Un collettivo di hacker italiani ha avviato un'offensiva contro pedofili e chi pubblica foto hard per vendetta. Alla luce della recente operazione "Revenge Gram" lanciata da Anonymous e Lulzsec Italia, si segnala l'opinione dell'Accademia Italiana Privacy (AIP) pubblicata sul blog dell'associazione. In questi giorni si sono fatti prendere tutti da questioni di privacy che ruotano attorno alla pandemia COVID-19, generando enormi sorgenti di pensieri che si sono evoluti in fiumi di parole, articoli e interviste che hanno inondato il Web e tutti i media. APP si APP no, misurazione della temperatura e trattamento dei dati, informative ai lavoratori dipendenti con consenso scritto o informato.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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AIP, Anonymous contro pedofilia e revenge porn: cosa accade su TW
Un collettivo di hacker italiani ha avviato un'offensiva contro pedofili e chi pubblica foto hard per vendetta. Alla luce della recente operazione "Revenge Gram" lanciata da Anonymous e Lulzsec Italia, si segnala l'opinione dell'Accademia Italiana Privacy (AIP) pubblicata sul blog dell'associazione. In questi giorni si sono fatti prendere tutti da questioni di privacy che ruotano attorno alla pandemia COVID-19, generando enormi sorgenti di pensieri che si sono evoluti in fiumi di parole, articoli e interviste che hanno inondato il Web e tutti i media. APP si APP no, misurazione della temperatura e trattamento dei dati, informative ai lavoratori dipendenti con consenso scritto o informato.
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Pedofilia online, blitz della Polizia Postale con 3 arresti e 53 denunce
Operazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni che ha condotto all'arresto di tre persone e ritenute responsabili dei reati di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico audio e video. Numerose le perquisizioni. I tre arresti nell'ambito dell'operazione condotta dalla Polizia Postale del compartimento di Roma in collaborazione alti 16 compartimenti d'Italia e con quella criminale tedesca di Hannoover, sono stati effettuati a Roma, Siena e Trapani.
Usa: Anonymous attacca pedofili su Twitter, sospesi numerosi profili
Numerosi account Twitter sospesi e una inchiesta per pedofilia in Usa: è il risultato di una campagna del collettivo hacker Anonymous, che ha violato una trentina di account del social network, scovando un traffico di foto di abusi su minori. Gli hacktivisti tornano quindi attivi sul social network che recentemente aveva chiuso l'account @YourAnonNews. La profondità del problema si è rivelata alla vigilia di Natale, quando gli attivisti del gruppo Anonymous hanno iniziato una campagna chiamata "Operation Pedo Hunt".
Alleanza internazionale di 48 paesi per sconfiggere la pedofilia online
Il 5 dicembre la Commissaria europea per gli Affari interni, Cecilia Malmström, e l’Attorney General degli USA, Eric Holder, hanno lanciato l’Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di minori online, un’iniziativa che associa i responsabili politici di tutto il mondo per individuare e assistere meglio le vittime e punire i colpevoli. Hanno presenziato l’evento ministri e alti funzionari dei 27 Stati membri dell’Unione e di altri 21 paesi (Albania, Australia, Cambogia, Croazia, Georgia, Ghana, Giappone, Moldova, Montenegro, Nuova Zelanda, Nigeria, Norvegia, Filippine, Serbia, Repubblica di Corea, Svizzera, Thailandia, Turchia, Ucraina, Stati Uniti d’America e Vietnam).
I paesi che partecipano all’Alleanza si impegnano a realizzare una serie di obiettivi strategici e a combattere in modo più incisivo gli abusi sessuali di minori online intensificando la cooperazione internazionale. “Quando parliamo di materiale pedopornografico parliamo di bambini che soffrono e che subiscono, impotenti, le sevizie dei loro carnefici. Una volta online, questo materiale si perpetua nel tempo. È nostra precisa responsabilità tutelare le giovani vittime e punire i colpevoli dovunque si trovino. L’unico modo per riuscirci è fare fronte comune per coordinare e intensificare meglio la nostra azione in tutto il mondo”, ha affermato Cecilia Malmström.
“Con l’Alleanza mondiale disporremo di mezzi più efficaci per consegnare quanti più colpevoli alla giustizia, individuare le vittime e garantire loro aiuto e sostegno”, ha commentato Eric Holder. “Questa iniziativa ripercorre i successi di precedenti operazioni di polizia internazionali, grazie alle quali sono state sgominate reti di pedofili mondiali, e permetterà di tutelare un maggior numero di minori nel mondo.” Si stima che siano oltre un milione le immagini pedopornografiche attualmente in Rete. Secondo l’UNODC, l’agenzia delle Nazioni Unite contro la droga e la criminalità, ogni anno vengono messe online 50 000 nuove immagini di abusi su minori.
Nessun paese può sconfiggere da solo questo flagello, perché le reti di pedofili online non conoscono confini e prosperano grazie alle falle degli ordinamenti e alla mancanza di scambi di informazioni tra i paesi. Ecco perché la cooperazione internazionale è fondamentale per indagare efficacemente i casi di pedopornografia online e individuare i perpetratori. Le conquiste dell’Unione in questo settore spaziano su più fronti. Di particolare rilievo, le due direttive contro la tratta di esseri umani (direttiva 2011/36/UE) e contro l’abuso, lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile (direttiva 2011/92/UE) che armonizzano l’azione penale contro i perpetratori e rafforzano la protezione delle vittime e la prevenzione.
Per approfondimenti: http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm
Via: Europa
Per approfondimenti: http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm
Via: Europa
Pedofilia/ nascosti nel Deep Web: torture e violenze su bimbi, 10 arresti
Si nascondevano nel "deep-web", quella parte della Rete che, per le sue caratteristiche, garantisce l'anonimato perché non indicizzata dai motori di ricerca, rendendo difficilmente rintracciabili sia i contenuti che i navigatori. In questa sorta di limbo senza regole si scambiavano video e foto di bambini, raccontandosi anche lo loro "esperienze", dando vita così a una vera e propria comunità virtuale di pedofili, nella quale si davano consigli sulle tecniche per adescare i minori, le sostanze stupefacenti da somministrare per evitare che si ribellassero o memorizzassero i soprusi subiti.
Al termine dell'operazione "nessun dorma" gli agenti della polizia postale di Salerno hanno individuato e arrestato dieci persone. I poliziotti, agendo come cyber-infiltrati, sono riusciti a carpire i segreti del gruppo, facendo emergere la loro organizzazione e le regole che ne disciplinavano l'appartenenza. Gli agenti hanno effettuato anche decine di perquisizioni in tutta Italia, riuscendo a mettere le mani sul più grande archivio mai scoperto nel nostro Paese: più di 5 milioni di file tra video e foto, molti dei quali inediti.
Tra questi molti ritraggono neonati sottoposti a violenze sessuali e torture. Tra gli indagati anche una donna siciliana che ha realizzato e pubblicato fotografie che la ritraggono mentre, vestita da suora, compie atti sessuali con il proprio figlio di otto anni. Il materiale era ben catalogato e suddiviso in sezioni. Nella parte denominata "soft" erano archiviate immagini di bambini nudi; in quella "hard" c'erano le violenze; nella sezione "hurt" i documenti relativi alle violenze sessuali e torture mentre in quella denominata "death" le apparenti uccisioni dei bambini violentati.
Per entrare a far parte della comunità l'aspirante adepto doveva installare un software dedicato per l'accesso alla rete; una volta entrati potevano creare il proprio spazio solo dopo essere stati invitati dai promotori del gruppo. Infine, per accedere ai contenuti dovevano individuare, attraverso il passaparola con gli altri iscritti, gli indirizzi web dove andare a scaricare il materiale pedopornografico in quanto nella rete i contenuti non sono indicizzati e quindi non rintracciabili dai motori di ricerca.
Se si trasgredivano le rigide regole interne si veniva esclusi dalla comunità. L'indagine della Postale della Campania è stata possibile grazie alle innovative tecniche investigative utilizzate, con la sperimentazione di nuovi software che hanno permesso nuove forme di intercettazioni telematiche. Il ruolo decisivo lo hanno avuto comunque alcuni agenti che, autorizzati ad infiltrarsi nella comunità, hanno acquisito le prove necessarie a identificare i singoli pedofili.
Fonte: Polizia di Stato
Anonymous scova lo stalker di Amanda Todd e diffonde nome e indirizzo
Il gruppo di hacker Anonymous è riuscito ad individuare l'uomo che ha perseguitato Amanda Todd, pubblicando sulla rete le foto della ragazza in topless, fino a quando la 15enne canadese si è suicidata. Secondo quanto pubblicato in un post sul sito Pastebin.com, si tratta di un 30enne di New Westminster, nella Columbia Britannica. L'uomo viene definito "un pedofilo che he estorto le foto ad Amanda".
Pedofilia: manca banca dati, 30% adolescenti molestato in chat room
Un "olocausto silenzioso". Così definisce il fenomeno pedofilia Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, nella IV Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, organizzata dall'Associazione presso l'Istituto Tommaso Salvini di Roma. "In Italia manca ancora una banca dati sul fenomeno della pedofilia. Ancora, purtroppo, non sono stati messi in campo quegli strumenti utili ad affrontare concretamente il fenomeno della pedofilia e della pedopornografia", scrive Caffo. Due minori su tre vittime di abusi sessuali.
"Nel 2010 sono 574 i casi di abusi sessuali su minori denunciati. Negli ultimi sei mesi, Telefono Azzurro, tramite le linee telefoniche di ascolto dei minori e la linea d'emergenza 114, è intervenuto su 3.956 casi segnalati dall'intero territorio nazionale", continua Caffo. "Ancor più allarmante il fatto che più di un terzo dei bambini che hanno vissuto un abuso sessuale da parte di adulti lo ha taciuto e ben 4 ragazzi su 5, vittime di abusi da parte di coetanei, lo ha tenuto segreto. Anche la rete può essere un pericolo: il 30% degli adolescenti ammette di essere stato molestato in una chat room".
"Queste cifre ci fanno capire come vi sia un sommerso da far emergere con estrema urgenza. Possiamo parlare di un vero e proprio olocausto silenzioso. E' necessario conoscere, capire, per prevenire e difendersi. E' questo il senso della nostra giornata", aggiunge il presidente di Telefono Azzurro. Durante l'incontro, 100 alunni della scuola hanno incontrato magistrati, rappresentanti del Ministero dell'Istruzione e dell'Interno, delle Forze dell'Ordine e della Polizia Postale, esperti del fenomeno dal punto divista medico scientifico e giornalisti, per conoscere la natura della pedofilia, capire come riconoscere l'abuso, a chi rivolgersi quando se ne intravede la natura.
"Bene hanno fatto il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano e il Ministro della Giustizia, Paola Severino, a ricordare come, oltre alle leggi, è necessaria una concreta opera di educazione e prevenzione per l'effettivo contrasto della pedofilia. Telefono Azzurro, quotidianamente, offre ascolto e supporto, anche attraverso la linea d'emergenza 114, proprio per essere parte integrante di una rete formata da Istituzioni, Associazioni, Società civile, a tutela di bambini e adolescenti", conclude Caffo. Telefono Azzurro, quotidianamente, offre ascolto e supporto, anche attraverso la linea d'emergenza 114.
PhotoDNA, software Microsoft contro pedofilia online in licenza gratuita
Microsoft ha annunciato di voler fornire gratuitamente le licenze necessarie all’utilizzo del software PhotoDNA alle autorità che si occupano della lotta alla pedofilia su internet Web. Sviluppato da in collaborazione con la svedese NetClean, il sistema PhotoDNA è in grado di analizzare un’immagine, realizzandone una sorta di firma digitale con la quale se ne possono rintracciarne altre copie, anche modificate, diffuse nella rete.
Nel 2009, Microsoft, in collaborazione con Dartmouth College, ha sviluppato PhotoDNA, una tecnologia che aiuta a trovare e rimuovere da Internet le immagini di sfruttamenti sessuali di minori. Microsoft ha donato la tecnologia PhotoDNA al National Center for Missing & Exploited Children (NCMEC), che ha stabilito un programma basato su PhotoDNA per i fornitori di servizi online al fine d'interrompere la diffusione della pornografia infantile. Si tratta d'una tecnologia libera già utilizzata dalle forze dell'ordine in molti paesi del mondo.
La nuova versione includerà anche funzionalità per supportare le connessioni tra NetClean Analyze e il sistema di Child Exploitation Tracking (STE). PhotoDNA è stato integrato in STE, un programma collaborativo globale per le indagini di pornografia infantile. STCE aiuta le forze dell'ordine che seguono centinaia di sospetti in un momento ed eliminano la duplicazione, il che rende più efficiente per le agenzie di seguire, raccogliere prove e costruire i casi sospetti nei confronti di pornografia infantile.
CETS è attualmente utilizzato dalle agenzie in Australia, Brasile, Belgio, Canada, Italia, Regno Unito e Stati Uniti. La polizia automatizza così il processo di rilevamento di contenuti pedopornografici online, evitando di sottoporre personale specializzato alla visione di immagini spesso sconvolgenti. Inoltre, grazie al PhotoDNA, è possibile semplificare di molto il processo d’identificazione delle vittime di abusi.
Nei primi mesi del 2011, Facebook è entrato in Microsoft nella subconcessione tecnologia per l'uso sulla propria rete. "Anche se questa pietra miliare è il primo passo nel rendere PhotoDNA a disposizione alle forze dell'ordine, la lotta non finisce qui - resta ancora molta strada da fare per sradicare il problema e rendere il mondo online un luogo ostile per nascondere abusi sessuali di bambini", scrive Bille Harmon, Associate General Counsel di Microsoft Digital Crimes Unit.
"Mentre la responsabilità di trovare e arrestare i criminali che sfruttano e abusano di bambini spetta all'applicazione della legge, tutte le parti della società, compreso il settore privato e le aziende come Microsoft, hanno l'obbligo di lavorare insieme per contribuire a proteggere i bambini ed eliminare la pornografia infantile", conclude Harmon. Nel corso del prossimo anno, Microsoft, in collaborazione con NCMEC, attuerà una implementazione graduale di PhotoDNA su Bing, SkyDrive e servizi di Hotmail.
"Mentre la responsabilità di trovare e arrestare i criminali che sfruttano e abusano di bambini spetta all'applicazione della legge, tutte le parti della società, compreso il settore privato e le aziende come Microsoft, hanno l'obbligo di lavorare insieme per contribuire a proteggere i bambini ed eliminare la pornografia infantile", conclude Harmon. Nel corso del prossimo anno, Microsoft, in collaborazione con NCMEC, attuerà una implementazione graduale di PhotoDNA su Bing, SkyDrive e servizi di Hotmail.
Telefono Arcobaleno: siti pedopornografici aumentano 47% nel 2011
Non si arresta la crescita dello sfruttamento sessuale dei bambini su internet. L’Osservatorio Internazionale di Telefono Arcobaleno ha pubblicato il report di settembre sulla pedofilia on line che, ancora una volta, testimonia le dimensioni e la costante crescita del mercato criminale più fiorente della new economy. Nei primi nove mesi dell’anno 2011, Telefono Arcobaleno ha individuato e segnalato più di 54.000 siti, arrivando a superare il totale dei siti segnalati nell’intero anno precedente.
La maggior parte della pedopornografia parte dall’Europa, in particolare dai Paesi Bassi che, oltre ad ospitare più del 35% dei siti pedofili segnalati da gennaio a settembre (19.107), sono lo Stato che registra l’aumento più significativo di tali materiali rispetto all’anno precedente. A fruire di un’offerta così vasta, sono pedofili tecnologicamente attrezzati ed evoluti: dall’analisi di un campione degli accessi ad uno dei numerosi siti illegali individuati dagli operatori di T.A. emerge che circa 1/3 degli utenti fa uso di smartphone oppure adopera hardware e sistemi operativi di ultima generazione.
Più della metà degli utenti, accede al sito in esame attraverso due Discussion Board, siti di discussione, utilizzati dal pedobusiness come punti assolutamente stabili di promozione e di accesso ai siti pedofili a pagamento e di divulgazione promozionale di materiali pedo-pornografici gratuiti. Queste prime informazioni ricavate dall'analisi dei file di log di un singolo sito - dichiara Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno - evidenziano le potenzialità di tali tecniche e l'impulso che potrebbero dare alla ricerca criminologica e all'attività investigativa in materia di pedofilia".
L’attività di hunting di Telefono Arcobaleno è finalizzata a contrastare con ogni mezzo la produzione, il commercio e la diffusione sul web delle immagini delle violenze sessuali sui bambini in una logica di assoluta priorità della tutela delle vittime. Il rapporto completo è disponibile in PDF a questo indirizzo.
Video choc di violenze su bambini, sgominato giro di pedofili online
Hanno diffuso su Internet centinaia di video che mostravano violenze sessuali compiute su minori, anche bambini in tenerissima età. Quattro le persone arrestate dalla polizia postale di Udine per divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico attraverso internet. L'indagine è nata sulla base di tracce informatiche pervenute dalla polizia criminale tedesca del Baden-Wuettemberg attraverso i canali di cooperazione internazionale.
Il lavoro investigativo, iniziato nel dicembre 2009, ha portato all'identificazione di 257 internauti che hanno diffuso video di violenze sessuali verso minori anche in tenerissima età, utilizzando programmi di file sharing. Tra di loro alcuni recidivi. Il pm titolare dell'indagine, il sostituto procuratore Lucia Baldovin ha quindi emesso i provvedimenti di perquisizione locale e personale nei confronti degli indagati.
Le indagini su tutto il territorio nazionale, che sono state coordinata dal centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia on-line della polizia postale e dagli investigatori di Udine ed effettuate nei mesi di marzo e aprile scorso, hanno permesso di sequestrare diverse centinaia di supporti informatici e numerosi ritagli di articoli di giornali aventi ad oggetto violenze su minorenni, tracce utili per le analisi forensi.
Durante la fase esecutiva dell'operazione, che ha coinvolto 85 uffici provinciali della Polizia Postale e delle Comunicazioni, sono state arrestate 4 persone tra gli indagati e le altre sono state denunciate a piede libero; tra le stesse sono state individuate anche 14 persone che erano già state perquisite poco tempo prima per analoghi reati.
Terza Giornata Nazionale contro la pedofilia, in Italia è ancora tabù
La pedofilia in Italia è un fenomeno sommerso, intriso di silenzio e di scarsa sensibilizzazione e prevenzione. Un fenomeno che nel nostro Paese è ancora un tabù, che spesso è meglio non svelare. Per vergogna, paura o inadeguato sostegno. Non è così negli altri Paesi. Secondo il dossier Child Maltreatment, pubblicato ogni anno, nel 2009 negli Stati Uniti sono stati segnalati circa 65mila abusi sessuali; in Inghilterra, stando ai dati del Department for Education, 2000; in Francia 2800. E in Italia? Solo 492, secondo l'Istat. Un gap troppo grande, che non rende giustizia alla reale incidenza della pedofilia, complici una serie di fattori concatenati. "Non c'è una rete unificata delle varie banche dati, dichiara il Presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo - gli unici dati ufficiali sono quelli che arrivano alle nostre linee di ascolto e al 114, il numero di emergenza per l'infanzia del ministero per le Pari Opportunità". Difficoltà di raccolta dei dati da un lato e mancanze di denunce dall'altro. Perché spesso si preferisce soprassedere, fare finta che non sia successo niente. L'allarme lanciato da Telefono Azzurro è chiaro. Nel triennio 2008-2010, all'associazione sono state riferite 570 situazioni di abuso sessuale, una media di 191 casi all'anno. "Oltre alla parzialità dei dati, siamo costretti a registrare un grave ritardo legislativo - spiega Caffo -. In tal senso, Telefono Azzurro auspica che si concluda quanto prima l'iter di ratifica della Convenzione di Lanzarote, giunto ormai alla fase conclusiva". Già 570 i siti finiti nella black list dei siti internet dai contenuti illeciti, operativa da circa 3 anni e sono tantissimi i casi di adescamento di minori tramite chat line o telefonini di nuova generazione.
Maxiblitz salva minori contro la pedofilia online, oltre cento arresti
Oltre 100 persone sono state arrestate in 13 Paesi europei e negli Stati Uniti, nel corso di un'operazione contro la pedofilia su internet, coordinata da Europol. L'indagine e' partita dalla polizia postale di Catania, che ha operato in collaborazione con l'organismo europeo che ha sede all'Aja. Per la polizia postale e delle comunicazioni è una delle maggiori indagini mai compiute in questo specifico settore. Da fonti giudiziarie si è appreso che è stato colpito il settore 'ideologicò della pedofilia. Secondo quanto reso noto sul sito di Europol gli arresti compiuti nell'ambito dell'operazione sono oltre cento. Le indagini sono state avviate dalla Polizia postale di Catania e coordinate dalla locale Procura distrettuale in collegamento con Europol. L'operazione è stata originata da una segnalazione presentata alla polizia postale diversi anni fa da don Fortunato Di Noto, fondatore dell'associazione Meter per il contrasto della pedofilia e la tutela dell'infanzia. Nel corso dell'attività investigativa sono stati individuati tanti bambini vittime di abusi sessuali. Gli inquirenti ritengono di aver smantellato quello che definiscono il "settore ideologico della pedofilia". La polizia di Catania è stata la prima ad avviare l'indagine che si è estesa all'estero e per questo è stata poi coordinata da Europol. Catania e' l'unica citta' italiana coinvolta nell'operazione.
A 4 anni rapita, abusata e messa a lavorare: arrestato grazie a Facebook
Rapita dal padre, portata in Marocco e affidata a dei parenti, costretta a lavorare ad appena 4 anni di eta', poi ritrovata grazie a un annuncio su Facebook. E' la storia di una bimba di 4 anni, sotratta alla madre 27enne, una marocchina che vive a Livorno, dall'ex marito, un connazionale 39enne, che e' stato arrestato dalla squadra mobile della Questura livornese. L'uomo e' accusato di sottrazione e trattenimento di minore all'estero, abbandono di minore, violenza sessuale su minore e tentata violenza privata. Secondo confidenze fatte dalla piccola, il padre avrebbe anche abusato sessualmente della figlia, in Italia. Nel settembre scorso, l'uomo con una scusa sottrasse la figlia alla madre e la porto' in Marocco. Qui la affido' a un parente anziano e a una donna, che la misero a lavorare, a badare alle capre e a sbrigare le faccende domestiche. Il 39enne torno' in Italia senza figlia, minacciando la ex moglie di fare del male a lei e alla piccola se fosse stata fatta denuncia. L'uomo venne fermato dalla polizia, a cui racconto' del rapimento della bimba. Grazie a un annuncio su Facebook fatto da un parente della mamma, a dicembre si e' fatta viva una donna che vive in un paesino sulle montagne del Marocco. Sono cosi' intervenute le autorita' locali e la madre e' potuta correre a riabbracciare la sua bambina. La piccola e' stata ritrovata deperita, malnutrita, terrorizzata e con segni evidenti di maltrattamenti fisici, e in condizioni igieniche precarie.
Allarme pedofilia, associazione Meter scopre oltre 900 siti in poche ore
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Safer Internet Day 2011, ragazzi liberi ma genitori impreparati a tutelarli
In occasione del Safer Internet Day 2011, la giornata europea dedicata alla sicurezza in Rete, Moige - movimento genitori e Trend Micro, azienda leader nella sicurezza informatica, presentano i risultati emersi da un’indagine con focus group di genitori, durante il quale sono stati discussi ed approfonditi i comportamenti in Rete di genitori e figli, i pericoli percepiti, i controlli e le misure di protezione adottate.
Adescava ragazzine su Facebook e le ricattava, fermato dalla Polposta
Adescava le ragazzine su Facebook, si faceva mandare video compromettenti e poi le ricattava. Un uomo di 30 anni di Ventimiglia è stato denunciato per estorsione e detenzione di materiale pedopornografico. L'uomo aveva utilizzato un account con dati di fantasia, in modo da non rivelare la sua identità. Ottenuto il video è scattato il ricatto: "Paga o pubblico le immagini su Facebook". E la ragazzina aveva dovuto consegnare 50 euro per evitare la pubblicazione. Durante la perquisizione a casa dell'uomo la polizia ha sequestrato un pc dentro il quale è stato trovato materiale pedopornografico. Le ragazze adescate hanno tra i 13 e 14 anni. L'uomo, un incensurato di 30 anni, residente a Ventimiglia ma dipendente di una macelleria in Francia, aveva creato un falso profilo sul social network con il nome "Davide Balestra". Dopo aver carpito la confidenza e la fiducia delle ignare ragazzine procedeva al ricatto vero e proprio. Si fingeva loro coetaneo ed anche le foto del suo profilo ritraevano un ragazzo sui 18 anni. I soldi chiedeva fossero messi in una busta e abbandonati sul tavolo di un bar.
Pedofilia on line: la polizia postale ripulisce oltre mille siti Web
1.100 siti on line di insospettabili aziende (100 solo in Italia), "infettati" a loro insaputa con materiale pedopornografico messo in vendita attraverso i link inviati con normali tecniche di spamming. E' la scoperta fatta dalla Polizia postale e delle comunicazioni che, con l'aiuto di Europol ha ripulito i server distribuiti in 30 paesi.
Le indagini, coordinate dalla procura di Venezia, da cui ha preso il nome l'operazione "Venice carnival", sono partite all'inizio del 2009 dalla segnalazione di una nonna che, navigando sulla rete in cerca di un regalo per i suoi nipoti, aveva cliccato sull'indirizzo di un negozio virtuale ritrovandosi su un sito web di abusi sessuali su minori. All'apertura del sito infetto, veniva installato sui computer dei navigatori un trojan che reindirizzava a pagine web pedopornografiche.
Per "pubblicizzare" questo percorso ai cybernauti interessati alla pedopornografia e disposti a pagare per scaricare le immagini e i video, l'organizzazione inviava mail spam che, una volta aperte, permettevano di prendere il controllo dei Pc dei navigatori diventando parte di una botnet e, attraverso questi, infettare i siti italiani e di altri paesi assolutamente legittimi ma che non avevano adeguati sistemi di protezione.
Successivamente, ai cybernauti che si dimostravano interessati veniva poi inviato un elenco del materiale disponibile, ottenendo due risultati: nascondere i siti illegali dietro pagine web legittime e selezionare tra i navigatori quelli interessati a pagare per scaricare poi i file pedopornografici. L'organizzazione ha utilizzato la migliore tecnologia esistente, con sofisticate tecniche di Web masquerading messe al servizio della diffusione di materiale pedopornografico.
Fonte: AGI
Foto: Il Giornale
Arrestato falso fotografo di Hallo Kitty che adescava ragazzine su Facebook
Su Facebook adescava ragazzine spacciandosi per fotografo addetto al casting per la pubblicità di una linea di costumi da bagno di Hello Kitty. “Hallo Kitty” è una rivista per ragazzine adolescenti. Con il marchio “Hallo Kitty” vengono prodotti anche accessori e linee di abbigliamento. Ovviamente l’orco mentiva ma grazie a questo stratagemma, facendosi scudo con l’immagine rassicurante della gattina giapponese, riusciva a convincere le sue vittime a spogliarsi in webcam e valutare così la rispondenza ai requisiti fisici necessari per le modelle della campagna promozionale. I video venivano immagazzinati dal sedicente fotografo e sono stati trovati dalla polizia postale nel corso della perquisizione domiciliare. L’episodio, risalente a qualche tempo fa, è stato reso noto ieri dalla polizia delle comunicazioni dell’Emilia Romagna. E’ stata una mamma residente in provincia di Bologna a far scattare le indagini dopo avere scoperto che la figlia dodicenne era entrata in contatto su Facebook col pedofilo. L’adescatore, un milanese di 28 anni, è stato individuato con un’operazione on line sotto copertura: una poliziotta si è messa al computer fingendo di essere una bambina e ha raccolto le prove dell’azione messa in atto dal maniaco per convincere le vittime a spogliarsi. Il successivo blitz ha portato alla scoperta di una grande quantità di immagini di bambine e ragazzine nude in pose erotiche. Per l’uomo, che è tuttora detenuto, sono scattate le manette con l'accusa di produzione di materiale pedopornografico.
Usa: arrestato Philip Greaves, autore della "Guida del pedofilo"
Gli agenti della polizia della Contea di Polk, nell’ovest degli Stati Uniti, ha arrestato ieri Philip Ray Greaves, l’autore di una ’Guida del pedofilo', che era stata messa in vendita da Amazon.com e che, dopo aver scatenato una bufera di critiche, il colosso dell’e-commerce aveva poi ritirato in tutta fretta dal catalogo di e-book destinati al lettore Kindle.
Lo ha reso noto la polizia della Florida. Philip Greaves, 47 anni, è stato fermato dalla polizia di Pueblo, a sud di Denver, in virtù di un mandato d’arresto emesso dalle autorità della contea di Polk, come ha precisato un comunicato dell’ufficio dello sceriffo di questa contea situata circa 400 km a nord ovest di Miami. Al momento l'uomo è in stato d'arresto in Colorado, ma lo sceriffo della contea di Polk sta cercando di ottenere la sua estradizione in Florida.
David Lane, un procuratore esperto di casi che riguardano la libertà d’espressione interpellato da Associated Press, ha detto che non sarà facile per la Florida estradare Greaves: “la questione principale è capire se ciò di cui è accusato in Florida sia un crimine in Colorado. E ovviamente non lo è, dato che non era mai stato arrestato”.
Lo sceriffo Judd - conosciuto in tutta la Florida per la sua crociata contro i pedofili - è però sicuro di se stesso, e confida di incarcerare Greaves in Florida il prima possibile. Greaves è accusato di aver distribuito materiale pedopornografico, precisa il comunicato dello sceriffo della contea di Polk. ’The pedophilès guide to love and pleasure' (’la guida del pedofilo all’amore e al piacere') firmata Philip R. Greaves, era stata pubblicata a spese dell’autore e messa in vendita lo scorso novembre. In un solo giorno, il libro era salito alla 65esima posizione dei più venduti di Amazon.
Scaricavano da server materiale pedopornografico, arrestate 107 persone
La polizia austriaca ha arrestato 107 persone, tra cui 4 insegnanti e l'impiegato di un asilo nido, con l'accusa di pedofilia in seguito al sequestro da parte della stessa polizia austriaca di materiale pedopornografico. Il blitz è stato compiuto in diverse città del Paese.
Lo hanno annunciato le autorità locali. Uno degli arrestati aveva scaricato oltre 20mila foto e 300 video. Gli uomini arrestati, tra i 18 e i 70 anni e di diversa estrazione sociale, sono accusati di aver scaricato da un server in Lussemburgo foto e video con bambini abusati sessualmente.
Le indagini sono cominciate un anno fa in seguito ad una soffiata alla polizia del Lussemburgo e potrebbero essere coinvolte altre persone che si sarebbero serviti di computer presso internet cafè così da far perdere le loro tracce. Gli arresti rappresentano la seconda maggiore operazione contro la pedopornografia in Austria.
Nel più grande blitz anti-pedofili compiuto dalla polizia austriaca l'anno scorso furono incriminati 190 uomini legati ad una rete che coinvolgeva 170 paesi. Tre anni fà la polizia austriaca era riuscita ad individuare più di 2.300 persone che scaricavano dalla rete materiale pedopornografico.
Via: TG Com
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