Un team tutto italiano lancia la sfida alla regina delle chat. Si chiama WhichApp, un nome non troppo diverso dalla rivale, e permette di fare le stesse cose dell'applicazione recentemente acquisita da Facebook e anche qualcosa di più, come la traduzione simultanea dei messaggi. Non solo, la nuova app assegna un Pin agli utenti da condividere al posto del numero di telefono Il team che lavora al progetto è composto da sette persone, età media 34 anni. L'app è stata inserita anche da Grata Research, una società di analisi statunitense, nella mappa interattiva che monitora e segnala le chat piu’ importanti del mondo.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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WhichApp: privacy e traduzioni simultanee, sfida italiana a WhatsApp
Un team tutto italiano lancia la sfida alla regina delle chat. Si chiama WhichApp, un nome non troppo diverso dalla rivale, e permette di fare le stesse cose dell'applicazione recentemente acquisita da Facebook e anche qualcosa di più, come la traduzione simultanea dei messaggi. Non solo, la nuova app assegna un Pin agli utenti da condividere al posto del numero di telefono Il team che lavora al progetto è composto da sette persone, età media 34 anni. L'app è stata inserita anche da Grata Research, una società di analisi statunitense, nella mappa interattiva che monitora e segnala le chat piu’ importanti del mondo.
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Pedofilia: manca banca dati, 30% adolescenti molestato in chat room
Un "olocausto silenzioso". Così definisce il fenomeno pedofilia Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, nella IV Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, organizzata dall'Associazione presso l'Istituto Tommaso Salvini di Roma. "In Italia manca ancora una banca dati sul fenomeno della pedofilia. Ancora, purtroppo, non sono stati messi in campo quegli strumenti utili ad affrontare concretamente il fenomeno della pedofilia e della pedopornografia", scrive Caffo. Due minori su tre vittime di abusi sessuali.
"Nel 2010 sono 574 i casi di abusi sessuali su minori denunciati. Negli ultimi sei mesi, Telefono Azzurro, tramite le linee telefoniche di ascolto dei minori e la linea d'emergenza 114, è intervenuto su 3.956 casi segnalati dall'intero territorio nazionale", continua Caffo. "Ancor più allarmante il fatto che più di un terzo dei bambini che hanno vissuto un abuso sessuale da parte di adulti lo ha taciuto e ben 4 ragazzi su 5, vittime di abusi da parte di coetanei, lo ha tenuto segreto. Anche la rete può essere un pericolo: il 30% degli adolescenti ammette di essere stato molestato in una chat room".
"Queste cifre ci fanno capire come vi sia un sommerso da far emergere con estrema urgenza. Possiamo parlare di un vero e proprio olocausto silenzioso. E' necessario conoscere, capire, per prevenire e difendersi. E' questo il senso della nostra giornata", aggiunge il presidente di Telefono Azzurro. Durante l'incontro, 100 alunni della scuola hanno incontrato magistrati, rappresentanti del Ministero dell'Istruzione e dell'Interno, delle Forze dell'Ordine e della Polizia Postale, esperti del fenomeno dal punto divista medico scientifico e giornalisti, per conoscere la natura della pedofilia, capire come riconoscere l'abuso, a chi rivolgersi quando se ne intravede la natura.
"Bene hanno fatto il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano e il Ministro della Giustizia, Paola Severino, a ricordare come, oltre alle leggi, è necessaria una concreta opera di educazione e prevenzione per l'effettivo contrasto della pedofilia. Telefono Azzurro, quotidianamente, offre ascolto e supporto, anche attraverso la linea d'emergenza 114, proprio per essere parte integrante di una rete formata da Istituzioni, Associazioni, Società civile, a tutela di bambini e adolescenti", conclude Caffo. Telefono Azzurro, quotidianamente, offre ascolto e supporto, anche attraverso la linea d'emergenza 114.
Adescamento on-line, arrestato 29enne
Chat room, programmi di instant messaging, giochi web e spazi di social networking come Myspace e Facebook espongono sempre di più i giovani e soprattutto i giovanissimi al rischio dell'adescamento on line, quello che in termine tecnico è conosciuto come "grooming". E la polizia ha arrestato un ventinovenne incensurato, residente nel Vicentino, con l'accusa di avere compiuto atti sessuali con una dodicenne residente a Spoleto mettendosi in contatto con lei tramite Internet e in particolare utilizzando Skype.
L'operazione è stata condotta dal personale del commissariato della città umbra. Dagli accertamenti è comunque emerso che i due non si sono invece mai incontrati di persona. Gli agenti hanno così eseguito una ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip spoletino al termine di un'indagine partita dopo la denuncia dei genitori dell'adolescente.Gli accertamenti sono stati eseguiti in collaborazione con la polizia postale.
Nel corso della perquisizione dell'abitazione dell'operaio la polizia ha sequestrato, secondo quanto riferito dagli investigatori, materiale pedopornografico riguardante bambine intente a compiere atti sessuali con adulti, nonché quella che è stata definita ''una ricca collezione'' di filmati e fotografie pornografiche della minore e di altre bambine. Rischi concreti su questo fronte, arrivano anche dal file-sharing e dai rispettivi software di condivisione dei file musicali, sempre più diffusi tra i giovanissimi:
nel nostro paese, il grooming manca ancora di una definizione legislativa, ma sono in fase di discussione alcuni ddl che dovrebbero configurarlo come reato. Dal 1998 ad oggi, la Polizia postale e delle comunicazioni ha dedicato un'attenzione crescente alla rete e ai cybercrimes: 293.204 i siti monitorati, 10.977 quelli pedopornografici segnalati all'estero e 177 quelli chiusi in Italia. Nel bilancio, anche 3.978 perquisizioni, 4.465 denunciati e 238 arresti.
Via: Tgcom
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