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Meltdown e Spectre, gravi vulnerabilità in processori: arrivano patch


Dopo la vulnerabilità nell'interfaccia di debug nei processori Intel, due nuovi exploit nella maggior parte dei moderni chip rendono vulnerabile agli attacchi.  Intel dice che sta già iniziando a inviare aggiornamenti software che renderanno i suoi processori "immuni" agli hack "Meltdown" e "Spectre" che sono stati rivelati per la prima volta mercoledì. I bug potrebbero consentire a un hacker di accedere a informazioni sensibili, come foto o password, da quasi tutti i computer, smartphone e tablet. Intel ha detto giovedì in un comunicato stampa che prevede di rilasciare aggiornamenti entro la fine della settimana per oltre il 90% dei processori prodotti e introdotti negli ultimi cinque anni.

Anonymous: attentato Isis sventato a Firenze, Polizia non conferma


Avrebbe dovuto verificarsi a Firenze l'attentato dell'Isis che sarebbe stato sventato da Anonymous. È lo stesso gruppo di hacker che, dopo il video del 28 dicembre, lo afferma in un nuovo videomessaggio. Fonti investigative, come riporta l'Ansa, affermano che i riscontri fatti fino ad ora su tale ipotesi hanno dato esito negativo. Il 28 dicembre Anonymous aveva fatto sapere nel suo videomessaggio di aver sventato un attentato dello Stato islamico in Italia, ma senza indicare la località in cui doveva verificarsi e annunciando "maggiori dettagli presto in un video", che ha reso noto giovedì 31 dicembre. L'obiettivo indicato era il capoluogo toscano, da colpire entro Capodanno.

Terrorismo: Anonymous, nostro obiettivo è eliminare Isis da Internet


"Vogliamo tagliare fuori da internet chiunque sia minimamente interconnesso con l'Isis: questo è il nostro obiettivo. Nelle ultime due settimane abbiamo cancellato 2000 profili jihadisti su Facebook e Twitter": queste le parole del collettivo Anonymous in un'intervista esclusiva rilasciata a Servizio Pubblico, il programma condotto da Michele Santoro, andato in onda giovedì scorso su La7 alle 21.10. "Avete trovato account italiani associati allo Stato islamico?", ha chiesto la giornalista Francesca Di Stefano. "Si legge di un italiano tra le loro fila, ma è soltanto una voce non confermata", è la risposta di Anonymous.

WhichApp: privacy e traduzioni simultanee, sfida italiana a WhatsApp


Un team tutto italiano lancia la sfida alla regina delle chat. Si chiama WhichApp, un nome non troppo diverso dalla rivale, e permette di fare le stesse cose dell'applicazione recentemente acquisita da Facebook e anche qualcosa di più, come la traduzione simultanea dei messaggi. Non solo, la nuova app assegna un Pin agli utenti da condividere al posto del numero di telefono Il team che lavora al progetto è composto da sette persone, età media 34 anni. L'app è stata inserita anche da Grata Research, una società di analisi statunitense, nella mappa interattiva che monitora e segnala le chat piu’ importanti del mondo.

Google multato da Garante privacy: 1 milione di euro per Street View


Una multa da un milione di euro a Google. Il Garante della Privacy ha ritenuto fossero stati violati i diritti di chi è stato fotografato per l'applicazione Street View. Nel 2010 le auto del colosso di Mountain View, attraversavano le vie italiane senza essere riconoscibili e così le persone che per qualche motivo si trovavano sulla strada, non sono sfuggite all'obiettivo. I casi più eclatanti quelli di tradimenti immortalati, persone che non dovevano essere in quel posto a quell'ora e da lì le segnalazioni.

Il Garante ha così prescritto alla società di rendere le macchine di Google facilmente individuabili, attraverso cartelli o adesivi. Di pubblicare sul proprio sito 3 giorni prima, le località visitate dalle vetture, stabilendo che per le grandi città è necessario indicare i quartieri in cui si muoveranno le macchine. Stesso avviso di Goolge pubblicato sulla pagina di cronaca locale di almeno due quotidiani. Misure rigide ma immediatamente adottate da Google. Il colosso fa ora molta attenzione, oltre gli avvisi imposti, anche perché s'è assistito ad ogni tipo di foto: da appuntamenti clandestini a scene imbarazzanti, a momenti ridicoli in ogni parte di città e paesi.  

I fatti contestati - si legge nel comunicato del Garante - risalgono al 2010 quando le auto del colosso di Mountain View percorrevano le strade italiane senza essere perfettamente riconoscibili e non consentendo, in tal modo, alle persone presenti nei luoghi percorsi dalle "Google Cars" di decidere se sottrarsi o meno alla "cattura" delle immagini. Numerose erano state le segnalazioni all'Autorità da parte di persone che non desideravano comparire nelle foto pubblicate on line (che, peraltro, permangono in rete per un tempo considerevole e possono essere ingrandite).


Il Garante aveva prescritto [documento web n. 1759972] alla società di Mountain View di rendere le Google cars facilmente individuabili, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, di pubblicare sul proprio sito web, tre giorni prima dell'inizio delle riprese, le località visitate dalle vetture di Street View, stabilendo che per le grandi città è necessario indicare i quartieri in cui circolano le vetture. Analogo avviso deve essere pubblicato da Google sulle pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e diffuso per mezzo di un'emittente radiofonica locale per ogni regione visitata. 

Le misure sono state tempestivamente adottate da Google. A conclusione dell'intero procedimento sanzionatorio il Garante ha ritenuto di applicare [documento web n. 2954309], anche in relazione al fatto che i dati raccolti illecitamente erano destinati a confluire all'interno di una grande banca dati di particolare rilevanza, quale è sicuramente quella gestita da Google nell'ambito del servizio Street View, la sanzione nella cifra complessiva di un milione di euro, pagata qualche settimana fa da Google. 

Proprio tenendo conto di trovarsi di fronte a una società che, nell'anno 2012, ha registrato un fatturato consolidato pari a oltre 50 miliardi di dollari, il Garante ha deciso di avvalersi della norma del Codice privacy che mira a rendere effettive le sanzioni quando sono dirette a soggetti di notevoli dimensioni economiche. A fine gennaio Google ha annunciato risultati finanziari del Q4 2013, che sono andati oltre le aspettative per quanto riguarda i ricavi. "La multa del Garante Privacy si riferisce ad un vecchio caso, che risale al 2010. Da allora abbiamo adottato tutte le misure richieste dal Garante": questo il commento all'ANSA di un portavoce di Google. 

Via: SkyTg24

Macchianera Awards, Ansa.it premiato migliore sito italiano di news


Ansa.it è stato votato dagli utenti della rete come miglior sito di news al "Macchianera Award". Il premio è stato consegnato ai rappresentanti dell'agenzia di stampa, diretta da Luigi Contu, alla cerimonia che si è svolta al Blogfest, il festival dei protagonisti del web, al Teatro Novelli di Rimini. Nel gradimento dei votanti, il sito dell'ANSA ha raccolto il 20% dei voti (oltre 10mila su circa 51mila espressi), superando quello del Fattoquotidiano (17%) e di Repubblica (13%).

Passera: Ok all'asta su frequenze tv, ma è un falso che beffa l'ANSA


Un falso tweet attribuito al ministro dello Svilippo Economico Corrado Passera ha beffato l’Ansa: il ministro infatti non ha un account Twitter e ha dovuto chiamare l’agenzia di stampa per rettificare. Aggiungendo: "Attenzione, è già successo in passato".

Come spiega il Giornale, questa è stata la prima agenzia attribuita a Passera: "(ANSA) – ROMA, 11 DIC – 'Non rinvieremo ulteriormente un'asta sulle frequenze tv. Il Governo intende affrontare la questione immediatamente, senza tollerare indugi'. E' quanto scrive in un messaggio su Twitter il ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera.(ANSA)".

Dopo circa una ventina di minuti (tant'è che non vi è traccia di copie cache su Google), l’Ansa ha chiesto di annullare la notizia con questo lancio delle ore 14.57: "Si prega di annullare la notizia dal titolo MANOVRA: PASSERA, NO RINVII ULTERIORI ASTA FREQUENZE TV". Nel frattempo, nelle redazioni dei giornali si apriva un piccolo "giallo". Il 4 dicembre il clone di Passera è comparso su Twitter, scrivendo nell’account fasullo di voler "creare un dialogo diretto con i cittadini".

A proposito dei sacrifici chiesti dal governo, ecco il suo commento: "La catastrofe incombe e va evitata, anche se costa". Ci sono caduti in molti e il ministro è dovuto correre a smentire. Eppure, quando due giorni dopo è andato in rete ancora un suo falso tweet sullo stesso tema di ieri ("Non escludo un’asta per le frequenze tv"), Enrico Mentana, e non solo lui, ha abboccato di nuovo, leggendo la notizia arrivata in diretta al Tg di La7.

Sui social network si trovano diversi profili di falsi ministri e, a quanto pare, si può fare ben poco. Il profilo fake di Mario Monti era stato cancellato a novembre, ma subito è ricomparso. In un account ironico il clone del premier dice in un tweet: "Chiedere sacrifici, credetemi, fa male". L’unico ministro che pare sia realmente presente su Twitter è quello degli Esteri: Giulio Terzi di Sant’Agata.


Via: Blitz Quotidiano