvere il problema andare sul box dei messaggi, cliccare sulla matita nera "nascondi dal diario" oppure rimuoverli uno a uno. L'altra soluzione è quella di agire sulle Impostazioni della Privacy, cliccare su Diario e aggiunta di tag e scegliere "Solo io" per i post sulla Timeline.
E il governo francese ha convocato i responsabili di Facebook per chiedere spiegazioni sulle notizie di vecchi messaggi privati che sarebbero stati inseriti nella bacheca degli utenti rendendoli accessibili a tutti. In una nota congiunta, il ministro del Rinnovamento industriale, Arnaud Montebourg, e il sottosegretario per l'Economia digitale, Fleur Pellerin, hanno riferito che i responsabili del social network dovranno presentarsi davanti alla Commissione nazionale dell'Informazione e delle Libertà (Cnil), una sorta di garante della privacy francese.
Fonte: TM News
Via: AGI
Referendum per ridurre lo stipendio dei politici, si firma in tutti i Comuni
L'indennità dei deputati sarà decurtata di 1.300 euro lordi al mese, aveva annunciato il 31 gennaio scorso il vicepresidente della Camera, Rocco Buttiglione. Un annuncio che però, in realtà, ha lasciato tutto come prima. Perché quei soldi (corrispondenti a 700 euro netti) sono in realtà il taglio di un aumento automatico dovuto al cambio di regime pensionistico. I deputati hanno rinunciato all'aumento, tagliando l'indennità lorda ma lasciando del tutto invariata quella netta e la diaria.
Facebook estende a tutti i gruppi la condivisione gratuita di file sul sito
Anche Facebook nel mondo del cloud storage con una nuova funzione di file-sharing inizialmente riservata ai Gruppi per le scuole. Nelle scorse settimane fa infatti il social network ha lanciato un servizio di condivisione file dedicato agli studenti, grazie al quale gli iscritti allo stesso istituto possono scambiarsi file in maniera gratuita. Grazie al successo dell’iniziativa, Facebook ha deciso di estendere il servizio a tutti i gruppi presenti sulla piattaforma.
Naufragio Costa: sito web in tilt, società si affida a Facebook e Twitter
E' andato in tilt il sito internet della Costa Crociere dopo il naufragio della Concordia. La società, con un post sulla pagina ufficiale Facebook spiega: "Vi informiamo che stiamo riscontrando dei problemi tecnici sul sito www.costacrociere.it a causa degli enormi volumi di traffico. Stiamo intervenendo sul problema. Tutti gli aggiornamenti su Costa Concordia all'isola del Giglio potete seguirli anche qui su Facebook e su Twitter @costacrociere". Sabato notte la Costa Crociere aveva pubblicato un comunicato su quanto accaduto:
"Costa Crociere conferma che sono in corso le operazioni di evacuazione di emergenza, vicino all'Isola del Giglio, dei circa 3.200 passeggeri e dei circa 1.000 membri di equipaggio a bordo di Costa Concordia. Le operazioni di evacuazione sono state effettuate prontamente, ma la posizione della nave, che diventando più difficoltosa, sta complicando le ultime operazioni di sbarco".
"Al momento non è possibile definire le cause del problema occorso. L' azienda si sta adoperando con il massimo impegno per dare la massima assistenza. Costa Concordia stava effettuando una crociera nel Mediterraneo partita da Civitavecchia con scali previsti a Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma, Cagliari, Palermo. A bordo c'erano circa 1.000 passeggeri di nazionalita' italiana, oltre 500 tedeschi, circa 160 francesi e 1.000 membri di equipaggio".
In un post successivo dichiarava: "E' una tragedia che sconvolge la nostra azienda. Il nostro primo pensiero va alle vittime, e vogliamo esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai loro familiari e amici. In questo momento tutti i nostri sforzi sono concentrati nelle ultime operazioni di emergenza, oltre che nell'offrire assistenza agli ospiti e all'equipaggio che erano a bordo della nave, per farli rientrare al piu' presto a casa". La tragedia della nave delle vacanze viene seguita anche sul gruppo Facebook dell'equipaggio. Chi desiderasse informazioni può comunque fare riferimento al numero 848.50.50.50.
Facebook, aggiornamento dei gruppi creati con il vecchio formato
Facebook nei prossimi mesi archivierà tutti i gruppi creati con il vecchio formato. Quando il gruppo viene archiviato, i post presenti sulla bacheca, le foto e le discussioni passeranno automaticamente al nuovo formato dei gruppi, ma i membri del gruppo dovranno essere aggiunti nuovamente. Quando i vecchi gruppi vengono archiviati, vengono convertiti nel nuovo formato. Quasi tutti gli elementi del vecchio gruppo saranno disponibili nel gruppo archiviato, tranne alcune eccezioni.
Elementi che saranno disponibili nella versione archiviata:
- Le immagini del gruppo e i post in bacheca
- Le discussioni del gruppo, che diventano post in bacheca
- La descrizione del gruppo, visibile nella parte superiore della pagina cliccando su "Mostra tutti" nel nuovo gruppo
- Notizie recenti
- Titoli degli incaricati del gruppo
- La casella informativa che appare sotto l'immagine del vecchio gruppo
- La rete del gruppo
- I membri del vecchio gruppo
Se il livello di attività del vostro vecchio gruppo è sufficiente per renderlo un buon candidato per l'aggiornamento a nuovo gruppo, verrà visualizzato un messaggio nella parte superiore della pagina del gruppo contenente l'opzione di aggiornamento. I membri del gruppo vedranno l'opzione per chiedere l'aggiornamento all'amministratore. Se siete un amministratore, cliccate su "Aggiorna questo gruppo" per aggiornare al nuovo formato gruppi. Se decidete di non aggiornare il vostro gruppo o non vedete l'opzione che vi chiede di farlo, il gruppo verrà archiviato.
E' possibile continuare a usare il gruppo anche dopo l'archiviazione.
Tuttavia, dato che i membri dei vecchi gruppi non vengono trasferiti ai gruppi archiviati, dovrete aggiungere nuovi membri. Se utilizzavate il vostro vecchio gruppo per promuovere la vostra azienda, Facebook consiglia di creare una Pagina. Maggiori informazioni sulle differenze tra gruppi e Pagine. Se l'amministratore di un vecchio gruppo decide di aggiornarlo, il gruppo verrà convertito al nuovo formato gruppi. Se l'amministratore sceglie di non aggiornare, il gruppo verrà archiviato. Per maggiori informazioni visitate la pagina del Centro Assistenza di Facebook.
Facebook annuncia importanti modifiche alle funzionalità dei gruppi
E 'sempre stata facile la condivisione con tutti i vostri amici su Facebook, ma fino a quando il social network non ha introdotto i nuovi gruppi, non c'era un modo semplice per condividere con poche persone. Molto di ciò che viene condiviso nella nostra vita quotidiana è significativo solo per piccoli gruppi di persone, come la famiglia, i conviventi, o colleghi di lavoro.
Con i nuovi gruppi, è possibile creare uno spazio privato da condividere solo con quegli amici. Dopo sei mesi dal lancio, gli utenti hanno creato oltre 50 milioni di gruppi su Facebook. La crescita è avvenuta in fretta grazie al suo design sociale. Facebook ha ricevuto molti feedback su come le persone utilizzano i gruppi e quali nuove caratteristiche vorrebbero vedere.
Facebook è lieto di annunciare alcuni nuovi miglioramenti, tra cui l'integrazione attraverso domande, la possibilità di caricare album fotografici, e verificare l'appartenenza. Dove prima era possibile solo caricare le foto singole, ora si ha la possibilità di caricare interi album direttamente sul vostro gruppo, rendendo ancora più semplice la condivisione di foto con le persone che hanno più voglia di vederle.
Per i proprietari di gruppo, Facebook ha anche aggiunto un controllo sulla privacy che consente l'approvazione delle persone prima di essere aggiunte al gruppo. Per gli utenti che stavano usando la versione precedente dei gruppi, è stato creato uno strumento che rende semplice l'aggiornamento al nuovo formato Gruppi. I proprietari e i membri dei vecchi gruppi riceveranno informazioni su come eseguire l'aggiornamento nelle prossime settimane.
Via: Facebook Blog
Yara: chiusi gruppi offensivi su Facebook, indagini della Polposta
Le autorità italiane, che hanno da tempo rapporti di collaborazione con i responsabili della società di Palo Alto, con un provvedimento dell'autorità giudiziaria sono intervenute, segnalando a Facebook dieci gruppi contro Yara, il cui contenuto risultava altamente offensivo. Il gruppo «Yara Zombie - Anche i morti ballano» era stato rimosso in poche ore, dopo il tam tam tra gli utenti di Facebook che avevano inondato lo staff di Facebook di segnalazioni e di richieste di rimozione di quella pagina irriverente che speculava con macabro sarcasmo sulla morte della ragazzina di Brembate Sopra. Ma non è stato il solo. 7 di questi sono già stati oscurati e nelle prossime ore verranno cancellati anche gli ultimi tre. Uno di quelli ancora visibili e che sta suscitando la consueta mobilitazione della rete si chiama «Sarah Scazzi contro Yara Gambirasio (Schieramento Sarah Scazzi)» e l'amministratore, un inesistente Pà e Pasalaqua, "gongola" dell'attenzione mediatica che sta ricevendo: «Ci definiscono cyberbulli atei. Lol». Il penultimo post pubblicato, presentato come citazione di un fan, recita: «"Yara colpita con sei coltellate". Una per ogni rete nazionale». L'ultimo post della pagina: «quando verrà la polizia postale denuncerò tutti coloro che ci hanno minacciato di morte, quello si che è reato a differenza della libertà d'opinione». Per l’ennesima volta il social network più famoso del mondo è diventato un teatrino degli orrori e del cattivo gusto, senza rispetto nemmeno per la povera Yara Gambirasio e per i suoi familiari, straziati dal dolore di una sofferenza che dura ormai da qualche mese.
Gruppo choc su Facebook contro Yara Gambirasio cambia nome
Si chiamava "Yara Zombie - Anche i morti ballano", il gruppo choc che ha creato scompiglio su Facebook. Come sempre accade in queste occasioni, anche la morte di una ragazzina, in questo caso Yara Gambirasio, diventa motivo di scherzo e di trovate che definire di cattivo gusto è un eufemismo. Il gruppo in questione è fondato ed amministrato da una decina di troll, che sono presenti su Facebook con identità fasulle. La macabra pagina utilizzava il volto della ragazzina di Brembate Sopra in una sorta di locandina di film horror. E visto che al cattivo gusto non c’è limite, il gruppo che contava più di 500 membri, è stato indicizzato nelle categorie «Arte-Spettacolo» e «Umorismo». Ma il gruppo adesso conta 990 membri e ha cambiato nome: "Caso Yara: Tra falso buonismo e moralismo bigotto". Il consiglio, come abbiamo ripetuto in più occasioni, è quello di ignorare questi gruppi e segnalarli attraverso l'apposito pulsante "Segnala gruppo". Se vi iscrivete incrementate il numero di iscritti, facendo il loro gioco e fornendo visibilità, con la conseguenza che anche i vostri amici faranno lo stesso. Qualsiasi siano le ragioni che hanno spinto certi utenti a creare delle pagine simili, si tratta comunque di un’idea macabra e vergognosa, senza alcun tipo di rispetto per il dolore di un’intera famiglia e di quanti hanno avuto modo di conoscere la piccola tredicenne scomparsa tre mesi fa e ritrovata ormai senza vita solo nel pomeriggio di sabato.
Yara: Facebook, scoppia la rabbia tra gli utenti del social network
Non appena i mezzi di informazione hanno diffuso la notizia del ritrovamento del corpo senza vita di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni scomparsa da Brembate di Sopra, nel bergamasco, il 26 novembre scorso, gli utenti si sono riversati su Facebook, pronti a sfogarsi sulle bacheche delle pagine dedicate alla ragazzina. Dopo i primi commenti gonfi di commozione: “Ciao piccola Yara...Come una stellina sei salita in cielo, ora illumina noi, che abbiamo bisogno di luce e chiarezza. Ciao Angelo”, scrive Giuseppe S., sulla pagina di Facebook 'Yara Gambirasio', “Consola la tua mamma e il tuo papà...ora per loro comincia un dolore senza fine”, è il pensiero di Daniela Z., sul social network è affiorata la rabbia. Sul muro del gruppo 'Yara Gambirasio', 2mila iscritti, Gina Pina scrive “Pena di morte a chi uccide gli angeli”. E non è certo l'unica. Antonia, ad esempio, due minuti più tardi dice: “Se si trova l'assassino bisogna darlo in pasto alla popolazione”. E poi Angela: “Sei volata lassù perché qualcuno maledetto ha voluto così”, e ancora, Francesco S., che afferma: “Spero che chi ti ha fatto questo muoia di una lunga malattia”. Sul 'Gruppo per ritrovare Yara Gambirasio', oltre 50mila iscritti, Roberto B urla: “Vi prego ripristinate la pena di morte. E un deterrente a queste barbarie”. Gli fa eco, due minuti dopo, Massi C. “Gli infami pagheranno tutto prima poi”. “In questi casi nemmeno la tortura renderebbe giustizia, che mostri schifosi, datelo a noi” aggiunge Matteo D.
Via: Adnkronos
Facebook: Postale chiude gruppo che incita a violenza donne
La polizia postale di Bolzano ha fatto chiudere su Facebook, in seguito a una segnalazione di una cittadina, un gruppo che incitava alla violenza contro le donne. Sul profilo del gruppo (http://www.facebook.com/group.php?gid=44613591692) si leggeva: "La donna (o svuotapalle in gergo maschile) è quell'essere bizzarro che circonda la vagina, cioè l'insieme degli organi di supporto alla stessa per poterle garantire la sopravvivenza. In genere è presente un abbozzo di cervello, la cui utilità ancora non è stata dimostrata. Per tutti questi motivi, merita di essere percossa perché questo è l'unico metodo per ottenere da lei qualcosa, qualsiasi cosa". Sul gruppo, foto ritraenti donne non identificate che subiscono atti di violenza, omicidio compreso, accompagnate da commenti compiaciuti e inneggianti ad emulare le condotte rappresentate e a fare in modo, comunque, di togliere il diritto di parola alle donne. I contatti iscritti al gruppo e rilevati al momento della verifica effettuata dagli operatori erano giunti a quattrocento. La Sezione Polizia Postale di Bolzano ha provveduto in via immediata a far chiudere, al team preposto di Facebook, il profilo del gruppo e personale specializzato della sezione sta effettuando le indagini del caso per individuare i responsabili.
Sarah, rimossi i gruppi su Facebook a sostegno di Misseri
La polizia postale di Catania ha contattato i responsabili del server statunitense del social network per fare rimuovere due gruppi nati a sostegno di Michele Misseri. Dal social network, su richiesta del vice questore Marcello La Bella, è stata già avviata la cancellazione dei gruppi “Michele Misseri è un eroe” e “Fans di Michele Messeri”. La scoperta è stata fatta da Meter durante un monitoraggio contro la pedofilia e gli abusi sessuali all'infanzia. L'associazione onlus ha immediatamente segnalato la vicenda alla polizia postale di Catania.
E l'Osservatorio Antiplagio, comitato di vigilanza sulla tv e sui media, e European Consumers, consorzio di associazioni di consumatori, hanno segnalato al ministro dell'Interno e alla Polizia delle Comunicazioni il gruppo “Se Sarah fosse stata più disponibile con lo zio, forse sarebbe ancora viva!”, già chiuso, sollecitando l'individuazione dei responsabili. E per finire il gruppo “Uccidiamo Sarah Scazzi... Ops!Già fatto?”.
Al gruppo erano iscritti un centinaio di persone, la maggior parte dei quali ha lasciato sulla bacheca insulti e invettive nei confronti del creatore della pagina. La pagina ora non è più visibile, perchè rimossa dal social network. «È veramente una vergogna - afferma don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore di Meter - e questi fatti la dicono lunga su questi tristi fenomeni che sono solo ed esclusivamente da condannare! Ringraziamo coloro che invece hanno fatto pagine su Facebook di solidarietà».
Sarah: gogna su Facebook, la sensitiva ci aveva azzeccato
La gogna sul web è partita dalla bacheca del “Gruppo per cercare Sarah Scazzi”, creato dalla cugina Valentina, la figlia dello zio Michele Misseri reo confesso dell’omicidio della 15enne di Avetrana, all’indomani della scomparsa avvenuta il 26 agosto. E pazienza se il gruppo lo gestisce proprio la figlia dell’assassino, che dopo 12 ore di interrogatorio è crollato rivelando di aver strangolato Sarah, di averne violentato il cadavere e di averlo nascosto in un pozzo pieno d’acqua in un podere nella campagna intorno al paesino in provincia di Taranto.
Sotto la scure degli internauti ci finiscono tutti: Michele Misseri, la moglie, le figlie Valentina e Sabrina. Ma anche la madre Concetta Serrano Spagnolo, accusata di troppa freddezza. Non ultimo Rai 3, reo di aver dato la notizia in diretta alla signora Concetta durante un collegamento con la trasmissione “Chi l’ha visto”. Poco umana è definita la mamma di Sarah quando ha ricevuto l’annuncio della ricerca del corpo e della confessione dello zio durante il collegamento, seduta nel salotto di casa Misseri.
Man mano che le ore scorrono il muro del gruppo si riempie di commenti, di link ai siti con le breaking news, insulti allo zio e alla sua famiglia, preghiere per Sarah. C’è anche chi si interroga sul futuro del gruppo. Come Umberto F. che propone di non bloccare la pagina “perché è sempre bello parlare di lei…nonostante lei non ci sia più”. Quinta Essenza, invece, ne contesta l’utilità: “Come potete vedere, signori, questi gruppi su Facebook non son serviti a nulla”. E qualcuno aveva già descritto lo scenario in cui si è svolto il dramma di Sarah.
Infatti dal web era spuntata una segnalazione lo scorso 2 settembre. La sensitiva Rosemary Laboragine, la donna che grazie alle sue visioni contribuì al ritrovamento del corpo senza vita della paracadutista Melania La Mantia, parlò della scomparsa di Sarah Scazzi: "Non ho nessun flash positivo", dice. "Secondo me conosceva chi l'ha presa. La vedo portata via non per soldi, ma per violenza, una storia di sesso", ha aggiunto la sensitiva. "La vedo morta sepolta nelle campagne - continua - vicino ci sono legna e acqua, può essere un corso d'acqua o il mare, non so".
Man mano che le ore scorrono il muro del gruppo si riempie di commenti, di link ai siti con le breaking news, insulti allo zio e alla sua famiglia, preghiere per Sarah. C’è anche chi si interroga sul futuro del gruppo. Come Umberto F. che propone di non bloccare la pagina “perché è sempre bello parlare di lei…nonostante lei non ci sia più”. Quinta Essenza, invece, ne contesta l’utilità: “Come potete vedere, signori, questi gruppi su Facebook non son serviti a nulla”. E qualcuno aveva già descritto lo scenario in cui si è svolto il dramma di Sarah.
Infatti dal web era spuntata una segnalazione lo scorso 2 settembre. La sensitiva Rosemary Laboragine, la donna che grazie alle sue visioni contribuì al ritrovamento del corpo senza vita della paracadutista Melania La Mantia, parlò della scomparsa di Sarah Scazzi: "Non ho nessun flash positivo", dice. "Secondo me conosceva chi l'ha presa. La vedo portata via non per soldi, ma per violenza, una storia di sesso", ha aggiunto la sensitiva. "La vedo morta sepolta nelle campagne - continua - vicino ci sono legna e acqua, può essere un corso d'acqua o il mare, non so".
Gruppo choc su Facebook: "Stupriamo i bambini", identificato l’autore
Aveva formato un gruppo su Facebook incitando alla violenza sui bambini. Adesso il promotore di questa "community", scoperta il 18 agosto dai carabinieri del Comando provinciale di Bolzano, è stato identificato: si tratta di un minorenne. La Procura della Repubblica di Bolzano ha infatti aperto un'indagine, risalendo così all'utenza telefonica utilizzata per la connessione Internet dal giovane che ha aperto il gruppo di discussione, poi chiuso. Il gruppo risultava essere stato attivato solo da un paio d’ore e già si registravano 51 contatti da parte di vari utenti della rete, alcuni favorevoli all’iniziativa, altri critici. Presi i contatti con la direzione del ”social network”, negli Stati Uniti, i carabinieri bolzanini hanno ottenuto la chiusura del gruppo in breve tempo. Sull’episodio è stata avviata un’indagine dalla procura della Repubblica di Bolzano che ha permesso di risalire all’utenza telefonica utilizzata per la connessione ad internet da chi ha aperto il gruppo di discussione. Nei giorni scorsi, carabinieri del reparto operativo di Bolzano e del Gruppo di Monreale, in provincia di Palermo, sulla base di un ordine del pm Axel Bisignano della procura altoatesina, hanno effettuato un perquisizione, identificando un minorenne come l’autore del gruppo e sequestrandogli il computer. Al momento non è noto il movente del giovane, ma altri accertamenti sono in corso sul materiale sequestrato.
Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/
Gruppo su Facebook per trovare Sarah, 15enne scompare da Avetrana
"Sarah Scazzi è scomparsa da Avetrana, in provincia di Taranto, il 26 agosto alle 14.30. Se avete informazioni scrivete in bacheca". Questa è la descrizione, su Facebook, del "Gruppo per cercare Sarah Scazzi", creato da Antonella Lostina Spinelli la cugina della 15enne. Sarah, quel pomeriggio di giovedì, doveva andare al mare con sua cugina, ma nel tragitto per raggiungere la casa degli zii la giovane è svanita nel nulla.
Le due cugine erano d'accordo che non appena Sarah fosse stata nei pressi dell'abitazione degli zii avrebbe fatto uno squillo ad Antonella, e così è stato ma poi non è mai arrivata a destinazione. Chiamata più volte al cellulare Sarah non ha mai risposto e dopo alcuni tentativi il telefono risultava irraggiungibile.
I genitori, che ne hanno denunciato la scomparsa, sono preoccupati perché la minorenne non sarebbe fidanzata e ha poche frequentazioni. Decine di carabinieri della Compagnia di Manduria con l'ausilio delle unità cinofile hanno controllato i casolari e le campagne ma anche le numerose cave di Avetrana.
La minorenne, che frequenta l'istituto alberghiero, è descritta come una persona timida e molto riservata. Gli investigatori, che non escludono alcuna ipotesi, hanno diffuso la foto e le generalità della ragazza su autorizzazione dei genitori.
Via: TGCom
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