Le mani della della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese sul mercato delle scommesse online. È quanto emerso al termine di tre diverse indagini delle Procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo che hanno portato all'arresto di 68 persone e al sequestro di beni in Italia e all'estero per oltre 1 miliardo, oltre a quello di 23 società estere, 15 società italiane operanti nel settore dei giochi e delle scommesse, 33 siti nazionali e internazionali di “gambling on line”. Il volume delle giocate, riguardanti eventi sportivi e non, scoperto dagli investigatori di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, supera 4,5 miliardi.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
Visualizzazione post con etichetta Arma dei Carabinieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arma dei Carabinieri. Mostra tutti i post
Web, operazione antimafia su scommesse illecite: 33 siti sequestrati
Le mani della della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese sul mercato delle scommesse online. È quanto emerso al termine di tre diverse indagini delle Procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo che hanno portato all'arresto di 68 persone e al sequestro di beni in Italia e all'estero per oltre 1 miliardo, oltre a quello di 23 società estere, 15 società italiane operanti nel settore dei giochi e delle scommesse, 33 siti nazionali e internazionali di “gambling on line”. Il volume delle giocate, riguardanti eventi sportivi e non, scoperto dagli investigatori di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, supera 4,5 miliardi.
Carabinieri, sistema di protezione i-Protect da Beretta e Intellitronika
Più sicurezza dei cittadini e del personale delle Forze dell'Ordine con "i-Protect", l'innovativo sistema di protezione individuale presentato venerdì 3 luglio a Milano da Fabbrica d'Armi Beretta e da Intellitronika, società specializzata nella progettazione di sistemi informatici e di comunicazione. Dal 1° luglio fino al 31 agosto 2015, i Carabinieri di Quartiere del Comando Provinciale di Milano, individuati in funzione della particolare tipologia di servizio svolto, testeranno sul territorio le potenzialità operative del sistema "i-Protect", orientato ad elevare gli standard di sicurezza del personale e a ridurre i tempi di risposta delle Centrali Operative in situazioni critiche.
Carabinieri: farmaci illeciti su internet, sequestrate oltre 93mila unità
Le attività di controllo hanno portato al sequestro di oltre 93mila unità di farmaci illegali o falsi. Anche quest’anno, come negli anni passati, il Ministero della salute, l’AIFA, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute - NAS hanno condotto nelle principali sedi doganali del nostro Paese*, un’operazione congiunta finalizzata al contrasto del commercio illegale di farmaci e di dispositivi medici veicolati a mezzo internet. L’attività si è svolta nell’ambito di una più vasta operazione internazionale, coordinata da INTERPOL, che ha visto impegnati oltre 115 Paesi appartenenti all’Organizzazione Mondiale delle Dogane.
Salute: classifica dei cibi importati più contaminati secondo Coldiretti
Una classifica dei "cibi più contaminati" che arrivano sulle tavole degli italiani, dal peperoncino vietnamita al riso indiano, dalle arance dell'Uruguay ai fagioli del Kenya. E' quanto contenuto del dossier "La crisi nel piatto degli italiani nel 2014" illustrato da Coldiretti. La speciale classifica, elaborata sulla base delle analisi condotte dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel Rapporto 2014 sui residui dei fitosanitari in Europa, vede al primo posto il peperoncino proveniente dal Vietnam, con il 61,5% dei campioni risultati irregolari per la presenza di residui chimici.
Etichette:
Alimenti,
Arma dei Carabinieri,
Classifiche,
Coldiretti,
Crisi economica,
Efsa,
Esteri,
Fitosanitari,
Made in Italy,
Ministro della Salute,
Pubblicità,
Rapporti,
Salute,
Sanità
Falsi annunci di lavoro su Internet, fermato il predatore delle hostess
Adescava donne in tutta Italia attraverso annunci su internet, poi le drogava e le violentava. I carabinieri hanno arrestato un 61enne romano che trovava in rete le sue vittime, a cui prospettava la possibilità di lavorare come hostess. In realtà però le donne, in dieci casi accertati ma destinati ad aumentare, provenienti da città del Nord e bisognose di guadagnare, una volte giunte a Roma, hanno incontrato il falso agente in eleganti hotel e dopo una chiacchierata preliminare, sono state drogate. In alcuni casi, hanno denunciato di essere state anche violentate e derubate.
L'arrestato non è nuovo a questo tipo di reati. Undici anni fa si spacciò per regista a caccia di nuove promesse del mondo dello spettacolo per drogare, violentare e derubare le ignare ragazze in cerca di fama che incontrava. Dopo aver trascorso diversi anni in carcere, l'impostore è tornato a colpire riciclandosi come agente di hostess. Oggi come allora, suo malgrado, è stato incastrato da una donna Carabiniere che si è finta interessata all'annuncio, lo ha incontrato e lo ha ammanettato.
Nel 2002, infatti, fu un tenente donna, che si finse interessata al casting, a farlo cadere nella trappola. Questa volta è stato smascherato da una donna carabiniere della stazione Roma Prati. Nella sua nuova veste di agente, il 61enne, sotto falso nome, aveva promosso la sua attività con inserzioni pubblicate su siti internet di annunci: "Hostess-accompagnatrici (...) per cene, business, serate, weekend (...) disponibili a viaggiare (...) max riservatezza". Questo era il target ricercato, ancor meglio se provenienti da altre regioni d'Italia.
Dopo il contatto, che avveniva rigorosamente via mail, le ragazze interessate al lavoro venivano accuratamente istruite sulle modalità con cui dovevano organizzare gli incontri con i "facoltosi clienti": avrebbero dovuto portare con loro oli e creme per massaggi, capi di lingerie, una buona bottiglia di spumante e, soprattutto, denaro contante per le spese extra e anticipare le spese di viaggio e quelle dell'hotel.
E' stato così che una 30enne di Novara e una 27enne di Milano, dopo aver risposto agli annunci in cui il truffatore garantiva "facili guadagni" - tra 1.500 ed i 4.000 euro - si sono affidate alle "cure" del loro nuovo agente che fingendosi, allo stesso tempo, anche come cliente, le ha attirate nelle camere di due distinti hotel della Capitale per bere con loro lo spumante, furtivamente adulterato con benzodiazepine, che, in alcuni casi, offriva anche in forma polverizzata spacciandola per cocaina.
Le ragazze hanno perso i sensi e al loro risveglio si sono trovate senza soldi, carte di credito, orologi ed effetti personali. Dopo aver denunciato il fatto ai carabinieri è scattata l'attività d'indagine, nell'ambito della quale i militari hanno scovato online un altro annuncio pubblicato dall'uomo, hanno risposto fingendo interesse e tessuto la tela in cui intrappolare il predatore. Il carabiniere donna si è trovata, così, a tu per tu col 61enne nella camera di un albergo della capitale.
Quando l'uomo ha preso dalla tasca due pasticche di Tavor e stava per inserirle nel bicchiere di spumante che avrebbe offerto al carabiniere donna "sotto copertura", è scattato il blitz dei militari, appostati nelle immediate vicinanze, durante il quale il 61enne è stato ammanettato. Nel corso della perquisizione effettuata presso il suo domicilio, oltre alle benzodiazepine, sono state sequestrato anche macchine fotografiche, fotocamere e videocamere, nonché fotocopie di documenti d'identità, cellulari, schede sim, occhiali da sole ed effetti personali sottratti ad altre vittime.
A seguito dell'attività d'indagine svolta, i carabinieri hanno rintracciato e identificato altre 8 donne, di età compresa tra i 22 ed i 50 anni, tutte provenienti dal Nord Italia, anche loro adescate su internet dal 61enne ed incontrate presso alberghi della Capitale, ove sono state poi drogate, derubate ed in diversi casi, hanno denunciato le donne, anche malmenate e violentate. Sottoposto a fermo di P.G., l'uomo è accusato di rapina aggravata, violenza sessuale e cessione di sostanze stupefacenti psicotrope. Sono ora in corso ulteriori indagini volte ad accertare la presenza di altre donne vittime.
Fonte: TMNews
Salute/ medicinali contraffatti: Nas ai cittadini, non usare Ozopulmin
I Nas hanno sequestrato tre lotti di supposte di Ozopulmin dell'azienda farmaceutica Geymonat, pari a 35mila confezioni in tutto, usato prevalentemente per i lattanti e i bambini: dovevano curare la tosse ma non lo facevano perché privi di principio attivo. "Non usate il farmaco per l'influenza Ozopulmin, controllate le confezioni di farmaci in supposte per la tosse che avete in casa. Non usatelo e portate le confezioni di Ozopulmin nelle farmacie, nelle stazioni dei carabinieri o al comando dei Nas".
Anonymous Italia attacca i siti Ministero Interno, Difesa e Carabinieri
Attacco DDos ai siti di Difesa, Interno e carabinieri. L'annuncio è di Anonymous Italia, sul suo blog italiano. Intorno alle 19 di ieri risultavano inaccessibili i siti del ministero della Difesa (www.difesa.it), quello del ministero degli Interni (www.interno.it) e l’indirizzo internet dei carabinieri (www.carabinieri.it). Le motivazioni degli attacchi sono differenti: ai carabinieri si contestano le cariche contro gli operai dell'Alcoa che protestavano: "Insieme a quei padri di famiglia, insieme a quei giovani, insieme a quei dignitosi cittadini in rivolta vittime della violenza di Stato, c'eravamo anche noi: la vostra ferocia si scaglia contro il corpo, ma le idee sono immuni a qualsiasi barbaria e varcano ogni tentativo di oppressione".
Il primo tweet informante del down dei due siti è stato fatto da _Net_Sec_ con hashtag #OpItaly. Pastebay: http://www.pastebay.net/314555. Un'altra la motivazione dell'attacco all'Interno: "Il 13 aprile, nelle sale cinematografiche, uscirà il film 'Diaz': il ministero dell'Interno, tramite una circolare, ha vietato alle forze di polizia di parlarne e di esprimersi in merito. Ciò si configura come un becero e antidemocratico tentativo di imbavagliare chi volesse offrire la propria testimonianza in merito agli orrori che quel torrido luglio ospitò". Non è invece espressamente citato il ministero della Difesa nella terza motivazione che appare sul sito:
"siamo consapevoli anche degli infiltrati che quotidianamente ci fanno visita nei nostri chan; sarebbero i benvenuti, se solo manifestassero un chiaro e cristallino comportamento. In realtà trascorriamo con loro interminabili momenti di ilarità di cui loro, molto probabilmente, non sanno di essere protagonisti. Vogliamo inoltre invitarvi ad abbandonare i nostri server quali agenti infiltrati, fatevi pure avanti, non abbiamo nulla da nascondere. Fin tanto che questo comportamento si perpetuerà -conclude la rivendicazione-, i nostri attacchi diverranno ciclici". Nei giorni scorsi ha destato clamore l’operazione condotta dai pirati della rete contro il sito del Vaticano, ripetutamente messo fuori uso.
Via: Adnkronos
Virus ransomware: attenzione al falso avviso di multa dei Carabinieri
Dopo i virus di tipo ransomware della "Guardia di Finanza" e della "Polizia Postale" che hanno la capacità di bloccare i computer con sistema operativo Windows richiedendo il pagamento di una multa di 100 euro, arriva quello dei Carabinieri. Il procedimento è sempre uguale: una volta installato sul PC viene chiesto il pagamento di una multa per fantomatiche operazioni illecite commesse dall’utente (come pornografia infantile ed altri contenuti). La pagina a cui si collega il PC infettato mostra, come negli altri casi visti in precedenza, il proprio indirizzo IP e il fornitore di servizi (Internet Provider), al fine di rendere la truffa molto credibile.
Ricordiamo che i "ransomware" sono quei particolari malware che, una volta insediatisi sul sistema, bloccano l'accesso a certi file o risorse di proprietà dell'utente. "Il virus è noto da tempo. Ha interessato sia la Polizia postale, sia la Guardia di Finanza e i Carabinieri: i nostri uffici sono al lavoro sui territori per le indagini, contiamo di risolvere presto il problema individuando gli autori", ha spiegato all’Adnkronos Ivano Gabrielli, commissario capo della Polizia Postale e delle Comunicazioni e responsabile del commissariato virtuale della Polizia di Stato. Di fatto però questo virus continua a girare indisturbato e a mietere vittime.
Anche se la videata propone l'intestazione del sito ufficiale dei Carabinieri ovviamente si tratta d'un falso. Di fatto il virus può essere facilmente cancellato con alcune semplici operazioni. Collegandosi al sito www.commissariatodips.it, si trovano tutti i passaggi necessari per neutralizzare la truffa. Anzitutto, occorre spegnere il computer. Riavviando il PC appare una pagina di comando in Dos. A quel punto è sufficiente fare un avvio provvisorio, con il tasto F8. Il pc aggira così il comando del virus e l’utente, scegliendo il tasto start e i programmi, si troverà di fronte a un file che nell’ipotesi più diffusa ha il nome wpbto.dll. In alternativa scaricate Malwarebytes anti-malware e fate una scansione del PC.
Kaspersky Lab: siglata convenzione per la sicurezza IT dei Carabinieri
Kaspersky Lab comunica di aver siglato una convenzione riservata al personale dell’Arma dei Carabinieri, al fine di favorire l’accesso ad un listino prezzi dedicato, per le soluzioni software IT Kaspersky Lab. L’accordo prevede la possibilità di acquistare tutti i prodotti consumer di Kaspersky Lab, come ad esempio Kaspersky PURE, soluzione software che protegge in modo ottimale le piccole reti domestiche. Kaspersky PURE include la funzionalità Password Manager con cui gli utenti possono risparmiare una grande quantità di tempo.
Questo programma aiuta gli utenti a creare e selezionare password complesse per gli account e-mail, forum, blog e servizi bancari on-line, attivandosi automaticamente durante il processo di login. Anche se un computer viene spento e la sua protezione disabilitata, i cybercriminali possono accedere fisicamente ai dati memorizzati sul disco rigido o su un dispositivo USB.
Con la funzione di crittografia dei dati di Kaspersky PURE, gli utenti possono essere assolutamente certi che i loro dati preziosi non cadranno nelle mani di criminali informatici, anche se il disco rigido viene smarrito o rubato. L’accordo ha una valenza commerciale, ma non di meno ha un valore legato alla sicurezza e tutela della collettività. Sempre più spesso gli hacker mirano ai singoli personal computer mal protetti per accedere ai dati sensibili contenuti.
I PC dei membri dell'Arma contengono, oltre ai normali dati personali, anche dati sensibili che potrebbero compromettere alcuni livelli di sicurezza della rete della Benemerita; e che pertanto vanno protetti al meglio, con dei prodotti antimalware tecnologicamente avanzati. La convenzione con l’Arma arriva dopo una serie di accordi siglati con altri Enti Pubblici, a testimoniare l’attenzione che Kaspersky Lab dedica alla sicurezza informatica dei loro dipendenti.
Fonte: Kaspersky
Melania: su YouTube la registrazione audio della telefonata al 113
I carabinieri di Ascoli Piceno hanno trasmesso ai media e alle testate Tv la registrazione audio della telefonata anonima che il 20 aprile scorso segnalò la presenza di un cadavere, quello di Melania Rea, nel Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella. Questa telefonata è stata da sempre al centro delle indagini della polizia in quanto si pensa che l’uomo, mittente della segnalazione, sia in possesso di particolari utili alla scoperta dell’assassino. L’anonimo descrive con poche parole il luogo dell’accaduto. Affermando di fare una passeggiata nel bosco, il testimone interrompe bruscamente la conversazione con il poliziotto pensando di correre rischi ed essere scoperto così lo saluta con un semplice… ciao!
È il primo atto disposto dalla Procura di Teramo, che ieri ha preso in carico il fascicolo dell'inchiesta sull'efferato omicidio della casalinga di Somma Vesuviana per il quale è stato arrestato il vedovo Salvatore Parolisi. Obiettivo dei magistrati abruzzesi è individuare la persona che il 20 aprile chiamò il 113 da una cabina telefonica di Teramo, con una voce di uomo anziano dal forte accento dialettale. Dopo quella telefonata si scopre il cadavere di Melania. Da lì a poco ci sarà anche il riconoscimento, al quale Parolisi non ha voluto partecipare ma che è stato fatto da Michele Rea, suo cognato e Paciolla, l'amico del caporalmaggiore, che lavora nel penitenziario dove da qualche giorno è rinchiuso proprio Parolisi.
Immagine: Gexplorer.net
Consegnate Lotus Evora S all'Arma, con innovativo apparato EVA
La Lotus ha messo a disposizione dell'Arma dei Carabinieri due speciali Evora S, uguali a quelle già in dotazione a Scotland Yard, modificate per affrontare esigenze di soccorso in cui è richiesto l'impiego di un veicolo agile e veloce, con attrezzate per svolgere in tempi rapidi speciali interventi di assistenza e d'interesse sociale.
Alla cerimonia di consegna delle vetture, svoltasi presso il parco della sede del Comando generale dei Carabinieri di viale Romani, hanno partecipato il Generale Leonardo Gallitelli e Dany Bahar, amministratore delegato del gruppo Lotus.
"Siamo estremamente orgogliosi di lavorare con una tale organizzazione icona e professionale dei Carabinieri che svolgono un ruolo fondamentale nella società italiana. Tutti sanno che l'Italia ha grandi costruttori di auto dall'alto profilo sportivo quindi è un vero onore per un brand britannico relativamente piccolo di essere in questa posizione", ha detto Dany Bahar in occasione della consegna.
Radio bibanda (gamma 400 e tetra) di ultima generazione VS3000, moderno defibrillatore e speciali unità portatili di raffreddamento per il trasporto di organi e sangue. Sotto il cofano un V6 3.5 litri che eroga una potenza di 350 CV a 7.000 giri, velocità massima di 285 km/h e accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi.
Un portavoce dei Carabinieri , il colonnello Marco Minicucci, ha dichiarato: "La nostra Evoras speciale Lotus combina il meglio della nostra tecnologia con l'ottima ingegneria britannica da Lotus.
Non solo, chiunque può guidare queste vetture, abbiamo accuratamente selezionato alcuni dei nostri team per partecipare a una sessione di formazione dei conducenti alla pista di prova presso la sede nuova Lotus 'a Hethel, nel Norfolk, dove tutti hanno imparato le caratteristiche molto particolari e l'incredibile potenziale delle vetture".
Immagine: Lotus
Via: Lotus Cars
Scomparse studentesse 15enni, rimosso uno dei profili su Facebook
Da sabato mattina non si hanno più tracce delle due 15enni, Tatiana e Esmeralda, una italiana e una albanese, scomparse rispettivamente da Sabbioneta (Mantova) e Casalmaggiore (Cremona). Svanite nel nulla. Ma con un messaggio inviato a un'amica: "Andremo a Reggio, o in alternativa a Roma". Probabilmente avevano studiato tutto nei giorni precedenti. Poi, l'allontanamento. Sono state diffuse a tutti i comandi territoriali delle forze dell’ordine le foto delle due 15enni. I carabinieri hanno avviato le indagini allertando tutte le stazioni d'Italia. Di Esmeralda si sa che aveva un profilo Facebook rimosso nella notte tra sabato e domenica. Entrambe le ragazze sabato mattina sono state accompagnate dai genitori verso le 8 all'Istituto tecnico commerciale Sanfelice di Viadana (Cremona), ma una volta giunte a scuola hanno consegnato le schede sim dei loro telefonini a un'amica così da non poter essere rintracciate. Quest'ultima ha poi consegnato il tutto a un insegnante che li ha dati al preside. "Volevano evitare di essere rintracciate, sapendo che con le Sim è possibile individuare la posizione dei cellulari" commenta la madre. Secondo le prime indiscrezione che emergono in un'indagine che potrebe diventare delicatissima, le due giovani sarebbero state spinte dalla voglia di abbandonare la scuola. La stessa mamma di Tatiana Goi cerca di spiegare la fuga: "Siamo andate insieme a fare compere venerdì pomeriggio - racconta la madre della ragazzina - era tutto normale, mia figlia era tranquilla. Non va benissimo a scuola, ma niente di tragico; nessun problema nemmeno in famiglia. Non riusciamo a spiegarci quanto successo. Vorrei solo che ci tranquillizzasse, che ci dicesse che sta bene, noi andremmo a prenderla ovunque si trova".
Spacciavano usando Facebook, Twitter e Messenger: arrestati
Facebook, Twitter e Messenger per costruire la rete di traffico delle sostanze stupefacenti, che da Cagliari veniva poi smerciato in Ogliastra, tra Tortolì, Talana, Santa Maria Navarrese e Barisardo. Nel corso di una articolata operazione dei Carabinieri di Lanusei, che ha portato all'arresto di 15 persone, è stata così smantellata una banda dedita al traffico ed allo spaccio di eroina e hashish, metadone e marijuana.
L'inchiesta, iniziata a fine 2009, è coordinata dal procuratore capo di Lanusei, Domenico Fiordalisi. I componenti della banda comunicavano fra loro sia via telefono ma soprattutto attraverso i social network con linguaggi in codice che sono stati, però, interpretati dagli inquirenti come chiari messaggi legati allo smercio dello stupefacente.
L'organizzazione sgominata dalla Procura della Repubblica e dai carabinieri di Lanusei, era capeggiata da Mauro Lepori, di 46 anni, di Tortolì. Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati sequestrati anche due panetti di tritolo (430 grammi di esplosivo), una pistola a tamburo, diverse decine di grammi di marijuana essiccata e conservata in barattoli, danaro in contante, presunto provento dello spaccio, 37 flaconi pieni di metadone e quasi 1.300 flaconi vuoti.
Uno dei fermi è avvenuto in alto mare in quanto l'indagato era uscito per pescare ed è stato bloccato dal personale di una motovedetta. Complessivamente, dunque, sono 15 le ordinanze di custodia cautelare (tre in carcere, otto ai domiciliari e quattro con l'obbligo di dimora) emesse dal Gip del Tribunale di Lanusei.
Fonte: Unione Sarda
Roma: acquisti on line con numeri carte credito rubati, tre arresti
Una truffa è stata scoperta dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma che, con la collaborazione dell'ufficio sicurezza di una società di spedizioni, sono riusciti ad arrestare tre cittadini nigeriani di età compresa tra i 20 ed i 39 anni, esperti di phishing. L'ufficio sicurezza ha inviato in tempo reale una segnalazione al 112 riguardante l'acquisto di un pc portatile su un noto sito di e-commerce: i dati della carta di credito inseriti dal presunto acquirente hanno insospettito lo spedizioniere, che ha immediatamente attivato i Carabinieri. I militari hanno intercettato il corriere incaricato per la consegna del pacco verificando che all'indirizzo del destinatario, così come indicato nella bolla, si sarebbe dovuto presentare un fantomatico ragazzo romano di 33 anni. Giunti sul posto, rimasti in posizione defilata, i Carabinieri hanno assistito alla consegna notando un giovane di colore ritirare il pacco dopo aver esibito al corriere una carta di identità, palesemente contraffatta, riportante gli stessi dati riportati nella bolla. A quel punto è scattato il blitz dei Carabinieri che hanno bloccato lo straniero e che, subito dopo, si sono presentati nella sua abitazione per eseguire una perquisizione. Nella casa i militari hanno scoperto altri due suoi connazionali mentre erano intenti ad effettuare un considerevole numero di ordinativi illeciti di merce. I tre nigeriani sono stati arrestati con l'accusa di utilizzo illecito di carte di credito e falso in concorso. La perquisizione ha permesso, inoltre, di sequestrare numerose paia di scarpe, riconducibili ad altre transazioni illecite effettuate in passato, due telefoni cellulari, tramite i quali venivano contattati i call center per effettuare le ordinazioni, ed alcune fatture relative ad altrettanti acquisti fraudolenti effettuati nei giorni scorsi. I cybercriminali sono stati associati al carcere di Regina Coeli a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
Wojtyla, scoperta falsa vendita biglietti online per beatificazione
La Polizia Postale del Compartimento di Roma unitamente a personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, a seguito di una denuncia trasmessa dalla Prefettura Pontificia, ha effettuato un’indagine relativa ad una falsa vendita on-line di biglietti validi per l’ingresso a cerimonie del Santo Padre e per la Messa di Beatificazione del 1 maggio al costo di 166euro +iva. L’accesso alla Piazza San Pietro per il 1 maggio sarà libero e gratuito e nell’occasione non saranno pubblicati neppure i biglietti gratuiti che solitamente vengono consegnati ai fedeli, proprio per prevenire simili truffe. L’offerte in questione è pubblicata sul sito www.vaticancitytours.com che da accertamenti esperiti risulta attestato in territorio extranazionale (United States) ma le indagini tecniche svolte dalla Polizia delle Comunicazioni, hanno portato ad individuare un cittadino americano, di Campagnano di Roma (RM), già conosciuto dall’Ispettorato Vaticano come intermediatore di affari e guida turistica priva di autorizzazione. Dalla perquisizione domiciliare, effettuata con l’ausilio di militari della Stazione Carabinieri di Campagnano di Roma (RM), è stato rinvenuto la sim telefonica, pubblicizzata sul citato sito quale contatto telefonico per l’Italia, documentazione cartacea riferita al sito vaticancitytours, biglietti di ingresso gratuiti per le udienze del Santo Padre, n.15 personal computer e n.11 chiavette usb di memoria. Nel corso della perquisizione sono stati altresì rinvenuti all’interno di una cassaforte aperta da VV.FF. intervenuti anche per accedere alla Villa, n.21 colpi di pistola cal.9 per i quali il B.T.E. è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli per detenzione illegale di proiettili tipo guerra.
Centinaia truffe online a segno: fermato dipendente comunale Eboli
Si era gia' reso responsabile di centinaia di truffe on-line, il 41enne campano identificato dopo una prolungata attivita' di indagine dei Carabinieri del Comando Roma Piazza Venezia e fermato la scorsa notte. L'uomo, un dipendente del Comune di Eboli, pubblicava, utilizzando talvolta anche la sua postazione di lavoro, su siti web di annunci, inserzioni relative a locazioni immobiliari e compravendite di oggetti di 'cartello', quali telefonini digitali di ultima generazione, consolle e materiale multimediale, il tutto a prezzi imbattibili. Per i contatti forniva false generalita', per lo piu' di ignari cittadini derubati dei documenti, alle quali, per essere piu' credibile, associava anche una utenza telefonica attiva 24 ore su 24. L'offerta, imbattibile, incentivava i clienti a bloccare il prezzo ed a versare una buona percentuale di euro come anticipo su di un conto corrente, anche'esso acceso con documenti falsificati. Il tutto sotto il suo attento controllo, infatti e' stato accertato che il 41enne eseguiva migliaia di accessi on-line con vari profili fasulli e rispondeva a centinaia di telefonate falsificando talvolta anche la voce ed il dialetto. Poi, a truffa avvenuta, aveva luogo il prelievo dei soldi dai conti correnti bancari e l'interruzione di tutti i contatti. La segnalazione di un 'argonauta' capitolino ha fatto scattare le indagini dei Carabinieri che, incrociando i dati forniti dai cittadini di tutta Italia finiti nella rete del truffatore, sono riusciti ad individuarlo e a fermarlo. Durante la perquisizione nella sua abitazione sono state sequestrate carte di credito, postepay e codici relativi ai conti correnti dove confluivano tutti gli euro dei truffati, telefoni cellulari dotati di modem per la navigazione on-line con le relative utenze.
Clonavano carte credito, 30 romeni arrestati nel napoletano
Clonavano carte di credito e bancomat a Napoli e provincia. Per questo motivo 30 soggetti di nazionalità romena sono stato arrestati nelle ultime ore dai carabinieri della compagnia di Sorrento (Napoli). L’accusa per i 30 destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita dalle forze dell’ordine è di associazione per delinquere finalizzata alla clonazione e all’indebito uso di bancomat e carte di credito.
L’inchiesta è stata portata avanti e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata (Napoli). Nel corso delle indagini i militari hanno scoperto che il gruppo di delinquenti si era in qualche modo specializzato nel copiare le bande magnetiche di bancomat e carte di credito.
Per eseguire l’operazione di copiatura i truffatori utilizzavano metodi sofisticati come skimmer e microtelecamere, i quali venivano collocati - e nascosti - in prossimità dei distributori bancomat appartenenti a istituti di credito differenti e situati in più zone. Si stima che il gruppo abbia potuto impossessarsi di circa un milione e mezzo di euro.
La monomissione degli sportelli ATM avviene tramite un piccolo aparecchio inserito nella fessura dove si mette il bancomat, che legge i dati della banda magnetica. Allo stesso tempo, con una minuscola microcamera nascosta o con una tastiera sovrapposta a quella vera, si riesce a catturare il pin. La manomissione dei Pos invece avviene molto più facilmente, grazie a agli Skimmer. Basta strisciare la carta in uno Skimmer per poterla poi clonare.
Minorenni molestate via Facebook e sms, fermati i cyber-stalker
Molestie pesanti per telefono, offese sui muri, sms, minacce attraverso Facebook. Un vero e proprio incubo vissuto da due ragazzine di Corleone (Palermo), che dopo aver 'rifiutato' due ragazzi del posto, un 23enne e un 27enne, sono state tormentate per mesi. Adesso i due 'cyber-stalker' sono stati identificati e denunciati e nei loro confronti il gip di Termini Imerese ha disposto il divieto di dimora nel territorio del comune di Corleone.
L'incubo per le due minorenni inizia nel settembre del 2010 con telefonate anonime, spesso ingiuriose e minacciose, scritte sui muri altamente offensive, continui messaggi pubblicati sul social network sia in bacheca che in chat. Le vittime decidono cosi' di denunciare tutto ai carabinieri. Immediatamente scatta il controllo dei tabulati telefonici per risalire al recapito telefonico dei molestatori.
Nel frattempo le indagini interessano anche internet. Si riesce a risalire all'indirizzo I.P. del computer da cui i molestatori inviavano i messaggi ed, attraverso un riscontro incrociato con il Cin (Customer Identification Number) della linea telefonica.
Proseguono le telefonate e scattano cosi' le intercettazioni, grazie alle quali i militari hanno conferma di quanto riferito dalle ragazze. Attraverso le telefonate gli investigatori hanno la conferma dell'identita' dei loro sospettati risalendo, cosi', agli autori della vicenda, che vengono denunciati.
Via: Adnkronos
Ragazze scomparse ritrovate dai carabinieri grazie a Facebook
Sabato sera due ragazze minorenni di Francavilla Fontana (Brindisi) avevano fatto perdere le loro tracce e la loro scomparsa era stata denunciata dai familiari nelle ore successive. Avviate sin da subito incessanti attività di ricerca su tutto il territorio della provincia di Brindisi e delle provincie limitrofe. Attività di ricerca che si sono protratte per tutta la notte e che hanno impegnato numerose pattuglie dei carabinieri sino alla felice conclusione della mattinata successiva quando, verso le ore 12.30, una pattuglia del Nucleo Radiomobile del Comando Compagnia di Francavilla Fontana le rintracciava a Latiano, nelle vicinanze di un distributore di benzina. Ancora da vagliare i motivi che hanno spinto le due giovanissime ragazze ad allontanarsi da casa ed a tenere col fiato sospeso tutti. Decisivi per il loro rintraccio sono stati gli approfondimenti e l’analisi del profilo fecebook delle giovani: indagine che ha permesso di individuare amicizie e presumibili “punti di appoggio”. Sembra infatti che le due ragazze siano state ospitate da coetanei conosciuti proprio tramite fecebook. Le ragazze, dopo l’accompagnamento presso il comando stazione di Francavilla Fontana, e l’ultimazione delle formalità di rito, sono state affidate dal Comandante della Stazione ai rispettivi familiari.
Ragazzina ritrovata grazie ad indagini tecniche su Facebook
Era scappata perché aveva paura che la mamma non accettase la sua relazione con un uomo di 31 anni. Chiara C., l’adolescente di 14 anni scomparsa da casa da mercoledì, è stata trovata ieri dai carabinieri in un’abitazione di Rivarolo. I militari sono arrivati al nascondiglio della giovane attraverso un’attività tecnica sulla base di chat ed amicizie su facebook ed il diario della ragazza.
A finire nei guai sono stati il fidanzato delle giovane più vecchio di lei di 17 anni, Bruno, operaio di 31 anni, il fratello Cristian di 25, ai domiciliari per una serie di rapine e Alessandro, studente di 18, anche lui già noto alle forze di polizia. Tutti e tre dovranno rispondere del reato di sottrazione di minore. Secondo quanto è stato ricostruito, l’adolescente sarebbe fuggita da casa perché aveva paura che la mamma potesse ostacolare la sua relazione sentimentale con un ragazzo tanto più grande di lei.
La studentessa si trovava proprio in casa di Cristian quando i carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento di Rivarolo. Era seduta sul divano e stava guardando la televisione. Alla vista delle divise ha tentato di fornire un’identità fasulla dicendo di chiamarsi Daniela. «Non ti preoccupare. Ti perdoniamo. La cosa importante è che ora sei tornata a casa sana e salva e che stai bene. Affronteremo d'ora in poi tutte le cose insieme».
Con queste parole la mamma ha abbracciato la figlia ritrovata dopo la fuga da casa per amore. L'incontro è avvenuto nei corridoi della compagnia dei carabinieri di Sampierdarena. «Scusa per i brutti giorni che ti ho fatto passare» ha detto la studentessa di 14 anni, ma la mamma l'aveva già perdonata: «Non dire più niente, la cosa più importante è che stai bene».
Fonte: Leggonline
Iscriviti a:
Post (Atom)




















